Hands on Tales of Xillia

Provata una versione completa dell'Action RPG di Namco Bandai

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  • Ps3
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Agosto si avvicina a grandi passi, e con lui anche l'arrivo di Tales of Xillia nei territori occidentali. Rimasto confinato in Giappone per quasi due anni, l'Action Rpg di Namco Bandai ha già un suo seguito in terra natia, mentre giunge con colpevole ritardo in America ed Europa. Gli appassionati di J-Rpg, comunque, sono abituati ad aspettare (si parla di gente che si è misurata con l'attesa per Dragon Quest VIII), e saluteranno con gioia l'arrivo di quello che è considerato uno dei migliori episodi della saga, nonché un eccezionale esponente del genere.
Nella speranza che il titolo sappia bissare il successo di Ni No Kuni, spronando il publisher a sveltire le operazioni di adattamento, noi di Everyeye.it ci siamo confrontati con una versione praticamente completa di Tales of Xillia. Abbiamo così potuto affrontare le fasi iniziali e quelle avanzate, scoprendo un prodotto dalla profondità eccezionale, che manderà in solluchero tutti coloro che si sentono orfani delle grande produzioni ruolistiche di stampo nipponico.

Storie di...

All'inizio di Tales of Xillia sarete chiamati a scegliere uno dei due protagonisti principali. La particolarità del titolo è infatti quella di avere due eroi: Jude Mathis e Milla Maxwell, che si troveranno coinvolti in un'avventura per salvare il mondo di Rieze Maxia. Nelle prime fasi di gioco i due scopriranno infatti un complesso militare in cui si sta sviluppando un'arma capace di assorbire il potere degli “spiriti”, entità sovrannaturali che custodiscono la forza vitale del mondo. Qualcuno vuole evidentemente usare il loro potere per scopi militari, mettendo però a repentaglio l'esistenza stessa del mondo.
La “duplicità” di Tales of Xillia si ripercuote anche sul fronte narrativo e stilistico. Tutta la sequenza iniziale, ad esempio, è diversa a seconda che si scelga Maxwell o Milla, dal momento che i due protagonisti si introducono nel centro ricerche con scopi e finalità differenti. In questo come in altri momenti dell'avventura, quindi, la selezione del personaggio principale avrà le sue conseguenze.
Anche la direzione artistica è “bipolare”: per la prima volta nella storia della saga Namco-Bandai, su un unico titolo si sono trovati a lavorare ben due Character Designer: Kosuke Fujishima e Mutsumi Inomata, rispettivamente vicini al Team Symphonia ed al Team Destiny che usualmente si alternavano allo sviluppo di episodio in episodio. I due hanno comunque lavorato per trovare un punto d'incontro e garantire una spiccata coerenza visiva, senza rinunciare alla particolarità dello stile e del tratto. I lineamenti morbidi di entrambi i protagonisti sfumano da una parte nell'abbondanza di dettagli ed in un volto dai tratti spigolosi (Jude sembra uscito dall'ottimo Tales of Vesperia), dall'altra in un design un po' meno carico di minuzie, e più limpido nella sua aderenza ai canoni di genere (Milla rispetta il paradigma regolare di Tales of Graces).

