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E3 2013

Hands on The Crew

Ubisoft ci mostra il Racing Game pronto a scattare nella Next Gen

hands on The Crew
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

L’E3 non è ancora iniziato ma noi di Everyeye.it abbiamo già avuto l’opportunità di osservare da vicino, e in seguito persino provare, una delle produzioni Next Gen che caratterizzeranno il primo anno di vita di Playstation 4 ed Xbox One. Siamo stati invitati -in esclusiva italiana- alla presentazione privata di The Crew, racing experience Ubisoft sviluppata da Ivory Tower con la partecipazione di Reflections.
Si tratta di un titolo che riprende diverse meccaniche da Driver San Francisco e Test Drive Unlimited, immergendo il giocatore in un racing-mmo caratterizzato principalmente da un’immensa ambientazione aperta.
Tra puro free roaming, gare in co-op ed un PvP purtroppo solo annunciato, ci siamo trovati di fronte ad un videogame dal concept piuttosto interessante, che sembra sfruttare da subito le possibilità di connessione delle console di nuova generazione per offrire un’esperienza potenzialmente di valore. In uscita non prima della metà del 2014 il titolo è ovviamente in arrivo anche su PC.

Un free roaming spaventosamente vasto

In un’ora tra presentazione ed hands-on, quel che rimane maggiormente impresso di The Crew è senza alcun dubbio la vastità del mondo di gioco. Sfruttando la potenza di calcolo delle nuove console e dei PC di ultima generazione, gli ingegneri del dev team sono riusciti ad ricostruire l’intera mappa degli Stati Uniti. Quindici tra le città più importanti (Los Angeles, New York, Miami, Chicago...) ed una riproposizione fedele di location e viabilità caratterizzeranno il vasto “parco giochi” di The Crew, una produzione nella quale fiondarsi anche solo per il puro gusto di sfrecciare sulla quinta strada a New York o di girovagare sul lungomare di Santa Monica. Nei tratti tra una città e l’altra, naturalmente, non ci sarà tutta la precisione della grande metropoli, ma una ricostruzione sommaria (per quanto piuttosto fedele) di territori e panorami, in cui muoversi senza limitazioni di sorta. Durante la presentazione ci è stato chiaramente sottolineato come sia possibile intraprendere un viaggio da costa a costa senza caricamenti (per circa un’ora e mezza di gioco, con una pratica funzione di teletrasporto per i più pigri) e di quanta importanza abbiano le diverse tipologie di terreno sul fronte gameplay.
Guidare sull’asfalto, sullo sterrato o lungo le spiagge di Malibù comporterà differenze sostanziali per quel che riguarda l’handling delle autovetture, pur nei limiti di una produzione fortemente arcade. Questa varietà è legata di rimando anche alle possibilità di personalizzazione delle vetture: uno dei cardini fondamentali della produzione Ivory Tower. Sfruttando una serie di garage sparpagliati nelle varie città potremo accedere infatti ad una gamma piuttosto vasta di modifiche estetiche e meccaniche, da applicare alla maggior parte delle vetture a nostra disposizione (ci è stato chiaramente detto che non sarà possibile equipaggiare una Lamborghini per l’Offroad, ad esempio).

Elaborazioni e decorazioni verranno ottenute portando a termine con successo i tanti eventi a disposizione, completando gli obiettivi primari e secondari e raccogliendo i collectible presenti all’interno della sconfinata mappa. A questo proposito, durante l’hands on, siamo stati testimoni di una meccanica di reward davvero interessante, che renderà certamente meno lineare la progressione. Aumentando il proprio grado pilota grazie alle proprie prodezze, i potenziamenti ci verranno elargiti tramite un sistema randomico. Che si tratti di un treno gomme più performante, di un motore dalla potenza maggiorata o di un ariete ideale a speronare gli avversari, basteranno pochi click e per smontare e rimontare l’intera vettura, sventrandola in maniera molto coreografica grazie ad un’interfaccia davvero intuitiva.

