PAX East

Hands on State of Decay

Uno zombie game strategico dal PAX East

hands on State of Decay
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Pc
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Presentato ufficialmente più di un anno fa, State of Decay aveva conquistato il pubblico con un breve ma ispirato trailer, concentrato nel sottolineare l'efficace atmosfera di quello che si preannuncia uno Zombie Game quantomeno diverso dal solito. Il progetto è poi sparito quasi completamente dalle scene, e ricompare in una versione giocabile proprio al Pax East 2013. Pensato per il mercato Digital Delivery, State of Decay arriverà su XBLA e, più avanti nel corso dell'anno, anche su PC. L'obiettivo del team di sviluppo è quello di mescolare elementi da action/survival ad con una componente strategica, infilando tutto in un ambiente free roaming. Il mix si preannuncia se non altro originale, tanto che è facile perdonare qualche leggerezza tecnica in nome di un gameplay abbastanza fuori dagli schemi.

Gli ultimi respiri

Il titolo della produzione firmata Undead Labs chiarisce fin da subito quale sia il "mood" generale di State of Decay. Il mondo è perduto, spacciato, contaminato dalla piaga dei non-morti e destinato all'oblio. Non sono solo i corpi che marciscono, ma anche le strutture sociali, la speranza, il futuro: l'unica cosa che possono fare i sopravvissuti è controllare lo stato d'avanzamento di questa decomposizione globale. Ed il gioco non vi chiede di fare altro se non questo: sopravvivere aspettando la fine. Ma cercando, appigliati fino all'ultimo all'istinto di conservazione, di lavorare per costruire una comunità che sappia in qualche modo opporre un residuo di solidarietà umana alla brutalità del contagio.
Il gioco comincia nei panni di un sopravvissuto, che deve semplicemente esplorare la vastissima mappa disponibile (dell'estensione di circa 16 chilometri quadrati), alla ricerca di risorse e possibili compagni. Girovagando per l'area di gioco troverà case abbandonate da saccheggiare e luoghi completamente infestati dai non-morti, che potranno essere eventualmente liberati.

"State of Decay è un titolo originale, che interpreta a suo modo il tema ormai trito dell'apocalisse-zombie"

Ad un certo momento, grazie alle poche risorse recuperate in giro, l'utente potrà avviare la costruzione di un campo base: che sia una casa di periferia o il grande cortile cementato di fronte ad una fabbrica in disuso, poco conta: diventerà il quartier generale del giocatore, dove stabilire una comunità. Cercando sopravvissuti nei paraggi, dovremo convincerli a raggiungere la zona franca, in modo da mettere in piedi una piccola società quanto più autonoma possibile.
Nel quartier generale dovremo svolgere tutte quelle attività amministrative legate alla componente strategica di State of Decay. Da questo punto di vista la complessità del titolo ci ha veramente sorpreso. Il gioco permette di costruire all'interno del campo strutture particolari, ciascuna con una propria funzione. Allestire una cucina di fortuna permette ad esempio di produrre cibi in grado di far recuperare l'energia ai sopravvissuti, oppure snack utilissimi per un rapido boost alla stamina (giusto per evitare di trovarsi sfiancati proprio nel bel mezzo di una fuga). Una garage può invece essere utile per riparare le auto recuperate per strada, che ci permettono di avanzare senza doversi preoccupare delle orde di zombie che infestano le strade.
Una palestra, invece, potrebbe migliorare le prestazioni di tutti i membri della comunità in fatto di combattimento corpo a corpo. Ed ovviamente bisogna gestire le riserve di acqua e l'armeria, che potrebbe essere utile visto lo scarso numero di armi e proiettili che si trovano in giro.
Anche la gestione dei rapporti umani avrà un'importanza fondamentale ai fini del gioco: ogni sopravvissuto ha una sua personalità precisa, ed alle volte alcune persone potrebbero essere un problema per il gruppo, abbassando drasticamente il morale della comunità. Se l'unico medico che avete a disposizione dovesse essere un sociopatico stralunato, avreste il coraggio di allontanarlo? Ogni decisione dovrà essere ben ponderata per non scontentare nessuno e guadagnare al contempo influenza (che, oltre alle materie prime, è la risorsa di base usata per avviare i progetti di costruzione).

Ovviamente State of Decay si regge anche sulla componente action/survival. Anzi, allontanarsi dalla zona protetta, impersonando uno qualsiasi dei membri della comunità (ciascuno avrà le proprie statistiche e le proprie abilità), sarà necessario per recuperare risorse, rendere i paraggi più sicuri, liberare le zone infestate e contenere in qualche modo i rischi.
State of Decay avrà anche una componente narrativa, una storia da portare avanti, ma il fulcro dell'esperienza ci sembra proprio la modalità "sandbox", che non ci imporrà alcuna costrizione. L'unico limite, ci dicono gli sviluppatori, consiste nel fatto che il mondo di State of Decay è generato con un numero di risorse già fissato. Poco a poco, e chissà quanto lentamente, anche le comunità più virtuose vedranno ridursi le scorte di beni di prima necessità. Quando non basterà più andare in giro per le case cercando cibo e proiettili, comincerà una lenta ma inesorabile decadenza, fino all'inevitabile.
Dal punto di vista tecnico, State of Decay ha qualche difetto di troppo, fra cui texture non eccezionali e animazioni un po' legnose. La versione PC, ci dice il team di sviluppo, cercherà di migliorare almeno sul fronte della definizione delle texture, ma dal punto di vista contenutistico sarà identica a quella XBLA. Quindi niente cooperativa (purtroppo il team ha dovuto tagliare questa feature) ma solo leaderboard online che permettono di controllare il numero di uccisioni e la grandezza delle comunità degli amici.

State of Decay State of Decay è un titolo originale, che interpreta a suo modo il tema ormai trito dell'apocalisse-zombie. Accompagnando alla filosofia sandbox un comparto strategico che ci chiede di gestire tutti gli aspetti di una comunità, ma ci spinge anche ad esplorare in prima persona la vasta ambientazione, il team sembra aver trovato una precisa cifra stilistica, superando i risultati di molti congeneri, decisamente più spuntato dal punto di vista creativo. Nonostante i difetti tecnici State of Decay potrebbe essere un prodotto meritevole: entro l'anno su XBLA e PC, tenete gli occhi aperti.

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