Hands on Unit 13

Zipper interactive all'esordio su Playstation Vita

Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PSVita
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Zipper Interactive è una software house ben conosciuta dagli utenti Playstation. Il team di sviluppo è salito alla ribalta con la serie Socom, uno dei sparatutto tattici più apprezzati dell'era Playstation 2, e nel corso degli annih a continuato a rilasciare titoli dal valore tutto sommato buono, pur senza raggiungere picchi di eccellenza solitamente legate alle produzioni esclusive. Fallito il colpaccio con MAG, Zipper ha ritirato fuori dal cilindro il suo vecchio brand, ma “Forze Speciali” ha ricevuto un'accoglienza appena tiepida. L'ansia di rinnovamento ha condotto il team a dedicarsi alla nuova impresa portatile di Sony, sviluppando per Playstation Vita una nuova IP, presentata ufficialmente in quel di Londra, nel corso di un evento interamente dedicato all'HandHeld.

Spec-Ops

Cambia nome e contesto, ma non muta filosofia di fondo e genere d'appartenenza. Proprio come le ultime incarnazioni di Socom, Unit 13 è infatti uno sparattutto in terza persona, dallo stampo fortemente militaresco, ma lontano dalle urgenze simulative di certa concorrenza. Anche l'ambientazione rifugge il realismo, restando generalmente vicina ai temi della guerra moderna ma senza riferimenti precisi. Il nome di questa nuova IP, Unit 13, deriva dalla tredicesima carta dei tarocchi, ovvero “la Morte”, e questo dovrebbe bastare per dare un'idea della filosofia di fondo del titolo Zipper.
Dal punto di vista del gameplay, il gioco si avvicina moltissimo all'approccio di Socom, e tuttavia questo Third Person Shooter mostra chiaramente la volontà di adattarsi al formato portatile, proponendo una struttura decisamente appropriata al Pick up and Play. La campagna single player, infatti, invece che una progressione lineare e scandita da un comparto narrativo focalizzato, sarà suddivisa in 36 missioni, che gli utenti potranno intraprendere senza patemi.
Superando un incarico, i giocatori potranno sbloccare il successivo seguendo un loro personalissimo percorso, muovendosi avanti e indietro sulla griglia che contiene tutti gli assegnamenti. Prima di scendere in campo, sarà necessario anche selezionare uno di sei specialisti, tutti caratterizzati non solo da un preciso armamentario, ma anche da diversi valori di resistenza, precisione, stamina.
Le “classi” a disposizione sono abbastanza classiche, e vanno dallo scout all'assaltatore, ma agendo sui vari Loadout è in pratica possibile modificare i preset, per customizzare la dotazione dei soldati e modellarli sul proprio stile di gioco.
Scesi in campo, si scopre un gameplay molto veloce, ma fortunatamente non confusionario e diretto come quello di tanti altri congeneri. Il livello di difficoltà, anzi, è piuttosto elevato, e basta qualche colpo a segno per incontrare un prematuro Game Over. Ecco dunque quindi che l'avanzamento deve essere abbastanza tattico e ragionato: controllando sulla minimappa la posizione dei nemici, è opportuno organizzare una strategia d'attacco fulminea ed efficace, per liberare il più velocemente possibile i grandi stanzoni in cui si dividono le locazioni. Piuttosto che un approccio frontale, dunque, è preferibile usare, almeno sulle prime, armi silenziate, avanzando in copertura per non rischiare di esporsi alle linee di tiro avversarie. In , tuttavia, non ci sarà il fuoco alla cieca a facilitarci la vita: nonostante la presenza di coperture dinamiche alla Gears of War, per far fuoco è comunque necessario sporgersi e prendere la mira. Considerata un'IA abbastanza aggressiva (con qualche tendenza suicida, in verità, ma fortunatamente mai passiva), è bene ponderare le proprie mosse, eventualmente arretrando invece di mantenere una posizione che può facilmente diventare indifendibile.
Il sistema di controllo è semplice e funzionale, e fa utilizzo, oltre che dei due stick analogici e dei dorsali, anche di pulsanti virtuali posti agli angoli inferiori dello schermo, che si utilizzano rispettivamente per il lancio di granate (a sinistra) e la ricarica dell'arma (a destra). Inizialmente la scelta di non affidare il reaload ad uno dei front button ci è sembrata poco vincente, ma la reattività del touch screen ci ha subito convinti, senza farci rimpiangere lo sfruttamento intensivo di tasti comunque abbastanza piccoli. La larghezza dello schermo fa sì che il tasto virtuale, abbastanza ampio, sia posizionato vicino allo stick analogico destro, comodissimo da raggiungere e reattivo nella risposta.
La prima missione prevedeva semplicemente di ripulire in sequenza alcuni magazzini militari, per raccogliere poi documenti d'intelligence o sabotare dei terminali. Il level design non mostra picchi d'eccellenza, ma appare molto funzionale, soprattutto per chi vuole studiare approcci sempre differenti. Balconate, casse, scale e passaggi laterali fanno sì che l'operazione possa essere condotta seguendo il proprio estro bellico. Attualmente si rilevano tuttavia alcuni problemi nella gestione delle coperture: schiacciati contro un muro, di tanto in tanto ci si accorge che è impossibile raggiugerne il margine effettivo, e quando ci si sporge parte della visuale è ancora ostruita. Problemi comprensibili, considerando che la built mostrata era ancora un codice Alpha.
Come abbiamo già accennato, Unit 13 cerca di irretire il giocatore non tanto con un gameplay che risulta sì efficace, ma anche molto derivativo, quanto con una infrastruttura che sostenga il replay value ed enfatizzi la possibilità di giocare partite rapide e veloci. Seguendo una filosofia tutta portatile, infatti, la prestazione del giocatore sarà valutata con un massimo di cinque stelle, a seconda del tempo impiegato e del punteggio accumulato. Il sistema si basa anche sulla possibilità di incrementare un moltiplicatore liberando rapidamente i nemici, o eseguendo azioni particolari (stealth kill, colpi alla testa). Insomma, ripetere più volte gli stessi incarichi sarà un'operazione sempre stimolante, anche grazie al supporto per il multiplayer cooperativo per due giocatori. Accumulare stelle non servirà soltanto per vantarsi con i propri amici o con il resto dei giocatori (attraverso le leaderboards locali e mondiali): raccolto un certo numero di premi si potranno sbloccare anche delle missioni speciali, strutturate come particolari boss fight. Il team di sviluppo assicura che solo per finire le 36 missioni principali si potrà giocare a Unit 13 per oltre 10 ore, ma che i completisti potrebbero impiegare un tempo ben più considerevole per perfezionare i loro tempi. Infine, è presente anche un sistema di punti esperienza per ognuno dei sei specialisti: salendo di livello verranno sbloccate nuove bocche da fuoco, o si miglioreranno quelle già in nostro possesso, ed ovviamente anche questo influirà sulle prestazioni.

