E3 2013

Hands on Splinter Cell BlackList

Una demo ci ha permesso di saggiare un livello del single player e la modalità Spie VS Mercenari

hands on Splinter Cell BlackList
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Wii U
  • Pc
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

Nonostante l’indubbia qualità di fondo, l'ultimo Splinter Cell non ha convinto i fan di Sam Fisher. Fin troppo dissimile dai predecessori, gli sviluppatori hanno optato per un’evoluzione del brand che non ha evidentemente fatto breccia nei cuori dei videogiocatori, più inclini alle vecchie missioni di infiltrazione piuttosto che a vivere l’ennesima avventura hollywoodiana tutta esplosioni e inseguimenti rocamboleschi.
Fortuna (o semplice razionalità) vuole che Ubisoft non sia sorda alle critiche: raccolti tutti i feedback del caso, il publisher ha ben deciso di recuperare la struttura ed il feeling dei vecchi Splinter Cell, senza per questo rinunciare agli aspetti migliori di Convinction.
Splinter Cell Blacklist si è presentato sin dal primo momento come il capitolo più ambizioso della saga e dopo un incontro piuttosto approfondito all’E3 non possiamo che dare credito ai proclami elaborati dal reparto marketing. Dopo un breve tuffo nella campagna single player e una divertentissima partita al noto Spie VS Mercenari abbiamo abbandonato lo stand del colosso francese animati da un sincero ottimismo.

Il vecchio Sam Fisher

Sin dalle origini, Splinter Cell ha avuto come protagonista l’agente speciale Sam Fisher, impegnato a salvare il mondo grazie alle sue innate doti di infiltrazione. Muovendosi nell’ombra e assassinando senza pietà i suoi nemici, ha sempre sabotato complessi intrighi internazionali e sgominato spietate bande terroristiche, accompagnando il videogiocatore in una lunga serie di missioni dove l’imperativo era restare sottotraccia, sfruttare con intelligenza i gadget in proprio possesso ed evitare il più possibile gli scontri diretti. Splinter Cell Blacklist recupera in pieno questo mantra e lo mescola con un pizzico di azione in più. In più d’una situazione dovrete abbandonare gli indugi e dedicarvi con all’eliminazione indiscriminata delle forze nemiche imbracciando un mitra o altre armi altamente distruttive.
La nostra prima domanda rivolta agli sviluppatori riguardava proprio questo aspetto: dobbiamo attenderci un Convinction con qualche fase stealth in più o un’apertura degli Splinter Cell classici a qualche scena più movimentata del solito?
La risposta l’abbiamo ottenuta direttamente sul campo di battaglia. La demo, ambientata in un punto molto avanzato della storia, si apriva con una fase utile per saggiare le rinnovate abilità atletiche di Sam Fisher. Arrampicandoci di struttura in struttura, il nostro agente segreto ha dato prova di essere a suo agio tra cornicioni su cui saltare e tubi da scalare. Il debito nei confronti di Assassin’s Creed è evidente, ma nessuna acrobazia estrema paragonabile a quelle sfoderate da Altair e relativi avi.
Dopo questa fase priva di sorprese e brutti incontri, siamo stati accolti da uno sparuto gruppo di guardie. Con nostro immenso piacere ci siamo immediatamente sentiti a casa: nascosti nell’oscurità più totale, ci siamo affidati al sensore termico per seguire gli spostamenti dei nemici anche oltre le pareti. Stando ben attenti a non incappare nei coni di luce prodotti dalle torce collegate ai fucili, già addestrati dai precedenti capitoli siamo riusciti a metterli KO senza esporci. Tutto ci è parso al suo posto. Attaccarli alle spalle è il modo migliore per effettuare un’uccisione silenziosa, ma guai ad avvicinarsi troppo velocemente se non si vogliono produrre rumori che attirino l’attenzione. Lasciare il cadavere di una guardia in bella vista può rivelarsi un diversivo efficace. Confidare nello scontro diretto è una pessima idea visto che se per abbattere i nemici servono mirate e copiose scariche di piombo, mentre un paio di proiettili sono più che sufficienti per mandarvi all’altro mondo.

