E3 2014

Hands on Sunset Overdrive

Provato all'E3 il frenetico (e ostico) nuovo titolo firmato Insomniac

hands on Sunset Overdrive
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox One
Andrea Porta Andrea Porta è un fanatico, divoratore (e occasionalmente critico) di videogame, serie TV, cinema, letteratura sci-fi e fantasy, progressive rock, comics, birre belga, rolling tobacco e molto altro ancora. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Sin dal primo video di gameplay mostrato in occasione dell'annuncio, di Sunset Overdrive ci aveva colpito soprattutto la grande fluidità che sembrava caratterizzare i movimenti e lo stile di combattimento del protagonista. Proprio questo, insieme al level design folle ed esplosivo, sembrava il punto di forza della produzione Insomniac. La software house californiana ha certamente faticato a ritrovare una propria identità in seguito all'abbandono della totale esclusività dei suoi prodotti nei confronti di Sony, e proprio questa nuova proprietà intellettuale poteva rappresentare il punto di svolta. A chiusura della giornata delle conferenze pre-E3 abbiamo avuto modo di partecipare ad un affollato showcase della line up Microsoft, e l'esclusiva in uscita il 28 ottobre non poteva assolutamente mancare.

O grindi, o muori

Sunset Overdrive ha preso in prestito un termine molto caro agli skater, e l'ha trasformato in una meccanica di gameplay. Pad alla mano, scopriamo come dopo un salto, singolo o doppio, il nostro alter ego sia in grado di "agganciarsi" a qualunque corrimano, recinzione, cornicione, ed effettuare un grinding proprio come si farebbe con uno skateboard, ossia scivolare a grande velocità mantenendo aderenza alla superficie, e seguendone il percorso. Nel gioco di Insomniac questa meccanica diventa letteralmente vitale, in quanto a terra dureremmo ben poco. Gli abitanti della coloratissima cittadina, mutati in seguito all'eccessivo consumo di un nuovo energy drink, sono infatti molto aggressivi, e in grado di annientarci in pochi secondi. L'unico modo di affrontarli è mantenersi a debita distanza e costantemente in movimento, un qualcosa che solamente il grinding può garantirci. Scivolando a qualche metro da terra le cose vanno molto meglio, e possiamo sfruttare un notevole rallentamento del tempo ogni volta che prendiamo la mira con la pressione del grilletto sinistro. L'arsenale è un altro dei punti di distinzione della produzione, caratterizzato da armi completamente fuori di testa. Passando per fuochi d'artificio e vinili, ben poche sono le volte in cui vi troverete a sparare ai mutati delle tradizionali pallottole, sebbene una vecchia gloria come l'AK47 non manchi all'appello. La nostra sessione di gioco ci ha proposto una serie di obbiettivi ben precisi, legati prima all'eliminazione di un certo numero di nemici, poi all'affrontare un combattimento con un boss, e infine alla distruzione di due carrelli di un otto volante, naturalmente sfruttando i binari per un grinding spettacolare e prolungato. In tutto questo, il principale ostacolo è rappresentato proprio dai mutati, che si sono rivelati una minaccia notevole per chiunque scelga di starsene fermo per più di qualche secondo, soprattutto al livello del suolo. Familiarizzare con il doppio salto e il grinding diventa immediatamente un imperativo, con l'azione di gioco che sembra non voler lasciare mai un attimo di respiro al giocatore.

