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Giochiamo con l'irriverente avventura di Ubisoft!

Hands on Total War: Rome II

SEGA e Creative Assembly ci riportano nuovamente nell'antica Roma, tra epici scontri e battaglie memorabili.

hands on Total War: Rome II
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Non v'è dubbio che tra le migliori esclusive PC la serie Total War occupi un posto davvero speciale nel cuore degli appassionati, avendo inanellato consensi unanimi di critica e pubblico sin dal "lontano" 2004, ovvero da quando fu lanciato lo straordinario Rome: Total War, il terzo dopo Shogun e Medieval. Lo strategico in tempo reale della britannica Creative Assembly impose nuovi standard per l'epoca e ancora oggi, dopo numerosi e brillanti seguiti ambientati in altrettante epoche storiche, resta probabilmente il titolo più amato dai fan della saga. L'irresistibile fascino dell'epoca romana, del resto, è oggettivamente un notevole valore aggiunto e quando SEGA - publisher della serie - annunciò un nuovo capitolo ambientato nel medesimo contesto storico, l'attesa è divenuta insostenibile per molti. Da allora, Total War: Rome 2 è stato presentato a più riprese attraverso ricchi comunicati stampa ed apparizioni a conference varie, e ciò nonostante, per un titolo di questa portata i produttori hanno ben pensato di organizzare un sontuoso evento ad hoc per la stampa internazionale, tenutosi lo scorso 11 luglio proprio nel cuore della Roma Antica ricostruita a Cinecittà. Questo è il racconto della memorabile giornata trascorsa in compagnia dello staff di Creative Assembly ed un approfondito hands-on dell'attesissimo, nuovo capitolo di Total War.

CAPUT MUNDI

Non capita tutti i giorni di ritrovarsi catapultati un paio di millenni addietro, tuttavia SEGA ha messo in campo tutte le sue forze produttive affinché l'incredibile atmosfera romana permeasse ogni aspetto della presentazione del gioco, dalla vastissima e scrupolosa location scelta per l'evento (il set della serie Rome di HBO) sino ai sontuosi banchetti offerti ai fortunati presenti. Ci siamo così trovati immersi in uno scenario surreale, tra mercatini con figuranti che mostravano prodotti tipici dell'epoca, come indumenti, vasellame e cibarie di vario tipo, e la ricostruzione minuziosa di strade, piazze ed edifici curati dai mastri artigiani di Cinecittà; opere grandiose che un tempo fecero da sfondo a storici colossal cinematografici. Ma Total War: Rome 2 è fondamentalmente un titolo bellico e non potevano dunque mancare all'appello i classici legionari e centurioni romani, che hanno "scortato" i giornalisti durante tutto il percorso guidato - intonando ordini in latino - sino alla piazza principale, dove hanno dato vita ad un simpatico spettacolo mostrando marce militari, tattiche di guerra come la famosissima testuggine romana ed una improvvisata "carica" finale verso i divertiti giornalisti. Dopo aver assistito allo spettacolo e consumato il pasto luculliano offerto da SEGA abbiamo assistito ad una breve presentazione del gioco, dove sono state elencate da un membro dello staff alcune caratteristiche già sviscerate in precedenza. Successivamente abbiamo potuto testare con mano il titolo su una delle numerosissime postazioni messe a disposizione ed intervistare un paio dei ragazzi di Creative Assembly, ovvero il Lead Game Designer James Russel ed il Lead Battle Artist Pawel Wojs. Cliccando questo link potete leggere il resoconto della nostra chiacchierata. La giornata è proseguita con ulteriori test di Total War: Rome 2 ed un banchetto romano che ha concluso l'epico evento. Nei giorni successivi alla presentazione è inoltre giunto in redazione un codice preview Steam analogo a quello presente all'evento, con il quale abbiamo approfondito le dinamiche del gioco grazie alla possibilità di testare abbondantemente il prologo della campagna, fulcro dell'esperienza di ogni Total War.

VENI, VIDI, VICI.

Nonostante la serie sia stata sensibilmente ampliata ed approfondita capitolo dopo capitolo, le collaudatissime meccaniche fondamentali sono rimaste le medesime degli ultimi 10 anni e mantenute anche in Total War: Rome 2, sebbene la più grande novità, ovvero l'influenza del terreno nelle battaglie, regali un dinamismo tattico del tutto nuovo agli scontri. Il codice preview da noi testato garantiva l'accesso all'affascinante prologo della campagna, un corposo tutorial che permette di apprendere i variegati aspetti bellico-gestionali del gioco, fare una prima conoscenza della rinnovata mappa tattica e soprattutto del carismatico generale Gaius Fulvius Silanus, doppiato dall'attore Mark Strong nelle versioni anglosassoni del titolo. Siamo nel 316 a.C. ed il protagonista è un tribunus militum a difesa di un importante deposito di grano a Terracina, quando i Sanniti (o Sabelli), popolo dell'Italia centrale dell'epoca, attaccano un convoglio che trasporta i senatori Laenas e Rutilus e fanno rotta verso la cittadina di Capua.

