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Hands on Tales of Xillia

Lo sbarco in Europa del prossimo capitolo "Tales of.." è oramai vicino

hands on Tales of Xillia
Articolo a cura di
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  • Ps3
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Mentre i lavori per Tales of Xillia 2 procedono a gonfie vele, noi amanti della saga Namco-Bandai confinati nel vecchio continente attendiamo ancora la distribuzione del primo capitolo, che in Giappone è uscito addirittura nel 2011. Nel corso del Global Gamer's Day organizzato da Namco-Bandai il tredicesimo esponente della serie "Tales Of..." è comparso quantomeno per rassicurarci sull'uscita ormai imminente (prevista per il prossimo Agosto), mentre è il producer Hideo Baba che ci prospetta un futuro sicuramente più roseo: "dopo aver ascoltato i feedback dei fan abbiamo deciso di riorganizzare la nostra struttura per poter lavorare sulla localizzazione dei titoli in maniera più efficiente. I prossimi Rpg arriveranno sul mercato occidentale con più prontezza". Felici di questo cambio di rotta, ci avviciniamo comunque al primo Tales of Xillia, curiosi di scoprirne le caratteristiche che tanto successo gli hanno garantito in terra natia.

Due protagonisti

Quello che di Tales of Xillia salta subito all'occhio è la presenza di due protagonisti. Per la prima volta nella storia della saga Namco-Bandai, su un unico titolo si sono trovati a lavorare ben due Character Designer: Kosuke Fujishima e Mutsumi Inomata, rispettivamente vicini al Team Symphonia ed al Team Destiny che usualmente si alternavano allo sviluppo di episodio in episodio.
I due hanno lavorato per trovare un punto d'incontro e garantire una spiccata coerenza visiva, senza rinunciare alla particolarità dello stile e del tratto. I lineamenti morbidi di entrambi i protagonisti sfumano da una parte nell'abbondanza di dettagli ed in un volto dai tratti spigolosi (Jade sembra uscito dall'ottimo Tales of Vesperia), dall'altra in un design un po' meno carico di minuzie, e più limpido nella sua aderenza ai canoni di genere (Milla rispetta il paradigma regolare di Tales of Graces). Il punto di forza di Tales of Xillia è che, pur cercando una sua coerenza narrativa e ludica, non smussa i personalismi dei due designer, e anzi li sottolinea lasciando all'utente la possibilità di scegliere con quale personaggio affrontare l'avventura.

"Come tutti gli esponenti della saga, Xillia si presenta come un action rpg molto tecnico, in cui gli scontri si avvicinano senza problemi quelli precisi e ritmati di un beat'em up"

Nonostante la successione di eventi sia sempre la medesima, selezionare Jade o Milla permetterà, conferma Hideo Baba, di "inquadrare la trama da due diversi punti di vista, assistendo a cut-scene diverse e seguendo gli andamenti del plot da prospettive parallele". Interrogato più approfonditamente sulla questione, Baba conferma che basterà anche un singolo Playthrough per avere un quadro completo della storia e godere appieno di Tales of Xillia, ma siamo sicuri che i completisti non ci penseranno due volte prima di rigettarsi a capofitto nell'avventura. Ad onor di cronaca, ora che ci avviciniamo alla fine di questa generazione la soluzione della doppia prospettiva -probabilmente ancora originale nel 2011- ci sembra forse un po' standardizzata; più che altro ci entusiasmiamo quando, per qualche momento, Baba si ferma a parlare dell'imminente Tales of Xillia 2, confermando che gli eventi della storia si svilupperanno in maniera ben più dinamica, arricchendosi di nuovi dettagli a seconda di come saranno gestite ad esempio le relazioni fra personaggi.
Al di là della storia, di questo primo Tales of Xillia compiace soprattutto il gameplay. Come tutti gli esponenti della saga, Xillia si presenta come un action rpg molto tecnico, in cui gli scontri si avvicinano senza problemi quelli precisi e ritmati di un beat'em up. L'inquadratura non più a tre quarti, ma dietro le spalle del protagonista selezionato, riduce di fatto la chiarezza della visione d'insieme, imponendo quindi al videoplayer di concentrarsi soprattutto sul moveset del protagonista. Ovviamente gli altri membri del party possono essere indirizzati grazie ad un sistema di gestione dell'IA che garantisce la possibilità di definire priorità e comportamenti, ma la loro più evidente utilità è legata alle "Link Artes". Grazie ai tasti del D-Pad sarà possibile collegare al nostro eroe (o eroina) uno degli altri personaggi, ed il duetto così formato potrà eseguire, al riempimento di un'apposita barra, un micidiale attacco combinato. La mossa speciale di ogni coppia avrà effetti diversi, quindi una leggera componente tattica nella gestione del proprio alleato si profila all'orizzonte. Anche l'utilizzo degli attacchi combinati, in ogni caso, è legato alla prontezza di riflessi del giocatore, che ha finestre temporali ben scandite per confermare l'attacco speciale dopo un colpo singolo. Unitamente alla possibilità di esibirsi in juggle spericolate, questo aspetto dimostra l'approccio molto tecnico di Tales of Xillia.

