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Hands on The Elder Scrolls Online PVP

Provato il PVP dell'MMO firmato Zenimax Online Studios e basato sulla saga di Elder Scrolls

hands on The Elder Scrolls Online PVP
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Andrea Porta Andrea Porta è un fanatico, divoratore (e occasionalmente critico) di videogame, serie TV, cinema, letteratura sci-fi e fantasy, progressive rock, comics, birre belga, rolling tobacco e molto altro ancora. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Dopo la nostra prova diretta dell’esperienza PVE offerta da Elder Scrolls Online, un secondo weekend di beta ci ha permesso di provare con mano il PVP dell’MMO sviluppato da Zenimax Online Studios. Un’intera regione del gioco, ossia Cyrodill, è stata votata alle battaglie campali tra giocatori, e per il momento il focus principale sembrano i combattimenti coordinati tra gruppi molto numerosi, dato che giocare in solitaria risulta molto poco soddisfacente. Una filosofia, in un certo senso, opposta a quella abbracciata invece per l’aspetto PVE, che si presta ampiamente (e a tratti persino incoraggia) il gioco in solitaria. Nella regione di Cyrodill (la medesima esplorata in The Elder Scrolls: Oblivion)abbiamo infatti speso un buon numero di ore, senza però riuscire a prendere parte a battaglie soddisfacenti con un’unica eccezione, qualche ora nella quale abbiamo preso finalmente parte all’assedio ad un castello. Senza organizzazione, gruppi numerosi e soprattutto senza leadership, il PVP di Elder Scrolls Online rischia di lasciare da parte i giocatori che non facciano parte di gilde ben strutturate, e questo potrebbe rappresentare un problema non indifferente, soprattutto se si confronta questo aspetto con il PVE. Peraltro, alcuni aspetti delle battaglie campali ci sono apparsi molto promettenti, e impressionanti per scala.

Cyrodill

Dopo lo spaesamento iniziale alla vista della vastissima mappa, la prima esperienza PVP con Elder Scrolls Online comincia con un breve tutorial strutturato come una catena di quest utili a spiegare ai nuovi arrivati le meccaniche di base. Scopriamo dunque l’esistenza di missioni specificamente dedicate al PVP, che richiedono di conquistare alcuni specifici punti strategici sulla mappa. Ben presto ci rendiamo conto di come, senza un gruppo molto numeroso, anche le prime missioni tutorial siano impossibili da completare, dato che ogni bastione presente sulla mappa è sorvegliato da NPC di livello 50 (l’attuale level cap del gioco), mentre noi ci troviamo ad un livello di poco superiore al 10. La preventiva esplorazione in solitaria ci ha permesso in ogni caso di comprendere più a fondo il funzionamento del PVP. Invece di proporre istanze e modalità separate, come ad esempio in World of Warcraft, la regione di Cyrodill è stata pensata per ospitare un PVP persistente, e basato sulla conquista delle molte fortezze che costellano il vastissimo territorio. I vari castelli, accessibili liberamente solo per la fazione che li controlla (e collegati da un sistema di teletrasporto gratuito) sono inoltre circondati da strutture atte alla raccolta di risorse, come falegnamerie e fattorie, le quali forniscono dei bonus alle statistiche degli NPC a loro difesa e alle strutture stesse. Qualora infatti si desiderasse conquistare uno dei punti strategici in mano al nemico, sarà prima consigliato prendere il controllo degli edifici di raccolta, così da facilitarsi notevolmente il compito durante l’assalto finale.

La mappa di Cyrodill ospita inoltre le famose Elder Scrolls, le quali possono essere conquistate dalle tre fazioni e custodite in appositi mausolei, e si prestano naturalmente alla sottrazione da parte del nemico. Mantenere il possesso delle Elder Scrolls assegnate alla propria fazione significherà anche conservare i buff ai giocatori ad essi legate, ma sottrarne una nemica e portarla al proprio mausoleo garantirà benefici ancor più grandi. Sebbene anche questa meccanica abbia un discreto fascino, è preoccupante pensare al fatto che in questo modo le fazioni dominanti (o più attive) si troveranno ben presto a possedere tutte le Elder Scroll, rendendo così sempre più difficile per gli avversari recuperare. Questo potrebbe portare, in tempi brevi, ad un certo immobilismo, laddove, a nostro parere, Zenimax avrebbe dovuto semmai prevedere dei buff alternativi per le fazioni meno performanti, così da mantenere le battaglie sempre tese e dall’esito incerto.
La natura persistente della mappa presenta inoltre dei rischi intrinseci. Giocare sullo stesso server con persone che vivono secondo un differente fuso orario, e intenzionate a sfruttare a proprio vantaggio questo fattore, significherà probabilmente vedersi sottratte fortezze e Elder Scroll senza poterci fare molto, se non “restituire il favore” in un secondo momento. Non è ancora chiaro quali misure Zenimax Online prenderà nei confronti di questo potenziale problema, ma è chiaro che la situazione andrà in qualche modo controllata per evitare pesanti frustrazioni.

