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Hands on Starhawk

A tu per tu con il seguito spirituale di Warhawk. Single Player e Multi presentati a Colonia

hands on Starhawk
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
 Roberto de Luca Roberto de Luca scopre il meraviglioso mondo dei videogame quando nel 1996 suo padre gli regala una Playstation nuova fiammante. Grande appassionato di qualsiasi cosa riguardi gli zombie, adora gli sparatutto in soggettiva, i tatuaggi ed il buon vino. Lo potete trovare su Facebook e su Google Plus.

Sono passati ormai 4 anni dall’arrivo sugli scaffali di Warhawk, remake dell’omonimo gioco uscito qualche tempo fa per PSOne. Il titolo PS3 distribuito nell’agosto 2007 si avvaleva esclusivamente della modalità multiplayer online: gli sviluppatori avevano concentrato tutti i loro sforzi sulla grandezza e la complessità delle mappe, per non parlare del numero di giocatori (32 totali) e dei mezzi utilizzabili in tempo reale, come jeep, aerei da combattimento e carri armati. Adesso Light Box in collaborazione con il team di Santa Monica annuncia Starhawk, seguito “spirituale” del sopracitato Warhawk, ma differente sotto moltissimi aspetti, sopra tutti la comparsa finalmente di una corposa modalità single player.

Guerra nello Spazio

Il gioco ovviamente si ambienta in un futuro più o meno lontano, negli angoli più sperduti della galassia, dove colonie di umani si sono insediate su pianeti abitabili sconosciuti. Qui hanno scoperto una nuova straordinaria fonte di energia estraibile dal sottosuolo. Nonostante la sua provenienza resti misteriosa, gli studi per incominciare ad utilizzarla partono immediatamente. Purtroppo nessuno ha avuto l’accortezza di avvertire i protagonisti di Starhawk dell’effettiva pericolosità di questa “energia blu” e non molto tempo dopo le prime estrazioni, incomincia a diffondersi come un morbo una tremenda mutazione che colpisce chiunque sia venuto in contatto con essa. I mutanti aumentano di numero in maniera esponenziale e incominciano ad organizzarsi, creando una fazione chiamata Brutal Outlaw, i nostri principali nemici di gioco. Il protagonista dell’avventura, Emmett Graves, è uno dei pochissimi esseri umani a non essere stato completamente mutato dall’energia blu, a differenza di suo fratello Logan, che è a capo dei Brutal Outlaw. Il principale scopo della campagna sarà quindi quello di viaggiare in giro per la galassia, sgominando i mutanti e cercando di salvare quanti più esseri umani possibili dall’atroce fine. Lo scontro con il fratello malvagio è inevitabile, ma di questo gli sviluppatori non hanno parlato, probabilmente per non svelare troppi risvolti di una trama semplice, ma comunque ben articolata. Il sistema di gioco sarà completamente rinnovato rispetto a quello del vecchuo episodio, e assomiglierà molto di più ad un Third Person Shooter classico, con parecchia libertà di movimento in ambienti pressoché desertici e incontaminati, fatta eccezione per le strutture che noi stessi faremo cadere dal cielo. In Starhawk difatti saremo insieme soldati e strateghi, tutto in tempo reale. Le battaglie sono state infatti soprannominate dal team Light Box “building battle”, proprio per questa incredibile capacità del protagonista. Emmett potrà, attraverso un comodo menù circolare, scegliere quale delle possibili strutture vuole costruire nelle vicinanze per agevolare il volgere dello scontro a proprio favore. Le costruzioni sono enormi e si auto-completeranno una volta che toccheranno il suolo, lanciate da navi stellari in orbita attorno ai pianeti. Il tutto ricorda molto alcuni degli ultimi strategici in tempo reale, con la “piccola” differenza che non saremo al sicuro dando ordini a distanza a nostri sottoposti, ma guarderemo il nemico in faccia, partecipando in prima persona alla battaglia. Le strutture che sceglieremo potranno persino essere usate come vere e proprie armi, che “schiaccieranno” letteralmente i nemici! Non saremo capaci di creare solo edifici o torri d’assalto, ma persino esoscheletri da utilizzare sia per terra che in volo; insomma una discreta parte dell’intero armamentario futuristico mai concepito sarà presente ed utilizzabile in Starhawk. Tutto questo, se da una parte aumenta la difficoltà della gestione globale, dall’altra quadruplica il divertimento e le possibilità di attacco e difesa. Nonostante la presenza numerosa di molti modelli poligonali su schermo, il gioco è rimasto fluido e veloce per tutta la durata della demo. E’ pur vero che la maggior parte delle ambientazioni visionate oggi sono piuttosto semplici (deserto, spazio, giungla), ma la fluidità è un segno dell’impegno focalizzato sull’ottimizzazione del titolo.

