Hands on Spacebase DF-9

Il dev team di Double Fine alle prese con fantascienza à la Star Trek.

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Alessandro Sordelli inizia la sua avventura videoludica ereditando un leggendario Commodore 64 a cassette magnetiche, computer che gli apre le porte ai giochi di ruolo e tutto ciò che è fantascienza. Pur nutrendo da sempre un particolare amore per la piattaforma PC, non disdegna il panorama console. E' in giro su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Se siete degli science fiction addicted e se vivete di pane e fantascienza, certamente avrete sognato di vivere su una stazione spaziale nel remoto universo, magari in qualità di capitano, gestendo operazioni militari, economia o incontri diplomatici con esponenti di sconosciute razze aliene. Con Spacebase DF-9, il creatore di Day of the Tentacle e Grim Fandango Tim Shafer vuole riportare alla gloria il gestionale per PC, quello nudo e crudo che spopolava negli anni '90, l'indimenticabile periodo della compianta Bullfrog e di una Maxis che pareva davvero inarrestabile e che, da lì a poco, avrebbe creato il rivoluzionario The Sims. Il gestionale di fantascienza che abbiamo provato oggi nasce in qualità di prototipo nel corso dell'Amnesia Fortnight 2012, una due settimane indetta dalla californiana Double Fine Productions e nella quale 23 team di sviluppo si sono sfidati per la realizzazione di un software videoludico minimale ma divertente. Spacebase fu una delle idee che ottenne maggior consenso tra i votanti, motivo per il quale lo sviluppatore decise di investirci tempo e risorse economiche. Grazie a Steam e alla formula dell'accesso anticipato, il team di Double Fine riesce oggi a lavorare al progetto, mentre noi abbiamo modo di saggiare ciò che bolle in pentola.

BASE SPAZIALE DF-9

La nuova IP realizzata da Double Fine è un gioco gestionale con grafica isometrica, ambientato in un futuro molto lontano e nei recessi dello spazio profondo. L'ambientazione sci-fi è classica che più clasica non si può: esplorazione spaziale, impianti minerari, criosonno, improbabili tecnologie in grado di farci percorrere milioni di chilometri in pochi secondi, tutti elementi fondanti per il genere. Nel titolo del gioco non è nemmeno troppo difficile trovarvi riferimenti alla famosa epopea spaziale televisiva Star Trek, in particolare Deep Space Nine (abbreviata dai fan in DS9), avventura in sette stagioni ambientata proprio su di una stazione spaziale in un punto strategico dell'universo. La produzione Double Fine è condita dallo charme e dall'eclettismo che hanno reso celebre la produzione televisiva di Gene Roddenberry, con una gran varietà di razze aliene strane e curiose, insieme alle tecnologie più bizzarre e fantascientifiche, ai limiti dell'incredulità sci-fi. Naturalmente non può mancare l'impronta comica tipica di Shafer: ecco quindi che i classici alieni con le antenne o i grossi occhi a mandorla si trasformano in polli giganti o creature antropomorfe davvero assurde e divertenti.

"La nuova IP realizzata da Double Fine è un gioco gestionale con grafica isometrica, ambientato in un futuro molto lontano e nei recessi dello spazio profondo."

Ma da qualunque parte dell'universo uno provenga, la propensione ai pettegolezzi e alle chiacchiere è sempre la stessa, ed ecco quindi che il gestionale si trasforma quasi in un life sim, ma agli estremi confini dell'universo conosciuto ovviamente. L'avventura ha inizio con un equipaggio minimo, a bordo di quella che potremmo considerare una sorta di capsula di salvataggio, non prima d'aver selezionato in che tipo di contesto vogliamo giocare, se in un agglomerato di asteroidi o in spazio aperto, definendo così anche la difficoltà dell'approccio. I nostri uomini sono protetti da una tuta spaziale, ma dispongono di soli dieci minuti d'ossigeno per approntare una prima rudimentale stazione spaziale. Anche le risorse non sono infinite, quindi occorre valutare attentamente cosa è necessario assemblare per permettere alla crew di sopravvivere e autosostenersi nei primi minuti di gioco. Due cose sono fondamentali prima di dedicare il tempo all'espansione spaziale: la costruzione di una camera stagna che permetta di decomprimere in sicurezza, agevolando così l'ingresso e l'uscita dal complesso spaziale, e secondo ma non meno importante, un sistema di supporto vitale per ossigenare le varie stanze delle struttura. Nonostante la build sia ancora acerba, l'interfaccia mostra già forma e sostanza. In alto a sinistra troviamo il menù principale, dal quale selezioniamo gli strumenti di costruzione e il personale disponibile - con ancora ridotte possibilità di scelta - mentre dalla parte opposta abbiamo le informazioni relative alle risorse immagazzinate, data stellare e avvisi inerenti la nostra base spaziale e zone limitrofe. Si gioca esclusivamente con il mouse, anche se la tastiera ci fornisce rapido accesso ad alcuni menù e ci permette di muovere l'inquadratura. Superato il primo scoglio, si può passare al consolidamento della struttura spaziale. L'early access ci permette di costruire gli alloggi del personale, la stazione mineraria, il bar, il nucleo del reattore principale e poche altre cose di contorno.

