Hands on Tomb Raider

Lara Croft appare negli studi milanesi di Halifax

hands on Tomb Raider
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

La marcia di avvicinamento all'uscita del nuovo Tomb Raider, vero e proprio reboot della serie, è ancora lunga, soprattutto dopo lo spostamento della data di lancio dai mesi caldi, dal punto di vista del mercato, a Marzo dell'anno prossimo, periodo che sempre più si sta configurando come ricco di uscite interessanti.
Il fatto che Square Enix organizzi un press tour per far provare il gioco alla stampa a poche settimane dalla chiusura dell'E3 è però un segnale importante: significa che sia i ragazzi di Crystal Dynamics che il colosso che a suo tempo ha inglobato Eidos vogliono che tutto sia perfetto, in modo da evitare qualsiasi tipo di sbavatura che possa in qualche modo influire sul successo di un'operazione che sembrerebbe inattaccabile, da tutti i punti di vista.
Ne è quindi ulteriore conferma la decisione di non far provare direttamente al demo a Los Angeles, per prendersi il tempo necessario a rifinirla al massimo e offrendo l'opportunità di prendere in mano il pad direttamente negli uffici milanesi di Halifax.

Approccio adulto

La demo mostrata, prima in forma non giocabile e poi con l'opportunità di provarla in prima persona, è posizionata nella sezione iniziale del gioco, nella quale una giovane e ingenua Lara si ritroverà catapultata su un'isola dell'estremo oriente, in seguito ad un naufragio che le cambierà letteralmente la vita, trasformandola da una studentessa universitaria ad un'agguerrita cacciatrice di tesori.
La sezione giocata ruota intorno a due eventi fondamentali, entrambi riconducibili ad un sola entità: la morte. Un argomento decisamente spinoso che, probabilmente per la giovinezza del media o per il suo target giovanile, è stato sempre affrontato con leggerezza dall'industria ma che, finalmente, sembra stia diventando non più un semplice effetto delle proprie azioni, spesso forzate dal gameplay stesso, ma un vero e proprio elemento narrativo.
L'esempio che balza subito alla mente è la modalità con cui Naughy Dog ha deciso di chiudere il video di presentazione di The Last of Us mostrato all'E3: un colpo di fucile che quasi sicuramente ha posto fine ad una vita.
In Tomb Raider sono presenti due momenti simili che non fanno leva sulla morte in maniera classica ma la sfruttano per arricchire la narrazione e il background dei personaggi.
In entrambi i casi l'innesco degli eventi è la sopravvivenza: Lara si ritrova su un'isola sconosciuta che si dimostra profondamente ostile, quindi la prima cosa che dovrà imparare a fare è pensare a come vendere cara la pelle, avendo tutti contro, dall'ambiente naturale agli animali che lo popolano, fino ad arrivare ai nativi dell'isola, tanto misteriosi quanto letali.
La giovane dovrà quindi compiere un cammino che si incrocerà con quello di altri esseri viventi: dopo essere sopravvissuta alla prima sezione al chiuso, mostrata anche all'E3 dello scorso anno, dovrà necessariamente imparare a cacciare per procacciarsi del cibo.

Ecco quindi il primo atto in cui dovrà togliere una vita, in questo caso ad un cervo, sfruttando come arma un arco recuperato da un corpo ormai senza vita da tempo, appeso a testa in giù ad una pianta.
La scena è particolarmente toccante in quanto il giocatore inizierà veramente a prendere confidenza con la nuova Lara, una ragazza di poco più di vent'anni, appena uscita dall'Università, incappata in un'avventura molto più grande di lei che la obbligherà a crescere troppo in fretta.
La prima freccia che si conficcherà nel corpo del cervo lo farà crollare al suolo, ansimante, mentre Lara si avvicinerà con un'espressione quasi reverenziale, chiedendo scusa per il gesto, sottolineando quindi lo stato d'animo combattuto che, però, la obbliga a comportarsi in quel modo perché è necessario "uccidere per non morire" o, come vedremo, addirittura "uccidere per non essere uccisi".
L'animale esalerà l'ultimo respiro e Lara, non senza una lacrima e mano poco ferma, nel squarterà le carni con la punta di una freccia, portandone con sé dei brandelli in modo da poterli cucinare, rimettendosi in forze mangiandoli al riparo dalle intemperie su un costone di roccia.

La perdita dell’innocenza

Con i lupi sarà più semplice, in quanto la minaccia imminente di venire sbranati, senza peraltro riuscire a muoversi a causa di una tagliola stretta attorno alla caviglia della protagonista, farà lottare fino all'ultimo, annegando gli eventuali sensi di colpa nell'adrenalina e nella volontà di sopravvivere ad ogni costo.
La vera difficoltà emergerà con il predatore più pericoloso di tutti: l'uomo.
Lara riuscirà a riunirsi a parte del suo gruppo, composto da naufraghi sopravvissuti all'impatto della scialuppa di salvataggio sulla costa rocciosa dell'isola. Sfortunatamente la maggior parte verranno catturati e lei si ritroverà coinvolta in un tentativo di rivolta di massa, che spingerà i misteriosi carnefici ad iniziare a giustiziare tutti quelli che tenteranno la fuga.

