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Hands on The 3rd Birthday

I primi emozionanti capitoli del nuovo incubo di Aya Brea

hands on The 3rd Birthday
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Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Non lo posso certo dimenticare. E' successo tutto più o meno un anno fa.
La vigilia di Natale. Del 2012.
Time Square
è invasa da famigliole con figli a carico intente a fare le ultime spese prima del cenone natalizio. Due minuti dopo le 17. Una bambina stringe la mano alla propria madre, sovrastata da una pila di regali. Scherzano, conversano. Sorridono. Qualche isolato più in là il sordo cozzo tra due autoveicoli. Cosa è successo? viene spontaneo chiedersi. Sembra proprio che il semaforo sia spento. Ehi, ma qui i palazzi crollano, le fondamenta dei grattacieli rovinano lungo le strade di Manhattan.
E quelli cosa sono? O mio Dio.
Tentacoli!
17:03. Altra zona della Grande Mela. Mid East. Stessa scena: lo shopping al gelido sole dicembrino si paralizza davanti alla scena agghiacciante. Uno squarcio del manto stradale, una voragine da cui emergono un paio di tentacoli e con essi una intera fila di vagoni della metropolitana. Non può essere vero!
Tre minuti più tardi. E' il porto sull'Upper Bay. Sono le ultime ore di lavoro prima della festa. Una nave si avvicina lentamente al molo. Troppo lentamente. Qualcosa la ancora al fondale, poi la medesima la fa sobbalzare e infine la alza a qualche decina di metri dall'acqua. Le altre imbarcazioni sono inghiottite da tentacoli e trascinate nelle profondità degli abissi. Non emergeranno più.
L'immagine di New York in macerie è uno spettacolo atroce. La Statua della Libertà cinta da tali aberrazioni genetiche ne è l'ignobile simbolo.
Cosa è successo? Tutti se lo chiedono esterrefatti...

From the end

24 Dicembre 2013. Un anno dopo.
L'agente CTI Aya Brea è più che mai sotto pressione: del suo passato, dei casi brillante risolti anni addietro non rammenta nulla. Non c'è comunque tempo da perdere; è l'unica a padroneggiare l'Overdive, la tecnica di reincarnazione nel corpo di altre persone, quindi è l'unica in grado di viaggiare indietro nel tempo e assumere presenza fisica.
Le coordinate spazio-temporali sono ovvie: New York, 24 Dicembre 2012. Qualche ora prima della tragedia.
La missione? Distruggere il Grande Orbo, centro nevralgico dell'epidemia, e penetrare in profondità alla ricerca del cuore di Babel.
Con più di un accenno al film Cloverfield e una Computer Grafica elegante e al tempo stesso possente ci introduce al mondo di The 3rd Birthday. Finalmente! Per un prodotto a lungo richiesto dai fan, letteralmente rapiti dallo stile narrativo e ludico dei due Parasite Eve per Playstation, Square Enix inizialmente mise al lavoro il team originale su un nuovo capitolo del franchise per cellulari DoCoMo.
Decisione ratificata in occasione del Tokyo Games Show 2008 quando la versione mobile sparì misteriosamente dai listini, largo invece a una edizione PSP rinominata The 3rd Birthday. Dall'Autunno di tre anni fa al Dicembre scorso quando il prodotto è approdato sugli scaffali nipponici la produzione Square Enix è migliorata tantissimo. L'ultima build da noi provata, risalente all'ultima edizione della Gamescom, appariva ottima nell'aspetto grafico ma poco performante sul piano dei comandi. Quello che è sostanzialmente uno sparatutto in terza persona soffriva di una certa legnosità dei comandi, elemento d'impedimento all'atmosfera di gioco meno sbrigativa di un Resistance Retribution o di un Syphon Filter, necessariamente più vicina all'eredità orrorifica dei predecessori e alla fragilità del character femminile, per di più in evidente crisi mnemonica.
Ora che all'uscita europea manca davvero poco (3 Aprile) abbiamo avuto modo di saggiare i primi capitoli di un'avventura che si preannuncia magniloquente per dimensioni e tematiche affrontate.

