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Hands on Super Mario 3D World

Muoviamo i primi passi nel nuovo capitolo del platform di punta Nintendo

hands on Super Mario 3D World
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Wii U
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Super Mario 3D World è senza dubbio alcuno il più importante intervento di riscrittura delle dinamiche classiche della serie dai tempi del Nintendo 64. Se vi aspettavate un capitolo regolare -una versione "in grande" di quella perla portatile che è 3D Land- dovrete ricredervi su tutta la linea.
Il platform in arrivo per Wii U vibra di una forza nuova, esibisce costantemente un'ansia di rinnovamento che scuote le fondamenta dell'iconografia "mariesca". Dal look molto più scintillante fino ai contorni smussatissimi dei poligoni, passando per bonus inediti, nuove tute e nemici mai visti, Super Mario 3D World sembra essere pensato per mettere a tacere, una buona volta, chi accusa Nintendo di un dannoso immobilismo.
E' ancora troppo presto per dire se le inedite alchimie di questo capitolo funzionino fino in fondo oppure no: di certo, al momento, c'è solo che il 29 novembre tutti i fan dell'idraulico in salopette si troveranno di fronte un platform come non l'avevano mai visto.

Rompere col passato

A pensarci bene, Super Mario 3D World si allontana dalla tradizione fin dalle spicciole premesse narrative. Stavolta non sarà Peach che finirà tra le grinfie di Bowser, bensì sette fatine dai colori dell'arcobaleno. La principessa in rosa, anzi, si unirà alla caccia, accompagnando Mario, Luigi e Toad attraverso i mondi che compongono la mappa di gioco.
Il fatto che su questa ci si possa muovere (quasi) liberamente, uscendo dal sentiero che solitamente ci costringeva a procedere di livello in livello, è un ulteriore indizio dell'evidente rottura con il passato che Nintendo vuole mettere sotto gli occhi di tutti.
La vera sorpresa si ha però quando ci infiliamo nel primo stage: neppure siamo partiti e scopriamo di poter scegliere uno dei quattro personaggi, ciascuno con una sua particolare dinamica di salto e di corsa. Peach sgambetta a mezz'aria per allungare le traiettorie dei salti ma, forse infastidita dalla gonna, zampetta più lentamente degli altri. Il piccolo Toad, al contrario, schizza come un missile, mentre il dinoccolato Luigi salta altissimo e deforma tutte le parabole dei suoi balzi.
Ma anche decidendo di impersonare Mario i primi momenti di gioco vanno spesi per metabolizzare un'inerzia tutta nuova: il nostro baffuto eroe, sulle prime, corre in maniera regolare, ma dopo qualche passo esegue uno sprint e si lascia dietro una nuvola densissima di fumo poligonale. Questo strano scatto, durante il quale il controllo del personaggio si fa un po' più complesso, è solo il primo indizio di un una fisica integralmente rivista, smussata, capovolta rispetto agli episodi più regolari.
Serve un po' di tempo, e di pazienza, per prendere confidenza con un gameplay che allarga a dismisura le doti motorie dei protagonisti, infilando una marea di variabili in un gioco che va riscoperto, esplorato.
L'impostazione globale di Super Mario 3D World è comunque rassicurante, soprattutto nei primi stage. I livelli presentano sequenze tutto sommato tradizionali, vecchi nemici, ed in certi momenti sembra quasi di essere in una versione "allargata" dell'ultimo capitolo uscito su 3DS. Ma poi arrivano ad esempio i nuovi Power-Up, a sconvolgere l'orizzonte di attesa dei fan. La tuta da gatto (Neko Suit) permette di attaccare i nemici con una zampata, ma anche di arrampicarsi sulle pareti e raggiungere parti dello stage brillantemente nascoste. Più avanti, sul ghiaccio, possiamo infilarci in un enorme pattino che ci permette di scivolare mollemente, e c'è persino una ciliegia (sembra uscita da PacMan) che fa apparire una copia identica del nostro personaggio: pensate ad uno stage dove vi troverete a controllare cinque Toad salterini, ed avrete un'idea piuttosto precisa delle "stravaganze" di Super Mario 3D World.
Pur recuperando certi elementi dalla tradizione classica (funghi giganti dal primo episodio DS, piattaforme basculanti da 3D Land), questo nuovo capitolo non smette mai di rilanciare. Ci fa cavalcare un gigantesco mostro marino in sezioni quasi inspiegabili, e arriva addirittura a scimmiottare le rapide gesta dell'acerrimo rivale Sonic, in momenti sostanzialmente bidimensionali in cui si corre fra rampe e turbo.

