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Eternal Backlog: giochiamo a Resident Evil 7!

Hands on Tekken Tag Tournament 2

Iniziano gli speciali dedicati ai PG: Jin, Yoshimitsu, JayCee, Heiachi

hands on Tekken Tag Tournament 2
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Wii U
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Il tredici Settembre è ormai alle porte, e l'uscita di Tekken Tag Tournament 2 si avvicina. Del nuovo picchiaduto targato Namco Bandai abbiamo parlato in più occasioni, prima dopo un approfondito playtest nel corso del Global Gamer's Day, poi dopo aver giocato abbondantemente negli uffici milanesi del publisher. Nel corso della recente Gamescom, invece, Harada in persona ci ha presentato la World Tekken Federation. Tornati da Colonia, abbiamo però trovato un'ulteriore sorpresa: in redazione ci è stato recapitato un codice completo, grazie al quale prepareremo una minuziosa review che potrete leggere sulle nostre pagine qualche giorno prima delle release. Quale occasione migliore, quindi, di spulciare un po' l'abbondante Roster di personaggi, per scoprire come sono cambiati i moveset? Da qui al Day One, su Everyeye.it potrete trovare una serie di articoli dedicati ai personaggi più importanti, che analizzeranno i principali cambiamenti del loro stile di combattimento.
Ovviamente per ragioni di spazio e tempo sarà difficile esaminare tutti i personaggi: sono oltre 40 i lottatori che compongono il “cast” di Tekken Tag Tournament 2. Cominciamo quindi con una nostra selezione, e aspettiamo le vostre richieste per le puntate successive.

Toshimitsu

Yoshimitsu ha sempre avuto un fascino particolare. Ai tempi del terzo capitolo chi vi scrive si dilettava ad usare soprattutto il ninja armato di spada (che compare regolarmente anche nella serie Soul Calibur), ma dopo lo sconvolgimento di Tekken 4 l'idilliaco rapporto si è decisamente incrinato. In Tekken Tag Tournament 2 Yohimitsu fa di tutto per riconquistarci: il moveset è tutto diverso, pur mantenendo inalterate le mosse distintive e la propensione autolesionista del Ninja. Il velocissimo Side Spin intacca come sempre la barra della vita, e l'immancabile Harakiri si presta come sempre alle soluzioni più ardite. Rimangono inalterate anche tutte le stance principali: Flea, accovacciato sulla spada, Meditation, Indian Stance, ed il mitico Death Copter. Entrare nelle varie stance è adesso più facile, grazie ad una serie di mosse che ci portano direttamente nelle improbabili posizioni. Inoltre sia il Death Copter che il Flea ricevono gradevoli aggiunte, a favore di una strategia d'attacco più variegata. Uno dei problemi di Yoshimitsu è sempre stata la relativa prevedibilità degli esiti una volta entrato in stance (mentre il gioco di spostamenti, movimenti curativi e bizzarrie motorie può indurre l'avversario in totale confusione).
Ma le vere novità riguardano soprattutto gli attacchi di base. Yoshimitsu utilizza spesso e volentieri la katana, per colpi veloci con l'elsa o fendenti alti e bassi. C'è un interessante numero di varianti per confondere l'avversario. Una nuova stance si aggiunge al computo delle mosse: si chiama Kincho, ed è una posizione di passaggio (si attiva premendo i due tasti dedicati ai pugni): per qualche istante Yoshimitsu impugna l'elsa della seconda spada, quella che porta a lato, e si prepara ad attaccare. Da qui si attiva una mossa caricata, una scivolata per far inciampare l'avversario, ma anche un colpo multiplo in cui entrambe le lame vorticano rapidamente: utilissimo quest'ultimo per prolungare le juggle.
In Tekken Tag Tournament 2 Yoshimitsu può addirittura mettere via la spada. Premendo pugno destro e calcio sinistro (combinazione insolita, a riprova dell'estro del personaggio), il Mutou no Kiwami fa riporre al lottatore la sua katana. Il moveset resta quasi invariato, ma si sbloccano alcuni colpi veloci che assomigliano alla doppia palmata di Heiachi: perfetti come counter. Complessivamente Yoshimitsu esce rinvigorito dal restyle, interessante da giocare e da riscoprire.

