Hands on Splinter Cell Blacklist

Ultimo contatto con un Sam Fisher in forma smagliante prima della recensione

hands on Splinter Cell Blacklist
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Wii U
  • Pc
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Del nuovo capitolo di Splinter Cell in arrivo sugli scaffali il 22 Agosto abbiamo parlato molto negli ultimi mesi. Hands-On ed anteprime sono spuntate sulle nostre pagine; eppure, nonostante Splinter Cell Blacklist si sia fatto via via più interessante e concreto, una punta di scetticismo di fondo è rimasta.
Ubisoft, pienamente convinta della sua produzione, ci ha quindi inviato un codice ancora non completo: la "prova definitiva" prima del fatidico momento della recensione. L'hands-on -esclusivamente in single player- ha diradato ogni perplessità: Splinter Cell Blacklist è un solido e validissimo esponente della saga. Riesce a non ritrattare completamente le novità proposte nel claudicante Convinction e contemporaneamente a riproporre con poderosa efficacia una struttura stealth piuttosto intransigente, che strizza chiaramente l'occhio al glorioso passato. Inoltre, Splinter Cell Blacklist aggiunge succulente novità, che ben si amalgamano ad una formula interessante e coinvolgente. Il mese di Agosto sarà insomma uno dei più caldi per gli amanti della saga.

Il Terrore e la Soluzione

Dell'incipit di Splinter Cell Blacklist abbiamo parlato riccamente nel nostro ultimo hands-on. Senza soffermarci più di tanto sul plot, è dunque doveroso solo un breve riassunto.
Dopo l'assalto alla base militare di Andersen, sull'Isola di Guam, il governo americano riceve un tremendo ultimatum terroristico. Un'organizzazione conosciuta come gli Ingegneri chiede il ritiro delle truppe statunitensi da ognuno dei Paesi in cui si trovano stanziate, pena la prosecuzione della "Blacklist": una serie di attacchi a scadenza settimanale ad obiettivi sensibili in tutto il Mondo, con un occhio di riguardo verso il continente a stelle e strisce. "Stiamo arrivando in America" minaccia il fantomatico leader del gruppo, provando con la registrazione del cruento attacco a Guam di fare estremamente sul serio; tanto da allertare il Presidente Patricia Caldwell.
Resta solo una cosa da fare: mandare in campo la Fourth Echelon, rinnovata task force militare guidata questa volta dal nostro buon Sam Fisher. Un gruppo d'élite che vede tra le sue fila l'esperto di tecnologia e comunicazioni Charlie Cole, il maggiore Isaac Briggs e, naturalmente, Anna Grimsdòttir (Grim) al supporto logistico. Vecchie e nuove conoscenze in un team pronto a tutto per prevenire la minaccia.
Chiudiamo la parentesi narrativa sottolineando soprattutto una buona prestazione attoriale, che in queste prime ore di gioco ha ben saputo coinvolgerci nonostante un plot non certo originalissimo. La caratterizzazione psicologica dei membri di Fourth Echelon e degli avversari (leader terrorista su tutti) ci ha convinto, e la possibilità d'interagire missione dopo missione con i membri della nostra squadra aggiunge al tutto ulteriore profondità. Qualche vecchia conoscenza di Sam, nel bene e nel male, ed un pizzico del suo burrascoso passato costituiscono infine la ciliegina sulla torta di quello che al momento definiremmo un ottimo intreccio.

