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Eternal Backlog: giochiamo a Resident Evil 7!

Hands on To The Death

L'action di Scary Mostro e Section Studios viene rifiutato da Kickstarter, ma mostra buone potenzialità.

Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PSVita
  • Pc
  • PS4
Domenico Musicò Domenico Musicò ha un motto: "È più facile spegnere la luce dentro se stessi che disperdere le tenebre tutt'intorno". Col tempo ha capito di avere ragione, ma è disponibile a cambiare ancora idea. Chiedetegli consigli sulla musica prog, l'horror e tutto ciò che vi passa per la testa su Facebook e Google Plus.

Se è vero che Kickstarter è ormai diventata un’importante vetrina dove parecchi progetti prendono vita e hanno successo lontano dalle logiche di massa dei grandi publisher, è vero anche che molti di essi devono scontrarsi con problemi legati al mancato raggiungimento della quota richiesta, conoscendo una frustrazione forse peggiore rispetto a quella derivata dal rifiuto di una grande azienda. In questi casi, sono gli utenti a non credere in ciò che fai, a non darti la fiducia necessaria per portare a termine un lavoro su cui punti e a cui probabilmente hai dedicato interi anni della tua vita. La storia di To The Death può essere accostata a uno di questi incidenti di percorso, o più semplicemente, a uno dei tanti titoli che con ogni probabilità - e senza reali colpe - non riuscirà a raggiungere l’obiettivo che gli sviluppatori hanno fissato. Ed è un peccato, perché nonostante non ci sia nulla di davvero miracoloso nel gioco sviluppato in tandem da Scary Mostro e Section Studios, si capisce immediatamente quanta passione ci sia nel voler accontentare quella fascia di pubblico che esige il massimo della sfida a livelli genuinamente hardcore.

Fino alla Morte

To The Death è poco più di un ibrido tra uno sparatutto a scorrimento laterale e un beat’em up. Prova a introdurre delle meccaniche fresche in quello che si sforza di essere l’apripista per un nuovo genere, ma per forza di cose si ritrova ad assimilare le caratteristiche preponderanti di ambedue, aggiungendo infine solo alcune novità di spicco. Il titolo punta tutto su un sistema di progressione davvero ottimo e ben studiato, su scontri frenetici dove ben presto il numero di nemici diventa molto difficile da tenere sotto controllo e sull’esigenza da parte del giocatore di essere preciso e infallibile. L’avventura narra la storia di due formidabili guerrieri che si sono massacrati in vita, e che continuano a farlo anche dopo la morte per tracotante dovere di vendetta. Passerete dall’uno all’altro molto spesso, alternando quelli che sono dei punti di vista diversi e intraprendendo direzioni opposte, fino ad arrivare ad abbattere assieme l’ultimo ostacolo per dare vita a una battaglia decisiva attesa da tempo immemore. Per arrivare all’atto finale, attraverserete un mondo chiamato The Crawl, terra decadente e antica che beneficia della direzione artistica di Cecil Kim, figura chiave nello sviluppo della serie di God of War. La sua influenza è evidente soprattutto nella realizzazione dei fondali su cui scorre a gran velocità l’azione e sui potenziamenti adottati dai guerrieri, uno dei quali è il cosiddetto Medusa Glare, capace di pietrificare i nemici prima di farli precipitare e schiantare al suolo. Per il resto, To The Death è un gioco molto, molto diverso dalla creatura di Santa Monica Studios. Mentre tutto vi scorre attorno, il vostro guerriero sarà impegnato a devastare ondate di nemici con armi da fuoco per gli attacchi a distanza e con una potente spada per gli scontri corpo a corpo. E stupisce in positivo la grandissima profondità dei combattimenti, che prevede un uso strategico e attento delle abilità personali per creare combo che trovano il massimo della propria efficacia innescando delle reazioni a catena ben calcolate. I combattimenti sono tutti in volo, ma potrete anche correre sulla terraferma per affilare e caricare la potenza della vostra lama, che oltre alle consuete sequele di attacchi standard potrà eseguire violentissimi fendenti singoli. Dato che l’attacco non è nulla senza un’ottima difesa, sappiate anche che sono previste delle rapide schivate e l’immancabile parata, che si configura come una sorta di aura protettiva a semicerchio da poter ruotare a 360 gradi, capace di deflettere i proiettili e arginare i danni fisici.

L'arte del Progredire

Il sistema di progressione implementato in To The Death è studiato per stimolare i giocatori ad adattare le proprie azioni offensive in modo sempre creativo. Solo così è davvero possibile ottenere il massimo dei punti esperienza da ogni combattimento, necessari per sbloccare potenziamenti e perk. Per far capire come effettivamente funziona questo sistema, basta illustrare brevemente uno degli scenari possibili del gioco: venite attorniati da un gruppo di nemici e uno di essi vi attacca con un falce, ma voi bloccate prontamente il colpo con lo scudo, ottenendo così quindici punti esperienza; uccidete poi un nemico (+25), che crolla su un altro (+10), fino a ucciderlo (+25); venite colpiti da un proiettile subendo un malus di cinque punti esperienza, ma deviate il successivo (+5), che trafigge l’avversario uccidendolo (+25). In questo caso, avrete appena effettuato una combo di ben cento punti, sufficiente per far bloccare la schermata di gioco e lasciarvi scegliere un potenziamento da poter usare immediatamente affinché il vostro guerriero possa affrontare più agevolmente la prossima ondata. Tutto ciò, lascia intendere senza grossi dubbi come To The Death sia ben più di un becero “kill’em all” a scorrimento laterale, perché se è vero che l’abilità del singolo utente è fondamentale per progredire (provate le due demo sulla pagina Kickstarter, se non ci credete), è vero anche che combattere con intelligenza fa spesso la differenza. Far fuori nemici come se non ci fosse un domani ascoltando le musiche dell’ex chitarrista dei Machine Head, Logan Mader, è poi ancora più galvanizzante, e oltretutto si tratta di un impianto sonoro che si sposa alla perfezione coi toni duri e col design deciso e prepotente del gioco. Peccato solo che la campagna sia davvero in alto mare e che i pochi giorni rimasti appaiano come quell’inevitabile conto alla rovescia che porta all’estinzione certa.

To The Death To The Death è lo sforzo creativo di alcuni veterani dell’industria che hanno deciso di realizzare il proprio gioco senza sottostare a particolari limitazioni imposte dall’alto. Si tratta di un curioso e interessante ibrido che si avvantaggia della base creata dagli shoot’em up, su cui viene però edificato un moderno sistema di potenziamenti legato alla necessità di ottenere il meglio dalle proprie combo. Sebbene l’idea sia ben sviluppata e stuzzicante, probabilmente le due demo messe a disposizione si focalizzano sugli aspetti meno interessanti, al punto da aver dato un’immagine poco profonda del gioco. Estremamente difficile ed esigente in termini di attenzione da parte dell’utente, To The Death ha poco più di una settimana per attendere un miracolo e raggiungere i quattrocentomila dollari richiesti.

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