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Hands on Time Crisis: Razing Storm

Tre giochi in uno: Move è la nuova casa degli sparatutto su binari? Provato a Colonia

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  • Ps3
Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Questa volta in Namco Bandai gli esperti marketing dagli occhi a mandorla si sono mossi bene. Non altrettanto i colleghi occidentali.
Mettiamola così: Time Crisis Razing Storm non è Time Crisis Razing Storm. Almeno non solo quello. E poco importa se quaggiù si chiamerà in questo modo il titolo più importante al lancio di Move della casa di Tekken.
Là, in Giappone, cartellonistica e spot pubblicitari lo promuovono come Big 3 Gun Shooting, lo vendono da solo o anche insieme al Playstation Move e la sua telecamera a 12.000 yen, che al cambio fanno più di 100 euro.
Due nomi per definire il medesimo, mediamente atteso, titolo. E aldilà di comunque importanti problemi di nomenclatura, la sostanza del prodotto Namco Bandai è sempre quella: testare le capacità della periferica Playstation 3 in relazione agli sparatutto su binari, per non venire più finalmente a patti con un hardware preistorico convertendo i propri baluardi arcade su Wii.

3 giochi al soldo di Move

Sciorinato come mero nome alla conferenza pre-E3 di Sony quale titolo al lancio di Move, Time Crisis Razing Storm si è poi svelato pian pianino nei giorni della fiera a uso e consumo di una stampa specializzata quasi sempre brancolante nel buio quando si tratta di raccontare di conversioni da arcade.
L'occasione di provarlo ampiamente alla Gamescom di Colonia ha permesso ad Everyeye di poter sviscerare in toto la promessa di Namco Bandai di far rinascere su console il genere glorioso dei vari Time Crisis, Virtua Cop e The House of the Dead. Ora che Move si appresta ad uscire sugli scaffali ci troviamo tra le mani un Wiimote in tutto e per tutto, con in più la potenza grafica capace di sopportare gli sforzi di quei titoli pensati per le schede arcade di ultima generazione. La precedente soluzione ordita per scardinare le serrature domestiche e crivellare i televisori LCD del salotto era stata a lungo criticata per la complicanza dell'accrocchio: una Guncon terzo modello di plastica arancione più due o tre rilevatori di posizione per rendere possibile Time Crisis 4 anche sui più recenti modelli di televisione.
Il miglioramento tecnologico di Playstation Move (il rilevamento della posizione si affida alla telecamera di Playstation 3) rende ora più comodo l'allestimento del campo di gioco, finalmente libero da fili e da altri impacci visivi.
Il cambiamento di periferica, però, non varia di un centimetro la formula: progressione su binari predefiniti previa eliminazione di tutti i bersagli su schermo. Un contatore in alto a scandire i secondi mancanti al game over.
Gameplay classico, nessun contagio da FPS come visto in Time Crisis 4, per venire incontro anzitutto all'appassionato e al fan della serie che può ora gustarsi non un gioco unico (Razing Storm) in tre modalità, ma bensì tre giochi inseriti all'interno di un unico Blu Ray (come appunto esplicato dal titolo nipponico, Big 3 Gun Shooting).
Vediamoli uno per uno...