Fra le altre "stravaganze" di un titolo che reclama fortemente una marcata originalità, anche il sistema legato allo sviluppo dell'equipaggiamento. Invece che una serie di shop sparsi nel mondo di gioco, in Tales of Xillia troveremo una specie di negozio itinerante, che andrà potenziato gradualmente. Niente elaborati sistemi di crafting: le materie prime che recupereremo ed i rare drop più preziosi andranno "investiti" per migliorare l'attività commerciale, che amplierà di volta in volta il proprio catalogo per farci trovare armi e armature più potenti.
Il sistema di crescita dei personaggi, invece, sembra legato ad una serie di esagoni concentrici, che formano una sorta di "ragnatela": muovendoci dall'interno verso l'esterno, dovremo decidere in quale vertice allocare i nostri "skill point", per aumentare le caratteristiche dei personaggi e scolpire quindi le specificità del nostro team.
Ovviamente la nostra sessione di gioco è stata troppo breve per valutare la profondità di questi aspetti, ma è bastata per convincerci della bontà del gameplay di fondo e della freschezza del colpo d'occhio. Il motore di Tales of Xillia, inutile girarci intorno, è sinceramente datato, come denuncia una mole poligonale davvero ridotta all'osso. Dal punto di vista squisitamente grafico, Tales of Xillia ha prestazioni addirittura inferiori a quelle di altri capitoli, giustificate dalla possibilità (inedita per la saga) di poter muovere liberamente la telecamera nelle fasi di esplorazione dell'ambiente di gioco. Ovviamente siamo ben felici di perdere un po' di dettagli per guadagnare in dinamismo, ma è un dato di fatto che la tecnica del titolo non sia proprio al passo coi tempi. Eppure lo stile complessivo della produzione è sicuramente indovinato: i colori sgargianti e quell'area da anime che manda in sollucchero gli estimatori bastano per alleggerire le sessioni di gioco, mentre il design dei mostri è comunque ricercato e creativo. Insomma, i valori produttivi che da sempre contraddistinguono i Tales Of non mancano certo a quello che è riconosciuto in madrepatria come uno degli episodi più riusciti.

Tales of Xillia Aspettare è quello che i fan degli RPG orientali sanno fare meglio. Certo, due anni possono sembrare tanti, ma se poi la ricompensa è un titolo solido come Tales of Xillia, possiamo pure chiudere un occhio: già Ni No Kuni ci ha insegnato che la pazienza paga. In attesa dunque di novità su Tales of Xillia 2, che - stando alle parole del Producer - dovrebbe passare un processo di localizzazione più snello e veloce, questa estate potremo sollazzarci con il primo capitolo, scoprendone le dinamiche da Action Rpg profonde e ben bilanciate. Un mondo sgargiante e colorato, uno stile che si avvicina ai canoni artistici degli anime e dei manga, la possibilità di inquadrare la storia da due differenti punti di vista, ed un sistema di crescita e sviluppo quantomeno creativo sono i punti di forza della produzione, che si trascina dietro soltanto il fardello di un motore un po' vecchiotto. Nulla che i veri appassionati non possano sopportare. E dunque chissà: magari dopo Ni No Kuni un altro grande gioco di ruolo di stampo nipponico sazierà le nostre voglie.

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