Anteprima Split/Second: Velocity

Provata una versione quasi definitiva (60% di sviluppo), e il primo degli eventi speciali

anteprima Split/Second: Velocity
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    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • iPhone
  • Pc
  • Psp

I giochi di corse arcade sono un genere strano. Per anni abbiamo avuto sostanzialmente tre diverse filosofie di sviluppo; la prima, made in Kyoto, nasce con Mario Kart e ha come punto di forza il social gaming, la seconda, che ha come alfiere Destruction Derby, sfrutta il fascino perverso delle lamiere che si contorcono, in un delirante tutti contro tutti, l'ultima, approfondita dai Criterion con Burnout, cerca di mischiare le gare classiche con l'adrenalina degli incidenti. Split Second Velocity va oltre. La nuova IP di Black Rock Studio (già pluripremiato per PURE), scardina il concept di fondo dei racing, l'idea che il centro del gameplay sia l'automezzo. Split Second porta lo scenario al centro del gioco, ribaltando completamente la prospettiva classica. Se siete abituati a speronare i vostri avversari (o a lanciargli gusci rossi), vi troverete davanti a una vera e propria rivoluzione Copernicana, le vostre armi saranno palazzi, treni, aerei e cavalcavia. L'unico limite? La fantasia sadica del giocatore.