Tante variabili

La prova di oggi, nella comodità di un codice tutto da spolpare, ci ha fornito qualche dettaglio extra rispetto alle recenti visite in Ubisoft.
Si parte dal Paladin, l'aeromobile che fungerà da base operativa volante della Fourth Echelon: un richiamo agli Avengers di casa Marvel Comics. Il mezzo farà da HUB tra una missione e l'altra, dandoci la possibilità di esplorarne i meandri prima di interagire con la plancia comandi gettandoci nel briefing. Le possibilità a bordo sono molte: un'escursione verso le cabine e saremo in grado di telefonare a Sarah, la figlia di Sam. Tutt'altro che una necessità, ma un gradevole intermezzo utile ad approfondire la caratterizzazione del protagonista e, molto probabilmente, a sbloccare qualche obiettivo nascosto. Venendo al concreto, grazie al denaro guadagnato missione dopo missione, saremo in grado di potenziare il Paladin e ogni più piccola porzione dell'equipaggiamento del buon Sam. Gli upgrade, partendo dall'aeromobile, rifletteranno realisticamente la loro utilità sul campo, regalando immediatamente soddisfazioni a livello ludico pur senza inficiare il livello di sfida. Tanto per fare un esempio, i primi due upgrade al sistema di rilevamento radar ci consentiranno di visualizzare la posizione dei nemici sulla mini-mappa, con tanto di direzione dello sguardo. Ben più articolata la personalizzazione della dotazione, che parte dalla tuta (da scegliere in base al tipo d'approccio) e arriva fino alla facoltà di modificare pistole, mitragliatori, granate e gadget come sticky-cam (da rendere, ad esempio, esplosive) o rilevatori sonar.
Non tutto sarà disponibile sin dal principio: alcuni oggetti si sbloccheranno completando incarichi o acquistando in serie, uno dopo l'altro, gli upgrade. Potremo infine, anche se ancora non ci è chiaro come, fare affidamento al Mercato Nero, probabilmente per la parte "non ufficiale" della dotazione (bloccata nel nostro codice).
Anche se a grandi linee della possibilità di personalizzazione ne avevamo già parlato, aver avuto la possibilità toccare con mano tutta la dotazione ci ha dato un quadro molto più chiaro della portata ludica di questa feature. A livello di gameplay, infatti, tutto questo "giocherellare" con l'equipment sarà davvero importante; anzi fondamentale per determinare l'approccio a ciascuna situazione di gioco. Per rendere le cose più interessanti, da questo punto di vista, Ubisoft ha inserito la possibilità di creare diversi loadout, in maniera da avere sempre a portata di mano ogni soluzione ritenuta valida.
Flessibilità ed adattabilità sono concetti in Splinter Cell Blacklist molto cari, a giudicare in primis dai quattro livelli di difficoltà presenti e richiamabili di missione in missione. I veterani della saga potranno selezionare dal principio "Realistic" o "Perfectionist", vedendosi decurtare o persino eliminare del tutto le target kill rese possibili dal sistema di tag introdotto in Convinction. I nemici si faranno più sensibili a rumori e movimenti sospetti e la resistenza di Sam ai proiettili verrà ridotta ai minimi storici. Scendendo verso "Rookie", naturalmente, le cose verranno di volta in volta semplificate, ma è stato interessante accorgersi di come fino a livello di difficoltà Normale il tasso di sfida non subisca gravi flessioni.

