E3 2013

Hands on Thief

Abbiamo provato con mano all'E3 il nuovo gioco Eidos Montreal

hands on Thief
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
 Roberto de Luca Roberto de Luca scopre il meraviglioso mondo dei videogame quando nel 1996 suo padre gli regala una Playstation nuova fiammante. Grande appassionato di qualsiasi cosa riguardi gli zombie, adora gli sparatutto in soggettiva, i tatuaggi ed il buon vino. Lo potete trovare su Facebook e su Google Plus.

Uno dei ritorni più attesi e sicuramente più acclamati in questo emozionante E3 2013 è Thief. Il titolo in sviluppo presso Eidos Montreal si fa carico soprattutto delle aspettative dei fan di vecchia data, che da tanto, troppo tempo sono in attesa di un nuovo capitolo dell'acclamata saga videoludica di Garrett. L'astuto ladro torna a mostrarsi nuovamente a Los Angeles, in una veste completamente rinnovata (ed esclusivamente per la nuova generazione e PC), ma sempre e comunque fedele a quelle dinamiche di gioco che lo hanno consacrato definitivamente come capostipite di un genere. Considerato uno dei titoli di punta per l'ormai imminente next-gen, Thief vuole conquistare il giocatore con un gameplay assolutamente originale, lento e ragionato, ma in grado di regalare enormi soddisfazioni. Aldilà del lungo trailer, pubblicato tempo addietro direttamente dalla software house, negli stand di Square-Enix siamo riusciti a provare una corposa demo di gioco, che ci ha permesso di testare a fondo il titolo reboot attualmente ancora in sviluppo.

Pazienza e Abilità

Un tutorial introduttivo ci permette di prendere confidenza con i comandi di gioco, non proprio immediati: Thief infatti, pur godendo di una visuale in prima persona, è molto lontano dall'essere considerato un First Person Shooter. I suggerimenti a schermo non troppo invasivi ci indicano dove è possibile arrampicarsi e dove invece Garrett può interagire con l'ambiente. All'interno di ambientazioni fortemente caratteristiche, a metà tra lo steam-punk e l'epoca vittoriana, il ladro potrà muoversi liberamente, sfruttando con attenzione le zone d'ombra per evitare di essere scovato. Un comodo quanto pratico segnalatore di visibilità avvisa il giocatore quando è completamente visibile e quando invece è perfettamente mimetizzato nell'oscurità, sia attraverso il classico fumo che oscura la visuale, sia attraverso l'immagine di una sfera di luce che pian piano si consuma, presente sul lato sinistro dello schermo. A differenza dei precedenti capitoli, in questo Thief le luci sono dinamiche, il che vuol dire che anche le ombre proiettate seguono imprevedibili movimenti dettati da vari fattori. Il vento ad esempio, potrà muovere i lampioni ad olio, mettendo a rischio la copertura del giocatore, che si ritroverà costretto a prestare continua attenzione ai più piccoli dettagli, magari spostandosi rapidamente per evitare di rimanere scoperto ed essere così riconosciuto dalle guardie nemiche. Gradita aggiunta è il rampino, che ci permette di raggiungere appigli lontani o improvvisare via di fuga impensabili. Non mancano i vari tipi di frecce modificate utilizzabili a seconda della situazione, come quelle riempite d'acqua per spegnere fiaccole troppo luminose. La conclusione del tutorial coincide con la presentazione della nuova abilità di Garrett, il Focus. Grazie ad esso, il nostro eroe sarà in grado di concentrare la sua attenzione sui più piccoli particolari e potrà essere usato sia in combattimento che durante la semplice esplorazione, facilitando alcuni di quei momenti particolarmente complicati e donando una certa spettacolarità al gameplay. Di certo non si tratta di una novità assoluta nel panorama videoludico odierno, ma comunque necessaria a rendere il gioco più godibile. Terminato il livello introduttivo, la demo si sposta immediatamente fuori le mura di un imponente castello, all'interno del quale è nascosto il prezioso "Cuore del Leone", che ovviamente dovremo trafugare. La missione principale è penetrare nel castello, ma notiamo subito che esiste una missione secondaria piuttosto semplice, che mette in evidenza un'altra importantissima qualità di Garrett: il borseggio. Il protagonista dovrà infatti rubare nelle tasche del capitano la mappa del circondario, ottenendo così un pò di denaro e tanta esperienza, che probabilmente servirà a salire di livello o potenziare determinate abilità. Durante l'avventura il giocatore avrà a disposizione un certo numero di obiettivi secondari, volti a rendere l'esperienza di gioco più longeva e completa che mai. Una volta dietro il bersaglio designato, non dovrete far altro che tenere premuto il tasto adibito all'azione finché il furto non sarà completato. Attivando il Focus, attività come questa o lo scassinamento, diventeranno un po' più semplifici e veloci, aiutando anche i giocatori alle prime armi. Purtroppo però la barra della concentrazione non si ricaricherà nel tempo e sarete costretti a cercare in giro le foglie di papavero necessarie per ristabilirvi. Una volta ottenuta la mappa ci rechiamo al portone principale del castello, notando con disappunto che non può essere aperto dall'esterno. Senza perderci d'animo cerchiamo un'altra via d'entrata che ci assicuri l'ingresso nella magione. Grazie all'indicatore di direzione, scopriamo come entrare attraverso il sistema fognario sotto l'edificio. Il tunnel è cosparso di trappole mortali per dissuadere eventuali visitatori non graditi. Il Focus ci permette di seguire il cavo che collega l'ingranaggio di funzionamento all'innesco della trappola e bloccarlo, potendo così passare incolumi fino alla porta che conduce al castello. Una volta dentro, evidentemente distratti dalla ricercata architettura che contraddistingue il castello, vieniamo sorpresi da una guardia che sguainando la spada chiama i suoi commilitoni. Le fasi di combattimento non sono entusiasmanti come ci si sarebbe aspettato, complice anche un set di animazioni macchinoso e ancora non definitivo e un'intelligenza artificiale tutt'altro che stimolante. Garrett può parare gli attacchi nemici con il dorsale sinistro, manovra caldamente consigliata soprattutto nei situazioni più affollate, e attaccare tramite il dorsale opposto con il suo fidato manganello. Con il Focus però, anche i combattimenti assumono una dimensione tutta nuova: sarà possibile mirare con precisione il punto esatto dove si vuole colpire il nemico, ottendendo così effetti sempre diversi. Colpire alla gamba o allo stomaco vorrà dire mettere la guardia fuori combattimento per qualche secondo, necessario a farlo andare difinitivamente KO; mentre colpire al braccio gli farà perdere l'arma e lo renderà molto più vulnerabile. Liberatici agilmente dei nostri nemici, proseguiamo fino alla stanza indicata, dove attraverso un piccolo spioncino riusciamo a vedere una camera segreta che ospita un misterioso sarcofago. Sfortuntamente ci occorre trovare il meccanismo necessario ad attivare il passaggio che conduce alla stanza nascosta ed ancora un volta il Focus si rivela utilissimo, evidenziando un quadro che mal si sposa con lo stile di quelli visti fin'ora. Tastando delicatamente la tela, troviamo l'interruttore che attiva la parete dietro di esso. Il sarcofago visto in precedenza si rivela in effetti un forziere con due cilindri dorati posti ai lati che fungono da lucchetti. Occorre rotarne le sezioni per trovare la giusta combinazione. Purtroppo le incisioni su uno dei due sono molto rovinate ed è praticamente impossibile decifrarne il codice. Ma l'escamotage ideato da Eidos per trovare la soluzione a questo piccolo enigma è ingegnoso: basterà infatti "sbirciare" all'interno della struttura del cilindro, grazie ad un piccolo foro nella pietra, per capire come funziona il meccanismo, tentando successivamente di manometterlo dall'esterno. Un paio di tentativi ed il gioco è fatto, la serratura scatta ed il Cuore di Leone appare in tutto il suo splendore. Ora non resta che fuggire sani e salvi dall'edificio, prima che le guardie inizino ad insospettirsi.