Tecnicamente

Dal punto di vista tecnico è ancora presto per trarre conclusioni, ma attualmente Unit 13 non spicca nella Line-Up di lancio di Playstation Vita. La modellazione poligonale degli ambienti appare piuttosto povera, ma il colpo d'occhio è valorizzato da qualche gioco di luce interessante e da alcune texture niente male. Poco incisive, invece, le texture che ricoprono i modelli dei soldati, animati in maniera non del tutto convincente. Il tempo per i miglioramenti non è abbondante, in verità; ci lanceremo comunque in un'analisi più approfondita al momento della release.

Unit 13 Zipper Interactiv si dedica a Vita presentando un nuovo Third Person Shooter, assimilabile per ritmi, filosofia e impostazione al fratello “maggiore” Socom. Il titolo mostra però un'anima portatile, suddividendosi in singole missioni, e gratificando il videoplayer con un sistema di rating che spinge a migliorare le proprie prestazione, per sbloccare ulteriori incarichi speciali e potenziare, nel frattempo, i sei soldati specialisti che è possibile impersonare. Forse non sarà il massimo dell'originalità, ma grazie al doppio stick analogico, Unit 13 è il primo Sparatutto portatile ad essere facilmente fruibile. Un titolo non male, per accompagnare il lancio della console.