Hands on The Legend of Zelda: A Link Between Worlds

Provato al Nintendo Open day di Milano il nuovo actio-RPG del filone zeldiano

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Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • 3DS
Alessandro Trufolo Alessandro Trufolo ha visto la sua prima schermata di Game Over in età precoce: per il trauma, è cresciuto inserendo cartucce e dischi vari in qualsiasi console o computer gli capitasse a tiro. Quando ha deciso che di videogiochi voleva anche scriverne e parlarne, il dramma si è completato. Aiutatelo a superarlo su Facebook, Twitter e Google+.

Occuparsi di The Legend of Zelda: A Link Between Worlds, seguito di uno dei capitoli più importanti di una saga già di per se considerata tra i mostri sacri dell'industria videoludica, è sicuramente impresa difficile e coraggiosa. Il rischio di deludere milioni di fan e intere generazioni cresciute, o iniziate alla passione per il gaming, proprio grazie a titoli come The Legend of Zelda: A Link to the Past, è sempre pericolosamente dietro l'angolo. A scongiurare questa potenziale minaccia troviamo però un nome, alla casella producer, che permetterà ai tanti appassionati di dormire sonni tranquilli: quel Eiji Aonuma già direttore di esponenti della serie come Ocarina of Time, Wind Waker e Twilight Princess. Abbiamo quindi testato l'ultima build di questo nuovo episodio, in esclusiva per per 3DS, in occasione del consueto evento Nintendo post-E3 tenutosi a Milano, per appurare se la qualità del gioco fosse in linea con le enormi aspettative e nomi in ballo.

Un tuffo nel passato

Ambientato nello stesso universo di gioco che nel 1991 ospitò per la prima volta su Super Nintendo le avventure di Link, A Link Between Worlds ci presenta una storyline completamente nuova della quale, però, questa versione provvisoria non offre ancora alcun dettaglio. Ciò che invece propone la demo è la possibilità di testare entrambi i cuori pulsanti all'interno di ogni capitolo della saga: il "Field", ovvero il mondo in superficie esplorabile da Link, e una sezione all'interno di uno dei Dungeon iniziali. Qualunque sia la scelta, la primissima impressione che si avrà nel comandare l'Eroe della Triforza è quella di essere di fronte ad una diretta evoluzione del titolo originale, con ogni voce della lista di feature caratteristiche della saga ben spuntata. Abbandonato infatti il brillante sistema di controllo presente in Phantom Hourglass e Spirit Tracks, basato su pennino e touch-screen (qui utilizzato per la gestione dell'inventario e della mappa), i comandi di Link sono assegnati alla più classica delle mappature "zeldiane", con lo stick sinistro dedicato al movimento del personaggio e i tasti frontali e dorsali all'utilizzo del suo equipaggiamento. Premere il tasto A in prossimità di un muro ci permetterà, inoltre, di utilizzare una delle nuove e più interessanti abilità di Link: il nostro eroe potrà diventare un "disegno umano" perfettamente bidimensionale e in grado di aderire alle pareti e di camminare lungo esse. Tale capacità ha permesso ai level designer Nintendo di creare enigmi risolvibili, e zone accessibili, solamente tramite il suo utilizzo, come da miglior tradizione della serie. Tradizione che aumenta la propria influenza scorrendo l'inventario a nostra disposizione, nel quale trovano posto bombe, martelli, arco e frecce che immaginiamo essere solo una piccola parte dell'attrezzatura presente nella versione finale del gioco e utile, già in questa build, ad oltrepassare gli enigmi ambientali.

Il comparto tecnico, già in questa versione dimostrativa di A Link Between Worlds, è di ottimo livello, con un frame rate costante di 60fps e un senso di profondità che, grazie ad ambientazioni sviluppate su più livelli interconnessi tra loro (e spesso visibili l'uno dall'altro), lascia una sensazione di tridimensionalità veramente convincente e dal risultato molto affascinante. Scaricato anche lo stile artistico legato a Wind Waker, che aveva caratterizzato gli ultimi episodi portatili della serie, Nintendo si conforma alla linea evolutiva che sembra contrassegnare tutti gli aspetti di questo nuovo capitolo di Zelda, proponendoci un Link chiaramente ispirato agli artwork di A Link to the Past ma comunque lontano dagli accenni di realismo degli ultimi due episodi apparsi su console casalinghe.

The Legend of Zelda: A Link Between Worlds The Legend of Zelda: A Link Between Worlds è un gradito ritorno per le avventure in edizione portatile di Link e Zelda, che abbandonano alcune delle innovazioni degli ultimi capitoli per Nintendo DS per ritornare alle origini di una saga che ha scritto la storia degli action-RPG. Uno stile grafico nuovo, evoluzione diretta di quello mostrato su SNES con A Link to the Past, e la brillante cura posta nel design degli enigmi ambientali, sono marchi di fabbrica già apprezzabili nella versione dimostrativa che abbiamo avuto modo di provare, e che confermano un piacevole ritorno alla tradizione. Se le nuove abilità, che aspettano di poter esprimere tutto il loro potenziale, e una storyline completamente inedita riusciranno a raggiungere la grandiosità del loro predecessore lo sapremo solo a partire da Novembre, ma tutti i presupposti perché questo 'link con il passato' si compia sembrano opportunamente gettati.

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