(Dis)Comfort Zone: Outlast 2 Oggi alle ore 21:00

Nuovo episodio della (dis)Comfort Zone dedicata ad Outlast 2

NMS2010

Provato Super Mario Galaxy 2

Super Mario Galaxy 2 sta per arrivare su Wii: lo abbiamo provato, scoprendo un platform davvero ricchissimo e tecnicamente notevole.

provato Super Mario Galaxy 2
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    Disponibile per:
  • Wii

Il Nintendo European Summit è un piccolo grande tuffo nel passato. Un tubo verde in cui ci infiliamo senza sapere dove mai rispunteremo con la nostra salopette d'ordinanza.
I sudori freddi provenienti dal ricordo degl'ultimi E3 sfrecciano sulla schiena come schegge imbizzarrite. Numeri? Dati di vendita? Prodotti indirizzati -quasi- eminentemente al pubblico mainstream? Mamma mia!
Ma il mondo del videogioco è bello perché è veramente sfaccettato. E quando di tratta di Nintendo, l'imprevedibile è di casa.
Accade così che si parla, esattamente come in quel di San Francisco, di videogiochi. Solamente di videogiochi. Opere confezionate con la maestria di un tempo, con il desiderio di parlare a quell'enorme nicchia di fan che da tempo vedono brillare, in questo storico publisher, una luce viepiù intermittente, capace di scaldare i cuori di chi videogioca a singhiozzi, per giunta dalla frequenza sempre più dilatata.
Il 25 Febbraio, invece, ecco il colpo di coda che energico schiaffeggia il pessimismo: Super Mario Galaxy 2, Metroid Other M, Sin and Punishment 2, WarioWare D.I.Y.
Giocabili. Testabili. Vivibili in prima persona. E, quel che più conta, in prossima linea di collisione con un mercato a dir poco famelico. Tutti fuori prima entro l'estate, quindi. Un dato che dà il la a diverse deduzioni di stampo prettamente commerciale, che fanno il paio con l'uscita -a brevissimo- di Nintendo DSi XL: ad ora, la pianificazione della grande N per l'inverno è letteralmente sgombra di annunci di una certa caratura. Ergo, via libera a voli pindarici su arcobaleni caleidoscopici. Eh? In buona sostanza, le aspettative per annunci clamorosi al prossimo E3 cominciano pericolosamente ad ingigantirsi. I sorrisi beffardi sfoderati dai portavoce Nintendo ogniqualvolta scansino le domande di Everyeye.it ("Annunci Hardware? Software? Zelda? La risposta di Nintendo alla new wave di Microsoft e Sony?") non porgono appigli sfruttabili dalla nostra curiosità. Ma sognare, questa volta, è lecito. E nel caso le attese dovessero cadere in un vuoto disilluso, rimarrebbe sempre Super Mario Galaxy 2 a fungere da morbida rete di salvataggio.
Iniziamo proprio con lui. Con l'icona per antonomasia.

