Phantom Dust Adesso online

Giochiamo in diretta con l'edizione remaster di Phantom Dust

Hands on Take On Mars

Bohemia Interactive ci porta su Marte

hands on Take On Mars
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  • Pc
Alessandro Trufolo Alessandro Trufolo ha visto la sua prima schermata di Game Over in età precoce: per il trauma, è cresciuto inserendo cartucce e dischi vari in qualsiasi console o computer gli capitasse a tiro. Quando ha deciso che di videogiochi voleva anche scriverne e parlarne, il dramma si è completato. Aiutatelo a superarlo su Facebook, Twitter e Google+.

Sono ben poche, per gli appassionati di videogame, i titoli di fronte a cui poter dire “Ok, questo non lo avevo mai visto”: veterani o neofiti che siano, tutti i videogiocatori devono fare i conti con un'industria nella quale a farla da padrone sono saghe ed IP già ben affermate, in cui la ricerca di originalità e innovazione sembrano portate avanti solamente da sviluppatori indipendenti e qualche game designer all'avanguardia. Bohemia Interactive, però, sembra voler prendere in contropiede persino la florida scena indie, con un concept che, in un modo totalmente nuovo, mira a portarci alla scoperta di Marte.
Come destinazione, in se, il Pianeta Rosso non è certamente nulla di nuovo: qualunque giocatore si è trovato, prima o poi, a calcare il suolo sabbioso di Marte in veste di ribelle, esploratore, pilota e chi più ne ha più ne metta; quello che rende Take On Mars veramente innovativo è che ci mette ai comandi di un oggetto che su Marte ci è veramente stato. Nei panni di un tecnico all'interno di una base aerospaziale, saremo infatti chiamati a controllare tutta una varietà di robot ed esploratori marziani ad altissima tecnologia, ispirati ai veri Rovers lanciati sul pianeta dalla N.A.S.A., sfruttandone attrezzature e capacità per portare a termine tutta una serie di missioni scientifiche che ci verranno assegnate.

Alla conquista di Marte

Per la verità, anche su Marte sembra essere in vigore la regola tutta terrestre del 'nessuno ti regala niente'. Quindi, prima di poter selezionare e partecipare ad una delle spedizioni scientifiche disponibili, dovremo esserci assicurati i fondi necessari a finanziarla. Questo è possibile solamente portando a termine gli incarichi, primari e secondari, all'interno delle 'missioni' stesse. Quantomeno all'inizio, quindi, ben poca sarà la varietà di lavori a vostra disposizione. Completando la prima manciata di spedizioni, però, tanto gli incarichi quanto i macchinari a vostra disposizione inizieranno a farsi interessanti: se inizialmente avrete a che fare con sonde immobili e con le quali vi sarà chiesto di fotografare determinati scorci del Pianeta Rosso o di trivellarne il terreno in cerca di dati sulla sua composizione, già dopo poche missioni potrete mettere le mani su Rover in grado di muoversi sulla superficie marziana grazie a sei ruote motrici fiammanti. In aggiunta a quelli offerti dal gioco, potremo costruire dei nuovi veicoli, rimanendo comunque all'interno del budget. Nella sezione 'officina' della nostra base, smanetteremo dunque con apparecchiature sbloccabili, avanzando lungo la modalità principale: si delinea una libertà realizzativa in linea con la natura simulativa del titolo, ma non particolarmente esaltante a meno che non siate esperti di robotica aerospaziale.