"Il codice preview da noi testato garantiva l'accesso all'affascinante prologo della campagna, un corposo tutorial che permette di apprendere i variegati aspetti bellico-gestionali del gioco."

A seguito dell'imperdonabile affronto siamo così inviati da Roma nella cittadina campana per rompere l'assedio - la prima parte del prologo si chiama infatti "The Siege of Capua" - e salvare i nostri importanti alleati. Arrivando da un fianco abbiamo la possibilità di prendere di sorpresa i nemici, ma i nostri numeri, congiunti a quelli dei soldati già presenti in loco, non sono sufficienti per contenere agevolmente l'orda avversaria. Soltanto grazie all'intervento di alcuni alleati - i Lucani - ed al nostro acume tattico riusciamo a riprendere Capua e verificare la situazione dei dispersi, che si fa presto drammatica. Laenas è infatti rimasto ucciso mentre Rutilus è stato condotto nella capitale sannita. Fiero del nostro intervento, il Senato di Roma ci promuove sul campo e viene così dato il via ad una mini campagna suddivisa in altre due parti, ovvero "The Defence of Campania" e "The Invasion of Samnium" dove sarà possibile conquistare alcune città, far crescere - con tutti i limiti di un codice preview - le nostre truppe ed i nostri insediamenti, oltre che scoprire le sorti dello sventurato senatore, muovendo guerra ai Sanniti direttamente nel loro territorio.

L'ARTE DELLA GUERRA

Sin dai primi passi mossi nell'incantevole paesaggio agreste che si staglia attorno Capua, è evidente quanto la conformazione territoriale e la ricchezza dei dettagli naturalistici ed urbanistici influenzino le tattiche da adottare per sopraffare il nemico. Le dinamiche di base, come già detto, sono sempre le stesse, fatte di imboscate, accerchiamenti ed utilizzo intelligente delle varie unità (ve ne saranno oltre 700 differenti nel gioco finale, rispetto alle 102 del primo Rome), ma la nuova intelligenza artificiale e lo sfruttamento del territorio a proprio vantaggio rendono ogni manovra ed ogni singolo scontro ancor più affascinanti che in passato. Se a questo si aggiungono la credibile influenza del meteo, il numero pantagruelico di skills e variabili da cui poter attingere, la meravigliosa variabilità dell'immensa mappa di gioco e soprattutto la possibilità di far sbarcare le truppe via mare direttamente sul campo di battaglia, senza divisioni o turni da aspettare, appare cristallina la mastodontica mole di lavoro dietro Total War: Rome 2; la summa di tutte le esperienze coltivate dagli sviluppatori in questi ultimi 10 anni di successi. Dal punto di vista squisitamente militare ricordiamo inoltre l'introduzione delle cosiddette "traditions", una sorta di eredità bellica che le unità sconfitte in battaglia potranno lasciare alle nuove reclute, mantenendo inalterati attributi e skills che altrimenti - come avveniva in passato - andrebbero perduti per sempre. Naturalmente ci troviamo innanzi ad uno dei più profondi titoli strategici in tempo reale e ciò comporta una certa complessità dovuta al numero di parametri e variabili in gioco, tuttavia il prologo che abbiamo provato per diverse ore fornisce tutti i suggerimenti - anche di carattere enciclopedico - che un neofita potrebbe desiderare per avvicinarsi al genere. La rinnovata mappa strategica, ora ruotabile a 360°, si estende da occidente ad oriente comprendendo un numero impressionante di regioni, province ed ovviamente fazioni, ciascuna con la propria cultura, le proprie alleanze ed il proprio esercito con specifiche unità.

"Ci troviamo innanzi ad uno dei più profondi titoli strategici in tempo reale e ciò comporta una certa complessità dovuta al numero di parametri e variabili in gioco."

Nel prodotto finale saranno presenti oltre 117 fazioni e circa una dozzina di queste, attualmente, sono state annunciate come giocabili: tra esse citiamo ovviamente Roma, gli Egizi, gli Averni, i Suebi, gli Iceni, Cartagine, il Regno di Macedonia, i Parti, il Regno del Ponto (primo DLC gratuito), Sparta, il Regno di Epiro ed Atene, con queste ultime tre giocabili sin da subito per chi ha preordinato il gioco o reperibili con un secondo DLC. Come in passato sarà ovviamente possibile stringere accordi diplomatici, effettuare scambi commerciali di vario genere, spiare e aggredire gli altri popoli, ma il rinnovato sistema gestionale permette un numero ancor più grande di opportunità per raggiungere i propri più o meno nobili scopi. Ad esempio è possibile far uccidere un senatore che a Roma non guarda di buon occhio il nostro operato o che semplicemente ostacola in qualche modo la nostra ascesa al potere. Si tratta di features che andranno analizzate nel prodotto finito ma che, ne siamo certi, saranno raffinate com'è consuetudine per la serie. Dal punto di vista gestionale, seppur limitatamente nel codice preview, come da tradizione è possibile far accrescere gli insediamenti con strutture civili e militari sempre migliori, amministrare le tasse e far in modo che i nostri cittadini siano felici ed abbiano servizi efficienti. La scontentezza popolare può infatti sfociare in una ribellione e nella seconda parte del prologo abbiamo dovuto sedarne una a Velitrae (l'odierna cittadina di Velletri) a causa dei tributi troppo elevati e per la scarsa presenza militare nell'area, una situazione che tutti i giocatori della serie Total War conoscono perfettamente. Anche in questo caso si tratta di aspetti che andranno approfonditi con la versione finale del gioco.

