Hands on Transformers: La Caduta di Cybertron

Provata la demo del nuovo titolo dei robot più famosi del mondo

hands on Transformers: La Caduta di Cybertron
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Wii
  • Ps3
  • Pc
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

Trilogia filmica e trilogia videoludica

Dopo la fortuna incontrata nei magici Anni ’80, i Transformers sono tornati in grande spolvero con i famosi e acclamati film diretti da Michael Bay. La trilogia, zeppa di effetti speciali e incredibili esplosioni, sebbene non verrà certamente ricordata per la complessa e coinvolgente sceneggiatura, ha avuto il merito di proporre all’audience spettacolari scene d’azione condotte da giganteschi ammassi di ferro senzienti.
Poco a sorpresa, al ritorno in campo cinematografico ha fatto eco quello nel mondo videoludico. Dopo un ottimo War For Cybertron e un più altalenante Dark Of The Moon, High Moon Studios, sempre prodotta da Activision, è intenzionata a chiudere la sua personalissima trilogia dedicata ai Transformers con questo interessante La Caduta Di Cybertron. Come il titolo lascia intendere, il setting dell’intera avventura è situato sul pianeta natale di Autobot e Decepticons, prima che spostassero la loro guerra interplanetaria sul nostro splendido pianeta.
A distanza di mesi dal nostro ultimo incontro con il gioco, abbiamo avuto modo di testare la demo rilasciata proprio ieri su Xbox Live. Pur sapendo di non trovarci di fronte a un capolavoro, siamo rimasti piacevolmente sorpresi da quanto visto.

Autobot lineari, Decepticons volanti

La demo era divisa in tre parti: due dedicate al single player, mentre l’ultima si interessava di offrire un piccolo assaggio del multiplayer.
Il primo livello proposto si intitolava Esodo e ci ha messo nei panni di Bumblebee mentre, insieme ai suoi compagni Autobot, tentava di fuggire da Cybertron, già sconvolto dalla guerra civile, a bordo di un vascello spaziale. Proprio quando il portale spazio-temporale sembrava raggiunto, l’armata di Megatron ha raggiunto i nostri, li ha abbordati e ha danneggiato gravemente l’astronave. Ci siamo così visti costretti a intervenire nell’eliminazione di tutti i Decepticons intenti nell’arrembaggio.
Sin dai primi momenti di battaglia è chiara una cosa: pur essendo debitori alla lezione impartita da Epic con Gears Of War, High Moon Studios ha impostato una propria visione dei moderni sparatutto in terza persona che, pur non riuscendo a convincere completamente, sa indiscutibilmente divertire grazie a un ritmo quasi forsennato e al buon coinvolgimento raggiunto in ogni scontro a fuoco.
Transformers: La Caduta Di Cybertron rinuncia completamente al sistema di coperture. Sebbene alleati e nemici non si faranno problemi a nascondersi e affacciarsi da pareti e altri ripari, voi sarete impossibilitati a fare altrettanto. Se dal punto di vista tattico ciò rappresenta indubbiamente un passo indietro rispetto agli standard contemporanei, High Moon Studios ha barattato questa feature, ormai inflazionata, puntando tutto sull’immediatezza e sul già citato ritmo forsennato. Non si tratta di una guerra di trincea: quello per Cybertron sarà un conflitto giocato perennemente in movimento, con nemici che cadono con la stessa cadenza con cui si presentano sullo schermo. Mentre si combatte a bordo del vascello, devastato da continue esplosioni, si procede tra fiancheggiamenti e rapidissime schermaglie.

"Sin dai primi momenti di battaglia è chiara una cosa: pur essendo debitori alla lezione impartita da Epic con Gears Of War, High Moon Studios ha impostato una propria visione dei moderni sparatutto in terza persona che, pur non riuscendo a convincere completamente, sa indiscutibilmente divertire grazie a un ritmo quasi forsennato e al buon coinvolgimento raggiunto in ogni scontro a fuoco. "

Chi era abituato ai logoranti scambi di colpi con le infermabili Locuste resterà sicuramente spiazzato nel vedere con quanta facilità si abbattono i Decepticons e di come lo stesso level design spinga a cambiare sempre posizione nel tentativo di trovare l’angolo migliore per colpire i nemici. In questo senso torna utile la possibilità di cambiare mano con cui sparare: palliativo comunque efficace alla mancanza del sistema di coperture e che permette quantomeno di sporgersi dai muri con efficacia.
Dopo l’ennesimo scontro a fuoco concluso positivamente, dove abbiamo anche sfoderato dei poderosi e potenti colpi corpo a corpo, ci siamo ritrovati in pieno spazio aperto, sulla superficie esterna della nave. Vista l’immensa distanza da coprire e la necessità di muoversi ancora più rapidamente per eludere gli attacchi nemici, abbiamo trasformato Bumblebee in una sorta di hovercraft munito di mitragliatrici e boost di velocità. Nonostante un controllo non perfetto del mezzo, dovuto a un sistema di controllo non proprio preciso, abbiamo comunque apprezzato questa breve sessione grazie a un discreto senso di velocità e alla solita scarica di adrenalina regalata dall’ennesimo scorcio di battaglia esplosivo al punto giusto.
Ritornati alla forma bipede, siamo entrati in possesso di un’arma secondaria: un cannone lanciarazzi con il quale abbiamo affrontato con ancor più spensieratezza i rimanenti scontri a fuoco prima della fine del livello.