Detto dei compiti che sarete chiamati a portare a termine, gli strumenti utilizzabili che vi aiuteranno nelle vostre mansioni ricalcheranno in tutto e per tutto quelli montati sui macchinari originali, e l'utilizzo di ognuno di essi sarà possibile grazie all'intuitiva interfaccia pensata dal team di sviluppo: grazie all'ottimo HUD tutto è a portata di mano, dai dati relativi agli obiettivi di missione ad una panoramica delle varie telecamere a disposizione del nostro mezzo. Per ovvi motivi di gameplay, il controllo sulle proprie attrezzature sarà in tempo reale e non dovrà essere attentamente pianificato mossa per mossa con giorni di anticipo, come avviene realmente nei centri di controllo aereospaziali. Anche la velocità raggiungibile dal proprio rover è stata leggermente aumentata rispetto alla sua controparte reale. Nonostante ciò, il livello di simulazione raggiunto da Take On Mars è molto elevato, grazie soprattutto alla transizione del tempo: ad inizio partita, infatti, al giocatore è lasciata la possibilità di scegliere se utilizzare un timing di gioco (che scorrerà solamente mentre starete giocando) oppure un avanzamento basato sul reale passare del tempo. Questa scelta avrà grande importanza sul modo in cui andrete ad affrontare il gioco, in quanto la luce solare sarà una delle pochissime risorse energetiche alle quali potrete attingere durante le vostre scorribande sul suolo marziano, oltre che ad essere l'unica fonte di luce sul pianeta (se si esclude una piccola torcia montata sul lato anteriore dei nostri apparecchi). Tutti gli strumenti che andremo ad utilizzare utilizzeranno una parte dell'energia contenuta all'interno delle batterie e, soprattutto per i mezzi in grado muoversi su ruote, sarà fondamentale ricaricarle grazie ai pannelli solari in dotazione: se impostare il passaggio del tempo su canoni di gioco ci permetterà di far passare a nostro piacimento le ore, sfruttando quindi più facilmente gli utili raggi solari, mediante l'utilizzo della tempistica reale ogni secondo passato davanti allo schermo corrisponderà ad uno trascorso su Marte, con la possibilità di ritrovarvi a dover aspettare ore reali per ricaricare una batteria svuotata dopo il calare del Sole nel bel mezzo di una nostra escursione. Lo stesso passaggio del tempo (e l'inclusione di un visore ad infrarossi nella nostra strumentazione) ci fa sperare in una diversificazione delle mansioni da svolgere, con incarichi in notturna e magari attrezzature specifiche a portare un po' di varietà in incarichi, ad oggi, tutti un po' troppo simili tra loro.

Grande impatto sul gameplay sembra avere anche il deterioramento dei propri apparecchi: va da se che un robot da milioni di dollari non può essere guidato come una Mustang per le strade di Liberty City; prestare attenzione a dune, terreni sconnessi, crateri e rocce è di vitale importanza per non danneggiare le attrezzature ed i mezzi di locomozione del proprio Rover, pena l'abbandono del mezzo e lo spreco di preziosissimo denaro.

Visioni Marziane

Fortunatamente in nostro soccorso interviene un motore grafico più che discreto, che, soprattutto scegliendo tra i settaggi più elevati a disposizione, riesce a ricreare una buona copia di Marte: riprodotto in tutti i suoi dettagli grazie a misurazioni ufficiali e foto satellitari, il Pianeta Rosso sul quale sarete chiamati alle vostre pioneristiche avventure riesce a regalare quel senso di immensità inesplorata e solitudine che è lecito attendersi 'sbarcando' sulla superficie di un pianeta inabitato. Sapere che qualcuno, e qualcosa, sta provando le stesse sensazioni in un contesto ben più reale, è un'emozione che esula dal concetto di videogioco in sé, ma riesce a immergere ancora di più il giocatore, soprattutto se appassionato di esplorazione spaziale e affini. Semplice il comparto acustico, composto da suoni principalmente ambientali o prodotti dalle apparecchiature utilizzate, (con poche e anomine musiche di sottofondo): capaci comunque di aumentare l'immersione 'marziana', se isolate in un bel paio di cuffie.

Take On Mars Il nuovo, coraggioso, progetto di Bohemia Interactive ci propone una prospettiva di Marte che ancora nessuno ci aveva fatto conoscere: Non è necessario nessun bagaglio culturale degno di un ingegnere aerospaziale per lanciarsi nell'esplorazione del Pianeta Rosso fedelmente ricostruito dai grafici del team di sviluppo ma, per godere appieno di una struttura di gioco ed un gameplay ad oggi semplici e poco vari, è necessario che il giocatore porti con se della sana passione e curiosità astronomica; diversamente verrete presto delusi dalla mancanza di armi sul vostro mezzo e di alieni sui quali utilizzarle. Guardando proprio a quella categoria di giocatori, i ragazzi di Bohemia si presentano con premesse capaci di immergere i più entusiasti tra loro per molte ore, facendogli conoscere più da vicino il misterioso pianeta Marte grazie a questo Take On Mars: solo, non chiamatelo 'edutainment'. Potrebbero offendersi.

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