AI CONFINI DELL'UNIVERSO

Come vuole il cliché della space adventure, presto o tardi verremo avvicinati da altri astronauti alla deriva nell'universo, navi di passaggio e nuove civiltà. Inizialmente si tratterà di piccole capsule o navette biposto, ma proseguendo nel corso del gioco ci sarà modo di incontrare altre basi spaziali e agganciarsi ad esse, consci del fatto che i suoi occupanti potrebbero non avere intenzioni amichevoli. Rispetto ad un classico gestionale, con Spacebase DF-9 siamo impossibilitati a scegliere il personale della squadra, arrangiandoci con quel che abbiamo a nostra disposizione. Al momento non è nemmeno possibile impartire ordini diretti ai membri della crew, che si muovono seguendo le semplici istruzioni dettate dall'intelligenza artificiale. Ogni personaggio ricopre un solo ed unico ruolo, negli ambiti costruzione, manutenzione, sicurezza, scavo minerario e ristorazione.

"L'avventura ha inizio con un equipaggio minimo, a bordo di quella che potremmo considerare una sorta di capsula di salvataggio."

Lo stats sheet del personaggio è probabilmente l'elemento meglio realizzato del gioco allo stato attuale, una schermata che riassume le informazioni generiche di ogni singolo membro dello staff, con tanto di stato di salute, emotivo e data log con registrato ogni pensiero e curiosità sul personaggio stesso. Gli imprevisti sono all'ordine del giorno e dovremo avere la situazione sotto controllo in ogni momento. Un macchinario malfunzionante potrebbe per esempio scatenare un incendio, uccidendo un membro della squadra, o peggio, compromettendo l'integrità strutturale della stazione e mettendo così in serio pericolo la vita di tutti. Con la versione beta ci aspettiamo nuove infrastrutture e oggetti per la stazione spaziale, così come nuovi ruoli per i membri dell'equipaggio, al fine di rendere un po' più varia l'esperienza di gioco (ora molto limitata). Il gioco è completamente disegnato con grafica in due dimensioni, fatta eccezione per i personaggi, realizzati con modelli caricaturali di natura tridimensionale, ancora semplici e poco definiti sia nella forma che nelle animazioni. Non entriamo in merito al dettaglio tecnico, trattandosi di una versione alpha (la seconda per l'esattezza, denominata 1b) in piena fase di sviluppo. È inoltre bene precisare che il titolo Double Fine ha già visto diverse fasi di sviluppo, passando da gioco completamente bidimensionale (orthogonal view) a titolo con grafica ibrida.


Spacebase DF-9 Spacebase DF-9 è un gestionale ambientato nelle profondità dello spazio siderale, con riferimenti più o meno espliciti alla fantascienza resa celebre dalla televisione e da serie come Star Trek e Babylon 5. Altre software house ci hanno provato recentemente, sia su PC che su mobile device (sicuramente qualcuno ricorda Star Command), con risultati poco convincenti. Il lavoro del team Shaffer incuriosisce ma le premesse non riescono a stupire, forse perché ci troviamo di fronte ad un prodotto che, sulla carta, non sembrerebbe in grado di offrire qualcosa di realmente diverso, limitandosi per lo più a citare una serie di classici del gaming su PC e il gestionale con base isometrica. L'early access - messo a disposizione da Double Fine tramite sito ufficiale e Steam - è poco più di una corposa demo, con dinamiche di gioco vecchiotte e un po' troppo semplici per riuscire a far breccia nei cuori dei PC gamer incalliti. Il dev plan riportato sul sito ufficiale lascia sperare in corpose aggiunte, ma per il momento resta un prodotto per soli trekkies.

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