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Hands on Tin Tin

Un platform classico per il reporter di Hergé

Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Wii
  • Ps3
  • iPhone
  • iPad
  • 3DS
 Roberto de Luca Roberto de Luca scopre il meraviglioso mondo dei videogame quando nel 1996 suo padre gli regala una Playstation nuova fiammante. Grande appassionato di qualsiasi cosa riguardi gli zombie, adora gli sparatutto in soggettiva, i tatuaggi ed il buon vino. Lo potete trovare su Facebook e su Google Plus.

Ormai tutti i giocatori sanno benissimo che le trasposizioni videoludiche dalle pellicole cinematografiche vanno guardate con sospetto. Ma l’attuale generazione ci ha insegnato anche che non è poi così difficile trovare eccezioni di tutto rispetto. Una fra le molte sembra poter essere il gioco ufficiale che ripercorre la storia del nuovo lungometraggio di Steven Spielberg, Tin Tin, a sua volta tratto dal famigerato fumetto belga di Hergè. Durante la Gamescom, la redazione di Everyeye è riuscita a testaredue livelli single player e ben tre stage in modalità cooperativa, su una Playstation 3 con tanto di visione 3D. Tin Tin è un platform a scorrimento abbastanza tipico, semplice e divertente, che ripercorre le avventure del giovane reporter sul grande schermo con qualche ovvia aggiunta alla trama. Grazie ad un gameplay immediato e alcuni piccoli ma creativi espedienti per rinnovare un genere già di per sé sfruttato fino all’inverosimile, Tin Tin risulta -pad alla mano- ben curato sotto ogni aspetto.

Nella Botte Piccola

Il primo livello mostrava il nostro protagonista in alcune catacombe sotterranee, alla disperata ricerca di un’uscita il più in fretta possibile. Qui ci viene spiegato il sistema di controllo e le differenti abilità che Tin Tin può utilizzare, comprese alcune derivanti direttamente dall’ambiente circostante, come lo sfruttamento delle zone d’ombra per aggirare i nemici. In questo particolare frangente il titolo ricorda moltissimo i primi Oddworld per PSOne, con scenari fissi ed il giocatore che può muoversi lateralmente o salire di piano in piano; il tutto è impreziosito da qualche movimento di camera, che regala una discreta vivacità alla progressione. Ed ovviamente, forte di una grafica interamente 3D, il titolo non si fa scrupolo, in altre sequenze, a cambiare totalmente impostazione, con sessioni in cui ci si muove in “profondità”, alla maniera di un platform più moderno. Questa varietà appare decisamente gradevole: Tin Tin si muove a suo agio di ambiente in ambiente con il suo inconfondibile stile fumettoso, fedelmente riprodotto in fase di programmazione. Difficilmente non vi lascerete scappare un sorriso durante le scazzottate o mentre cercate di passare indisturbati, nascosti non troppo bene in una botte di legno. Persino il livello delle catacombe, nonostante lo stile scolorito e angosciante, risulta spassoso. Nessuno spargimento di sangue o morti violente: tutti i nostri nemici cadranno a terra in assurde posizioni cartoonesche, con un grosso cerchio alla testa (con tanto di stelline che girano!). Saranno presenti anche piccoli puzzle che aggiungono un pizzico di sfida ad un titolo che sembra voler scorrere senza troppi problemi.
Nella mappe saranno poi presenti delle zone blu che rappresentano le cosiddette “safety zone”, ossia punti precisi in cui Tin Tin non può essere visto né catturato, e sono utili soprattutto durante i momenti di gioco più concitati, in cui capita di essere inseguiti da molti malviventi contemporaneamente. Come già detto in precedenza, troveremo alcun oggetti (come palloni da spiaggia, bombe, e altro) che potremo utilizzare per mettere KO gli avversari più tenaci, ma in modo impagabilmente spiritoso. Il secondo livello single player è stato di sicuro quello meno stimolante: il classico livello di guida (in questo caso di un aeroplano) per allungare il contagiri delle ore di gioco. Le ambientazioni monotone tra canyon e grotte oscure, non hanno purtroppo migliorato la situazione, dando al tutto un fastidioso retrogusto di trito e ritrito. Il sistema di controllo e puntamento sono quelli di qualsiasi gioco che si rispetti, con l’utilizzo a pieno regime dei due stick analogici e i dorsali per aprire il fuoco. Non sappiamo di preciso quanti livelli di questo tipo saranno presenti nella versione definitiva, ma dato lo scarso divertimento, ci auguriamo il meno possibile.

Co-Op Is better

La modalità cooperativa di Tin Tin non è parte dello story mode, né è possibile giocare l’avventura singola in più giocatori. Ma per le aspirazioni del titolo è indubbiamente un modalità riuscitissima. Avremo a disposizione delle mappe pensate apposta per due giocatori, in cui sarà possibile utilizzare non solo Tin Tin, ma anche tutti i più famosi personaggi del fumetto, dal capitano Haddock passando per Dupont e Dupond, fino ad arrivare all’inseparabile cagnolino Milù. Dato che ognuno di loro possiede abilità specifiche, si potrà cambiare il proprio alter-ego in tempo reale grazie alla pressione del dorsale. Grazie a questa opportunità, in ogni singolo livello si potranno sperimentare soluzioni sempre differenti. Le interazioni tra i due protagonisti sono molteplici: basti pensare che anche per sconfiggere un nemico leggermente più ostinato, i programmatori hanno escogitato esilaranti metodi cooperativi per avere la meglio. L’estetica ambientale (almeno nei tre livelli da noi visionati) non è molto varia, contando che è sempre notte e strutturalmente gli stage tendono ad assomigliarsi un po’ tutti. Il gameplay è quanto di più variegato ci si possa aspettare; si passa dal saltare su piattaforme mobili alla pura azione stealth sfruttando le zone d’ombra, mantenendo sempre alto il divertimento. Il gioco gode di brevissimi caricamenti e di un comparto grafico di tutto rispetto, il quale ricalca alla perfezione lo stile utilizzato nelle strisce a fumetti. Tutta l’azione scorre fluida e continua, indice di un magnifico lavoro svolto durante la programmazione, nonostante sia palese che il progetto non miri a diventare il nuovo capostipite della generazione platform 2011. Il gioco sarà inoltre compatibile con Playstation Move e visuale 3D, mentre non è stato ancora specificato se ci sarà una qualche interazione anche con il Kinect di Microsoft.

Le avventure di TinTin Tin Tin è una gradita sorpresa. D’impulso, verrebbe da scartarlo a priori per il semplice fatto che sia nato dalla “costola” di un lungometraggio. Ma invece mostra coraggiosamente una propria anima, tanto da diventare un videogame con una storia a sé, fatta di tanti risvolti non presenti nel film. Aspettiamo fiduciosi la release ufficiale (fissata per il 26 ottobre in Europa), sicuri che potrà essere un ottimo acquisto non solo per i fan del fumetto e del film, ma anche per chi Tin Tin non l’ha mai sentito nominare.

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