Il secondo stage, intitolato Eliminazione Dall’Alto, ci ha invece posti nei panni di Vortex: un Decepticons.
Inizialmente ci siamo trovati a volare a gran velocità per un percorso lineare, stando ben attenti a evitare i raggi laser degli Autobot e ad eliminare, con missili o colpi di mitragliatrice, i velivoli nemici. Anche in questo caso abbiamo lamentato un lieve imprecisione nel sistema di controllo, ma nulla di così preoccupante o che ci abbia impedito di divertirci mentre blastavamo con grande gioia tutto ciò che si muoveva su schermo.
Messi i piedi a terra, ci siamo trovati di fronte un’ambientazione piuttosto ampia, dove il nostro compito era semplicemente quello di aprire una porta, azionando la più classica delle leve. Naturalmente tra noi e l’obbiettivo c’erano una decina di Autobot armati fino ai denti. Se il livello nei panni di Bumblebee spiccava per la sua linearità, in questo siamo stati liberi di muoverci con estrema e sorprendente libertà. Dove lo scontro viso a viso falliva, abbiamo potuto trasformarci in elicottero per ingaggiare in nemici dall’alto. Al contrario, dove gli spazi si facevano più angusti e le manovre aeree meno efficaci, la forma bipede si dimostrava più efficace. A inspessire il tasso strategico ci ha poi pensato l’arma secondaria in dotazione di Vortex: lo Spezza-Ingranaggi. Si tratta in sostanza di una sorta di lama rotante capace di rimbalzare contro le pareti: caratteristica utilissima per sorprendere i nemici riparati dietro a una parete.
Pur nella sua brevità, Eliminazione Dall’Alto ci ha assolutamente sorpresi in positivo. Varietà e un level design permissivo e ben congeniato, ci hanno regalato una decina di minuti di adrenalina, divertimento e un pizzico di strategia. Se questa sarà la direzione che intraprenderà La Caduta Di Cybertron ha buone possibilità di diventare un ottimo gioco, capace di appassionare i fan del brand e non.

Guerra tra macchine

L’ultima sezione della demo riguardava il multiplayer. Anche da questo punto di vista il titolo promette molto bene, soprattutto per quanto riguarda la personalizzazione dei personaggi. Ogni utente potrà gestire, personalizzare e all’occorrenza controllare, quattro classi di combattenti. L’Infiltratore paga la sua maggior agilità con una barra di salute piuttosto contenuta. La sua trasformazione lo rende un rapido hovercraft e come potere speciale vanta l’invisibilità per un breve lasso di tempo. Le armi che può equipaggiare variano dal fucile a pompa ad armi più precise. Il Distruttore è più lento e ha un arsenale totalmente votato allo scontro alla lunga distanza. Non è però un cecchino: imbraccia solo lanciarazzi o lanciamissili. La sua abilità speciale gli permette di creare uno scudo ed è in grado di trasformarsi in un camion pesante e ben armato. Il Titano, dal canto suo, è il personaggio più ingombrante di tutti e ricopre il ruolo di mitragliere del gruppo. Il suo potere gli consente di esibirsi in un attacco corpo a corpo micidiale, mentre può diventare una sorta di carro armato. Infine lo Scienziato è quello sicuramente meno adatto allo scontro, ma la sua capacità di curare gli alleati e la capacità di trasformarsi in un aereo, lo rendono una scelta indicata per chi cerca un approccio più tattico.
Naturalmente partita dopo partita, avrete modo di sbloccare nuove armi e abilità con cui personalizzare e potenziare ulteriormente il vostro quartetto di Transformers.

La demo metteva a disposizione una mappa e due modalità: Deathmatch a squdre e Conquista, dove per vincere bisognava mantenere il controllo di alcune postazioni.
Per quanto sia prematuro sbilanciarsi eccessivamente in giudizi, indiscutibilmente il multiplayer di Transformers: La Caduta Di Cybertron ha qualcosa da dire. Complici le trasformazioni, utili sia per scappare sia per attaccare con maggior velocità, si respira un feeling discretamente atipico, sconosciuto da altri prodotti simili. L’unica mappa presente era piuttosto ampia per dimensioni e, pur dominata da ampi spazi aperti, non lesinava cunicoli in cui nascondersi e dedicarsi a scontri a corto raggio.
Prima di concludere, una piccola nota sulla grafica. Per quanto non sbalordivo e incapace di non cedere il fianco a un po’ di aliasing, il comparto estetico del titolo è comunque decoroso. Buone le animazioni e dettagliati i modelli poligonali. Lievemente altalenanti le ambientazioni: sebbene l’art design sia generalmente di buon livello, alcune di esse ci sono parte fin troppo vuote e prive di ispirazione.

Transformers: La Caduta di Cybertron Transformers: La Caduta Di Cybertron si preannuncia come un buon titolo, in grado di attirare le attenzioni di fan e non del brand. Sebbene sia chiaro sin da ora che non avremo a che fare con un capolavoro, questa demo ci ha piacevolmente sorpresi e divertiti. Certo il sistema di controllo non è il massimo della precisione e il multiplayer difficilmente proporrà qualcosa di veramente innovativo, ma ciò non scalfisce eccessivamente l’ottimo lavoro che sta svolgendo High Moon Studios. La pubblicazione del gioco è prevista per fine mese, quindi non c’è più tempo per la casa di sviluppo di apportare nuove modifiche alla loro creatura. L’appuntamento è fissato per la recensione che sancirà il nostro giudizio finale sulla produzione di Activision.