Hands on StarCraft II

Impressioni approfondite dalla Closed Beta Multiplayer

hands on StarCraft II
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Fate un esperimento, scrivete la keyword "Starcraft II" nel motore di ricerca interno di Everyeye e guardate a quando risale l'articolo più vecchio. Esatto, al 2007, quasi tre anni fa, e, per chi se ne ricorda, nel vecchio Everyeye c'erano altri quattro pezzi, risalenti, rispettivamente al 2003, 2004 e 2005.
Annunciato ormai quasi dieci anni fa, Starcraft II per molto tempo ha rappresentato una delle più colossali barzellette dell'industria, paragonato via via a Duke Nukem Forever, Daikatana e addirittura al favoleggiatissimo Super Mario 128. Blizzard non è famosa per la sua efficienza nel rispettare le deadline, Warcraft III, annunciato originariamente per il 1997, arrivò sugli scaffali solo nel 2002, mentre lo straordinario World of Warcraft ha subito ritardi e rallentamenti per quasi due anni.
Starcraft II, dal canto suo ha avuto, se possibile una genesi ancora più complessa. Annunciato immediatamente dopo l'uscita di The Frozen Throne, il gioco rimase in stand by per quasi due anni, mentre la maggior parte dei creativi di Blizzard si concentravano sul loro MMORPG. Solo nel 2008, Rob Pardo (Executive Vice President di Blizzard, oggi nel top management di Activision - Blizzard), nell'ambito della BlizzCon, si decise a rilasciare qualche informazione ufficiale sul gioco, dichiarando che la campagna single player era completa per un terzo e che, entro pochi mesi sarebbero state disponibili le prime Beta Key. Da allora Blizzard ha rilasciato nuove informazioni con impressionante regolarità e il gioco s'è mostrato a tutte le più importanti convention del settore, fino alla GamesCom dell'anno scorso. Qualche settimana fa Blizzard ha avviato la closed - beta ufficiale, rilasciando a poche settimane di distanza il client PC e quello per Mac. Noi di Everyeye, ovviamente, abbiamo ricevuto l'invito e, dopo aver pubblicato un first look (che trovate qui) con le nostre prime impressioni, siamo pronti a guidarvi in un'analisi più approfondita di quello che si prospetta essere come l'esperienza strategica definitiva.