La rivoluzione di Kyoto

Super Mario Galaxy ha rappresentato una vera rivoluzione, esattamente come Mario 64 undici anni prima di lui. Siamo tutti d'accordo che la perfezione stilistica, strutturale, tecnologica ed espressiva di quell'immenso capolavoro per N64 sia semplicemente ineguagliabile, e di fatto ineguagliata da tutti i platform che gli sono succeduti o hanno avuto l'ardire di sfidarlo. Il passaggio dimensionale ha di certo facilitato il processo di "seminalità" di quel meraviglioso modello di design, capace di dettare un corpus di normative ludiche tuttora in vigore, una perfezione dedita totalmente all'incremento del divertimento.
Saltando l'anomala ed anonima ripetitività di Sunshine (gran gioco, ma troppo soggetto a cadute tanto di stile quanto di idee, per assurgere al ruolo di capolavoro), Mario Galaxy riprese però le redini di un concetto basilare per l'intera saga: la gioia del movimento. Libero, sfrenato, e dannatamente preciso. Quell'elasticità perfetta, che si bea di un'inerzia senza tempo (ma ammorbidita negli anni); la gommosità data da una fisica riscritta e consegnata al giocatore distillandola in sprazzi di millimetrica coerenza platformica. Coefficienti che inseriti nei gangli della critica del tempo hanno raggranellato (quasi) sempre il massimo dei voti agli sgoccioli del 2007.
Galaxy ha ribaltato la prospettiva, riplasmandola letteralmente, scompaginando le convenzioni, sconnettendo le previsioni del giocatore. Il sotto si ribalta e diventa il sopra. Un mondo, anzi, una galassia vista, giocata, vissuta a testa in giù. Con tanti cari saluti alla gravità che ci annoia da sempre. Il tutto contornato da una festa del colore e della sfericità: un trattato su come deve presentarsi un platform degno di questo nome, con quale sgargiante vestito, e con quale dote. Level design sovrabbondante, autoreferenziale, che seduce con l'intera epopea di un genere (si pensi alle sequenze 2D), e stordisce coi nuovi poteri di Mario.
Impossibile scovare qualcosa di altrettanto ricco di inventiva, sempre sull'orlo dell'incomprensibile (dove mai andrà a parare questa sequela mobile di piattaforme? Come diavolo si acchiappa quella stella?), eppure così leggibile, così immediato, fluido e immancabilmente superlativo.
Super Mario Galaxy 2 continua la corsa verso un perfezionamento di dinamiche che non sembrano mai stancare. Pochi i livelli provati in quel di Londra, e solo due le iniezioni di gameplay testate sul campo, ma la sensazione di puro incanto c'è, rimane e permane.
Innanzitutto, il gioco è dichiaratamente più difficile. La curva che regola il senso di sfida, secondo i portavoce Nintendo, è più ripida e meno clemente, soprattutto nelle sezioni classiche (maggiormente presenti rispetto al prequel) con lo scrolling a scorrimento orizzontale (e non solo). Upside Dizzy Galaxy ne è l'esempio lampante. Si ha a che fare col ribaltamento sistematico della forza di gravità, attraverso una pletora di nemici gommosi e sfiancanti (quando si incollano letteralmente al protagonista), fasci elettrici e goomba volanti a volontà. La precisione richiesta, specie quando i tunnel si fanno più stretti, e i ribaltamenti delle frecce indicanti la gravità più frequenti, è piuttosto vecchia scuola. Più affine a SMB3 che a New Super Mario Bros, tanto per inquadrare la situazione. Archiviata la pratica 2D, si giunge al cospetto del dragone (fantastico il suo sbuffare come un treno... Galaxy Express, appunto) che ha suscitato il giusto clamore anche di chi è da sempre alla ricerca delle sette sfere di casa Toriyama. E' proprio il bestio in questione ad introdurci uno degli elementi chiave di questo sequel: la perforazione del terreno. Sconfiggerlo è una questione di mera pratica, ma anche qui, complice il continuo andirivieni della prospettiva, è richiesta una precisione chirurgica, insieme al giusto tempismo nel performare lo spin attack. E' solo un assaggio di quello che il gioco ci riserverà, ma anche così rimane un aperitivo assolutamente gustoso.