Senza respiro

Questo senso di costante ansia, accentuato dalle morti ripetute in caso di errori durante le fasi di grinding, rende l'approccio a Sunset Overdrive piuttosto ostico. Va anche detto che la sessione di gioco da noi provata appariva piuttosto avanzata, e dunque estrapolata da un contesto di crescita di dimestichezza nei confronti delle particolarità del gioco, ma non riusciamo a scrollarci di dosso la sensazione che, a volte, un momento per tirare il fiato davvero ci vorrebbe. Ancora non ci è del tutto chiaro come la modalità campagna chiederà al giocatore di affrontare gli obbiettivi, se in ordine almeno parzialmente cronologico oppure del tutto libero, certo è che la nostra demo non ci ha lasciato molto tempo per ammirare il panorama. Peraltro, pad alla mano, il grinding restituisce sensazioni positive, mentre il movimento a terra del personaggio risulta goffo e legnoso. Probabilmente si tratta di una scelta, un ulteriore incentivo voluto dagli sviluppatori per costringere il giocatore a padroneggiare e sfruttare al massimo l'elevazione e il costante movimento, ma questo non giustifica del tutto la sensazione poco piacevole che si prova camminando semplicemente al livello del suolo. Il game design, inoltre, richiede una discreta dose d'abilità per mantenere una buona mira durante il rapido movimento offerto dal grinding: nonostante il rallentamento del tempo aiuti, mantenere vivo il fuoco contro un nemico in movimento non è affatto un'impresa semplice. In altre parole, al di là dell'aspetto cartoonesco, Sunset Overdrive non ci è apparso come un gioco propriamente semplice, né propenso a perdonare un gran numero di errori da parte del giocatore. Come confermato sul posto dagli sviluppatori, "...in Sunset Overdrive si muore spesso, questo è certo. Proprio per questo, abbiamo implementato un sistema di respawn istantaneo, che riporta il giocatore ai margini dell'azione che stava cercando di completare quando è morto, senza resettare nemici uccisi e obbiettivi già completati." Di quanto quest'affermazione fosse vera ce ne siamo resi conto non appena arrivati in prossimità dell'ottovolante già visto durante le sequenze giocate dal vivo durante la conferenza Microsoft, che ci ha creato ben più di un grattacapo. Allo stadio attuale, Sunset Overdrive appare come un gioco promettente e molto diverso dalla massa, ma la formula di gioco appare ancora bisognosa di bilanciamento. Il ritmo è, per forza di cose, davvero forsennato, ed eliminare nemici durante il grinding si è rivelato tutt'altro che facile. La speranza è che gli sviluppatori riescano a trovare quel giusto equilibrio tra una curva d'apprendimento sufficientemente ripida e un apice di difficoltà gestibile, senza sfociare nella frustrazione. Quanto alle modalità di gioco, sul posto abbiamo potuto provare anche un match cooperativo (con un massimo di otto giocatori supportati) nella classica formula Orda, con ondate sempre più intense di nemici che si susseguono. Tra un'ondata e l'altra, ai giocatori è concesso qualche secondo per piazzare una serie di trappole, utili a sfoltire le fila nemiche. Dal punto di vista grafico, Sunset Overdrive ci ha convinto su tutta la linea: supportato da un design personalissimo e straripante idee folli ed originali, il lavoro svolto sul fronte tecnico ci ha soddisfatto anche in questa versione provvisoria. Le texture in alta definizione rendono l'intera ambientazione molto credibile pur nel suo tratteggio volutamente esagerato, e un buon filtro antialiasing contribuisce a una resa generale molto pulita. Al momento, la risoluzione è di poco inferiore ai 1080p, ma gli sviluppatori contano di riuscire a raggiungere il traguardo prima del rilascio, mentre il frame rate si ferma a 30 FPS, senza cali evidenti durante le nostre prove.

Sunset Overdrive Il fascino di Sunset Overdrive è fuori discussione, e anche pad alla mano il lavoro di Insomniac Games non ha perso un briciolo della sua folle carica. Sul fronte gameplay abbiamo invece notato diverse incertezze, a partire da un sistema di controllo meno fluido di quanto ci saremmo aspettati. I comandi a terra risultano molto legnosi, e questo va a compromettere quelle fasi talvolta obbligate in cui occorre sganciarsi da un grinding per raggiungerne un altro. Soprattutto in abbinamento alla tendenza dei mutati a polverizzare qualunque cosa non si trovi diversi metri sopra le loro teste, questo apre a scenari potenzialmente preoccupanti. Va naturalmente tenuto presente che abbiamo provato il gioco brevemente, e in una sequenza completamente estrapolata dal contesto, motivo per il quale rimandiamo la formulazione di un giudizio approfondito ad una futura e più ricca prova.