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Hands on Street Fighter X TEKKEN

Nuovi personaggi alla GDC

hands on Street Fighter X TEKKEN
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • PSVita
  • Pc
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Gli ultimi due anni sono stati segnati da un prepotente ritorno di fiamma dei beat'em up, avviato dalla quarta edizione del mitico Street Fighter, vero e proprio apripista per tutta una serie di titoli più o meno riusciti (da Battle Fantasia sino a BlazBlue e Marvel vs Capcom 3) che hanno saputo approfittare del momento per mettersi in luce su un mercato sempre aperto ai “ritorni vintage”. Sull'onda dell'entusiasmo, quasi in contemporanea col crossover Marvel, Yoshinori Ono e Katsuya Harada annunciarono, per la prima volta, due cross over tra i brand di maggiore successo nel panorama dei picchiaduro. Trattasi, naturalmente, di Street Fighter X Tekken e Tekken X Street Fighter. Mentre del secondo si hanno ancora pochissime notizie il primo si è mostrato in forma giocabile (addirittura al pubblico) nel corso della Gamescom 2011 oramai agli sgoccioli.

Street Fighter + Tekken

La versione mostrata sullo showfloor (PS3) presentava -supponiamo- il roster quasi al completo: circa una trentina di personaggi equamente suddivisi tra i protagonisti del brand Capcom e quelli del titolo Namco-Bandai. Volti noti e meno noti tra i quali abbiamo potuto scorgere gli immancabili Ken, Ryu, Kazuya e King ma anche i non certo famosissimi Hugo, Kuma, Poison ed Ibuki, per un gruppo complessivamente piuttosto eterogeneo ed in grado di far la felicità di buona parte degli appassionati dei due storici rivali (sicuramente non tutti). Con tutta probabilità, però, come Capcom insegna, già a pochi mesi dal lancio e via via fino all'uscita di qualcosa di “nuovo”, fioccheranno le proverbiali aggiunte tramite DLC: pratica amata ed odiata in egual misura nella folta community online.
Ma aldilà del roster e delle migliaia di speculazioni che già ci si potrebbe ricamare sopra è bene ribadire che il vero punto focale della produzione vuole essere (e sarà), naturalmente, il gameplay, mutuato in questo caso dalla primissima incarnazione di Street Fighter IV. Quello che ci troveremo davanti, a dispetto delle caratteristiche da “Tag Team game” sarà dunque un beat'em up piuttosto tecnico, che richiederà da parte del giocatore in cerca delle massime prestazioni un'ampia fase di studio per ciascuno dei personaggi (eccezion fatta -per chi già conoscesse a menadito SFIV- per i combattenti da lì ripresi). E “ripresi”, beninteso, non è un termine utilizzato a sproposito, poiché ogni lottatore, al netto di piccolissime modifiche, è stato pienamente clonato dalla sua controparte originale più recente. Considerando il tempo passato, ovviamente, i meno “uguali a se stessi” sembreranno quelli (nelle varie saghe) meno famosi, come Hugo. Tornando al concreto, il gameplay riprende -come si diceva- Street Figher IV, presentando un ritmo di gioco piuttosto rallentato rispetto alle “abitudini moderne” (vedi Marvel vs Capcom o Super Street Fighter IV) e lo stesso sistema di combo basato sulla conoscenza di hit box e priorità d'ogni singolo colpo per concatenare lunghe combo, preferibilmente in juggling. E data la caratteristica TAG della produzione quest'ultima componente (quella del juggle) non poteva che venire potenziata, aggiungendo una piccola serie di mosse in grado di valorizzarla e, soprattutto, sostituendo il Focus Attack (ma mantenendone la collocazione nel control scheme) con un attacco in grado di lanciare l'avversario all'angolo e far intervenire il compagno per concatenare una combo in tag team. Detto ciò il resto delle esecuzioni è rimasto immutato: Super Combo e Super Combo Tag (in sostituzione delle Ultra) comprese, con doppie/triple rotazioni e caricamenti all'ordine del giorno. Anche Street Fighter X Tekken, inoltre, presenterà la classica barra della special suddivisa in più parti, le quali potranno essere utilizzate per le canoniche EX Moves.
Appurati questi aspetti rimaneva da comprendere a fondo se le tecniche dei personaggi “importati” da Tekken sarebbero rimaste fedeli alla controparte originale. Ebbene questo secondo hands on (il primo, durante il Captivate, ne aveva già data dimostrazione) ha ribadito la bravura del team di Ono e l'efficacia della collaborazione tra le due parti. La “fazione Tekken” vede pochissimi adattamenti e mostra stili di combattimento perfettamente compatibili (quando non fedeli al 100%) con le incarnazioni originali. Tutti questi aspetti rendono giocare a Street Fighter X Tekken un vero piacere.

Al piacere ludico s'affianca poi quello visivo, dato che questo cross-over riprende da Street Fighter IV anche la connotazione tecnica, affinandola. I profili caricaturali dei combattenti risultano dettagliati, modellati alla perfezione ed animati nella maniera che solo il team di SF sa fare e ci ha insegnato ad apprezzare. Texture, shaders ed un pizzico d'effettistica particellare impreziosiscono poi il colpo d'occhio, rendendo lo scorrere dell'azione una vera e propria meraviglia tecnica. Come i personaggi anche gli scenari (tratti da Tekken o da Street Fighter) hanno subito il restyle tipico della quarta incarnazione, guadagnandone in stile e ricchezza di particolari, statici come in movimento; un ulteriore pennellata al già ricercato maquillage globale.

Street Fighter X TEKKEN Parlando di picchiaduro Capcom, negli ultimi anni, sembra di dire sempre le stesse cose. Eppure anche questo Street Fighter X Tekken sembra avere tutte le carte in regola per sfondare in un mondo che, continuando a questi ritmi, produrrà sicuramente una seconda epoca d'oro ma -temiamo- si saturerà molto brevemente.