In profondità

La trivella è il primo dei nuovi elementi presentati. Il suo uso spalanca le porte a soluzioni di gameplay solo mitizzate nel primo Mario Galaxy, per un profondità -e proprio il caso di dirlo- ancora superiore. I livelli sferici possono essere così sviscerati dall'interno -sempre che non presentino componenti metallici, nel qual caso subentra un rimbalzo a cui bisogna prestare la giusta attenzione-, magari per scoprire stanze segrete colme di monete o veri bonus stage con tanto di timer e mini sfide, così come nelle loro appendici di terriccio (colonne, piattaforme) per giungere in luoghi sulla carta inaccessibili. Il puzzle solving ambientale, sulla carta, è dunque più marcato anche nei pianetini di mero raccordo. Uno di questi presenta (adocchiatelo nel trailer presente su Everyeye.tv) una costruzione che si erge verticalmente, composta da puro terriccio e dunque assolutamente perforabile. Alla sua sommità, un frammento di stella. Trovare l'esatto punto in cui trivellare come già professava ventisette anni fa Boulder Dash è semplice, ma non evidentissimo. E comunque fonte di estrema soddisfazione, soprattutto pensando alla soluzioni alternative che i designer stanno approntando per noi.
L'arnese, come avrete visto, è sfruttabile altresì come arma. Chi vi scrive ha ovviamente affrontato il robot aracnoforme dalle lunghe leve che custodisce, sotto lo spuntone centrale, l'agognata stella. Ancora una volta, le passeggiate di salute delle prime sessioni di MG sono, se non un ricordo, quantomeno una eco lontana lontana. Il mostro meccanico si muove svelto, e a sua volta scaglia a destra e a manca trivelle superficiali che rendono più difficoltosi i disimpegni di Mario. La ristrettezza della superficie di gioco, e la possibilità concreta di essere rimbalzati dagli arti del gigante qualora maldestramente colpiti con la trivella, rendono il tutto ancor più speziato.
Yoshi è ovviamente l'altra novità presentata. Le sue facoltà riprendono quanto il sauro colorato aveva già dimostrato di saper fare nei giochi di Mario del passato più o meno prossimo.
La lingua prensile, sfruttabile per agganciare oggetti e piattaforme ed ingoiare nemici, i salti prolungati "sotto sforzo", i dash pepper per quella spinta in più nello scatto. C'è tutto, per ora. Anche se le novità siamo sicuri non mancheranno.
Tall Trunk Galaxy, l'unico livello affrontato a bordo del prode Yoshi, è semplicemente una perla di design. Non solo per il moto incessante delle piattaforme e dei rami, per lo sviluppo verticale geniale, per il posizionamento infame dei frammenti da recuperare e dei nemici, ma anche per l'uso richiesto delle bolle d'aria disseminate per lo stage, fiotti di ossigeno che riempiono la panza del sauro fino a farlo volare come un palloncino. Premendo A, la fuoriuscita dell'aria si interrompe, permettendo un controllo migliore della traiettoria. Questione di frazioni di secondo, s'intende. Perché il rischio costante è quello di precipitare. Quanta meraviglia.
Chiudono il quadro un'ambientazione amarcord in cui tutto è gigantesco e Flip-Swap Galaxy, il cui onomatopeico nome dovrebbe essere sinonimo di terrore. Quattro minuti per raccogliere 100 monete rosse. Piattaforme girevoli comandate via Wiimote. Un colpetto e via tranquilli. Magari dribblando nel frattempo qualche decina di bombe sogghignanti, evitando di sprofondare nel nulla cosmico. Solo un giornalista, fra i cento e passa accreditati, è riuscito a portare a termine il livello.

Yahoooo

Mario Galaxy 2 è visivamente un trionfo cromatico, estetico e di fluidità. Il motore è giocoforza lo stesso di MG, ma se vogliamo la ricerca è ancora più marcata, più sfrenata e fantasiosa. Il chara design degli avversari è spassoso e sopra le righe, i movimenti della telecamera più precisi rispetto al prequel e il tutto è sferzato dal classicistico tratto sgargiante. La tecnica del gioco trascende le mere questioni tecnologiche per diventare qualcosa di più viscerale, più funzionale ad un storia iconografica che solo Nintendo possiede, più prossimo al concetto di pura arte. Mario Galaxy 2 è oggettivamente bello. Vivo. Colpisce e stordisce con la minuzia dei particolari, e con un mondo, anzi tanti mondi di gioco assolutamente assoggettati al gameplay e all'incanto.

Super Mario Galaxy 2 Super Mario Galaxy 2 è un manifesto d'intenti: superare quanto splendidamente fatto dal prequel configurandosi come l'ennesima tappa di un percorso di perfezione stilistica e di genere. L'ultima parola sul genere platform? Ovviamente no. Ma siamo sicuri che per gli anni a venire sarà quella più autorevole ed influenzante. Il Re è tornato. A Giugno, il vero motivo per possedere un Nintendo Wii.

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