Hands on Toukiden

Provata con mano la demo giapponese dell'action game sviluppato da Omega Force

hands on Toukiden
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PSVita
  • Psp
Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Soul Sacrifice ha mostrato la via. Se Sony vuole avere successo con Playstation Vita deve coinvolgere le terze parti e lavorare a stretto contatto con loro, fornendogli l'adeguato know-how tecnologico e suggerimenti in termini di design. Diversi sviluppatori del Sol Levante hanno seguito tale strategia e nel corso dei prossimi mesi la console portatile riceverà diversi titoli di un certo interesse, anche se non sappiamo quanto appetibili per il giocatore occidentale; tra questi vi è Omega Force, software house celebre per Dinasty Warriors, la quale sta sviluppando un action game non convenzionale di nome Toukiden.
Hisashi Koinuma, il producer di One Piece: Pirate Warriors e Fist of the North Star: Ken's Rage 2, sta seguendo personalmente lo sviluppo del titolo: quando lo avevamo incontrato a Dicembre in occasione della presentazione di Ken's Rage 2 non poté dirci moltissimo a proposito di Toukiden, ma ci invitò a pazientare perchè a breve ne avremmo saputo di più!
Da qualche giorno possiamo saggiare una manciata di missioni del gioco grazie alla demo disponibile sul Playstation Store nipponico, in attesa della data di uscita giapponese prevista per il 27 Giugno. Chi aspetta l'eventuale data europea sarà curioso di sapere che tipo di gameplay possiede Toukiden, quali ambizioni accompagnano il videogioco e sopratutto se sfrutta fino in fondo le peculiarità della console. Nel corso del qui presente articolo cercheremo di dare una prima risposta a questi interrogativi!

Toukiden non è Monster Hunter!

Negli ultimi mille anni di demoni se ne son visti pochi. Merito dei Mononofu, guerrieri scelti incaricati di proteggere i villaggi e i contadini. Come spesso accade l'equilibrio si incrina improvvisamente, cielo e terra cozzano tra di loro e un invasione di mostriciattoli si riversa nelle campagne e nelle città; mentre le ferocia demoniaca mette a ferro e fuoco il regno, i Mononofu esitano e rifiutano lo scontro frontale. Una mossa sciocca, della quale si sono accorti con capitale ritardo: per sette giorni e sette notti hanno cercato di sterminare la minaccia, ma la sua forza è apparsa soverchiante e l'esito della guerra infausto.
Per otto anni quel giorno è stato ricordato con il disonorevole nome di Oomagadoki, finchè una nuova speranza non è apparsa all'orizzonte. Stiamo ovviamente parlando dell'avatar del giocatore, l'unico dotato del potenziale per ricacciare i demoni da dove sono venuti.
Le premesse narrative di Toukiden definiscono un mondo di gioco molto giapponese, per una volta non ispirato ad eventi storici come la serie Dinasty Warriors, bensì al fantasy cupo degli Orochi Warriors. Da quanto saggiato nella demo la componente narrativa non è affatto spessa e non fa capolino affatto tra le missioni da noi testate con mano. Lo stile di gioco ricorda di gran lunga le missioni singole e slegate tra loro dei Monster Hunter, una delle tante somiglianze tra Toukiden e la serie Capcom.

Omega Force ha dedicato una cura maggiore ai personaggi che affiancheranno il giocatore durante le scorribande. Per questo ha scomodato l'illustratore Hidari, già character designer di Atelier Ayesha: The Alchemist of Dusk, nonchè degli anime Fractale e Natsuiro Kiseki; dalla sua matita sono spuntati la spadaccina Ouka, l'arciera Nagi, il pugile Fugaku, l'agile Hatsuho e tutti gli altri membri dei Mononofu che supporteranno il giocatore.
Diversamente dai Monster Hunter, dove al massimo nel single player si era accompagnati da un Felyne, in Toukiden nella maggior parte delle missioni sarà sempre possibile avere da una a tre spalle. Dai questionari distribuiti ai giocatori dagli occhi a mandorla, Koinuma si è accorto che molti affrontavano i raid mutliplayer da soli e quindi ha deciso di venire incontro a questa tipologia di giocatori. In effetti alla prova con mano Toukiden mostra una difficoltà abbordabile anche se non si è in compagnia, merito di un IA discretamente intelligente.