Non sempre i meccanismi degli stage funzionano alla grande. In certi casi, anzi, il level design inciampa, lasciando che a meravigliare siano tutte queste novità piuttosto che la conformazione complessiva del livello. Ci sono quasi sempre segreti ben nascosti (tre stelle ed un timbro, e poi pile di monete e qualche altra sorpresa), ma alle volte l'avanzamento è un po' troppo regolare, piatto. Però superati i primi mondi le cose migliorano nettamente, mentre continuiamo ad essere investiti da una varietà e da un'inventiva che sembrano inesauribili. Ci sono livelli in cui Mario si improvvisa trapezista, Boss Fight completamente riscritte (e in certi casi davvero interessanti), piccoli mondi in cui ci troviamo a guidare un Toad esploratore, che assomigliano ad una versione tridimensionale di Mario Vs. Donkey Kong.
Non è facile metabolizzare tutti questi cambiamenti: sulle prime viene quasi da pensare che la saga abbia perso un po' della sua genuina semplicità, cercando in tutti i modi di venire incontro a chi chiedeva a gran voce un cambiamento. Ma è solo questione di tempo prima di innamorarsi: quando le strutture dei livelli si fanno più complesse, gli ingranaggi si affinano, e si arriva a capire che persino la selezione del personaggio può influire notevolmente sul modo di affrontare il singolo stage, Super Mario 3D World si sarà già scavato un posto nel vostro cuore. Magari anche grazie al suo look patinato, pieno di nuvolette e di shader brillantissimi, che sembra una versione "pacioccosa" di Galaxy. Anche i nemici, i colori, le forme non hanno passato indenni la revisione, e tutto si presenta con qualche dettaglio nuovo, mai visto. Senza dover per forza arrivare fino alle Piante Serpiranha, striscianti versioni palustri delle più classiche piante carnivore, o ai lenti Formichi che migrano nel deserto, basta adocchiare i profili più tozzi dei Goomba, o le silhouette dei Boo che si intravedono anche quando i fantasmi si infilano dentro le pareti, per rimanere in qualche modo meravigliati e gongolanti.
Lo stupore quasi fanciullesco per questo rifiorire di dettagli inediti, s'intenda, sarà tanto più forte quanto più antico sarà il vostro amore per Mario: ma anche se vi siete avvicinati ai platform della serie nelle ultime due generazioni, riuscirete ad avvertire sicuramente un po' della magia che, anche stavolta, ricolora mondi e dinamiche classiche, e le trasforma in un ibrido nuovo fra tradizione e modernità.

Super Mario 3D World Ogni volta è la stessa storia: sull'ennesimo episodio di Super Mario posiamo le prime occhiate alle fiere, ai press tour, e proviamo i livelli poco appetitosi dei primi mondi, solo per avere l'idea di un capitolo un po' troppo regolare e magari un po' più stanco degli altri. Dev'essere una precisa strategia di Nintendo, perché poi la versione completa riserva quasi sempre un mare di sorprese, di novità, di dettagli splendidamente amalgamati in un episodio con un suo carattere scolpito e preciso. Nel caso di Super Mario 3D World, la distanza con tutto quello che si è visto fino ad oggi è abissale. A partire dall'inerzia e dalle dinamiche di salto, fino ad arrivare ai nuovi nemici, questo episodio cerca un'identità che sia tutta nuova, fagocitando ovviamente una gran quantità di elementi tradizionali, ma quasi sempre per masticarli un po' e dargli una forma nuova. Non sempre il level design tocca i picchi di eccellenza del capitolo portatile Super Mario 3D Land, ma anche nei mondi in cui gli stage sono meno brillanti, il nuovo Super Mario inonda il giocatore con trovate diverse, originali, mai viste. E questo basta per non volersi fermare più.

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