Se la personalizzazione svolgerà un ruolo centralissimo all’interno della produzione, altrettanto si può dire per l’enorme mole di eventi che incontreremo all’interno della gigantesca ambientazione. Dalle gare a checkpoint alle takedown race a sfondo criminale -nelle quali inseguire e distruggere furgoni portavalori o altri obiettivi della stessa taglia- ogni appassionato del genere troverà pane per i suoi denti. E non mancheranno, considerando gli eventi criminosi da perpetrare e le numerose leggi da violare anche solo per svolgere i tanti incarichi secondari (ad esempio mantenere la velocità media su un certo tratto di strada senza mai uscire dalla carreggiata), persino le fughe dalle forze dell’ordine, dimostratesi però poco soddisfacenti in questa early build.
Ma la componente più interessante di The Crew è senza ombra di dubbio il multiplayer, che possiamo tranquillamente considerare completamente integrato con la progressione in singolo. In qualsiasi istante ed al via di ogni missione, con la semplice pressione del D-Pad verso il basso avremo accesso alla lista amici integrata, dalla quale creare in pochi secondi un gruppo per gareggiare in cooperativa. Gli incarichi, in questo caso, prenderanno una piega del tutto differente, portando i player a collaborare ed elaborare basilari strategie per portare a termine gli incarichi. Non mancherà anche in questi casi un minimo di spirito competitivo, dato che giunti al traguardo o terminato l’obiettivo ci sarà sempre e comunque un membro a guadagnare una maggior quantità di esperienza (quello che sferrerà il colpo finale per il takedown, ad esempio).

Il dev team ha voluto infine far presente che il prodotto finale verrà arricchito anche da una modalità Player Vs Player, focalizzata principalmente sulle “battaglie automobilistiche” tra clan. Nella prova con mano questo aspetto prettamente competitivo non era stato implementato, poiché sarà oggetto di presentazioni future. Abbiamo dunque potuto concentrarci maggiormente sulle sensazioni al volante. Incarnando una filosofia anche qui molto vicina a Test Drive e Driver San Francisco, The Crew si presenta come un titolo immediato, dove all’accuratezza ed alla parzializzazione si preferisce la prontezza di riflessi nel riprendersi dopo uno schianto o la capacità di gestire un bolide tra due o trecento cavalli in sbandata controllata. La fisica dei veicoli è sviluppata quanto basta per garantire un minimo di differenza nella manovrabilità dei vari mezzi, ma la necessità primaria è quella di rendere il prodotto accessibile ad ogni tipologia di videogiocatore.
Per il momento è davvero impossibile sbilanciarsi in considerazioni tecniche. La build mostrata era piuttosto arretrata, e del resto dovremo avere molta pazienza prima di vedere il gioco sugli scaffali. Allo stato attuale dei fatti la fisica degli scontri era implementata in maniera superficiale, ed il framerate ballava vistosamente.

Di contro, la vastità del Field of View e l’assenza (o quasi) di caricamenti lasciano già impressionati, così come l’ottima gestione dell’illuminazione. Certo che a livello di modellazione, effettistica e texture, la strada da fare è ancora lunga. C'è anche da dire che l’esperienza di The Crew basa tutte le sue fortune, piuttosto che sul fronte tecnico, sulle elevate ed immediate possibilità di interconnessione tra utenti: migliaia di utenti a quanto ci dicono, anche se le missioni saranno limitate a quattro o otto giocatori. E' naturale quindi che il team preferisca un colpo d'occhio snello ma efficace, piuttosto che un iperrealismo troppo pesante in termini computazionali. Ogni considerazione, comunque, è rimandata di qualche mese, quando i lavori saranno in fasi più avanzate.
La presentazione si è quindi chiusa con la dimostrazione di come The Crew si configurerà con la sua companion app, per un’esperienza second screen che diventerà sempre più indispensabile. Dal nostro iPad (o tablet Android) potremo modificare l’auto, posizionarci in un punto specifico della mappa, guardare cosa stanno facendo i nostri amici e molto altro ancora. Una volta accesa la home console, eventuali modifiche alla nostra auto si si trasferiranno istantaneamente in-game, senza latenze.

The Crew Il passaggio ad una nuova generazione è un momento in cui le energie creative dei team di sviluppo sono libere di focalizzarsi su nuovi concept, riscrivendo in parte o del tutto i canoni di interi generi. Sul fronte dei corsistici non prettamente simulativi, The Crew vuole dire la sua, raccontandoci un nuovo modo d'intendere proporzioni e tempi dei racing game. Scorrazzare liberamente tra boschi, spiagge, dissestati terreni montani e strade di città, senza nessun freno e barriera, pare un’esperienza accattivante ed elettrizzante, soprattutto se collocata in una struttura smisurata (che mira a replicare l'intera superficie degli Stati Uniti). Le leggerezze tecniche della Early Build saranno sicuramente superate nel tempo che ci separa dall'uscita (prevista nel corso del 2014), lasciandoci quindi con in mano un prodotto accattivante. The Crew ci ha lasciati più che ottimisti, per un videogame da tenere d’occhio. Il modello di guida permissivo si interfaccia con un'impalcatura che non stentiamo a definire davvero next gen: nell'integrazione con la propria App dedicata, nell'assottigliamento dei confini tra single e multiplayer, nell'aumento eccezionale di dimensioni e proporzioni, si scorgono i tratti dei prodotti di una nuova generazione, che vuole spingersi oltre i confini videoludici della current gen.

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