L'ITALICA BELLEZZA

Dal punto di vista squisitamente tecnico ci troviamo innanzi ad un lavoro semplicemente maestoso, con un count poligonale pazzesco ed un livello di dettaglio sbalorditivo per un titolo appartenente a questo genere. Il passo in avanti rispetto al già eccezionale Shogun 2 è netto e ciò è dovuto al nuovissimo motore grafico, estremamente scalabile e modulato per valorizzare al massimo i particolari del paesaggio. Le mappe accolgono sino a decine di migliaia di soldati che si danno battaglia contemporaneamente, anch'essi scrupolosamente dettagliati e con un numero incredibilmente elevato di animazioni, sempre credibili e funzionali. Vedere gli uomini combattere, scappare, reagire in maniera coerente alle sorti dei propri compagni d'arma è pura gioia per gli occhi, uno spettacolo di rara bellezza che stordisce - anche per gli encomiabili effetti sonori - quando con lo zoom si entra nel vivo di un singolo scontro. L'atmosfera è così ben riprodotta che la sola marcia di un gruppo di legionari, magari ripresa da un angolo cinematografico, è da pelle d'oca. Moltiplicate il tutto per cento e avrete un'idea della maestosità del lavoro svolto da Creative Assembly. Nel prologo abbiamo potuto ammirare solo una piccola porzione della mastodontica mappa di gioco, ma il risultato raggiunto in questa vecchia build è comunque strepitoso.

"Nel prologo abbiamo potuto ammirare solo una piccola porzione della mastodontica mappa di gioco, ma il risultato raggiunto in questa vecchia build è comunque strepitoso."

Basti pensare alla resa del paesaggio agreste attorno Capua, un tipico scorcio dell'Italia centrale con alberi d'ulivo e coltivazioni baciato da un delizioso HDR. Con la nostra configurazione di prova (i5 3570k con Gainward 680 GTX Phantom e 8 Giga di Ram) abbiamo potuto settare tranquillamente tutti i dettagli al massimo in 1080p ad eccezione della "vegetation alpha", una feature che necessita di essere ancora rettificata. L'elenco delle voci impostabili è lunghissimo e comprende HDR, ombre, particelle, qualità del terreno, del cielo e dell'acqua, la tipologia di DirectX da utilizzare, i dettagli delle unità, dell'erba, del terreno, il depth of field, l'antialiasing e via discorrendo. Tutta una serie di parametri che, se settati a dovere, rendono il prodotto giocabile anche su configurazioni non all'ultimo grido. Naturalmente l'assenza di driver specifici e tutta una serie di piccoli dettagli da ottimizzare e raffinare minano in parte la fluidità dell'azione quando particolarmente caotica, tuttavia Creative Assembly sta lavorando alacremente affinché il 3 settembre si possa godere del miglior Total War di sempre. Anche il comparto audio è caratterizzato da un elevatissimo livello qualitativo e con un impianto surround si viene letteralmente catapultati nel cuore della battaglia, grazie ad effetti sonori incisivi, galvanizzanti e sempre convincenti. Ottima anche la colonna sonora, che dovrà tuttavia confrontarsi con quella semplicemente meravigliosa del primo Rome: Total War. Un giudizio definitivo in tal senso ed anche sul doppiaggio, che sarà sicuramente localizzato nel nostro idioma, lo potremo esprimere solo su una versione definitiva del gioco.


Total War: Rome II Se il codice preview di una vecchia build, con tutte le mancanze del caso, è riuscito letteralmente a conquistarci sotto ogni punto di vista, non v'è dubbio che la strada per il miglior Total War di sempre sia praticamente spianata. Solo un evento apocalittico potrebbe infatti spingere Creative Assembly a mancare il bersaglio. Il comparto tecnico fuori parametro, la profondità e la ricchezza del gameplay, i contenuti vastissimi in grado di garantire centinaia e centinaia di ore di gioco, le ambientazioni e la cura per il dettaglio semplicemente favolosi sono, infatti, solo alcuni dei prelibati ingredienti che caratterizzano l'ultima fatica degli sviluppatori inglesi, valori che la proietteranno nell'Olimpo videoludico e tra le migliori produzioni di sempre. Restano solo da approfondire alcune sfumature del nuovo setting politico-gestionale, verificare il comparto multiplayer ed il livello di ottimizzazione rispetto alla build da noi testata, ma non abbiamo alcun dubbio di trovarci innanzi al titolo per cui valga assolutamente la pena possedere un PC da gioco. Restate sintonizzati per la nostra disamina finale.

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