Al di là della storia, di cui non possiamo svelare altro, di questo primo Tales of Xillia compiace soprattutto il gameplay. Come tutti gli esponenti della saga, Xillia si presenta come un action rpg molto tecnico, con scontri precisi e ritmati. Un tasto per gli attacchi di base, uno per la parata, ed uno per i colpi speciali, o Arti, che consumano i PT (Punti Tecnici) ma si rivelano efficacissimi in battaglia.
Su questa impostazione di base si impernia un sistema di gestione del team brillante e approfondito. Sul campo di battaglia, anzitutto, se ne stanno fino a quattro combattenti, selezionati dal roster di sei personaggi che abbiamo a disposizione. E' bene citare fin da subito che tutti i membri del party sono fortemente caratterizzati, dal punto di vista delle strategia in battaglia come sul fronte caratteriale. Dopo molte ore di gioco dobbiamo ammettere che il lavoro di Namco-Bandai supera, da questo punto di vista, quello di tanti colleghi: nonostante una certa inclinazione per gli stereotipi e per qualche dettaglio quasi caricaturale, i personaggi riescono a “bucare lo schermo” entrando in sintonia con il giocatore. La volontà di avvicinarsi ai manga ed agli anime non si legge solo nel comparto stilistico, ma anche nella presenza caratteriale dei sei personaggi, che compongono una “ciurma” (riferimento non casuale) varia e ben amalgamata.
In campo, tuttavia, il controllo del giocatore è limitato ad un solo personaggio, mentre gli altri agiscono in autonomia, semmai sulla base delle (poche) indicazioni impartite nel menù “Strategie”. Per fortuna è possibile cambiare al volo il personaggio controllato, così come sostituire un lottatore in campo con una delle “riserve”. La possibilità di alternare i PG in battaglia è fondamentale, dal momento che si lega a doppia mandata con l'evoluzione del LiMBS (Linear Motion Battle System).
In Tales Of Xillia entrano in gioco moltissimi fattori, uno fra tutto il sistema di Link con cui è possibile collegare due coppie di personaggi. A seconda di quali saranno i prescelti, la coppia attiverà una serie di bonus passivi e abilità extra che potranno risultare decisamente utili in battaglia.
Instaurare un “legame” permette anche di focalizzare gli attacchi di entrambi i PC sul nemico, attivando poi le Linked Art: attacchi combinati in grado di infliggere gravi danni riducendo al contempo gli spazi di manovra dell'avversario, che viene quasi intrappolato dalle Juggle micidiali.
Nel corso della nostra prova abbiamo avuto modo di affrontare diversi Boss, e soprattutto in questi casi la gestione tattica del team è importantissima. Pressioni sconclusionate e assalti frontali finiscono in sconfitte clamorose. Oltre ad un po' di Grinding (che fa parte del DNA della serie ma, più in generale, delle produzioni nipponiche), è necessaria una buona pianificazione ed una conoscenza perfetta dei bonus legati alle sinergie fra i vari personaggi.

Fra le altre "stravaganze" di un titolo che reclama fortemente una marcata originalità, anche il sistema legato allo sviluppo dell'equipaggiamento. Invece che una serie di shop sparsi nel mondo di gioco, in Tales of Xillia troveremo una specie di negozio itinerante, che andrà potenziato gradualmente. Niente elaborati sistemi di crafting: le materie prime che recupereremo ed i rare drop più preziosi andranno "investiti" per migliorare l'attività commerciale, che amplierà di volta in volta il proprio catalogo per farci trovare armi e armature più potenti.
Il sistema di crescita dei personaggi, invece, è legato al Lilium Orb, una sorta di “Sferografia”. In pratica ci viene chiesto di investire dei punti abilità per sbloccare i vari nodi di una "ragnatela": aumenteremo così le sei caratteristiche di base, legate poi alla potenza degli attacchi fisici e magici, alla difesa, alle possibilità di evasione e colpi critici. Qualche nodo potrà aumentare punti ferita e punti tecnici, mentre completare un intero tassello, attivando i quattro nodi ai suoi vertici, sbloccherà un'abilità o un'Arte extra che potremo usare in battaglia. Il sistema sembra profondo e ben studiato, e sicuramente sarà importantissimo procedere seguendo una strategia ben delineata.

Dal punto di vista squisitamente grafico, Tales of Xillia non stupisce. Il fatto è che questo capitolo resta un titolo vecchio di due anni. Tale “anzianità” si riflette sulla mole poligonale e sulle texture, ma in linea di massima su tutto il comparto tecnico. Da questo punto di vista ha fatto molto meglio Ni No Kuni, probabilmente grazie alle cure dello Studio Ghibli, ma anche per scelte stilistiche ben più espressive. Qui, invece, una certa genericità degli ambienti non fa troppo bene al look della produzione, che si avvicina a quello di un anime ma non regge il confronto con altri colleghi.
Ultime note sull'adattamento. Non è possibile selezionare, purtroppo, le voci originali in Giapponese, ma l'adattamento inglese sembra abbastanza rispettoso del piglio recitativo. I sottotitoli italiani accompagnano regolarmente lo svolgimento dell'azione, senza errori e con pochissime disattenzioni.

Tales of Xillia Namco-Bandai si è svegliata. Prosegue dunque l'impegno del publisher per portare in Europa ed in America i migliori J-RPG del suo catalogo. Nonostante l'assenza della lingua giapponese e i due anni di ritardo per l'adattamento (ma Hideo Baba ci ha promesso che per Tales of Xillia 2 non dovremo aspettare così tanto), il titolo in arrivo ad Agosto saprà conquistare i passionisti del genere, presentando un impianto di gioco vivace e profondo. L'azione ritmata lascia sempre il giusto spazio allo studio tattico dello sviluppo dei PG e delle strategie di combattimento. L'ottima caratterizzazione dei personaggi si riflette sul comparto narrativo, che speriamo possa riservare qualche sorpresa sul finale. Noi continueremo ad esplorare Rieze Maxia, per proporre una review completa su queste pagine qualche settimana prima dell'uscita.

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