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Hands on Syndicate

Starbreeze Studios rivoluziona un classico del videogioco, con discreto successo.

hands on Syndicate
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Ha destato scalpore l'annuncio che il nuovo Syndicate, sviluppato da Starbreeze per conto di EA, sarebbe stato un “canonico” Sparatutto in prima persona, rinnegando completamente le nobili origini del brand e tutta la sua filosofia. E certo, la software house sapeva di andare incontro alle ire dei fan di vecchia data, rispolverano un nome così amato solo per stravolgere completamente dinamiche entrate ormai nella storia del videogame. Ma al di là del dissenso iniziale, c'è anche da confrontarsi con una situazione attuale non troppo rosea nei confronti delle nuove IP. Per quanto scomodo possa essere, avere un nome che crea un contatto diretto con il passato, rimbalzando nelle community di tutto il mondo e facendo un gran rumore mediatico, potrebbe risultare un buon sistema per nascondere un concept totalmente nuovo dietro una facciata che lo faccia sembrare già affermato.
E il Syndicate di Starbreeze nuovo lo è davvero. Intelligente e originale, questo First Person Shooter ha dalla sua dinamiche vivaci ed uno stile riuscito. Dopo Riddick e The Darkness, un altro centro per il team svedese?

Grigio Futuro

Syndicate è ambientato nel 2069, in un futuro in cui il controllo del potere è esclusivo appannaggio di grandi corporazioni senza scrupoli: i Sindacati. Il progresso tecnologico incontrollato e le conquiste scientifiche di un cinquantennio hanno permesso a queste ciniche multinazionali di rivoluzionare completamente il modo di interfacciarsi con il mondo. Sono stati infatti prodotti, diffusi e commercializzati dei chip neurali, che si impiantano direttamente nel cervello dell'acquirente, permettendogli in interagire a vari livelli con il mondo digitale. Accedere alla rete, accumulare in un lampo conoscenze ed esperienze sensoriali, interfacciare con dispositivi meccanici e computer. Avendo accesso diretto al cervello delle persone, controllando praticamente ogni aspetto della loro vita, i Sindacati sono diventati di fatto organi sovrastali, in grado di controllare i governi stessi. Finchè, inebriati da un potere senza confini, hanno cominciato a farsi guerra. Un guerra subdola e senza scrupoli, fatta di assalti militari spietati per il possesso delle nuove tecnologie e dei brevetti; fatta di omicidi su commissione e flebili alleanze.
Il giocatore impersona Miles Kilo, un “agente” affiliato con la Eurocorp e mandato direttamente sul campo per testare i nuovi impianti neurali che ne fanno un prototipo letale come nessun altro. I Chip nel cervello del protagonista, infatti gli permettono addirittura di controllare la mente umana, nonché di hackerare qualsiasi sistema gli capiti a tiro.
Ovviamente queste abilità sono integrate nel gameplay, e riescono - come vedremo - a infondere a questo Syndicate un carattere unico. Siamo sicuri che anche i giocatori più sdegnati dal “cambio di rotta” sapranno apprezzare le interessanti novità di questo FPS.