Nessuno tocchi il multiplayer

Nonostante la particolare attenzione dedicata all’avventura in singolo, il brand è nato principalmente per dare spettacolo online. Ed anche questo capitolo non è da meno. Le mappe presenti nel gioco saranno tutte molto varie, alcune grandi ben più di quelle presenti in Warhawk, altre invece molto più piccole con spazi ridotti all’osso. La maggior parte di esse, essendo un gioco ambientato nello spazio, si basano sul modello delle stazioni orbitali classiche, con asteroidi fluttuanti che complicheranno non poco le manovre d’attacco e difesa delle astronavi. I mezzi pilotabili ancora una volta saranno numerosissimi. Il multiplayer non sarà solo competitivo: i programmatori ci hanno assicurato la presenza di una modalità cooperativa fino a 4 giocatori, anche se non è stato specificato se ci saranno missioni dedicate o sarà giocabile in coop l’intera campagna. Grazie alla nuova feature che permette a qualsiasi giocatore di creare dal nulla interi edifici utilizzabili, Starhawk assume un volto del tutto nuovo nel panorama dei giochi online dedicati. L’accumulo di energia blu (che sarà possibile grazie a pozzi presenti in giro per la mappa, ma anche con l’eliminazione di nemici, le bandiere catturate, gli assist, etc..) consentirà la costruzione di nuove strutture che potranno essere utilizzate da uno qualsiasi degli alleati presenti nella partita; tra queste abbiamo potuto ammirare la torre di controllo, utile per stabilire un punto di respawn momentaneo, e la torre per il cecchino, con tanto di fucile e munizioni inclusi, perfetta per appostamenti e difesa territoriale. Armi e munizioni non saranno un problema dato che sarà possibile recuperare l’equipaggiamento dei nemici appena uccisi ed utilizzarlo come si vuole; se recupereremo armi mai impiegate le sbloccheremo nella lista dell’armamentario in dotazione da scegliere prima di ogni partita. Più nemici si uccidono, quindi, maggiori saranno le possibilità di recuperare nuovo equipaggiamento. Onde evitare inutili rallentamenti nel progresso dei match è stata tolta la capacità ai giocatori della stessa fazione di poter danneggiare le proprie strutture, rendendo di fatto impossibile distruggere ciò che è stato creato, se non per mano nemica. Anche il sistema di controllo sulle costruzioni è accuratissimo: nel caso ci fosse un giocatore che si diverte a riempire il proprio territorio di inutili edifici bloccando la strategia di squadra, sarà possibile (con decisione di maggioranza da parte del resto del team) interrompere temporaneamente la sua abilità di fabbricazione fino alla fine della partita in corso. Graficamente il gioco ha compiuto dei passi avanti non indifferenti rispetto al 2007: i modelli poligonali sono dettagliati e si muovono con convinzione anche all’interno dei vari mezzi disponibili, i quali risultano estremamente facili da controllare. Da un’attenta osservazione di alcuni ambienti emerge ancora qualche imperfezione estetica, ma dovendo il gioco uscire in un imprecisato 2012, può esserci tutto il tempo per rifinire il necessario.

Starhawk La presentazione di Starhawk ci ha lasciato positivamente impressionati. La cura con cui è stato seguito il single player (nonostante il punto di forza rimanga sempre l’online) è encomiabile, e la varietà di opzioni introdotte in un gameplay abbordabile è il risultato di un impegno costante da parte di Light Box. I fan del precedente capitolo saranno sorpresi nel vedere quanto questo seguito sia migliorato sotto qualsiasi punto di vista, apparendo completo sotto ogni aspetto nonostante alcuni difetti minori. Attendiamo fiduciosi nuove informazioni che verranno rilasciate nel corso dell’anno.

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