Cacciatori di demoni

La demo disponibile sul Playstation Store nipponico consente di saggiare quattro missioni, un assortimento delle diverse tipologie di gameplay che il gioco ha da offrire. Prima di ogni missione si potrà scegliere tramite menù piuttosto intuitivi l'arma da impugnare, i partner gestiti dall'IA e lo spirito di supporto.
Dei partner abbiamo già parlato, ma dell'arsenale non ancora. La versione di prova offriva solamente quattro tipologie di armi con cui sbizzarrirsi ad affettare i demoni, ma sicuramente nel gioco finale ce ne saranno molte di più. La Tachi o Katana è una spada a due mani piuttosto flessibile: il giocatore può concatenare due-tre combo consecutive data la maneggevolezza della lama. Per un approccio più fisico e potente vi sono gli Ironore, pugni metallici dai colpi devastanti, ma dal lungo tempo di ricarica durante il quale il giocatore è esposto agli attacchi nemici. Chi non è tipo da mischia può affidarsi all'Arco lungo tipico giapponese: in questo caso il gameplay cambia completamente e i diversi tasti d'attacco non offriranno più diverse animazioni d'attacco, bensì mirini più o meno precisi capaci di inquadrare aree d'ampiezza diversa. Infine vi è la Kusarigama, una catena di un paio di metri che ad una estremità presenta una falce e all'altra un martellone; si tratta di un'arma non immediata da padroneggiare, eppure applaudiamo il suo inserimento come la volontà di smarcarsi dai soliti cliché di Monster Hunter...
Gli Spiriti (Mitaya) integrano le armi del giocatore con magie di ogni tipo. Sono anime intrappolate nei corpi dei demoni e attendono l'intervento dei Mononofu per riconquistare la libertà. In cambio offriranno i propri servigi al giocatore. E' possibile evocarli tenendo premuto il dorsale R solo in un luogo sicuro della mappa, poichè richiedono una manciata di secondi durante i quali non si può né scappare né attaccare: a questo punto premendo uno dei quattro tasti frontali possiamo curare la nostra energia, ripristinare la stamina, potenziare momentaneamente l'arma

"Le premesse narrative di Toukiden definiscono un mondo di gioco molto giapponese, mentre lo stile di gioco ricorda di gran lunga le missioni singole e slegate tra loro dei Monster Hunter. Tuttavia il ritmo e la velocità dell'azione sono superiori tanto al campione d'incassi Capcom quanto al suo clone di successo su Playstation Vita, Soul Sacrifice"