Gli Spietati

Per quel che riguarda le dinamiche di base, Syndicate si appoggia sulla struttura classica di un First Person Shooter. Ma fin dai primi momenti di gioco c'è da riconoscere che il titolo Starbreeze è caratterizzato da un ritmo molto particolare: l'esasperata fluidità dei movimenti, un'interazione con l'ambiente di gioco che ricorda molto quella di Mirror's Edge, una determinata rapidità nel mettere fuori combattimento i nemici riesce a trasmettere al giocatore l'idea di trovarsi nei panni di un Killer letale. Il bello viene però quando si cominciano ad utilizzare gli innesti neurali. Alla pressione del dorsale sinistro, in prossimità di un sistema che può essere hackerato, si avvia la procedura per “far breccia” nei sistemi di sicurezza. L'avventura ci fa cominciare subito dalle cose serie: hackerando il chip impiantato nella testa di una guardia, il malcapitato impazzisce in un lampo, facendo fuoco su un compagno e poi sparandosi un colpo in faccia. Senza mezzi termini, Syndicate ci mette subito al corrente dell'alto tasso di violenza che lo percorre: un gusto cinico e spietato per la brutalità degli agenti, costretti ad operare in un mondo marcio e disilluso.
La prima missione di gioco, in ogni caso, funge da lungo tutorial in cui impariamo ad utilizzare le armi di base ed il sistema di “Breaching”. Il nostro compito è quello di recuperare un misterioso chip dai laboratori della concorrenza. Attraversiamo i laboratori sparando a guardie piuttosto impreparate, la cui debolezza mentale è chiara: basta inquadrarle, far partire l'hacking dei chip, per instillare nelle loro menti propositi suicidi. Ovviamente non si può abusare del sistema di Breaching: una volta “consumata” la barra che ne regola l'utilizzo, dobbiamo rimpinguarla con qualche Kill alla vecchia maniera. Ovvero, tanti proiettili o una spettacolare uccisione ravvicinata, anch'essa decisamente cruenta, evidenziata da una piccola sequenza animata in cui si sprecano calci nei denti e ginocchiate nel naso. Le abilità del protagonista possono essere utilizzate anche per far saltare serrature di sicurezza o disattivare torrette automatiche. Alcuni droni dotati di mitragliette sono protetti da uno scudo energetico che va disattivato prima di poter bucherellare la scocca con una sana dose di piombo.
Le dinamiche di gioco funzionano bene, rapide ed efficaci: aiuta molto l'interfaccia, che evidenza con praticità tutti gli elementi con cui è possibile interagire grazie ai chip. Attivando la procedura di “Breaching” viene visualizzata una barra che si riempie progressivamente, con una velocità proporzionale alla difficoltà dell'aggiramento. Sulla barra è visualizzato un settore luminoso, a circa due terzi del completamento, che funziona come le ricariche attive di Gears of War: lasciando il trigger sinistro al giusto momento è possibile completare in anticipo la forzatura. La prontezza di riflessi, insomma, può salvarvi la vita nelle situazioni più concitate, in cui qualche secondo risparmiato può fare la differenza.
Avanzando nei laboratori individuiamo il bersaglio: uno scienziato che ha il prezioso chip impiantato sotto il cranio. Appena ci vede, si fa saltare la testa, cercando di distruggere la tecnologia sperimentale. Ma è tutto inutile: infiliamo uno strano uncino nelle tempie del cadavere, mentre sinuosi tentacoli meccanici esplorano la materia grigia alla ricerca dei circuiti. Quando gli strappiamo un pezzo di cervello, possiamo usare il “bottino” per potenziare i nostri innesti.
Syndicate propone infatti un sistema per incrementare gradualmente le proprie capacità, sbloccando abilità passive e attive in uno skill tree molto folto. Possiamo ridurre i tempi di ricarica delle abilità, o acquistarne altre che permettano di curarci le ferite, o ancora migliorare semplicemente i nostri riflessi (e i tempi di ricarica) o l'efficacia con le armi. Cosa ben più importante, grazie al chip trafugato possiamo attivare l'interfaccia DART: il dorsale destro, a questo punto, avvia una sorta di visuale tattica, che permette di scorgere il profilo degli avversari anche dietro le pareti, per tenere sotto controllo la situazione (anche l'uso dell'interfaccia è scandito da precisi tempi di Cooldown).
Ripercorrendo la strada a ritroso, per trovare l'uscita dei laboratori, il sistema DART si rivela piuttosto utile. Le guardie d'elite sono molto più aggressive e meglio organizzate. Contro di loro, sarà bene anche utilizzare le nuove possibilità concesse dal chip tanto faticosamente conquistato. Oltre all'opzione “Suicide”, dunque, si potrà sfruttare il comando “Backfire” (selezionabile comodamente con il d-pad): questo causerà un malfunzionamento delle armi del bersaglio, lasciandolo per qualche istante fuori gioco. Ben più efficace (ma anche molto più lento da “ricaricare”), il comando “Persuade”, che trasformerà un nemico in un alleato molto determinato.
L'azione di gioco, ancora una volta, si distingue per un ritmo indiavolato e la capacità di riempire il giocatore di soddisfazioni. Ripulire una stanza combinando proiettili e poteri, in una spirale di violenta onnipotenza, è un'esperienza assolutamente da provare.
Verso la fine della missione recuperiamo anche una nuova arma, il Gaussian Rifle. Il suo funzionamento è molto simile a quello del Bullseye di Resistance: basta “agganciare” un bersaglio perchè tutti i proiettili curvino le loro traiettorie per dirigersi su di lui.
Il gaussian rifle è efficace non solo per colpire i nemici nascosti dietro le coperture: le sue capacità vengono sfruttate anche per la risoluzione di qualche semplice puzzle ambientale, che vivacizza e rende meno monotona la progressione.
La nostra sessione di gioco termina di lì a poco, mentre l'elicottero torna a prenderci per l'estrazione. In pochi minuti, Syndicate ci ha galvanizzato, grazie ad un gameplay che propone un'interazione con l'ambiente ed i nemici inedita, spettacolare e brutale.

Mirror's Ex

Il comparto tecnico e quello stilistico, infine, sono decisamente ottimi. Il motore di gioco eXtended Reality, sviluppato internamente dal team, fa una figura più che degna sull'hardware Microsoft, rivaleggiando con alcuni dei più noti concorrenti in quanto a dettaglio e texturizzazione. Allo stato attuale dei lavori si nota ancora qualche imperfezione: lievi problemi di ottimizzazione ed un aliasing abbastanza marcato, controbilanciati però dalla complessità degli ambienti e dei modelli poligonali di protagonisti e comprimari. Ottime le animazioni del personaggio principale, che assomigliano molto a quelle di Mirror's Edge. Proprio con il titolo DICE si scoprono molte altre similitudini: alcuni degli elementi architettonici, la gestione delle luci e gli algoritmi di diffuse lighting sembrano provenire direttamente dall'avventura di Faith, anche se il team dichiara che si tratta di ispirazioni laterali e non di riciclo diretto degli elementi. Del resto, per rappresentare il mondo di Syndicate, Starbreeze sembra aver optato per un mix eterogeneo fra le soluzioni espressive di Mirror's Edge e dell'ultimo Deus Ex: Human Revolution. Da una parte c'è la volontà di riprodurre un mondo asettico, organizzato, quasi falso nell'ostentazione di un alone di perfezione. Dall'altra c'è il predominio di una tecnologia onnivora, che controlla ogni aspetto della vita travalicando i confini morali. Grazie anche ad un buon character design, questo particolare comparto stilistico appare affascinante come pochi, attraversato da molteplici contaminazioni e ispirazioni.

Syndicate Syndicate è stato il titolo più apprezzabile di questo Showcase autunnale. Electronic Arts tira fuori dal cilindro un'IP da tenere d'occhio. Un First Person Shooter veloce, violento, con qualche soluzione originale ed una buona Intelligenza Artificiale. Vario, libero negli approcci, e dotato di un buon comparti stilistico, il nuovo lavoro di Starbreeze è pronto a mettere a tacere tutti i dissensi. Nei prossimi giorni, su queste pagine, potrete leggere anche le nostre impressioni sulla modalità Cooperativa, svelata all'evento e discretamente interessante. Restate con noi, dunque, per tutte le novità sul ritorno di Syndicate.