La build che abbiamo potuto provare risale a qualche settimana fa e rappresenta circa il 60% del codice completo; fin dai titoli di testa capiamo che Split Second è un gioco che bada alla sostanza più profonda del divertimento: pochissime opzioni, e in pochi minuti siamo già alla scelta della nostra auto. L'antefatto è allo stesso modo semplice ed estremamente contemporaneo: Split Second è l'ultima frontiera del reality show, una gara suicida in cui otto piloti combattono per conquistare non solo il primo posto ma anche l'affetto dei telespettatori. Ogni vittoria sbloccherà un nuovo evento, oppure un'ambientazione inedita che, puntata dopo puntata (e stagione dopo stagione) ci accompagneranno fino alla sfida finale con i più grandi campioni di Split Second.
Appena preso in meno il pad la sensazione che si prova è ovvia, quasi primitiva, le dita vanno a posizionarsi esattamente dove dovrebbero, accelleratore sul grilletto destro, derapata sul sinistro, analogico alto per curvare e il tasto A (o X su Playstation 3) per attivare tutti i power up disponibili. Tutto qui, in pochi minuti chiunque capisce come giocare a Split Second, anche se il farlo bene è tutto un altro discorso. Come accennavamo prima, il cardine del gioco è l'uso degli scenari come vere e proprie armi non convenzionali, attivabili grazie a una speciale "barra di energia" che appare appena sotto il paraurti posteriore della nostra vettura. Ogni volta che faremo una derapata, supereremo un avversario, o effettueremo un'azione particolarmente spettacolare (come saltare dal terzo piano di un palazzo, o evitare un trattore lanciatoci addosso da un elicottero militare) accumuleremo bonus, spendibili per attivare, nei vari punti del tracciato determinati power up, alcuni monouso, altri riutilizzabili in ogni momento. Per esempio, nel livello chiamato "Downtown", che replica le vie centrali di una metropoli americana molto simile a San Francisco, potremo far saltare per aria interi cavalcavia, radere al suolo grattacieli e ribaltare autobus e camion per rallentare i nemici. Quest'orgia di distruzione, che si traduce a livello grafico in straordinarie esplosioni, con fumi volumetrici e una gestione realistica dei detriti, non è tuttavia mera caoticità. Split Second infatti punisce il giocatore che non sa gestire al meglio le "armi" a sua disposizione. Attivate troppo presto un potere e non sortirà alcun effetto concreto, limitandosi a rimanere una bella animazione sullo sfondo; premete il tasto troppo tardi e anziché il nemico sarete voi ad essere schiacciati da una torre televisiva alta trenta piani che crolla sulla pista. Come se non bastasse, su alcuni tracciati, è possibile usare la propria energia per aprire alcune scorciatoie anziché distruggere gli avversari, ma, anche qui, l'approccio può essere di vari tipi, aprire una strada con troppo anticipo significherà permettere anche agli avversari di usufruirne, annullando così tutti i nostri vantaggi. Un esempio concreto: correndo dentro a un aeroporto, dopo aver superato indenni una pista di decollo con i Jumbo Jet che ci volano attorno, entreremo in un Hangar; qui, con la giusta dose di energia, potremo sfruttare una scorciatoia sollevando il braccio di un montacarichi. Bene, con il giusto tempismo, e una buona dose di sangue freddo, siamo riusciti a salire sul montacarichi e, una volta passati dall'altra parte, abbiamo fatto in modo che cadesse addosso ai nostri malcapitati concorrenti. Le combinazioni sono pressoché infinite e, certamente, ogni livello richiede almeno due o tre passaggi per essere esplorato a fondo, senza contare che, una volta sbloccati i power up più violenti, la fisionomia del tracciato cambia completamente, e in non pochi casi ci ritroveremo a correre su rotaie, brandelli di ponti e dentro a centrali nucleari o sul tetto dei (pochi) palazzi rimasti in piedi.
L'IA degli avversari, lungi dall'essere poco competitiva, si adatta in tempo reale al nostro stile di guida e, soprattutto ai livelli di difficoltà più elevati, da filo da torcere anche ai giocatori più navigati. La prima posizione è un traguardo difficilissimo da raggiungere e, una volta conquistata, dovremo combattere con le unghie e con i denti per mantenerla fino alla fine; gli altri concorrenti non perderanno nessuna occasione per metterci in difficoltà e sperimenteremo sulla nostra pelle cosa significa schiantarsi a 300 chilometri all'ora contro un pilone in cemento armato che si sta sgretolando.
L'evento speciale che abbiamo potuto testare è una specie di modalità survival a tempo in cui dovremo sopravvivere a un enorme camion che ci lancia addosso barili esplosivi. Ogni volta che lo supereremo guadagneremo preziosi secondi e, naturalmente, punti e combo extra, mentre toccare un bidone o fare un'incidente con gli altri concorrenti ci farà perdere tempo e azzererà il nostro punteggio. Anche qui la sensazione di velocità è ai massimi, mentre l'intelligenza artificiale del Camion cerca in ogni modo di rallentarci o chiuderci nelle peggio curve cieche. Dopo appena due o tre giri, infatti, una volta memorizzato il nostro pattern di approccio al tracciato, il Camion comincia, oltre che a lanciarci sempre più esplosivo, a chiuderci nelle curve o a spingerci verso i muri, rendendo ogni sorpasso sempre più impegnativo e pericoloso. Nel gioco completo ci saranno un totale di 12 episodi, ognuno dei quali diviso in cinque livelli diversi, più un livello bonus per ognuno. Per quanto riguarda invece il parco auto potremo scegliere fra 27 diversi modelli, tutti più o meno ispirati a mezzi reali, raggruppati in tre macro gruppi, le classiche Spider, molto veloci ma leggerissime e poco resistenti, i pick up americani, solidi ma lenti, e le muscle car (le Ford Mustang, per intenderci), ottime in derapata ma con pochissima accelerazione. Naturalmente ogni macchina potrà essere personalizzata con decalcomanie, nuove livree e i nostri colori preferiti.
Sul versante multigiocatore, che purtroppo non abbiamo potuto provare, è confermata la possibilità di giocare in otto giocatori su Xbox Live o Playstation Network, mentre offline dovremo accontentarci dello split screen a due. Indirettamente, anche se la notizia non è ancora ufficiale, sono stati confermati anche i futuri DLC, al ritmo di uno a settimana, almeno nei piani di Black Rock.

Tecnicamente Split Second convince, il gioco gira a trenta frame al secondo solidi come una roccia e la già ottima sensazione di velocità è aumentata dal motion blur e dagli effetti particellari, per la fisica il middleware è il classico Havok nella sua ultimissima incarnazione, mentre il resto del comparto grafico è affidato a un motore proprietario di Black Rock, derivato, ma non identico a quello che abbiamo già visto all'opera in PURE; la build che abbiamo provato tuttavia non era totalmente esente da difetti, qualche poligono che scompare ogni tanto e un paio di microrallentamenti nelle scene più concitate, tuttavia, dato che il codice è ancora "aperto" siamo certi che gli sviluppatori sapranno ottimizzare tutto entro la data d'uscita, fissata per il prossimo 20 Maggio.

Split Second: Velocity Split Second Velocity è una boccata d’aria fresca. Innovativo, veloce e frenetico, il gioco di Black Rock rischia seriamente di scuotere dalle fondamenta il sonnolento mercato dei racing arcade. I concorrenti sono avvisati, quest’anno alle griglie di partenza c’è un concorrente in più, ed è terribilmente agguerrito.