Hands on Trials Frontier

Diamo un'occhiata esclusiva al roboante arcade firmato RedLynx

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Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Al passaggio dall'ambiente console al formato Mobile, persino lo stuntman professionista Joe Danger si è lasciato conquistare dalla formula degli Auto Runner, semplificando di molto le meccaniche di gioco che hanno sempre contraddistinto la saga. Cosa fare, dunque, se la vostra passione videoludica sente il bisogno di un arcade motoristico un po' più complesso, dove dosare il gas e giocare con le sospensioni sia indispensabile per arrivare alla fine del tracciato? La risposta di RedLynx Ltd. è Trials Frontier, capitolo della serie in arrivo su iOS che recupera le meccaniche perfettamente dosate delle edizioni console, ma che al contempo rivendica una sua precisa identità grazie ad un look personale e d'impatto. Trascinandoci in uno West burbero e selvaggio, ovviamente sempre a bordo di una moto da trial, il team finlandese ci conquista senza fatica, esibendo poi lo stesso track design “spericolato” e la struttura di gioco assuefacente che hanno fatto la fortuna dei capitoli Console e PC.

Fra canyon e saloon

I primi minuti passati in compagnia di Trials Frontier servono per introdurre brevemente il sistema di controllo del titolo Ubisoft, in verità semplice e lineare come quello che i fan hanno imparato a conoscere. Ci sono quattro pulsanti virtuali sul margine inferiore dello schermo: due dedicati a freno e acceleratore, e due con cui regolare l'inclinazione della moto, così da posizionarsi paralleli al terreno e gestire i rimbalzi, nel solco di una tradizione che sembra risalire in fondo ai tempi gloriosi di Excitebike.
Le corse di Trials sono ovviamente più veloci e molto più tecniche, ma resta ancora esemplare la facilità con cui si entra in pratica, riscoprendo un sistema di gioco assuefacente e perfettamente adattato al touchscreen.
Gli eventi dell'introduzione ci fanno conoscere anche personaggi e ambientazione: impersonando un “rider” senza nome intento a schizzare fra gallerie e canyon, si finirà per imbattersi nel bellimbusto Butch, che sembra avercela a morte con un piccolo villaggio di frontiera. Inseguendo la sua rapidissima moto cadremo in una trappola ordita ad arte, per venire salvati proprio dalla popolazione del piccolo paesino. Incontreremo così gli strambi protagonisti di Frontier, che ci accoglieranno nella comunità assegnandoci i compiti più disparati.

Nel saloon della cittadina, insomma, faremo anzitutto la conoscenza della spigliata Cybil, che ci metterà in sella alla nostra prima moto (l'Armadillo), e poi poseremo gli occhi su tutti quegli strani ceffi che rendono il mondo di Trials Frontier così ben caratterizzato: mormoni e contadinotti, ragazzini sempre sporchi di fango e vigorose ballerine di can-can, e insomma tutta la marmaglia che ci si aspetterebbe di trovare nelle selvagge terre di confine.
Le prime ore, quindi, scorrono via veloci, grazie alla meraviglia del character design sicuramente brillante, ma anche per una progressione sempre viva, che ci porta a scoprire nuovi tracciati ed a lavorare sulle componenti della moto, potenziandone le caratteristiche.
Bisogna ammettere che quando si incontra per la prima volta il sistema di avanzamento ormai classico per tanti titoli mobile, un po' di rammarico sopraggiunge: anche Trials Frontier si distingue per la presenza di una valuta premium e tempi di attesa che servono per riempire il serbatoio. Ricordiamoci comunque che il titolo è un free to play e, rispetto ad altri racing ben meno stimolanti (ad esempio Angry Birds Go!), ha dalla sua un gameplay impegnativo e stellare. Il successo del titolo dipenderà quindi da quanto le microtransazioni influiranno sulla possibilità di giocare liberamente.

Nel corso delle prime ore tutto fila liscio: i level up si susseguono molto veloci e ci riempiono il serbatoio, e in nessun caso si incontrano battute d'arresto. Anche perchè, fortunatamente, ogni tracciato può essere ricominciato da capo senza consumare benzina, che serve solo per accedere al circuito. Speriamo che il gioco resti così permissivo anche nelle fasi avanzate, perchè come sempre le meccaniche di Trials sono favolose. L'engine fisico fa letteralmente la fortuna di questo titolo, che richiede precisione meticolosa e consapevolezza delle reazioni del proprio mezzo: solo così riusciremo a lavorare sui tempi e rodere preziosi secondi, esibendo poi le nostre prestazioni sulle leaderboard mondiali. Per primeggiare, insomma, bisogna lavorare sulla distribuzione dei carichi e sulle accelerate, così come sull'angolo degli atterraggi, in tracciati caratterizzati da saliscendi vertiginosi e salti da paura. Il team sembra aver lavorato anche sulle collisioni, ripulendo il codice rispetto all'ultima volta che l'avevamo visto, agli Ubisoft Digital Days.

Trials Frontier Trials Frontier è assuefacente come gli episodi usciti su PC e Console, ben adattato al sistema di controllo touch, con uno stile d'impatto ed un motore fisico in grado di sorreggere alla perfezione le meccaniche di gioco. E' facile trovarsi a fare una partita negli intervalli di tempo, e nel corso delle prime ore nessun limite sopraggiunge, anche se l'ombra delle microtransazioni si allunga minacciosa sull'arcade firmato RedLynx. Fra qualche settimana, quando lo avremo letteralmente spolpato, vi racconteremo meglio il sistema di quest e i ritmi della progressione, che sembrano comunque permissivi al punto giusto per non mettere i bastoni fra le ruote della nostra moto. Restate su Everyeye.it per scoprire tutto su Trials Frontier, e preparatevi a sfrecciare sui suoi folli circuiti.