Hands on South Park: The Stick of Truth

Il cartone più irriverente della TV torna in un videogame in salsa fantasy. Ecco il resoconto delle prime ore di gioco.

hands on South Park: The Stick of Truth
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    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Alessandro Trufolo Alessandro Trufolo ha visto la sua prima schermata di Game Over in età precoce: per il trauma, è cresciuto inserendo cartucce e dischi vari in qualsiasi console o computer gli capitasse a tiro. Quando ha deciso che di videogiochi voleva anche scriverne e parlarne, il dramma si è completato. Aiutatelo a superarlo su Facebook, Twitter e Google+.

Ad una ventina di minuti abbondanti dall'inizio di South Park: The Stick of Truth siamo già di fronte ad uno scoop clamoroso: Kenny è vivo e vegeto. E se la passa anche bene, a dir la verità, nel suo completo da principessa del personalissimo regno del Grande Mago Cartman. La scena nella quale il rampollo di casa McCormick ci viene introdotto potrebbe essere addirittura usata come esauriente sintesi del nuovo titolo Obsidian: l'intero immaginario collettivo dei giochi di ruolo fantasy in perfetta fusione con l'universo di South Park. Che in Stick of Truth gag e risate indirizzate ai fan della serie fossero praticamente dietro ogni angolo, sinceramente, è una cosa che ci aspettavamo sin dal suo primo reveal trailer; dopo l'ora di gameplay gentilmente concessa da Ubisoft presso i suoi uffici milanesi, però, possiamo dire senza ombra di dubbio che, in mezzo alla grande dose di humor nero tipico della serie, c'è anche un ottimo gioco di ruolo, in grado di accontentare persino quei fan del genere che, della cittadina immaginaria del Colorado, non dovessero aver mai nemmeno sentito parlare.

A NEW KID ON THE BLOCK

L'incipit delle avventure che faranno da sfondo a Stick of Truth è ormai noto, e vede il giocatore vestire i panni di un ragazzo appena trasferitosi a South Park; i motivi dietro all'improvviso trasloco rimangono un mistero persino per il ragazzo (apparentemente affetto da amnesia al riguardo) ma la premura con la quale, durante la sequenza introduttiva, i genitori del protagonista si assicurano che questi non ricordi nulla del suo recente passato, lascia presagire che questo sarà uno dei temi approfonditi durante il gameplay. Approfonditi, ovviamente, con quel perfetto stile South Park che arricchisce ogni aspetto del gioco, come dimostrato dall'editor di creazione del personaggio: le variabili per la costruzione del proprio alter ego all'interno del gioco sono moltissime e, non a caso, ci siamo ritrovati a sfruttare preziosissimi minuti del nostro hands-on tra lentiggini, occhiali e strane capigliature, allo scopo di ricreare il soggetto adatto a diventare il nuovo zimbello/compagno di Cartman e soci. Sin dai primi momenti gli scenari mostrano una fedeltà grafica sbalorditiva nei confronti della la serie tv, nonché un livello di interattività di tutto rispetto: la nostra nuova casa, nella quale inizieremo a muovere i primi passi, riporta infatti alla mente le classiche abitazioni da rpg vecchia scuola, con i suoi armadietti, cassetti e pertugi esplorabili in cerca di qualche quarto di dollaro o oggetto utile nel prosieguo dell'avventura.

Gli stessi elementi che compongono le ambientazioni sono perfettamente riprodotti con il tipico 'tratto' conosciuto sul piccolo schermo, ma è vedere il tutto in movimento che toglie qualsiasi dubbio sulla scrupolosità usata dai grafici di Obsidian e South Park Digital Studios: dalla tipica camminata saltellante ai movimenti volutamente 'scattosi' dei personaggi, ogni marchio di fabbrica della serie animata è riprodotto in modo semplicemente impeccabile, rendendo impossibile distinguere le varie fasi di gioco da un qualsiasi episodio visto in tv. Conoscere qualche retroscena di almeno alcune delle diciassette stagioni televisive, tra l'altro, aiuterà il giocatore ad immedesimarsi in un protagonista che, non appena messo piede fuori casa, farà la conoscenza di un volto noto dopo l'altro: il primo è quello di Leopold 'Butters' Stotch che, dopo il nostro tempestivo intervento per toglierlo dalle grinfie di due bulli, ci introduce ad un gruppo di ragazzini impegnati in quello che sembra essere un gioco di ruolo live action decisamente 'ad ampio raggio'. La corte del 'Regno' nella quale entriamo insieme al nostro nuovo amico contiene infatti tutto l'armamentario fantasy del caso, da uno 'Stagno delle Visioni' ricavato da una piscina gonfiabile a stalle dietro le quali in realtà si nasconde la più classica delle sabbionaie per bambini: al centro di tutto, appena fuori da una tenda malconcia adibita a sala del trono, Re Cartman, il più potente e temuto mago del Regno.

