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Hands on Starcraft II Singleplayer

Provato con mano la parte singleplayer del nuovo RTS Blizzard!

hands on Starcraft II Singleplayer
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  • Pc
Andrea Schwendimann Andrea Schwendimann nasce smontando un 486DX e divorando qualsiasi videogame da allora in avanti. Non ha resistito a nessuna piattaforma, appassionandosi a qualsiasi genere, pur prediligendo gli FPS, gli action-adventure, gli RPG e l'hardware da gaming in ogni declinazione. Lo trovate su Facebook, su Steam e su Google Plus.

In quel di Milano, nello splendido hotel Diana in P.ta Venezia, Blizzard ha svolto una conferenza stampa appositamente per presentare la campagna Singleplayer di Starcraft 2, il loro prossimo RTS che uscirà ufficialmente il 27 Luglio. Siamo lieti quindi di presentarvi in dettaglio tutte le features che hanno introdotto i programmatori nel comparto che finora è stato mantenuto rigidamente celato, il singleplayer. Precisiamo che tutte le informazioni riportate sono state dichiarate dal General PR Manager della società e da Frank Pierce, co-fondatore di Blizzard USA, colui che tiene le fila di tutti i progetti della famosa casa di videogames americana.

Due piani di gioco completamente separati

Alcuni fortunati giocatori hanno toccato con mano il comparto Multiplayer di Starcraft 2, constatando il lavoro di cesellatura maniacale che ha rinvigorito un gameplay storico, mantenendolo comunque fedelissimo all'originale, come abbiamo scritto recentemente nel corposo Hands-On dedicato. Nessuno finora aveva invece provato la campagna da affrontare in solitaria e, dopo un'interessante conferenza, abbiamo potuto giocarci per un'abbondante ora. L'impressione a caldo è di trovarsi di fronte a una vera e propria epopea intergalattica di enormi dimensioni e a confermarlo è il discusso modo scelto per la pubblicazione della saga. Sviluppata in tre distinti capitoli venduti separatamente, la storia parte a quattro anni di distanza dalle vicende narrate nell'espansione Brood War datata 1998. Wings of Liberty, il primo capitolo in uscita, ci metterà alla guida della fazione dei soli Terran tramite il tenente Jim Reynolds, responsabile nel primo capitolo della caduta del dittatore Mengsk e della riunione del settore sotto l'egìda del Dittatorato della Terra Unita. Poco è stato svelato della trama vera e propria se non che inizia con un massiccio attacco Zerg ai confini dei pianeti della confederazione, manovrato in prima persona dalla stessa Brood Queen, ovvero il fu tenente Sarah Kerrigan, catturata e biomodificata dagli stessi Zerg per porla al loro comando. Il comparto singleplayer è gestito totalmente dal giocatore al comando di una Battle Cruiser divisa in quattro schermate esplorabili, tramite le quali interagiremo coi protagonisti della trama. Questi sono l'Admiral Bridge, dove sceglieremo quali missioni affrontare e parleremo con i nostri consulenti tattici; l'Armory, dove potremo potenziare le unità costruibili spendendo delle risorse accumulate; la Cantina, una specie di pub dove troveremo di tutto e di più, tra cui dei messaggi per reclutare dei mercenari che ci aiuteranno nelle missioni più difficili; infine il Laboratory dove potremo spendere dei punti di ricerca su due skill tree per migliorare gli edifici costruibili e che seguono le tecnologie Zerg e Protoss, emulate dagli scienziati terran sulla base di artefatti alieni recuparabili durante le partite. Tutto questo sembra quasi stonare con il gameplay così classico che abbiamo visto nelle sessioni della beta multiplayer, ma proprio qui viene il bello. I due pezzi grossi Blizzard hanno infatti dichiarato di aver intenzionalmente riservato le maggiori sorprese e innovazioni per la campagna singleplayer, separando completamente il gameplay dal comparto multi. Il succo rimane lo stesso (costruzione delle unità e raggiungimento degli obiettivi) ma tutto il resto cambia: avremo infatti unità aggiuntive non usabili in multiplayer e upgrade speciali, nonchè i citati mercenari che avranno delle peculiarità uniche di volta in volta. I programmatori si sono dunque sbizzarriti non avendo il problema del bilanciamento tra fazioni, necessario invece per un buon comparto multiplayer.