Time Crisis Razing Storm

La portata principale del pacchetto è la conversione dell'ultimo on-rail shooter di Namco, uscito lo scorso anno su scheda System 357 (la stessa di Tekken 6). Il fatto che fosse orfano del nome Time Crisis (si chiamava appunto solo e soltanto Razing Storm) faceva di questo prodotto uno spin off della serie principale, il secondo dopo il Crisis Zone della scorsa decade.
La possibilità di variare l'arma impugnata apre anzitutto a inedite situazioni nonché nuove tipologie di gameplay prima difficilmente attuabili. La maggior capacità grafica permette scene ancora più concitate, una più indiavolata progressione e un più dinamico passaggio dal pedale (per la copertura e la ricarica) allo sparo.
Per quanto Namco si sia sforzata di innovare la formula del suo brand di punta, lasciando intendere magari di voler farla finita con un gameplay ormai troppo attaccato agli anni Novanta, è innegabile che gli sviluppatori abbiano subito il fascino di quella serie che tanto volevano costeggiare. Sarà quindi molto interessante valutare gli sforzi e il risultato ottenuto operando un confronto con Time Crisis 4, anch'esso incluso nel pacchetto.
Anche Razing Storm si impreziosisce di una esclusiva modalità Storia, che affianca quella classica (la Arcade). Mentre, come dicevamo, la seconda dimostra una innata motilità (dal momento che l'atto di ripararsi avviene grazie ad uno scudo portatile e non più dietro a locazioni fisse, la regia dinamica può sbizzarrirsi), lo story mode mescola le impostazioni tipiche dell'on-rail con la struttura da FPS. Utilizzando il sub-controller di Move è possibile spostare il proprio personaggio, muovendosi in direzione dei ripari per poi nascondersi dietro i cassoni e far fuoco sui molti nemici. L'impatto è lievemente spiazzante, visto che gli avversari si dimostrano innaturalmente coriacei, e la progressione appare abbastanza frammentata dalla necessità di prendere riparo costantemente.

Time Crisis 4

Al titolo del paragrafo si dovrebbe aggiungere "Arcade". Già, perchè il non debuttante su Playstation 3 (ne uscì una zoppicante versione nel 2008) ritorna con la sola modalità arcade abbandonando per fortuna la succedanea opzione storia pensata in stile FPS (denominata Complete Mission), ma resa praticamente ingiocabile attraverso la GunCon 3 e il suo analogico posto a fianco.
"Un'opzione di gioco fallimentare dal punto di vista ludico: chiamiamola, se vogliamo, una scarsamente sofisticata Tech demo in grado di mostrare le opportunità della nuova periferica", scrivevamo a suo tempo nella recensione di Time Crisis 4.
Il fatto poi che la versione disponibile in sala giochi resti ancorata alle meraviglie di Time Crisis 3, dovrebbe far dimenticare i brutti ricordi di una delle peggiori conversioni casalinghe degli ultimi anni.

Deadstorm Pirates

Una collection che si rispetti contempla sempre al proprio interno una memorabile chicca, che in questo frangente prende il nome di Deadstorm Pirates. Il prodotto, uscito nel 2009, prende i light gun shooting e li sbatte sulla Perla Nera di Pirati dei Caraibi. Il cassone arcade è un bellissimo vascello pirata che pone il giocatore all'interno di una stanzetta con schermo LCD e un posto a sedere vibratile in base alla sezione affrontata. Già, perché oltre alle sparatorie ambientate in mari tempestosi, oscure caverne sottomarine e a cavallo di mulinelli giganti, saranno contemplate missioni fuori dal seminato, sezioni di guida sopra rapide indiavolate: al giocatore il compito di schivare scogli e mostri marini agitando la pistola in dotazione, al cui interno trova posto un sensore di movimento (già presente, se ricordate, in The House of the Dead 4 per liberarsi dei nemici).
Un modo curioso per proporre anche in questa tipologia ludica degli anfratti inediti e vedere al tempo stesso Quick Time Event. Perchè quindi non riproporre il tutto su Playstation 3, ora che anche l'ammiraglia Sony ha imbracciato i motion controller?

Time Crisis: Razing Storm Escludendo il banalotto The Shoot di Sony, al lancio di Move sarà Namco a saggiare le potenzialità del motion controller Playstation 3 in relazione agli sparatutto. Un test agguerritissimo perchè la software house mette a disposizione i suoi tre più recenti sparatutto su binari: Razing Storm, Time Crisis 4 e Deadstorm Pirates. Tre titoli dotati di proprie peculiarità e ritmi ludici, ma tutti accomunati dal desiderio di trovare nuovi affezionati fuori dalla sala giochi. Playstation Move sarà il nuovo cavallo di Troia degli sparatutto arcade?