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Hands on The Legend of Zelda: Skyward Sword

Link agita la spada anche in Germania

hands on The Legend of Zelda: Skyward Sword
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Wii

Nuova gamescom, e nuova prova con mano della futura incarnazione di Zelda. Come già riportato nell’articolo dell’E3, parlare di Zelda nell’anno del suo venticinquesimo anniversario è certamente difficile, divisi come siamo tra l’eterna riconoscenza nei confronti di una delle saghe più belle di sempre, per emozioni regalate, e l’ineliminabile scetticismo che ha accompagnato, fin da quando è stato presentato, Skyward Sword, titolo in sviluppo per Wii e previsto in Europa per il prossimo 18 novembre.
Nell’ambito di un’analisi critica il sentimento deve essere ovviamente lasciato da parte, e questo per due ragioni: bisogna cercare di essere più obiettivi possibile, ed evitare di elogiare a prescindere il nuovo esponente di una serie gloriosa. Analogamente, nonostante si possa rimanere delusi da quanto visto, non ci si deve abbandonare a lamentele scontate e fin troppo facili. Così come lo deve sapere un giornalista videoludico, può provare a capirlo anche il lettore, che spesso tende ad eccedere in un senso, ovvero in quello dell'elogio. Nessuno va in fiera a provare un gioco con cinismo e con voglia di demolirlo: le nostre sono opinioni oneste, condivisibili o meno che siano. Questo, per introdurre nella maniera più moderata possibile il nostro ennesimo giudizio (parziale, ovviamente, in attesa della versione completa), sulla nuova avventura di Link e che, possiamo anticiparlo, non è affatto positivo.

Un'altra prova

Se durante la gamescom 2010 avevamo scritto che, tutto sommato, si poteva star tranquilli di fronte ai mille difetti mostrati dall’abbozzo di demo mostrata, adesso, a pochi mesi dall’uscita, non possiamo più esibire questa pacata serenità. Perchè The Legend of Zelda: Skyward Sword si porta ancora dietro tutti i difetti allora riscontrati. Se più di un anno fa il tempo per correggerli c’era tutto, adesso è ragionevole pensare che questi non lo saranno affatto; ovvio che in un contesto limitato, come quello che può essere una demo di pochi minuti all’interno di una fiera, i problemi possano venire amplificati, non esistendo tutto quel contorno che, nel gioco completo, contribuisce a catalizzare l’attenzione del giocatore. La prova di pochi minuti è spietata: o il gioco c’è, o non c’è. Per quanto provato, Skyward Sword non c’è.
La demo provata consisteva di tre differenti fasi di gioco: uno spensierato volo nei cieli, a bordo di un enorme uccello; un classico dungeon, con piccoli enigmi da risolvere, ed un boss fight contro quello che finora ci è stato mostrato come l’antagonista principale del gioco. Partiamo subito dal primo: nell’ambito di una competizione tra i giovani del villaggio, Link si trova a dover affrontare una piccola gara in groppa ad un volatile rosso, nel tentativo di afferrare prima degli altri una statua di pietra, simbolo di coraggio. La sessione è abbastanza rapida, il volatile si muove fluido nei cieli seguendo le inclinazioni del Wiimote, ed in breve si riesce a completare il proprio compito, non senza qualche piccola complicazione dovuta dall’ostilità degli altri concorrenti. Quello che più colpisce in questa fase non è tanto il gameplay, quanto l’introduzione, che mostra il villaggio di Link ed alcuni dei personaggi del gioco: ne vien fuori infatti una direzione artistica assolutamente apprezzabile, con richiami allo stile sia di Wind Waker che di Twilight Princess, sebbene sia il primo il titolo più vicino per estetica. Dal punto di vista del divertimento però, manca davvero qualcosa, dato che in pochissimi istanti si riesce a raggiungere l'obiettivo prestabilito e davvero non c'è alcuna sfida nello svolazzare a destra e sinistra.
Passiamo ora alla parte di demo più sostanziosa, nella quale abbiamo affrontato un piccolo dungeon. Il feeling è quello classico della serie, e nonostante tutti gli annunci fatti da Anouma e Miyamoto, replica esattamente la stessa esperienza dei passati Zelda, tra chiavi, forzieri, miniboss che custodiscono l’oggetto fondamentale per superare il labirinto. Nel dungeon in questione l’oggetto era un potenziamento del coleottero che abbiamo imparato a conoscere nelle prime prove e nei video successivi, segno che Nintendo non ha mentito sulla volontà di potenziare gli oggetti in uso piuttosto che di inserirne di nuovi. Sul level design non possiamo però esprimerci positivamente, visto che la zona di gioco era alquanto basilare, i puzzle assolutamente elementari e basati fortemente sul'utilizzo dell'oggetto appena ottenuto.
Infine, arriviamo allo scontro con il boss, il misterioso Ghirahim, nel quale far valere davvero la propria capacità di schermidore: almeno sulla replica dei movimenti del controller ci siamo quasi completamente. Nelle situazioni più concitate qualcosa può sfuggire ai sensori, e lo spin attack è piuttosto complesso da eseguire; quando comunque ci viene richiesto di agire con precisione, nella stragrande maggioranza dei casi il sistema funziona. La battaglia ci vede impegnati in uno scontro all’arma bianca, tra affondi e schivate, fino alla parziale vittoria ed alla fine della demo: il tutto però senza sussulti, in un noioso assalto che permette di avere ragione del proprio avversario senza alcuna particolare strategia che vada al di là del direzionamento dei fendenti di spada. Addirittura quindi, si rischia di sostituire con il solo l'utilizzo della spada quella pluralità di soluzioni che, nonostante il ricorso al classico item del dungeon, la serie ha comunque sempre presentato.
Le perplessità che avevamo sollevato un anno fa non sono state dunque diradate, sebbene qualcosa vada detto riguardo il comparto grafico. Su tre postazioni il gioco aveva un aspetto diverso, e ad onor del vero quei colori slavati visti precedentemente risultavano in alcune assai più vivi, così come più nitido era l’aspetto grafico complessivo. A questo punto meglio aspettare la versione definitiva per avere un parere in tal senso.

The Legend of Zelda: Skyward Sword Il nuovo Zelda non riesce a convincere pienamente. Non si riesce a trovare traccia non solo dell’innovazione promessa, ma nemmeno della qualità altissima degli episodi precedenti. L’avviso riguardo l’impossibilità di ottenere impressioni coerenti durante una fiera per un gioco del genere è sempre valido, ma qualcosa è possibile già intuire, e difficilmente interventi sostanziosi verranno operati su di una versione del gioco che è quasi definitiva. Il prossimo articolo su Skyward Sword sarà la recensione: a questo punto meglio attendere.