"Sin dai primi momenti gli scenari mostrano una fedeltà grafica sbalorditiva nei confronti della la serie tv, nonché un livello di interattività di tutto rispetto."

Se dunque l'incontro con i protagonisti della serie non si fa attendere, azione e combattimenti non sono sicuramente da meno: ben presto, infatti, la tranquilla vita di corte verrà disturbata dall'attacco di un gruppo di elfi della fazione avversaria (capeggiata da Stan e Kyle), decisa a mettere le mani sul potentissimo Bastone della Verità custodito da Cartman, dando modo per la prima volta al giocatore di testare il sistema di combattimento messo a punto da Obsidian. Dopo aver scelto la propria classe tra quelle disponibili (tutte piuttosto classiche, tranne quella del Paladino/Monaco qui semplicemente conosciuto come 'Ebreo'), il primo impatto con gli scontri è piacevolmente positivo: dietro ad una sequenza di turni classica si cela una struttura nella quale tempismo e strategia sembrano essere i veri protagonisti; tanto le fasi di attacco quanto quelle difensive, infatti, aumenteranno la loro efficacia in base alla puntualità con la quale il giocatore risponderà a determinati imput durante il combattimento, con la giusta precisione che può quindi dimezzare (o persino annullare) il danno subito, così come aumentare in modo significativo quello procurato.
In modo molto simile al sistema di combattimento già conosciuto in Paper Mario, la tempestività richiesta sarà diversa in base al tipo di comando eseguito dal giocatore, che potrà contare anche su una serie di abilità speciali opportunamente variegate: nel nostro party iniziale, purtroppo, ci è stato possibile testare solamente quelle del nostro accompagnatore Butters, ma l'equilibrio tra le sue abilità curative ed i suoi attacchi magici ad ampio raggio si è dimostrato subito fondamentale in più di una battaglia.
Il nostro guerriero, dal canto suo, grazie agli attacchi speciali in suo possesso ci ha permesso di affrontare con le opportune contromisure uno degli aspetti più strategici del sistema di combattimento, legato in modo diretto ai 'buff' e all'equipaggiamento nemico: per attaccare efficacemente avversari muniti di scudo, ad esempio, dovremo necessariamente utilizzare combo o attacchi speciali composti da almeno due attacchi (con il primo che andrà a distruggerne la protezione extra, mentre il secondo ne intaccherà i punti ferita) oppure, nel caso di nemici in grado di annullare e contrattaccare immediatamente i nostri affondi corpo a corpo, si renderà obbligatorio l'utilizzo di arco e frecce (rigorosamente munite di ventosa) per colpirli efficacemente dalla distanza.

Ovviamente, ogni abilità speciale (così come ogni oggetto equipaggiabile o consumabile) è opportunamente declinata secondo i canoni dell'universo di South Park e non sorprende quindi trovare all'interno della gamma di azioni disponibili attacchi particolarmente sadici come 'Assault and Battery', con il quale infierire con una mazza da baseball sull'avversario dopo l'obbligatorio tentativo di fuori campo, o 'Roshambo', nel quale ai classici 'rock', 'paper' e 'scissor' della ben nota morra cinese è aggiunta anche l'opzione 'nuts!', con relativo calcio stordente nei gioielli di famiglia avversari.

MISSIONE IMPROBABILE

Se in attesa di una prova più approfondita, dunque, il sistema di combattimento sembra offrire la varietà e la profondità necessarie per divertire anche sulla lunga distanza, l'universo di gioco non si rivela assolutamente da meno: la cittadina di South Park è infatti fedelmente riproposta in una mappa di gioco impeccabile e completa di ognuna delle sue location caratteristiche. Scorrazzare allegramente per le strade della nostra nuova città ci permette di scoprire come i tanti elementi interattivi degli scenari potranno servire tanto ad aumentare le proprie scorte di oggetti consumabili o denaro quanto a raccogliere elementi collezionabili, o addirittura evitare determinati scontri grazie alle ingegnose pensate dei protagonisti.
I nemici, infatti, non ci obbligheranno a scontri casuali ne tantomeno forzati (se non quelli necessari alla narrazione), con la loro perenne presenza su schermo che ci permetterà di studiare, dove possibile, metodi alternativi per metterli fuori gioco o semplicemente aggirarli piuttosto agevolmente. Quanto questo influirà sull'evoluzione del proprio personaggio, e sulle eventuali fasi di grinding tipiche del genere, è ancora prematuro da analizzare, anche alla luce di un sistema di crescita con il quale non abbiamo avuto modo di spendere moltissimo tempo per via della durata limitata della nostra prova: oltre al cambio di nomignolo con il quale Cartman ci battezzerà ad ogni passaggio di livello (iniziando dal sempreverde 'Douchebag'), il tutto sembra comunque aderire ai canoni convenzionali del gioco di ruolo, con attacchi e capacità magiche upgradabili in vista dei combattimenti più ostici.