Purtroppo questa fase stealth è stata troppo striminzita per permetterci di dare un vero e proprio giudizio. Ciò che è certo è che il level design promette bene e il feeling è assolutamente in linea con i capitoli passati del brand. Resta da vedere se ci verrà data la stessa libertà d’azione e se i vecchi e nuovi gadget dell’agente segreto saranno in grado di cambiare sensibilmente l’approccio di ogni partita.
Eliminate le guardie siamo giunti nella sezione “alla Convinction”. Raggiunto il terrorista che dovevamo catturare, questi ha preso a scappare. L’inseguimento si è rivelato abbastanza movimentato e piuttosto intenso. Gli sviluppatori ci hanno comunque consigliato di evitare scontri frontali, affidarci alla rapidità di riflessi o a veri e propri attacchi a sorpresa. Abbandonando il sentiero principale ci siamo arrampicati su una piattaforma dove, pur non smettendo mai di correre, avevamo un’ottima e comoda visuale sugli ignari scagnozzi che, in posizione di svantaggio, abbiamo eliminato con estrema rapidità. Raggiunto il target, ci siamo accorti di essere purtroppo caduti in una trappola e il classico cliffhanger ha chiuso la demo.
La domanda posta qualche riga più in alto può insomma avere una risposta: Blacklist sarà fondamentalmente uno Splinter Cell piuttosto classico, ma non mancheranno situazioni più movimentate che doneranno un po’ di sana varietà al gameplay.

Spie e Mercenari

Cambiata postazione di gioco abbiamo potuto testare tutto il divertimento che sa regalare Spie VS Mercenari in una veloce ma intensissima partita 2 VS 2.
Il primo round lo abbiamo giocato nei pesanti panni dei Mercenari. In questa fase la telecamera passa in prima persona e ci si ritrova ai comandi di un avatar incapace di saltare e correre velocemente, ma pesantemente armato. Oltre alla pistola e ad un fucile d’assalto, avevamo a nostra disposizione granate, mine di prossimità e una luce con cui lacerare l’oscurità, tana naturale delle spie. L’obbiettivo era quello di impedire l’hackeraggio di alcuni computer difendendo le postazioni sino allo scadere del tempo.
Dall’altra parte le spie, contando su una visuale in terza persona, rispondevano con una mobilità superiore, gadget utili per darsi alla fuga, attacchi corpo a corpo letali e naturalmente la capacità di diventare praticamente invisibili al buio.
Nonostante abbiamo giocato una sola partita in un’unica mappa, dalle dimensioni relativamente contenute ma ricca di biforcazioni e posti in cui nascondersi, abbiamo avuto la netta sensazione che gli sviluppatori abbiano lavorato a lungo e con successo per garantire un perfetto equilibrio tra le due fazioni.

Sia nei panni delle spie che in quelli dei mercenari si procede con la stessa sensazione di insicurezza, pur confidando nei propri mezzi: comunque ideali e creati ad hoc per l’eliminazione del proprio nemico. Per ogni torcia, c’è un sensore termico. Per ogni mitragliatore, una silenziosa e letale balestra. Per ogni granata, un’infallibile attacco corpo a corpo.
Supportato da un buon numero di mappe e di gadget per ogni fazione e magari da un sistema di crescita come si deve, Spie VS Mercenari promette di diventare una modalità tutt’altro che secondaria nell’economia di Splinter Cell Blacklist.
Prima di concludere merita un plauso anche il convincente motore grafico che, come già si sa da diverso tempo, è lo stesso che ha mosso Convinction con le opportune modifiche. Sam Fisher non ci è mai parso così dettagliato e le animazioni sono davvero solide. Anche il mondo di gioco sorprende grazie a magistrali effetti luce e particellari. In multiplayer non siamo stati testimoni di rallentamenti degni di nota.

Splinter Cell Blacklist L’agente segreto di Ubisoft si appresta a salutare la corrente generazione di console nel migliore dei modi. Quanto visto all’E3 ci ha abbastanza rassicurato sulle qualità che metterà in campo Splinter Cell Blacklist. Il breve livello del single player sembra implementare alla perfezione la struttura di base dei vecchi capitoli, chiamata a recitare la parte del leone, con alcuni elementi presi in prestito da Convinction. Spie VS Mercenari si prospetta invece come il degno erede della medesima modalità già apprezzata in Chaos Theory. La release del titolo è prevista per il 22 agosto: tra non molto sapremo darvi le impressioni definitive sul ritorno di Sam Fisher.