Ritorno al passato

Dodici mesi indietro nel tempo. L'Overdive individua un solitario soldato. Sta calpestando il manto nevoso depositatosi ai margini di un vicolo in periferia.
E' nel corpo di questo ignaro milite che Aya Brea deposita la propria coscienza. Qualche ora prima della tragedia: si può ancora fare qualcosa. O almeno iniziare da subito le indagini.
E invece le aberrazioni già scorrazzano per le strade deserte di New York. Qualche Twisted incrocia lo sguardo della protagonista. Ella armata di una misera pistola non sembra avere grosse chance di prevalere.
Il sistema di combattimento appare sin da ora decisamente reattivo, si prodiga in schivate tramite il tasto croce; la copertura è automatica di dirimpetto a una delle barricate sparse per i livelli di gioco. Con i due dorsali ci si sporge dal riparo: L aziona il puntamento, anche se l'agganciamento è automatico semplicemente direzionandolo verso il nemico, quindi si spara con R.
Al tasto cerchio è direttamente collegato il lancio di una bomba, mentre con quadrato sarà possibile cambiare l'arma impugnata. Aya parte con una misera pistola, ma dopo qualche scaramuccia può già sfoderare l'Overdive anche nel corso degli scontri a fuoco. L'utilizzo è presto descritto: tramite la pressione del tasto triangolo ci si può sostituire a un altro soldato e oltre al suo corpo si può favorire anche del parco armi e munizioni a disposizione. La cosa assume un connotato strategico non indifferente: per preservare il più possibile l'atmosfera dei primi capitoli l'arsenale sarà limitato e si dovrà fare un uso massiccio dell'Overdive per racimolare qualche caricatore qua e là.
La sensazione di sopraffazione, la desolazione dei livelli di gioco a richiamare un male ancora peggiore situato altrove, è la cifra massima del gameplay di The 3rd Birthday. Non è consigliato sporgersi all'improvviso dalla barricata, premere il tasto croce e scavalcarla con un poderoso balzo. Non è Gears of War, oltre la sicura copertura non avrete equipaggiata nessuna sorta di motosega.
Semmai all'occorrenza sarete in grado di sprigionare parte dell'energia linfatica, accumularla e quindi sprigionarla di prepotenza. La modalità Liberation, evocata dalla pressione congiunta di cerchio e triangolo, succhia un poco dell'energia vitale, ma in compenso la canalizza verso le proprie capacità motorie e la precisione al fuoco.
Infine l'Overdive può essere anche applicato sui nemici, ma solo su alcune specie di questi. Crivellati di piombo, sopra alcuni di essi apparirà una figura triangolare a segnalare la possibilità di penetrazione nel centro connettivo per una istant kill. Questa permette quindi di risparmiare su tempo e munizioni, ma spetta al giocatore essere reattivo nello sperimentare tale pratica telecinetica.

Brave new world

Un vuoto di memoria. Non ci voleva.
Il 24 Dicembre. Ore 23:20. Anno? Che anno è dannazione?
2013.
Aya giace sopra una branda e grigie sbarre cingono la stanza ove è...rinchiusa. Viene richiamata in missione. Quella precedente è andata piuttosto bene, ma per addentrarsi maggiormente nelle indagini è necessario essere presente nel momento in cui i gargantueschi tentacoli sono sbucati dal sottosuolo. Possibilmente in un luogo alquanto affollato, onde registrare le reazioni delle masse.
L'Overdive obbedisce e catapulta la bionda Aya nel bel mezzo di un concerto.
Il Club Sacrifice è stracolmo. Le prime note si diffondono allo scoccare delle 16:00 del 24 Dicembre. Bel modo per aspettare la Mezzanotte!
La folla è in visibilio, giovani e giovanissimi si accalcano per scorgere i propri beniamini. Di punto in bianco, però, al centro del palco si apre una voragine e gli spettatori delle prime file ne vengono risucchiati.
Di loro sono restituiti brandelli di carne e copiosi schizzi di sangue.
La folla tenta di scappare inorridita. Ma le porte sono tutte sbarrate.
Lo spirito di Aya Brea approda al passato proprio nel momento in cui i tentacoli hanno rapito una ragazza. E' bionda, ha due meravigliosi occhi azzurri ritratto della giovinezza. La maglietta verde esalta i suoi seni già da donna.
Sono completamente vani i colpi di mitraglietta che dall'uscio del locale un drappello di militari vomitano addosso all'immensa creatura fuoriuscita dalle viscere della terra.
Ed ecco la protagonista in mezzo tra i due contendenti. Il tempo s'arresta. La scelta: incarnarsi nella ragazza e sperare di eludere l'insaziabile voracità del mostro così da salvarle la vita e con essa i sogni di una diciassettenne, oppure entrare nel corpo di un soldato, tuta corazzata e grilletto facile. A noi l'incolumità, ma a lei una morte terribile...

The 3rd Birthday Con il fiato sospeso. Assistiamo alle prime fasi di Parasite Eve 3 con una sensazione di stupore misto a terrore. Sin dal filmato di apertura ci si para davanti un titolo dai valori produttivi stellari e dai molteplici risvolti narrativi. Ma non ci stupisce solo il comparto artistico desolato e dedito alla nostalgia, o una colonna sonora composta da melodie primordiali, dal sapore istintuale. E' il gameplay è rapirci, a dominare i nostri polpastrelli, in un incedere shooter, che non disdegna di certo turbamenti da horror. Se il walkthrough delle prime fasi di gioco ha saputo titillare le vostre papille gustative almeno un pochetto, cominciate a mettere i soldini da parte e liberate le menti per i primi giorni di Aprile. Si va a festeggiare il Natale a New York. Merry Christmas 2012!

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