Assalto alle rovine Protoss

Abbiamo giocato durante il tempo a disposizione a due missioni scelte da noi, proprio come se stessimo giocando la campagna. Abbiamo sperimentato anche più livelli di difficoltà, ricaricando per vedere su cosa influissero e il quadro risultante è davvero notevole. Durante la prima missione dovevamo recuperare degli artefatti Protoss su un loro pianeta sacro per poterli studiare e usarli per qualche fine non ben chiaro ( infatti non è stato possibile seguire la trama nel dettaglio). Il nostro ufficiale tattico, studiando il terreno, ha uploadato nel database dei nostri edifici gli schemi per la costruzione di un vecchio modello di unità, particolarmente adatto per quella missione: il Goliath. Senza neanche pensarci, abbiamo subito cominciato a costruire il caro vecchio Goliath. Durante la stessa missione però, i nostri obiettivi sono cambiati a seconda di quello che abbiamo deciso di fare (il modo in cui recuperare i cristalli), aggiungendo anche degli obiettivi secondari di conquista territoriale. Tutto questo avviene in modo dinamico, con comunicazioni radio e cutscene in-game e l'IA nemica ha risposto di conseguenza, sorprendendoci per la risposta tatticamente appropriata alla nostra scelta aggressiva. La seconda missione ci ha visto invece assumere il comando di una vecchia postazione mineraria Terran per entrare in un tempio protoss usandone il potente laser. Questa è stata una missione di difesa e abbiamo dovuto contrastare le forze nemiche difendendo la postazione da assalti sempre più incalzanti. Anche in questo caso le carte in gioco sono cambiate durante la missione e abbiamo dovuto adattare le nostre tattiche di conseguenza usando il laser in maniera poco ortodossa. Tra le due missioni abbiamo esplorato la Battle Cruiser già descritta e abbiamo speso del tempo anche a dialogare con i personaggi. Il livello di cura per gli ambienti esplorabili e gli attori in gioco è maniacale, con riferimenti precisi alle tecnologie, alle razze aliene e alle strategie di battaglia usabili, anche se l'interattività, per quanto visto finora, si limita ai dialoghi disponibili e alle scelte di upgrade. In ogni caso per narrare gli eventi sono stati inclusi ben 45 minuti di sequenze cinematiche che usano direttamente il motore del gioco, senza interruzioni di sorta nè caricamenti. Infine la campagna non sarà open-ended ma potrà essere giocata in molti modi diversi dati gli obiettivi dinamici e le missioni sbloccabili differenti a seconda delle scelte che faremo e che ammontano a 29. In definitiva abbiamo sentito la Battle Cruiser proprio come se fossimo a bordo e durante le battaglie eravamo totalmente immersi e catturati nella campagna Terran che si prospetta davvero epica, molto varia e ben strutturata.