"Lara si ritroverà catapultata su un'isola dell'estremo oriente, in seguito ad un naufragio che le cambierà letteralmente la vita, trasformandola da una studentessa universitaria ad un'agguerrita cacciatrice di tesori"

È il momento più concitato di tutta la demo: Lara verrà malmenata dal loro capo, atterrata con l'ordine di non muoversi, mentre lui organizza i suoi uomini per non lasciar scappare nessuno, almeno da vivo.
Ripreso il controllo si potrà muovere una Lara impaurita ma lucida, che sfrutterà l'oscurità sopraggiunta a proprio vantaggio, evitando la luce delle torce utilizzando ogni elemento possibile, da una grande roccia allo steccato di una capanna costruita poco distante.
Sfortunatamente verrà scoperta nuovamente dal capo, che la vedrà non solo come una prigioniera ma anche come una giovane e attraente donna, avvicinandosi in un modo ancor più minaccioso di prima: lo sdegno le darà la forza di reagire, malgrado le mani legate dietro alla schiena, con una sonora ginocchiata e, al secondo tentativo di lui, mordendolo con violenza ad un orecchio e facendolo indietreggiare.
La parte restante della scena è una sequenza che rimane impressa, lasciando sbigottito il giocatore: la colluttazione seguente farà cadere l'arma da fuoco, sulla quale Lara si lancerà in anticipo rispetto al suo avversario. Lui le si avventerà contro, tentando di atterrarla strappandole la pistola di mano, ma, in una serie di azioni rapidissime, si ritroverà con la canna puntata al volto, fino al colpo che si rivelerà fatale.
Lara verrà investita dal sangue mentre il suo avversario, con il volto orribilmente sfigurato, cadrà a terra ansimante, in preda agli ultimi, dolorosissimi respiri, che verranno troncati dall'improvviso cedimento del cuore.
In quell'attimo le emozioni di Lara saranno finalmente libere dalle costrizioni dell'adrenalina e si renderà conto di aver ucciso un uomo: un atto che porta con sé la perdita dell'innocenza e che ridarà valore alla morte, non solo come effetto delle proprie azioni ma come elemento narrativo, trasformandola da un insieme di poligoni grezzi datato 1996 ad un personaggio ricco, profondo, che gli appassionati potranno riscoprire e tornare ad amare.

Un nuovo action adventure

Dal punto di vista del gameplay la prova della demo suona come una conferma: da quando la serie è arrivata nelle sapienti mani di Crystal Dynamics si è notato un progressivo ringiovanimento delle meccaniche di gioco, iniziato con Legend, continuato con Anniversary, riconfermato con Underworld e ora in procinto di sbocciare nuovamente nel nuovo capitolo.
Tomb Raider si mostra come un titolo di grandissima caratura da tutti i punti di vista: la recitazione e il motion capture non hanno nulla da invidiare agli altri campioni del genere, come Uncharted, la serie che più di ogni altra si è ispirata alle avventure di Lara e che ora ha in parte l'arroganza di guardarla dall'alto in basso, dopo una serie di uscite di crescente successo, coronate dal terzo episodio pubblicato l'anno scorso e dallo sbarco in pompa magna su Playstation Vita.
Dal punto di vista del motore grafico, inoltre, sono stati fatti dei fondamentali passi avanti: tecnicamente si può assistere a vedute ricchissime di dettagli, vicini e lontani, come la costa dell'isola completamente invasa da relitti di navi, ora finalmente visibile in totale libertà, mentre ci si muove su uno stretto sentiero a strapiombo, cercando con urgenza un modo di proseguire verso l'entroterra verso un riparo.
Oltretutto il motore grafico si trova a suo agio sia in ambienti larghi, come la foresta in cui si caccia per la prima volta, in grado di richiamare con prepotenza alla mente la giungla di Snake Eater, sia in quelli più ristretti, nei quali la telecamera si avvicina a Lara seguendola con un inquadratura quasi da third person shooter, che semplifica la vita anche nelle sezioni action, immergendo il giocatore nell'azione.
Stupisce anche tutto il comparto relativo all'effettistica, che riesce sin da subito a trasmettere l'idea di un ambiente ostile, nel quale si è costretti a sporcarsi le mani se si vuole sopravvivere, con la pioggia, il fango e il vento che non daranno tregua.

Un po' meno convincenti i controlli, leggermente meno reattivi rispetto a quanto ci si aspettava, e gli enigmi, finora praticamente risibili per difficoltà e profondità nel design; non c'è comunque da preoccuparsi: la demo mostrata è chiaramente sbilanciata verso l'azione e ha l'obiettivo di sottolineare il dualismo tra i momenti di riflessione, assolutamente toccanti e in grado di colpire nel segno, e quelli ad alto tasso d'adrenalina, per far capire che Tomb Raider è cambiato, si è adeguato agli standard narrativi degli ultimi anni, non dimenticando assolutamente le sue radici e proponendosi come il reboot che tutti aspettavano, spiazzando il giocatore ma, nel contempo, facendolo nuovamente sentire a casa.

Tomb Raider L’impossibilità di provare il nuovo Tomb Raider all’E3 aveva indispettito molti dei giornalisti presenti. I vertici di Square Enix sono quindi corsi ai ripari e, una volta ottenuta una build esente da difetti, hanno organizzato un evento che ha finalmente dato l’opportunità di provare il gioco con mano, senza doversi basare su video o esperienze di seconda mano. Tomb Raider convince sin dai primi minuti, grazie ad un’ambientazione affascinante e a un’impatto narrativo irresistibile che mette al centro della scena una Lara nuova, simile a quella che tutti conosciamo ma con diversi piani di lettura, che permetteranno di vivere un’avventura diversa rispetto al passato, facendo scoprire un lato inedito di una delle icone più amate del mondo dei videogiochi e della cultura pop. Il rinvio della data di lancio a Marzo 2013, quindi, non deve suonare come minaccioso, ma anzi confermare l’impegno e la dedizione di Crystal Dynamics e Square Enix nel voler riportare al vertice un franchise che merita l’apprezzamento di milioni di appassionati.

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