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Hands on Stacking

Una matrioska per dominarle tutte! Provata la nuova creatura Double Fine

hands on Stacking
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Ogni generazione è caratterizzata, in ogni settore, da menti geniali; individui capaci di partire dalle idee più semplici per elaborarne capolavori; personaggi alla costante ricerca della sfida con se stessi.
E’ il caso di Tim Schafer, eclettico game designer statunitense che da quasi vent’anni rimette costantemente in gioco se stesso, arrivando a lanciare il suo personalissimo team di sviluppo (Double Fine) dopo aver raggiunto l’apice del successo con titoli del calibro di The Secret of Monkey Island (in cui fu solo collaboratore), Full Throttle e Grim Fandango.
Ed è proprio attraverso Double Fine, appoggiata ora da THQ, che Schafer lancia l’ennesima sfida: sfruttare la popolarità (ed il basso impatto economico) dei titoli digital delivery per realizzare un titolo “tripla A”.
Il videogioco in questione è Stacking, curioso puzzle/adventure game in uscita questa primavera per Xbox 360 e Playstation 3.
Recentemente, in quel di New York, abbiamo avuto occasione di mettere le mani su uno dei livelli della bizzarra produzione Double Fine.

Nella botte piccola...

In Stacking impersoneremo Charlie Blackmore, la matrioska più piccola del mondo immaginario in cui sarà ambientato il titolo.
Il nostro microscopico eroe sarà alle prese con il rapimento della sua famiglia ad opera del malvagio Barone, un ricco signorotto di città con il quale il povero padre ha contratto insanabili debiti.
Nel corso dell’avventura, che ci condurrà in location sempre diverse (stazione dei treni, nave da crociera e chi più ne ha più ne metta), dovremo risolvere degli enigmi sfruttando l’abilità di Charlie: lo “stacking”.
Si tratta della capacità di impadronirsi delle matrioske più grandi inserendosi al loro interno quando voltate di spalle.
Preso il controllo di questa o quella bambola potremo sfruttarne le peculiarità per affrontare le varie situazioni di gioco proposte; utilizzando, ad esempio, le abilità musicali di un suonatore per attirare l’attenzione di un particolare esemplare nel quale, di soppiatto, inserirsi.
Una struttura basata su un classico sistema di causa-effetto che, concatenando varie azioni, ci darà la possibilità di ottenere il risultato voluto.
Per sfruttare la maggior parte dei talenti concessi alle numerosissime matrioske che popoleranno il mondo di gioco, i ragazzi di Double Fine hanno ben pensato di inserire, per ciascun rompicapo, quattro possibili soluzioni, ognuna configurata da un diverso livello di complessità.
Ecco dunque che, nel livello provato, per far sospendere lo spettacolo circense, era possibile trovare la speciale matrioska-orso e spaventare gli inconsapevoli avventori oppure creare, utilizzando la forza di una bambola più pesante, una catena di eventi che portasse all’apertura delle gabbie.
Ogni situazione (resettata non appena risolta per permetterci di riprovarla immediatamente) richiederà perciò al giocatore, oltre ad uno spiccato spirito d’osservazione, una buona dose di pazienza e tanta, tanta voglia d’esplorare l’ambiente circostante.
Tra un enigma e l’altro, naturalmente, vi sarà anche spazio per innumerevoli situazioni al limite del demenziale, in pieno stile Schafer.
L’umorismo (spesso volutamente grottesco) sarà una delle peculiarità della produzione, che presenterà tutta una serie di comprimari votati esattamente ad intrattenere il giocatore.
Molte delle matrioske controllate dal giocatore, infatti, non faranno altro che generare folli scenette di contorno alle quali assistere divertiti.
A tutto questo si unisce una buona serie di elementi sbloccabili, legati ancora una volta alle simpatiche bambole: nella nostra prova, ad esempio, è capitato di prendere il controllo di un prestigiatore che, nel quadro in questione, sostava con l’intera famiglia, sparsa qua e là.
Ottenendo, pian piano, l’intero set “prestigiatore” abbiamo avuto modo non solo di assistere ad un folle spettacolo di magia ma anche di aumentare l’efficacia delle ammalianti skill del nostro “burattino”.
L’ottima varietà concettuale sperimentata durante la breve prova con mano si unisce ad un sistema di controllo molto intuitivo, che permette tramite l’utilizzo dello stick analogico ed i front button di fruire dell’intera avventura nella maniera più scorrevole possibile.

L’arte è arte

Ad impreziosire un’esperienza fin qui molto interessante ci pensa la vena artistica del team di sviluppo, capace d’impreziosire la produzione con un tocco vintage che ci ha a dir poco stregato.
Nonostante gli elementi a schermo non siano caratterizzati da una mole di poligoni che possa definirsi “massiccia”, da ogni soggetto traspare una cura del dettaglio assolutamente non comune.
Ad averci colpito sono, in particolare, le texture che avvolgono ogni matrioska: dal sapore retrò quasi fossero disegnate a mano e dal carattere sempre originale e convincente.
Il titolo si mostra dunque impreziosito da uno stile unico: l'ambientazione di Stacking riprende le atmosfere dell'era Vittoriana. La città è attraversata dalle contraddizioni di un'epoca di grande fermento: alla nascita di nuove aree urbane ed alla diffusione di tecnologie mai viste prima, si affianca la crescita della povertà tra la popolazione: è quindi difficile non notare come il set di personaggi sia quasi diviso fra ricchi nobili e semplici operai e artigiani.
Anche la presentazione globale, tra cut-scene e animazioni, riprende lo stile dei primi film muti di inizio novecento: i filmati che costituiscono la componente narrativa del gioco sono costituti da scene sporcate dalle imperfezioni della pellicola, e i dialoghi vengono trasmessi al giocatore tramite cartelli che descrivono testualmente cosa sta accadendo.
Nonostante l'approccio originale, non manca -come anticipato- il solito tocco umoristico di Double Fine: molte situazioni saranno insaporite da un pizzico di surrealismo, ed i dialoghi appariranno sempre taglienti, cosparsi dal tipico senso dell'humor che abbiamo imparato a conoscere in altre produzioni dello studio.

Stacking Stacking, sin dai primi minuti di gioco, si prospetta una produzione molto affascinante, caratterizzata da semplicità (concept, controlli) e varietà e capace di offrire moltissime ore di divertimento. L’appeal -già sostanziale- di un adventure/puzzle game in cui controllare delle irriverenti matrioske viene poi incrementato da uno stile artistico veramente sopra le righe e dalla solita vena ironica delle produzioni marcate Double Fine. Per l’ultima fatica di Schafer, insomma, si prospetta un grande esordio. Continuate a seguirci per saperne di più.