Prima di cominciare è necessaria una piccola nota esplicativa: anche se aperta a qualche migliaio di giocatori da tutto il mondo, questa versione del gioco è e resta una Beta, con tutti i limiti del caso, crash improvvisi, unità non perfettamente bilanciate, alcuni bug e una quantità sterminata di Patch da applicare, il nostro articolo verterà sull'analisi del gameplay, tutte le considerazioni tecniche, seppur accennate, sono da prendere "con le pinze" dato che, conoscendo Blizzard, i programmatori sono di certo già al lavoro per correggere ogni problema.
Dopo aver scaricato il client, la prima novità che ci si para davanti è l'updater del gioco: dall'apertura della beta circa un mese fa sono già uscite dodici patch, ognuna che corregge o modifica alcune variabili del gioco. Leggere il Changelog è un'occasione unica per capire come si costruisce il gameplay di uno strategico, Blizzard non esita a modificare i valori di ogni unità, i tempi di costruzione, le variabili di attacco e difesa, anche in maniera sostanziale, per poi magari tornare sui suoi passi e riequilibrare tutto. Siamo davanti a una beta vera, non a un semplice stress test come quelli che avvengono per certi giochi su console, l'esperienza di gioco cambia in maniera drastica ad ogni singolo aggiornamento e non possiamo certo dire che, ad oggi, Starcraft II sia un gioco particolarmente amichevole con i neofiti. Blizzard, aprendo solo la modalità multiplayer online, sapeva bene di rivolgersi al suo pubblico più difficile, deciso a non perdonare neppure il più piccolo errore, se anche solo una piccolissima componente non fosse stata esattamente al posto che gli spettava i forum di mezzo mondo erano pronti a scatenarsi contro Pardo e Metzen.
Per questo ed altri motivi Starcraft II è un gioco decisamente conservativo, nella struttura, ma anche nell'approccio verso il giocatore. Riprendendo la struttura classica degli RTS Blizzard, ritroviamo le tre razze che si contendevano il dominio della Via Lattea già nel primo gioco. I Terran, discendenti della razza che, in tempi remoti abitava il terzo pianeta del Sistema Solare, sono una fazione interessante per la sua capacità di spostare gli edifici che costruiscono e si distinguono grazie alla loro raffinatissima tecnologica e la velocità con cui sanno estrarre le risorse dal suolo. Pagano tuttavia questi pregi con un costo per unità medio - alto e una capacità offensiva non troppo elevata. Insomma, i Terran sono la scelta giusta per chi decide di impostare un gioco tattico che non punta immediatamente all'attacco diretto. Gli Zerg, al contrario, sono una specie di insetti umanoidi, controllati da un'intelligenza collettiva, che puntano tutto sulla loro schiacciante superiorità numerica e la velocità nel riprodursi. Il giocatore che li sceglie è probabilmente un maestro nell'arte dello "zerging" (un neologismo nato con il primo Starcraft e poi diventato di uso comune nell'ambiente del gioco online), ovvero l'attaccare il nemico in pochi minuti usando un numero enorme di unità poco costose, per distruggerlo prima che riesca a rinforzarsi. I Protoss, infine, rappresentano l'apice dell'evoluzione galattica e combinano una straordinaria forza fisica ad un ottimo livello tecnologico, ma le loro unità sono le più costose in assoluto, per cui chi li usa deve sapersi destreggiare con piccoli eserciti che colpiscono e fuggono, senza aspettare che i rivali riescano a produrre le loro unità più potenti.
Chi ha passato intere nottate su Starcraft e i vari episodi di Warcraft si sentirà immediatamente a casa, i Menù, al di la delle ovvie lucidature estetiche, rimangono pressoché gli stessi, anche in termini di Hotkeys, permettendo così ai giocatori di essere subito velocissimi nella creazione delle nuove unità, mentre la maggior parte degli edifici, dei potenziamenti e dei ranghi del nostro esercito sono rimasti praticamente gli stessi. Non è cambiato nulla dunque? A un occhio superficiale Starcraft II potrebbe chiamarsi semplicemente Starcraft 3D (o HD, come va di moda ora), chi non ha mai approfondito il gioco online è si limitava a concludere solo le campagne in singolo, penserà che Blizzard, negli ultimi sette anni si sia seduta sugli allori, riproponendo, di fatto, le stesse meccaniche  del primo gioco e aggiornando il comparto tecnico.
In realtà non è stato così, almeno per quanto abbiamo potuto vedere dalla Beta, il gioco punta tutto sulla cesellatura delle meccaniche, evitando, almeno nel comparto multigiocatore l'innovazione fine a se stessa. Starcraft II è un prodotto nato e pensato per giocatori esperti, che conoscono l'universo in cui andranno a muoversi e sono disposti a passare ore e ore ad allenarsi davanti al monitor. Non ci vergogniamo a dire che le prime partite si sono risolte in sconfitte bruciantissime anche per noi di Everyeye, il gioco richiede una dedizione quasi religiosa, non solo per scalare le classifiche ma anche, e soprattutto, per entrare veramente nello spirito del gameplay; Starcraft non perdona la minima distrazione, neppure l'adagiarsi su qualche strategia che in un paio di partite si rivela vincente. Al di la delle ovvie linee guida nell'uso delle tre razze e alla conoscenza perfetta delle mappe, ogni giocatore può trovare il suo personalissimo stile di gioco e competere con la consapevolezza che siamo davanti a un gioco paragonabile agli scacchi per complessità e impegno strategico.
E' vero, in Blizzard sono dei conservatori, Starcraft II non è la rivoluzione che qualcuno si aspettava, la mappa di gioco resta inesorabilmente rigida, senza modifiche causate dai combattimenti o effetti atmosferici in tempo reale, mentre il gameplay innova anziché rivoluzionare completamente l'economia del gioco. Non tutti saranno contenti, ma è il prezzo da pagare davanti alla grandezza. Starcraft porta con sé un'eredità straordinaria, impossibile da scostare. In Blizzard sembrano essersene accorti, anche non neghiamo che un po' di sperimentazione in più non ci sarebbe spiaciuta.
L'articolo continua a Pagina Due con l'analisi tecnica e un confronto fra la versione PC e quella per Mac.