Fuga con la refurtiva

La sessione finale della demo si distacca dai canoni stealth ai cui fin'ora il gioco ci aveva abituato, costringendoci a correre a perdifiato nei fetidi cunicoli sotterranei, strisciando attraverso cloache invase da topi per allontanarci definitivamente. Il ponte che collega il resto della città alla magione è stato incendiato dai ribelli e bisogna trovare alla svelta un altro modo per fuggire da lì. Rompendo la corda di una barca ormeggiata con una freccia, la facciamo spostare quel tanto che basta a permetterci di creare un ponte sull'acqua ed arrivare dall'altro lato, dove saremo obbligati a scalare velocemente un parete danneggiata dalle recenti esplosioni. I QTE che affollano questa breve sezione di gioco verticale sono fin troppo frequenti e severi: un errore di troppo e Garrett si ritroverà a cadere nel vuoto, costretto a "continuare" ben più di una volta prima di completare con successo l'arrampicata e scomparire nella fitta nebbia cittadina con la refurtiva. A demo conclusa non abbiamo potuto nascondere un certa soddisfazione nel vedere che il reboot di Thief, annunciato nel 2009 e poi più volte smentito fino alla pubblicazione del trailer ufficiale, sia sulla buona strada per bissare il successo dei predecessori. Tuttavia lo sviluppo del titolo è ancora ad uno stadio piuttosto acerbo, come dimostra la qualità grafica sottotono e la presenza di qualche sporadico bug, che in più in un'occasione ha reso complicato il prosieguo della dimostrazione. stesso discorso per l'IA nemica che aldilà dei combattimenti, risulta poco reattiva anche durante i pattugliamenti (sembra ancora troppo facile eludere la sorveglianza scomparendo nell'ombra). Fortunatamente i fan della serie troveranno in questo Thief tutto quello che hanno imparato ad amare nei capitoli scorsi: il gameplay è solido e funzionale, inducendo il giocatore ad adattarsi -con le poche risorse a disposizione- a qualsiasi situazione e la pressoché totale libertà d'azione e la difficoltà impegnativa sono due costanti che il brand si porta dietro da sempre e che giustamente non devono mancare in questo nuovo capitolo.

Thief Thief è ancora lontano da una definitiva consacrazione a cavallo di battaglia della next-gen. Il suo sviluppo è ancora agli inizi e di sicuro da qui alla data d'uscita passerà ancora moltissimo tempo. Tempo che servirà ad affinare tutte quelle imperfezioni, soprattutto tecniche, che sono apparse durante la prova con mano allo stand Square-Enix. Ma ciò che distingue Thief da qualsiasi altro gioco, è stato riproposto con grande successo anche in questo reboot: Eidos Montreal non ha abbandonato il caratteristico gameplay della serie e anzi, è riuscita nella difficilissima impresa di migliorarlo, aggiungendo interessanti novità che ampliano il già enorme numero di possibilità legate alle azioni eseguibili in-game. Rassicurati da questi fattori non ci resta quindi che attendere pazientemente una versione del gioco più completa.

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