Jin Kazama

Anche Jin Kazama, dopo il suo eremitaggio spirituale, ha potentemente modificato lo stile di gioco. E del resto fino al primo Tekken Tag era veramente una forza sovrumana. Il nuovo stile Mishima è sempre stato un po' più spuntato, soprattutto per chi preferiva le reversal alle parry, ma in Tekken Tag Tournament 2 Jin ci propone qualche interessante novità. Anche in questo caso il sostrato di mosse caratteristiche è invariato: c'è la famigerata Kazama 5 Hit Combo, gli uppercut ed i calci girati a media altezza. Ci sono le spazzate a cui agganciare un calcio in capriola e la futile Power Stance. Ai doppi pugni classici (Double Chamber Punch) si affianca la Median Line Destruction: una combo rapidissima di tre colpi. Molti degli attacchi e delle posizioni di concentrazione tendono a confondersi, dal momento che per gli input si utilizzano sempre i due tasti legati agli attacchi di pugno. Per padroneggiare al meglio Jin è richiesta precisione e consapevolezza. Entrare in Power Stance invece che eseguire un attacco significa prendere cazzotti nei denti nei secondi che verranno.
Come sempre la posizione di concentrazione di Jin è lo Zenshin, o il Mental Alertness: le mosse che si possono eseguire dopo il “focus” vanno da colpi medi con spostamento laterale (utilissimi) a calci in scivolata. Usare questa posizione non è mai stato troppo vantaggioso, e per fortuna in Tekken Tag Tournament 2 le cose cambiano notevolmente. C'è infatti un calcio diretto e veloce (Front Thrust Kick) che ci permette di entrare immediatamente in posizione: perfetto per prendere al volo i rimbalzi dell'avversario (altezza media), ci permette di impostare una strategia d'attacco più diretta, fatta di avvicinamenti rapidi e combo che non danno respiro all'avversario. Bellissima anche la coppia di colpi Shun Masatsu: due pugni rapidissimi, che eseguono un movimento circolare dal basso verso l'alto, e colpiscono anche dopo che l'avversario è rimbalzato al suolo. Bastano queste introduzioni a rendere molto più piacevole il “gioco aereo”, e le Sample Combo che si trovano al termine dell'elenco mosse ci danno buonissimi spunti per tornare a sperimentare. Una delle mosse distintive di Jin, il Devil Intent depotenziato rispetto a quello del terzo episodio, acquisisce adesso una variante che spezza la combo dopo il primo colpo, termina con un calcio girato e attiva il Mental Alertness: insidiosissima. Anche Jin esce dunque assolutamente migliorato nelle prestazioni, tornando ad essere un Top Tier da temere.

Heiachi e Jinpachi Mishima

Seguiamo la linea dinastica ma saltiamo una generazione, per scoprire le prodezze di Heiachi Mishima. Il nonno più crudele del mondo basa come sempre la sua strategia sui colpi distintivi della famiglia: calci ritornati e uppercut tremendi, che si possono addirittura combinare nel caso si abbia una buona velocità dei polpastrelli: la combo Wind God Fist - Dragon Uppercut - Wind God Fist è una delle più cattive e micidiali. La doppia palmata (Dragon Breat) sembra leggermente più lenta di qualche frame, forse perchè risultava troppo potente come counterattack. Si aggiungono però nuovi colpi doppi. Oni Juji copre una distanza leggermente maggiore ma ha lo stesso effetto del Dragon Breath, il Twin Hammers si può invece legare ad un colpo successivo ed è molto utile in certe combo. Entrambi i colpi si eseguono con i pulsanti dei pungi più un modificatore di direzione. Heiachi guadagna anche la Raijin's Stance, molto simile a quella di Jin ma non altrettanto efficace negli esiti. É bellissimo invece il Jichinsai: un calcio circolare molto ampio, perfetto per chiudere tutte le juggle, anche quelle che sembravano perse perchè non si era chiusa la distanza. Nel complesso sono poche le modifiche che riguardano Heiachi, e questo ci lascia lo spazio per parlare anche del “grande vecchio” della famiglia Mishima: Jinpachi.
Vi avvertiamo subito: il nonno era un boss sbilanciato e terribile, e nonostante i ridimensionamenti, anche in Tekken Tag Tournament 2 Jinpachi sembra troppo cattivo e troppo potente.
E non tanto per i proiettili d'energia che ancora lancia attraverso lo schermo, o per l'odiato teletrasporto. Sono i colpi che fanno troppo male rispetto alla facilità con cui si possono concatenare le combo. Il Nyoishou, ad esempio, è la chiave per ottenere Juggle estese con poca fatica: si tratta di una sorta di teletrasporto che Jinpachi compie in diagonale verso l'alto: un sistema infallibile per restare incollati all'avversario. Fra l'altro ci sono delle combo molto semplici che terminano proprio con questo spostamento -è proprio il caso di dirlo- infernale. Gli uppercut più tremendi hanno un follow up che permette di colpire l'avversario con una palla di fuoco non appena tocca terra (Bonten). Il vecchio ha poi a disposizione una reversal (solo contro un pugno), prese a mezz'aria e con l'avversario accucciato, e colpi molto esplosivi e ravvicinati, fra l'altro difficili da distinguere per colpa di un modello che spesso e volentieri se ne infischia dell'Hitbox (i pantaloni cerimoniali e l'enorme cintura confondono le idee, trapassando avversari e altre parti del corpo di Jinpachi). Non è certo un lottatore adatto ai neofiti, dal momento che bisogna conoscerne le caratteristiche, ma in mano ad un esperto rischia di diventare davvero letale.