Assalto alla fortezza

L’unica battaglia di larga scala alla quale siamo riusciti effettivamente a prendere parte ci ha permesso di vedere in azione le meccaniche di assalto alle fortezze, quando la nostra fazione ha preso di mira uno dei punti strategici in possesso del nemico. Dopo aver eliminato le pattuglie e conquistato gli edifici adibiti alla raccolta risorse, il piccolo esercito si è concentrato sulla fortezza, della quale era possibile indebolire le mura e i grossi portali. A questo scopo diventano indispensabili le macchine da assedio, le quali possono essere acquistate dai giocatori, in alcuni casi tramite la valuta di gioco, in altri in cambio degli Alliance Points, che si accumulano eliminando altri giocatori e completando quest in PVP. Una volta ottenute dal vendor, le macchine da guerra si stipano nell’inventario come comuni oggetti, e possono essere sistemate nel menu rapido dei consumabili. Altre dotazioni interessanti sono una bandiera della fazione, che permette ai compagni di resuscitare nelle vicinanze e non presso un’altra delle fortezze possedute, e altri strumenti d’assedio, come l’olio combustibile. Una volta schierate le truppe è cominciata la fase di indebolimento delle strutture nemiche, con un certo numero di giocatori dediti alle macchine da assedio, ed altri al contenimento delle difese avversarie. A questo proposito ci è parso che chi si trova in difesa del proprio bastione abbia a disposizione strumenti molto meno chiari e definiti per respingere con efficacia il nemico. Mentre gli attaccanti sanno esattamente cosa andare a colpire, i difensori ci sono sembrati più inermi di fronte al lento logoramento delle strutture, anche se, per comprendere a fondo questo aspetto, saranno senza dubbio necessarie prove più approfondite.

Nel complesso, la battaglia ci ha colpito grazie a una spettacolarità non indifferente, soprattutto nei momenti più concitati, con un gran numero di combattenti a schermo e scontri su larga scala. D’altra parte, il sistema di puntamento senza lock-on descritto durante la nostra analisi del PVE si è rivelato poco adatto agli scontri affollati, spesso rendendo molto complicato puntare al bersaglio desiderato. Non è un problema da poco, ma solo prove più approfondite potranno dirci quanto effettivamente si ripercuoterà sull’esperienza nel suo complesso, e se Zenimax Online prenderà provvedimenti in tal senso.
Sebbene il comparto grafico rimanga quello della componente PVE, è importante sottolineare come l’esperienza PVP di The Elder Scrolls Online ponga l’hardware sotto uno stress molto più intenso rispetto all’esplorazione e al questing in PVE. Per quanto molti dei processi vengano svolti dai server, in caso di battaglie affollate (le quali peraltro costituiscono il cuore dell’esperienza) l’utilizzo di risorse sulla macchina dell’utente andrà comunque ad aumentare, impattando anche sul frame rate e sulle prestazioni generali. In altre parole, mentre l’esperienza PVE presenta una discreta scalabilità, per essere davvero efficienti e competitivi in PVP occorreranno computer aggiornati di recente. In ogni caso, coloro dotati di hardware più potenti avranno sempre un vantaggio rispetto ai possessori di macchine di fascia media, dato che potranno visualizzare porzioni più ampie di mappa senza pop up di giocatori e macchine d’assedio.

The Elder Scrolls Online La nostra prova del comparto PVP di The Elder Scrolls Online si è dimostrata promettente per certi aspetti, ma ha lasciato spazio anche a molti dubbi. Positivo è senza dubbio il design della mappa, così come alcune delle meccaniche interne, sebbene risulti da subito evidente come per partecipare attivamente occorreranno gilde molto ben organizzate. Inoltre, la mancanza di una vera forma di competizione tra giocatori, spostata più sul piano delle fazioni, e meccaniche che tendono a rendere i vincitori via via sempre più potenti, rischiano di far calare l’interesse per il controllo della regione in tempi relativamente brevi, il che ci fa sperare in aggiunte da parte di Zenimax, soprattutto con un occhio in più ai giocatori che preferiscano i gruppi casuali alle alleanze strutturare, i quali, peraltro, rappresentano il target principale del gioco nel suo complesso. Così come per la componente PVE, The Elder Scrolls Online continua a presentare aspetti discretamente promettenti, a fianco tuttavia di un’offerta sin troppo tradizionale, e di dubbi sulla sua capacità di mantenere la presa sul pubblico a lungo termine. Chiaramente, i lavori per Zenimax Online non stanno neanche lontanamente volgendo al termine, e il supporto post-lancio sarà fondamentale per decretare il destino di questo MMO.

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