Ubidays 2013

Hands on Trials Frontier

Le moto RedLynx in una nuova incarnazione Free-to-Play

hands on Trials Frontier
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Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Parallelamente allo sviluppo del capitolo next-gen Trials Fusion, il team RedLynx ha portato avanti un episodio mobile del suo brand più famoso. Trials Frontier è pronto a debuttare questo autunno su sistemi iOs e Android, intenzionato a doppiare il solido (ma non eccellente) MotoHeroz.
Ai Digital Days di Parigi abbiamo poggiato i polpastrelli su una versione giocabile di Frontier, che si distingue per stile e precisione del gameplay. Ma il modello di business Free-to-Play con microtransazioni, rischia di sgonfiare le gomme alle moto del team?

Controllo totale

Come il nome suggerisce, l'ambientazione di Trials Frontier ricorda da vicino la "frontiera" del selvaggio West. Lo stile molto meno asettico rispetto a quello dei capitoli console e PC avvicina i modelli poligonali e gli sprite dei personaggi al look da Comic moderno, trasportandoci in mezzo a deserti arancioni, cittadine sperdute e splendidi tramonti. Tutta l'avventura di Trials Frontier (con tanto di storyline e sceneggiatura strampalata) si ambienta in un piccolo villaggio che funge da base operativa. Qui possiamo entrare nel saloon per parlare con gli strambi personaggi e ricevere varie missioni, oppure dedicarci alla personalizzazione delle nostre moto nel garage.
Ciò che più conta sono comunque le sensazioni provate una volta scesi in pista, e da questo punto di vista Trials Frontier non delude affatto. I quattro tasti che permettono di controllare la moto sono disposti sul margine basso dello schermo, ma diversamente da altri prodotti i pulsanti virtuali rispondono in maniera precisissima agli input, restituendo una sensazione di controllo totale. Il gameplay non cambia di una virgola rispetto a quello della serie originale: procedendo lungo percorsi bidimensionali (dimenticatevi i giochi di regia e le inquadrature spericolate dell'episodio "maggiore"), bisogna lavorare sulla distribuzione dei carichi e sulle accelerate, così come sull'angolo degli atterraggi. I tracciati allestiti dal team sembrano al momento piuttosto complessi, con saliscendi vertiginosi e salti da paura, ma nella nostra sessione di gioco non ne abbiamo trovati di incredibilmente memorabili. Bisogna segnalare anche un rilevamento delle collisioni un po' più permissivo, che permette di salvarsi in extremis da qualche atterraggio un po' troppo brusco, smussando leggermente il coefficiente di difficoltà.
Non si tratta necessariamente di un male, perchè in Trials Frontier il focus sulle acrobazie aeree è sicuramente più approfondito, e un po' di margine d'errore in più potrebbe far comodo. Per superare le missioni, infatti, non bisogna soltanto tagliare il traguardo, ma anche compiere certe esibizioni aeree, fra back e frontflip. Si deve quindi conoscere bene il tracciato, sapere quando si può accelerare, schizzando oltre i dossi per allungare la fase aerea.
Fin qui le sensazioni sono insomma tutte positive, ed anche la fluidità ed il framerate sono buoni.
L'unico dubbio che nutriamo nei confronti di Trials Frontier riguarda il modello di business. Il titolo sarà un Free-to-Play, ed ovviamente la monetizzazione dipenderà dalle microtransazioni in-game.
Il team promette che tutte le moto ed i potenziamenti per i mezzi (una gradita novità) saranno sbloccabili semplicemente giocando, e che in fondo gli utenti paganti potranno semplicemente arrivare prima ad avere un parco mezzi più interessante. Ci siamo però imbattuti anche in un sistema legato al carburante che non ci è piaciuto per nulla: dopo una serie di gare, la nostra moto resterà a secco. L'unico modo per continuare a correre sarà quello di attendere il tempo per il rifornimento, oppure pagare per velocizzare l'operazione di rabbocco.
Ci sono molti altri titoli che sono stati mal recepiti dal pubblico proprio perchè costringevano a tempi di attesa allucinanti come unica alternativa al pagamento di tasse esose. Ma chissà: magari Trials Frontier permetterà di usare anche i crediti guadagnati in-game. Non possiamo attualmente pronunciarci sul bilanciamento di questa componente, anche se non siamo stati molto felici di trovarci bloccati. Dal momento che il titolo si basa moltissimo sul miglioramento dei propri tempi (magari da usare per sfidare gli amici nel multiplayer asincrono), e quindi sulla ripetizione degli stessi tracciati, un'impostazione del genere potrebbe essere in qualche modo desolante.

Trials Frontier Trials Frontier propone uno stile da West Side Game che ben si adatta al contesto di gioco, valorizzato da un look accattivante. Propone poi la formula classica di Trials, un control scheme impeccabile, una nuova attenzione per le acrobazie e veicoli personalizzabili. Un sogno per gli appassionati di Bike Baron e compagnia? L'unico problema riguarda un sistema di microtransazioni che potrebbe essere un po' invadente. Speriamo quindi che Ubisoft e RedLynx vogliano seguire l'impostazione virtuosa di tanti prodotti recenti e non infrangersi sui blocchi temporali come ha fatto l'ultimo Real Racing.

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