JayCee

Concludiamo questa puntata con Jaycee, introduzione apparentemente inedita di questo Tekken Tag Tournament 2. In verità la lottatrice centroamericana è in verità la versione mascherata di Julia Chang, figlia dell'ancestrale Michelle. Il nome esteso nasconde infatti l'acronimo JC, che sono proprio le iniziali di Julia. Della vecchia impostazione JayCee conserva sopratto le 10 Hit Combo, quasi tutte giocate, come in passato, sulla micidiale alternanza fra attacchi bassi e alti. Per il resto le mosse sono state aggiornate avvicinandole allo stile spettacolare della Lucha Libre, come suggerisce appunto la maschera. Questo significa che molti colpi anche piuttosto efficaci vengono preceduto da qualche attimo di caricamento, in linea con l'intensità “drammatica” che spesso hanno i match di wrestling. JayCee va quindi utilizzata con prudenza. Può essere una lottatrice insidiosa: le combo di pugno sono violente, e si legano stavolta allo “spin behind”, una capriola che sembra rubata dalla dolce Xiaioiu. Spalle all'avversario, l'Hip Attack (una generosa “culata”) è veloce quanto il Body Check frontale, che risulta perfetto come contrattacco e combo breaker. Particolarità di JayCee è la sua propensione alle prese ed alle proiezioni spettacolari. Non siamo di fronte ai tecnicismi di King: niente prese multiple. Però JayCee ha una buonissima dotazione di suplex (per amor di varietà) e può afferrare l'avversario anche mentre è accucciato. O -addirittura- a mezz'aria: alcune delle combo più spettacolari, suggerite da una move list dettagliatissima- finiscono proprio con le spettacolari prese aeree. Immancabile poi l'Hurrican Rana, che si allaccia automaticamente a molte combo nel caso si sia preso alla sprovvista l'avversario e l'ultimo colpo sia un contrattacco. Bellissimo ma poco sfruttato (per ovvie ragioni) il War Drum, che colpisce in alto ed in basso contemporaneamente, ma ha un solo esito funzionale e nessuna variante. Il Rolling è una capriola che permette di avvicinarsi rapidamente all'avversario, il Wind Roll è un rapido spostamento laterale. Complessivamente JayCee non ci sembra una combattente eccezionale. Insidiosa soprattutto quando alterna calci alti a spazzate basse, non buca lo schermo, e resta probabilmente troppo classica e poco incisiva.

Tekken Tag Tournament 2 Terminiamo con questo quintetto la prima puntata dei nostri speciali legati all'analisi degli stili di lotta dei combattenti di Tekken Tag Tournament 2. Fateci sapere quali sono i lottatori su cui volete avere qualche dettaglio aggiuntivo, e vedremo di accontentarvi. Prima di chiudere confermiamo le ottime impressioni avute pad alla mano: oltre ad essere celebrativo e massimizzare il fan service, il nuovo Tag Tournament risulta uno Tekken solido dal punto di vista delle meccaniche, grazie alle molte novità introdotte in quasi tutti i moveset.

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