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Hands on Virtua Tennis 4

Provato a Colonia il controllo con Move e la Stereoscopia

hands on Virtua Tennis 4
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Wii
  • Ps3
  • PSVita
  • Pc

Sin dalla conferenza Sony dello scorso E3 è apparso chiaro come i capisaldi su cui si fonderà la strategia commerciale del colosso Giapponese per il 2010 e i prossimi anni saranno l'introduzione del Playstation Move e del 3D stereoscopico. Con il Move Sony cerca di entrare in quel mercato di casual gamer generato dal successo del Nintendo Wii, proponendo un prodotto estremamente simile ma cercando di differenziarsi grazie alla capacità tecniche e multimediali della Playstation 3. Con il 3D invece l'intento è chiaramente quello di sfruttare la “mania” del momento, generata dal successo del stereoscopia in campo cinematografico con le centinaia di milioni di incasso ottenuti da Avatar e compagnia, per stimolare la domanda di televisori 3D e naturalmente di Playstation 3, rendendo Sony il portabandiera assoluto della tecnologia.

Per far sì che i poteziali acquirenti si interessino a queste nuove tecnologie serve però il software, e la Gamescom di Colonia è stata l'occasione per Sony i proporre un gran numero di giochi capaci di integrare i due sistemi, alcuni anche contemporaeamente.
Uno dei nuovi titoli annunciati in occasione della conferenza di martedì 17 agosto, capace di supportare sia il controllo tramite Move che la possibilità di essere visualizzato in 3D (naturalmente con tv compatibile e relativi occhialini) è Virtua Tennis 4, quarto episodio del celebre franchise sportivo tornato nelle mani del team AM-3 dopo i poco positivi risultati ottenuti da Sumo Digital.
Nonostante fosse una novità assoluta, il titolo di Sega era già giocabile e disponibile per essere testato subito dopo la conferenza e presente sullo showfloor nell'area dedicata al Move.

Move & 3D

La demo era estremamente ridotta, con la possibilità di effettuare solo una partita veloce al meglio dei 3 game scegliendo un campione di tennis tra Roger Federer e Andy Murray (scelta non casuale dato che due giorni prima avevano disputato la finale dell'ATP 1000 di Toronto, con la vittoria del tennista scozzese con un doppio 7-5). Avendo però la possibilità di testare una tipologia di gioco estremamente adatta ad entrambe le tecnologie, ci siamo concentrati sia sul gameplay e su come Sega sia riuscita a implementare l'utilizzo del motion controller all'interno del suo celebre gioco di tennis, nonhcè su come il senso di profondità dato dal 3D possa ampliare l'immersione visiva del giocatore.

Bisogna innanzitutto precisare che rispetto all'utilizzo del pad il gioco con il Move risulta semplificato, in quanto prevede che il movimento del giocatore sul campo sia gestito in modo automatico dalla CPU. Ovvero noi controlleremo solo l'esecuzione del colpo attraverso il movimento del nostro polso/braccio: a far correre il tennista verso la palla ci penserà l'intelligenza artificiale del gioco. Questo rende il gioco decisamente più facile ma nello stesso tempo più appagante, soprattutto se si gioca a tennis abitualmente, in quanto viene data la possibilità di replicare virtualmente i movimenti effettuati sul campo. Utilizzando invece il pad il gameplay sarà quello classico dei precedenti episodi della serie, con la levetta sinistra deputata a gestire gli spostamenti sul campo.
Passando alla prova diretta del gioco si rileva come la visuale rimanga in terza persona alle spalle del personaggio, ma diventi quasi in prima persona quando si effettua il colpo, in modo da permettere al giocatore di focalizzarsi unicamente sulla racchetta, sull'impugnatura e sull'impatto con la pallina. Si nota subito l'ecccellente lavoro di mapping 1:1 che Sega ha realizzato.l Move permette infatti di gestire con una maggior facilità e con un miglior tempismo i colpi, riuscendo a indirizzare con precisione la palla egli angoli voluti. Modificando l'impugnatura sul controller e effettuando l'opportuno movimento è inoltre possibile realizzare le varie tipologie di colpi quali top-spin, back, pallonetti. Va però sottolineato come non sia necessario muoversi come nella realtà nel corso del gioco, in quanto anche con il semplice utilizzo polso è possibile colpire la palla. Per dare le giuste rotazioni e realizzare con precisione il colpo voluto è però consigiabile replicare con maggior cura i movimenti reali. Infine, il movimento del personaggio sul campo viene gestito in modo corretto dalla CPU con il posizionamento migliore per la realizzazione del colpo.
Nel caso si disponga di due controller Move sarà inoltre data la possibilità di giocare in 1 vs 1 con un amico, in tal caso lo schermo verrà diviso in due verticalmente, come da prassi.
L'aspetto però più intrigante della demo provata è stata però la possibilità di giocare Virtua Tennis 4 in 3D. L'utilizzo della visuale stereoscopica dona veramente una dimensione ulteriore al gameplay, facilitando ulteriormente il compito del videoplayer. Il senso di profondità fa in modo che la traiettoria della pallina verso di noi venga percepita in modo estremamente realistico, permettendo di realizzare il colpo e calcolare l'impatto con una precisione prima sconosciuta per questo tipo di gioco. Occorre sicuramente premiare la precisione della tecnologia realizzata da Sony con il Move, ma anche l'ottimo lavoro svolto da Sega nell'applicarla e nell'adattarla all'utilizzo del 3D.
Per quanto riguarda l'aspetto tecnico il gioco risulta di discreta fattura, considerando le risorse che l'utilizzo combinato del motion controller e del 3D necessariamente assorbe; i tennisti risultano forse leggermente poveri poligonalmente, ma non abbiamo potuto effettuare confronti con la versione non stereoscopica.

Virtua Tennis 4 Quanto mostrato da Sega con Virtua Tennis 4 è un utilizzo più maturo e realistico del Move e del 3D, che ci lascia con delle discrete speranze per il futuro delle due tecnologie. Virtua Tennis 4 è la dimostrazione che la scelta di propendere per un gamplay più ricercato e meno casual è davvero nelle mani delle software house e dipende fortemente dalle scelte di game design che i creativi effettueranno in fase di sviluppo.