"Il sistema di combattimento sembra offrire la varietà e la profondità necessarie per divertire anche sulla lunga distanza."

Che le possibilità di crescita non manchino è comunque chiaro sin dal primo giro a zonzo per South Park: moltissime delle abitazioni e delle attività che danno vita alla città sono infatti liberamente esplorabili e ricche di quest secondarie o incarichi speciali assegnatici da parte degli abitanti al loro interno. In una pausa dalla quest principale, ad esempio, abbiamo deciso di avventurarci nel celeberrimo ristorante City Wok solamente per scoprire come, dietro alle nuove specialità mongole servite dal buon Tuong Lu Kim, si nasconda in realtà una cospirazione architettata da un manipolo di guerrieri mongoli (a prima vista usciti dalle truppe di Gengis Khan stesso) che occupa la torre adiacente al ristorante, da quel momento in poi obiettivo di una spassosa sub-quest. Spingendoci più in periferia, invece, la nostra attenzione è stata attirata da un cespuglio parlante rivelatosi niente meno che l'ex vice-presidente americano Al Gore che, tra una strampalata tesi ambientalista e l'altra, ci proporrà di dare la caccia ad un essere mitologico apparso in una vicina caverna e conosciuto come 'Orsuomaiale'. Come avrete potuto capire, l'umorismo e il grottesco sono parte integrante anche del sistema di quest di Stick of Truth che, oltre a queste due piacevoli caratteristiche, sembra poter contare anche su una discreta ricchezza di proposte e alternative; girovagare e fare conoscenza con la miriade di personaggi inseriti dagli sviluppatori in Stick of Truth, ad esempio, incrementerà il proprio numero di amici su uno dei più popolari social network in circolazione, fattore che sbloccherà bonus e premi per il proprio personaggio al raggiungimento di determinati obiettivi. Se, come già anticipato, a livello grafico il lavoro di Obsidian non può che ritenersi una perfetta riproduzione delle ambientazioni e dei personaggi della serie tv, anche dal punto di vista sonoro non si può che lodare il lavoro svolto dagli sviluppatori: tutti i doppiatori della serie animata tornano ovviamente in Stick of Truth per fornire la propria voce ai relativi personaggi che, durante il gameplay, potranno anche contare su una gamma di effetti sonori assolutamente spassosi e dalla qualità sempre elevata. Un ulteriore tocco di classe è dato dalla presenza di brani in perfetto stile RPG, qui ovviamente riproposti in chiave South Park, con cori epici 'alla Skyrim' interpretati dalle stesse voci stridule dei personaggi principali che non mancheranno di strapparci più di un sorriso durante le nostre avventure.


South Park: Il Bastone Della Verità Dopo aver testato con mano South Park: The Stick of Truth, quello che ne emerge è una piacevole conferma, così come una gradita sorpresa. Se tecnicamente, infatti, non sorprende ritrovare nel titolo Obsidian ambientazioni e personaggi riproposti in modo pressoché perfetto rispetto alle loro controparti animate, è altresì piacevole constatare come sia stata garantita altrettanta attenzione ad elementi fondamentali del gameplay come il sistema di combattimento e la proposta di quest principali e secondarie. Ognuna di queste componenti è stata ovviamente filtrata attraverso il dissacrante stile di South Park, ma si presenta, a prima vista, provvista della varietà e della profondità necessarie ad attirare tanto i fan di Kyle, Kenny e soci, quanto gli appassionati di RPG in cerca di un titolo dal tono meno epico e più leggero. Dopo uno sviluppo travagliato ed un cambio di publisher che ne hanno seriamente messo a rischio la pubblicazione, quindi, per South Park: The Stick of Truth sembra essere arrivato il momento di ricevere almeno due buone notizie: la prima è che il prossimo marzo segnerà finalmente il suo arrivo su PC e console di tutto il mondo, mentre la seconda ci vede costretti ad ammettere che, dopo un'ora in sua compagnia, probabilmente non saremmo proprio riusciti ad aspettare oltre.

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