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GCom11

Hands on UFC Undisputed 3

Provato a Colonia il simulatore di combattimento THQ

hands on UFC Undisputed 3
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Da qualche anno i picchiaduro hanno preso piede anche in Europa e, soprattutto, in Italia. Tra i numerosi titoli, tuttavia, le produzioni legate alle arti marziali miste non hanno mai avuto una grande diffusione nel vecchio continente, soprattutto per la mancanza di un supporto di broadcasting dei match, trasmessi -spesso ad orari improponibili- solamente da qualche canale satellitare a pagamento. Grazie alla mole di vendite negli Stati Uniti, tuttavia, il brand UFC è riuscito a crescere costantemente, migliorando continuamente la qualità delle sue incarnazioni. UFC 3, presentato in forma giocabile per la prima volta alla Gamescom 2011, ha confermato questo trend.

Finalmente qualche facilitazione

Dopo anni di gameplay viziato da enormi complicazioni al sistema di controllo, UFC 3 presenta diversi accorgimenti che aiuteranno i giocatori ad addentrarsi senza troppa frustrazione all'interno del complesso battle system, che permette di esprimere in maniera estremamente tecnica ogni aspetto delle discipline marziali praticate dagli atleti rappresentati nel gioco. Dal punto di vista pratico, come avevamo già detto in una nostra precedente anteprima, ai front button rimangono assegnati calci e pugni, con i dorsali a fungere da modificatori per colpi più potenti, caricati al mento nel caso dei pugni e diretti al volto nel caso dei calci. In questa fase gli stick analogici vengono utilizzati per muovere il lottatore (sinistro) e per parare (destro). Entrati nella guardia dell'avversario e giunti nelle sue immediate vicinanze potremo dare inizio a quella che è senza ombra di dubbio la fase più importante della lotta declinata “alla UFC”, il contatto. Proiezioni e sottomissioni, da questo momento in poi, saranno all'ordine del giorno; il controllo, da qui in poi, viene deputato completamente allo stick destro, tramite mezze e complete rotazioni del quale potremo spostarci tra una chiave articolare e l'altra. Messa a segno la chiave verremo sottoposti ad un curioso mini-game nel quale, in una sorta di sentiero esagonale, due strisce del colore dei due giocatori (blu e rosso), si rincorreranno. Mentre il lottatore in difesa cercherà di scappare, quello in attacco dovrà rimanergli più tempo possibile attaccato, in maniera da rendere efficace la sottomissione. Velocità e liunghezza delle barre saranno proporzionali allo stato fisico degli atleti, tenendo soprattutto conto della stanchezza accumulata sino a quell'istante. Si determina in questa maniera anche un aspetto tattico più tangibile che aiuta il videoplayer a giostrarsi nei meandri di una produzione che prende finalmente un minimo di distanza dell'ermetismo che ne aveva caratterizzato i primi anni.
La prova con mano, seppur breve, ha chiaramente dimostrato la bontà di quest'ennesima incarnazione del brand, che ci ha positivamente impressionato soprattutto per una ritrovata dinamicità e per l'aumento del ritmo che auspicavamo da anni. Tutto questo, probabilmente, alla luce di un leggero passo verso i casual gamer che, in certi frangenti, potranno anche beneficiare di una certa facilità nel connettere i colpi; aspetti che, se confermati, potrebbero far storcere il naso allo zoccolo più hardcore dei fan. Dobbiamo infine confermare anche un altro aspetto sul quale ci eravamo soffermati in fase di anteprima: l'efficacia dei calci risulta effettivamente aumentata, ribilanciando finalmente l'incidenza dei vari colpi.

Per quel che concerne il comparto tecnico UFC si conferma ancora una volta la punta dell'iceberg per quanto concerne il realismo in ambito beat'em up, grazie soprattutto ad una perfetta modellazione poligonale degli atleti, alla quale si aggiungono tantissimi particolari facciali (in continua modifica sotto i pesanti colpi avversari) ed un comparto animazioni solido, vario e curato sin nei minimi dettagli. La produzione non lesina dettagli nemmeno per quel che concerne le arene di gioco e le spettacolari presentazioni riprese pesantemente dal modello televisivo. Un modello di “perfezione” tecnica che porta di peso il giocatore sull'ottagono, immergendolo in combattimenti estremamente credibili.

UFC Undisputed 3 UFC 3 conferma nuovamente la bontà di questo brand ma, per la prima volta, tende la mano anche ai non esperti della disciplina e della serie stessa, esponendosi alle critiche per venire in contro ad un pubblico potenzialmente più vasto. Il feeling pad alla mano, al momento, ha mostrato che le cose funzionano; bisognerà vedere se, ad una prova più estesa ed approfondita, la quadratura del cerchio sarà effettivamente completa. Le sensazioni, ora come ora, sono delle migliori.

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