Lato tecnico, Achievements e Battle.net

Dal lato tecnico le 5 postazioni su cui giocare erano costituite da degli aggressivi computer Alienware, quindi poco possiamo dire sulle necessità reali per far girare il gioco. Il motore grafico è comunque degno di nota e sembra quasi un altro rispetto a quello visto nella beta multigiocatore. I dettagli grafici quindi si sprecano, soprattutto per quanto riguarda gli shader e il post-processing e le sequenze cinematiche già citate sono davvero spettacolari, ben animate e decisamente convincenti. Altre novità riguardano gli achievement interni del gioco. Compiendo certe azioni sbloccheremo i soliti achievement points che spesso garantiranno anche dei bonus usabili sia online che in singolo. Tra questi sono state mostrate le "decals", ovvero delle texture aggiuntive, come simboli, o veri e propri reskin, da poter applicare alle proprie armate. Non è chiaro come verrà gestita la cosa ma l'idea è decisamente interessante e offre una varietà grafica davvero spettacolare. Citiamo ad esempio i bellissimi Goliath, le cui Decals spaziavano da semplici marchi sulla scocca a veri e propri cambiamenti grafici, come un'enorme bocca di squalo sul fronte o l'intera parte superiore dipinta come se fosse un teschio. In ultima analisi abbiamo avuto l'opportunità di fare qualche domanda al co-fondatore di Blizzard Entertainment che ha evitato qualsiasi risposta per eventuali uscite future o di altri titoli e invece ci ha fornito novità interessanti per la piattaforma Battle.Net. In breve, battle.net sarà il punto di riferimento per qualsiasi gioco Blizzard da ora in avanti. grazie a World of Warcraft Blizzard ha implementato una rete mondiale privata che verrà usata come se fosse un nuovo facebook che spazia tra i propri giochi. Completamente configurabile e interconnessa con lo stesso Facebook, Battle.net offrirà molte opzioni per agevolare i giocatori nel mettersi in contatto tra loro. Al di là delle solite feature di altre piattaforme come il LIVE microsoft, tramite Battle.net potremo ricevere e mandare dei direct feed sulle notizie o sui giocatori che ci interessano. Saranno anche implementati tornei online direttamente gestibili dai giocatori o dalla stessa Blizzard e le Ladder saranno suddivise ancora più minuziosamente per calibrare il matchmaking. I salvataggi e tutti i file personali di gioco saranno conservati sui server Blizzard, così che non dovremo preoccuparci per evntuali formattoni o crash o cambi di hard disk improvvisi. La chat e la friend list spazieranno tra tutti i giochi (per ora ovviamente solo due, Starcraft e World of Warcraft) e ogni giocatore avrà a disposizione uno spazio personalizzabile e consultabile da tutti dove poter lasciare annunci agli amici e organizzare le partite o i tornei anche da remoto. Infine battle.net offrirà un vero e proprio marketplace grazie al Galaxy Editor. Con esso potremo non solo scambiare e creare nuove mappe, ma anche dar vita a vere e proprie campagne o addirittura a giochi totalmente nuovi basati sull'engine di Starcraft 2, posto di essere dotati delle capacità di programmazione necessarie (si basa su una versione apposita del C). Sul marketplace quindi troveremo di tutto e starà ai singoli utenti decidere il prezzo delle proprie opere. Ci saranno sicuramente delle limitazioni a riguardo, immaginiamo per motivi puramente legali e di e-commerce, ma l'idea è sicuramente fantastica e pone le basi per una longevità molto solida sulla lunga distanza.

StarCraft II Il comparto singleplayer di Starcraft si preannuncia già come un'esperienza epica e profonda. I programmatori, separandolo nettamente dalla componente mulitplayer, hanno potuto dar fondo a tutta la loro inventiva e la varietà, nell'ora di gioco concessaci, si è già dimostrata notevole. Bisognerà vedere alla prova dei fatti se le promesse e le aspettative si manterranno sugli stessi livelli delle prime ore di gioco, ma siamo rimasti decisamente impressionati dai contenuti mostrati. La struttura a scelta libera delle missioni, la gestione della tecnologia nelle sessioni prepartita, lo svolgimento della trama ininterrotto nonchè gli Achievements e il potente Galaxy Editor sono tutte cartucce ben architettate che sembrano garantire a Starcraft 2 il successo sperato, almeno sulla carta. Una nota finale per i futuri capitoli della saga: da quanto ci è stato detto sarà necessario possedere Wings of Liberty per poterci giocare e verranno entrambi rilasciati sul mercato come espansioni del gioco base. Quando? "Sooner than you could expect...".