ad esempio con colpi velenosi e quant'altro. Ciascuna magia ha un tempo di ricarica predefinito e un numero limitato di volte in cui la si può evocare.
Le anime appartengono tutte al folklore nipponico e cercano di aderire alla leggenda nell'assegnazione delle statistiche: ad esempio il generale Minamoto no Yorimitsu predilige gli incantesimi di attacco, il diplomatico Hijikata Toshizo contrario alla modernizzazione del Giappone ha uno spirito difensivo, Nōhime moglie di un potente daymio è spesso ricordata come un'insospettabile spia e per questo lo stealth le calza a pennello, infine Sei Shonagon fu un'importante scrittrice e a lei si addicono sopratutto incantesimi curativi. Le anime sono decisamente utili e aggiungono un pizzico di strategia in più, sebbene gli effetti delle singole magie non sono immediatamente chiari sullo schermo.
La struttura di gioco non è né caciarone come un Dinasty Warrior né tecnico come un action a la Bayonetta, ma segue la scia dei molti cloni di Monster Hunter. Le ambientazioni sono sviluppate in aree singole interconnesse tra loro, le carcasse dei demoni uccisi forniscono elementi per potenziare armi e armature, il gameplay è fortemente votato alla cooperazione onde avere la meglio sui giganteschi boss.
Fortunatamente il ritmo e la velocità dell'azione sono superiori tanto al campione d'incassi Capcom quanto al suo clone di successo su Playstation Vita, Soul Sacrifice. Nello specifico attraverso il tasto frontale X il giocatore può in qualunque momento schivare gli attacchi degli avversari o aggirare in men che non si dica un branco di demoni, mentre tenendolo premuto il personaggio riporrà la propria arma nel fodero e scatterà in avanti.
Il concetto di sopravvivenza tanto celebrato dai cacciatori Capcom qui viene in parte meno: al costo di un pizzico di stamina si può strofinare sul touch screen ed attivare la Visuale oscura, la quale evidenzia le parti più sensibili del corpo nemico colorandole in maniera differente a seconda dei danni subiti. In questo modo il party di amici può concentrarsi sulle parti anatomiche più danneggiate e sfiancare sino alla morte il demone.
Gli scontri con i boss (nella demo è presente un ragno a sei zampe) sono il fiore all'occhiello di Toukiden, anche perchè macellare 10, 50, 100 mostriciattoli tutti uguali estrapolati dalla mitologia giapponese offre ben poche sfide sotto il profilo strategico o di approccio al combattimento. Nella versione finale ci aspettiamo decisamente più varietà e un bestiario un po' più accattivante.

Sony e Omega Force hanno deciso di pubblicare Toukiden -almeno in Giappone- sia su Playstation Vita che su PSP. Le due versioni saranno identiche sotto il profilo dei contenuti e saranno rilasciate in contemporanea; sarà inoltre possibile metterle in comunicazione (non sappiamo se per scambiare oggetti o anche per co-op multiplayer) via infrarossi.
Lo sviluppo multipiattaforma ha come unico neo l'impossibilità di sfruttare a dovere l'hardware di Playstation Vita. L'imbarazzante field of view, gli elementi sfocati e bidimensionali sullo sfondo, lo scarso campionario cromatico e la ripetizione delle texture si notano tutti sul luminoso 5", specie se si opera un confronto diretto con il maestoso Soul Sacrifice. Fortunatamente il team guidato da Koinuma si è soffermato un minimo sulla definizione dell'immagine, ripulendo alcuni elementi della versione Playstation Vita: il design degli eroi su schermo ad esempio è molto più dettagliato, onorando così le scelte stilistiche abbastanza coraggiose di Hidari.
Il sonoro ci è apparso povero e senza personalità. Per un videogioco così pregno di cultura e storia feaudale nipponica ci aspettavamo l'uso degli strumenti tradizionali (dominanti in Sumioni), ma non è stato così. Le tracce così appaiono banali e non accompagnano degnamente l'azione sullo schermo.

Toukiden Visto il coinvolgimento di Sony e del Japan Studio ci aspettavamo qualcosina in più da Toukiden. E' evidente che non tutte le esclusive di Playstation Vita sono destinate ad avere la qualità di Soul Sacrifice... Omega Force ha scelto di accostare la mitologia nipponica (la trama parla di un'invasione demoniaca e di un esercito di guerrieri impegnati a contrastarli) con un gameplay a la Monster Hunter: il risultato non è superbo, ma ha senz'altro elementi che lo fanno svettare sopra altri cloni della serie Capcom decisamente più squallidi. La difficoltà aggiustata per il gioco in singolo, l'arsenale dotato di alcune armi fuori dal comune, il pizzico di strategia dato dagli Spiriti e i piccoli accorgimenti di gameplay capaci di rendere i combattimenti meno frustranti sono i punti di forza di Toukiden; di contro il non entusiasmante comparto grafico, la poca varietà del bestiario, il gameplay in parte ripetitivo e il sonoro decisamente fiacco riconducono la produzione verso la mediocrità cui Omega Force ci ha abituato. Solo a Giugno quando uscirà la versione completa in Giappone scopriremo se prevarranno gli aspetti negativi o quelli positivi. Noi in fondo ci speriamo ancora...