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GDC 2012

Hands on Starhawk

Starhawk alla prova cooperativa

hands on Starhawk
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Mentre la Beta di Starhawk si aggiorna per ospitare ben 32 giocatori sulle sue mappe, nel corso della GDC abbiamo avuto modo di testare attentamente una modalità non ancora inclusa nella versione di prova rilasciata per gli utenti Playstation 3 (qui potete leggere le nostre impressioni). Inutile dire che speravamo di poter testare qualche livello della modalità storia che, a detta del team di sviluppo, sarà molto complessa e articolata, perfettamente in grado di sostenere in autonomia il peso delle aspettative del pubblico. Nuove informazioni arriveranno entro breve, probabilmente il prossimo mese, quindi se siete interessati al prodotto restate sintonizzati su Everyeye.it. Per il momento possiamo però solo raccontarvi le nostre impressioni legate al lungo playtest del Co-Op mode.

Playtest

La modalità cooperativa di Starhawk è poco prevedibilmente strutturata come la classica "Horde" di Gears of War, vero o proprio tormentone di questa generazione videoludica, che pare interamente segnata dalle influenze del lavoro di Epic Games.
Assieme ad uno degli sviluppatori scendiamo in campo, per scoprire una mappa dal design poco articolato: il colpo d'occhio è quello che abbiamo già imparato a conoscere grazie alla beta: colori acidi, panorami caustici, un'atmosfera minacciosa ed opprimente, dove i dettami della Science Fiction si mescolano con la polvere del selvaggio West. La planimetria della mappa è però poco ricercata: qualche collina, spuntoni rocciosi che bloccano la visuale, generalmente contornati da superfici molto piatte. Al centro della zona di guerra c'è una sorgente del prezioso minerale che ci permette di costruire strutture e veicoli: una volta piazzato un estrattore su di essa comincia la conta dei round, che uno dopo l'altro si susseguiranno fino all'annientamento del nostro sito "minerario". Fino a quattro giocatori possono scende in campo a difendere la zona, ma nei primi momenti di gioco c'è davvero poco da stare allegri. La modalità co-op è davvero troppo classica e derivativa, e mentre ci prendiamo cura dei nemici che si materializzano sul campo grazie a lanci orbitali, abbiamo come l'impressione che si tratti di un semplice riempitivo. Fortunatamente le cose cominciano a cambiare quando si arriva alla terza ondata, in cui i nemici compaiono dall'orizzonte, a bordo di veicoli agili e prestanti, pronti a fare a pezzi il nostro "headquarter". Prendersi personalmente carico di smantellare le jeep che corrono attorno al nostro estrattore è un'impresa francamente insostenibile, a meno che non si sia disposti a subire ingenti danni. É indispensabile quindi aver costruito una struttura difensiva che possa reggere l'impatto, o almeno aver "evocato" qualche garage che ci procuri dei mezzi con cui sostenere l'ondata avversaria. Se nelle prime fasi le torrette automatiche sembrano niente più che un comodo aiuto, Starhawk e muraglie difensive diventano ben presto fondamentali, unitamente alle postazioni laser che possono falciare intere truppe in pochi secondi. Dal momento che è possibile prendere il controllo diretto di tutte le torrette piazzate, l'azione resta dinamica e movimentata, anche se si sottolinea la leggera tendenza all'autoplay: il rischio che vengano premiati i giocatori che costruiscono senza tregua strutture difensive è alto, ed è possibile che rincorrendo i punteggi elevati qualche player incontrato sui server online si estranei dal match, semplicemente "spammando" torrette laser beam. Insomma, ci sono pochi sistemi di controllo che ci tengano costantemente impegnati sull'azione di gioco, imponendoci di interpretare la partita cooperando attivamente con il nostro team.
In ogni caso falciare avversari assieme ad un fedele compagno è sempre divertente, e resta esemplare la varietà proposta da Starhawk. Fra carri armati, jeep corazzate e mech il titolo Sony passa da uno scontro su larga scala ad un più intimo "1 on 1" con una facilità imbarazzante. Pensiamo che sia proprio per questo suo carattere particolare che buona parte dell'utenza lo attende con trepidazione.

Starhawk Starhawk arriverà prima dell'estate sulle nostre Playstation 3. La modalità multiplayer funziona alla grande, e ben presto vi faremo sapere come si evolvono gli equilibri della beta con l'arrivo dei 32 giocatori (e come si comporta il netcode). Il co-op mode, modellato sulla scia dell'ormai classica Orda, pare funzionare, confermando che il carattere della produzione è molto particolare: non sono tanto gli innesti pseudo-strategici legati alla possibilità di costruire le strutture che rendono Starhawk un prodotto insolito, quanto questa sua dimensione ibrida, che permette transizioni naturali fra un headshot da antologia ed un bombardamento aereo su un immenso battaglione di nemici. Ovviamente dovremo testare la modalità Single Player prima di esprimere un giudizio, e controllare il design delle altre mappe. Speriamo che il colpo d'occhio un po' acido che caratterizza la produzione non stanchi troppo in fretta: qualche variazione su tema potrebbe salvare la situazione.

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