A questo proposito ci sentiamo di lodare il lavoro svolto da Ubisoft riguardo alla programmazione dell'intelligenza artificiale. I momenti "ma come, non mi ha visto?!" sono stati ridotti all'osso ed un convincente miglioramento si registra nella consapevolezza degli avversari riguardo alla situazione. Nel corso della prova, per fare un esempio, ci è capitato diverse volte di stendere una delle guardie di pattuglia in un'area. In buona parte dei casi (non tutti, ad essere sinceri) quelli rimasti in piedi hanno cominciato a chiedersi dove fosse il compagno, mettendosi ben presto in agitazione e sulle sue tracce. Siamo stati testimoni di situazioni in cui ben due avversari hanno pensato di unirsi per cercarne un terzo scomparso, e tante altre sempre diversificate e capaci di coinvolgerci in maniera convincente.
Proprio la varietà, non solo in questo ma in tutti i comparti ludici, è parso l'elemento migliore di Splinter Cell Blacklist. Su tutto è stato il level design a convincerci particolarmente, spingendoci a sperimentare, sfruttare l'ottimo sistema di coperture ed esplorare ognuno dei tre approcci possibili a ciascuna situazione. Potremo agire come veri e propri fantasmi, evitando lo scontro e lasciando dunque in vita tutte le guardie presenti nei quadri. Saremo in grado di lasciarci silenziosamente alle spalle una scia di cadaveri o nemici storditi, oppure di assaltare ogni gruppo ad armi spianate. Come abbiamo detto più volte non ci sono approcci giusti o sbagliati, tanto più che ognuno, a fine missione, pagherà con la stessa moneta sonante.
Starà dunque a noi sfruttare le tante variabili di level design per gestire le situazioni pericolose: una prerogativa che alla prova con mano è apparsa assolutamente esaltante. Per quanto si possano criticare le azioni alla luce e le ambientazioni aperte, non si può negare che il mix di esterni/interni e quadri diurni e notturni funzioni a meraviglia in Blacklist. La possibilità di arrampicarsi "alla Assassin's Creed" su un buon numero di sporgenze apre tantissime nuove strade, come anche la profondità della dotazione.
Unire qualche minuto di totale invisibilità al lancio di una sticky-cam per distrarre i nemici, stordire una guardia e nasconderne il corpo; sfruttare di tanto in tanto il sistema di target killing per liberare un'area e scappare infine da una situazione troppo calda lasciando i nemici alle prese con la nostra ombra regala sensazioni da tempo sopite. La quantità di strade alternative, segreti da trovare (penne USB o PC da hackerare) e bersagli chiave da catturare vivi ed interrogare, rendono questo Splinter Cell il più ricco e vasto di sempre. Un videogame proiettato già verso il futuro, verso quel free roaming che Hideo Kojima ci ha mostrato con il suo Metal Gear Solid 5.
Non manca infine nemmeno un sistema di scelte morali, per quanto non dello stesso livello o di egual profondità rispetto a quanto visto, ad esempio, in Mass Effect o simili. Avremo in ogni istante la facoltà di scegliere come eliminare gli avversari: mandarli semplicemente KO o ucciderli? Nessun limite verrà posto al giocatore, tanto più che il target killing potrà essere eseguito anche con la balestra (arnese del tutto nuovo) o con la pistola stordente. Inoltre, nei momenti cruciali della missione, ci verrà data (tramite QTE) la chance di scegliere se risparmiare o meno la vita a questo o quel terrorista. Se le prime scelte porteranno variazioni solo in termini di guadagni, le seconde potrebbero avere anche un'impatto a livello narrativo o di progressione, anche se per il momento non lo abbiamo effettivamente riscontrato.

Splinter Cell Blacklist si prepara insomma a stupire, restaurando anche le qualità visive del suo motore. Molte animazioni sono state riviste per l'occasione, così come la modellazione dei volti: ora più credibile soprattutto per i principali protagonisti, espressivi più che mai. Qualche inciampo va segnalato ancora a livello di texturizzazione e di caricamento ritardatario della stessa in certe sezioni dell'ambientazione o durante le cut scene. Ma a parte questo e qualche sporadico episodio di tearing, il quadro di Blacklist è di quelli piacevolissimi, complice un'ottima gestione delle fonti d'illuminazione e la cura davvero maniacale nella realizzazione delle ambientazioni. Peccato che, nonostante la vastità e le possibilità esplorative, l'interazione con gli elementi dello scenario sia ancora un po' scarsa: ci sarebbe piaciuto, ad esempio, poter piazzare trappole o congegni di rilevamento.
In ogni caso la produzione Ubisoft fa la sua parte in questo finire di generazione, a livello visivo ed anche sonoro, dove si registrano campionature ottimali ed una soundtrack appropriata. Non è ancora il momento di valutare il doppiaggio italiano (non era presente in questa build), ma la presenza di Luca Ward dovrebbe bastare.

Splinter Cell Blacklist Dopo la prova di qualche settimana fa ed il più approfondito hands on odierno, Splinter Cell Blacklist balza nelle prime posizioni tra i titoli più attesi di questa calda estate videoludica. Il gameplay presenta il giusto equilibrio tra il passato super-stealth ed il presente un po’ più action, con un livello di sfida giustamente settato verso l’alto. La varietà è il punto forte della produzione, a partire dall’enorme mole di gadget a disposizione del nostro Fisher fino ad un level design del quale non smetteremo certo ora di tessere le lodi. In più, Splinter Cell Blacklist unisce nuove possibilità di personalizzazione per coinvolgere ancor più il giocatore ed un intreccio narrativo che ci è parso piuttosto convincente.
Solo il tempo potrà dire se Blacklist manterrà tutto quanto di buono mostratoci dall’inizio sino alla fine. Per ora noi non possiamo far altro che consigliarvi di rimanere incollati alle nostre pagine e seguire senza tregua gli oramai prossimi sviluppi di uno tra i titoli più attesi dell’estate.

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