Dal punto di vista tecnico abbiamo provato il client sia su due Macintosh (un iMac Intel Dual Core di penultima generazione e un MacBook bianco prima serie) che su un PC fisso e un portatile. Per amore di completezza abbiamo separato le due analisi, in modo tale che ogni giocatore possa farsi un'idea chiara.

Versione Mac
Sull'iMac Core Duo (nella sua versione base, con 1 GB di RAM) il gioco gira piuttosto bene a 1280x1024 con tutti i dettagli impostati su medio. Al di la di occasionali rallentamenti causati dal lag della connessione il frame rate è stabile, mentre non sembrano esserci problemi causati dall'alto numero di unità a schermo. Se si provano ad aumentare i dettagli il motore grafico diventa decisamente più pesante, con scatti, bug grafici e vistosi cali in termini di FPS. Probabilmente accade a causa del client non ancora perfettamente ottimizzato, dato che su un PC di pari fascia questi problemi non si pongono.
Per quanto riguarda il MacBook invece, com'era lecito aspettarsi, i risultati sono pessimi, anche al minimo delle impostazioni il gioco fa moltissima fatica ed è pressoché impossibile giocare. Per quanto riguarda la versione Mac, almeno per questa Beta, esprimiamo dunque qualche dubbio, sperando che nella release finale il lavoro di cesellatura (che per PC pare piuttosto avanzato) venga decisamente ripreso in mano, altrimenti gli unici che potranno giocare in maniera dignitosa saranno i fortunati acquirenti degli ultimi Mac con Core i5/i7.

Versione PC (a cura di Simone Callioni)
Starcraft II è sicuramente un gioco studiato appositamente per sfruttare le potenzialità del sistema operativo di Microsoft. Pur essendo stato provato su 2 sistemi decisamente non troppo performanti, viste le tecnologie disponibili al momento sul mercato, equipaggiati con Windows 7 a 64 e 32 bit : un Dual Core 2, desktop, da 2.4 Ghz affiancato da  una GeForce 8800 GT e un notebook i3 2.03 Ghz  equipaggiato con una Ati 5470. Sul fisso, ad una risoluzione di 1680x1050, si riescono incredibilmente ad ottenere risultati inaspettati anche attivando tutte le opzioni disponibili nel menu contestuale (compresi lighting e shadows a livello: High) raggiungendo un valore minimo di FPS, misurati con Fraps, di circa 40 e un tetto massimo di 60, più che sufficienti per permetterci di gustare il titolo in maniera suggestiva senza compromettere troppo la velocità globale del gameplay (ovviamente decisiva in modalità multiplayer). Abbiamo rilevato piccoli inconvenienti dovuti alla linea, e alla distanza dell'host, dei partecipanti (ricordiamo che per ora il matchmaking non sembra realizzare ottime ricerche tra gli utenti) che si manifestano con lag più o meno frequente e saltuari drop (alcuni utenti stanno avendo molti problemi dopo l'introduzione dell'ultima patch per quanto riguarda la cancellazione del profilo precedente e dropping frequentissimi)  dovuti comunque solo a evidenti revisioni del codice di gioco da parte degli operatori di Blizzard. A parte queste naturali difficoltà di stampo tecnico-evolutivo, relative a battle.net e non al comparto grafico gestito magistralmente dall' Havok,  non ci possiamo quindi lamentare in nessun modo delle caratteristiche salienti, soprattutto in relazione alle esigue richieste hardware necessarie per permetterci di apprezzare il tutto, dell'RTS più atteso degli ultimi anni.


StarCraft II La Beta di Starcraft II sembra mantenere tutte le promesse, e i fan che non aspettano altro che rigettarsi nell'eterno scontro fra Umani, Zerg e Protoss possono continuare a contare i giorni che ci separano dal 27 Luglio. Tutti gli altri si troveranno davanti un gioco terribilmente spigoloso e con una curva di difficoltà praticamente verticale ma capace di dare enormi soddisfazioni a chi avrà la costanza e l'intelligenza per applicarvisi.