Hands on Virtua Tennis 4

Virtua Tennis s'aggrappa ai motion controller per rinnovare il franchise

hands on Virtua Tennis 4
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    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Wii
  • Ps3
  • PSVita
  • Pc
Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Il servizio adesso funziona così: si stende davanti a sé il braccio, quindi lo si ruota di novanta gradi portandolo sopra la propria testa. Una torsione del polso, una inclinazione verso destra o verso sinistra, infine una frustrata secca sapientemente mirata all'estremo angolino del campo in terra rossa.
Si fa una certa fatica ad immaginarlo, ma il prossimo Virtua Tennis 4 si giocherà in questa maniera. Cioè legando al proprio polso l'oblunga sagoma di Playstation Move e affrontando le battute avversarie con una inaspettata visuale in prima persona. Eppure a sentire le parole di Mie Kumagai, storica producer del Virtua Tennis Team, questa storia del motion control è solo l'aspetto minore di un totale ripensamento del franchise pianificato in occasione del decimo anniversario. Da primadonna delle simulazioni tennistiche in sala giochi a cortigiana di Move e Playstation 3.
Un atteggiamento antitetico rispetto a quello freddo assaporato all'epoca di Virtua Tennis 3, titolo di lancio per l'ammiraglia Sony, senza un perchè privato del multiplayer online, laddove la versione Xbox 360 contemplava addirittura una modalità Spettatore.
Ora gli equilibri sono tutti saltati: Virtua Tennis 4 arriverà pure sulla piattaforma Microsoft, supporterà Kinect come sistema di controllo, ma nulla in confronto alla precisione fornita dalla periferica Sony e dall'esclusiva feature del 3D.
A sei mesi di distanza dall'antipasto propinatoci alla Gamescom di Colonia, abbiamo nuovamente testato il gioco in tutte le versioni disponibili: di seguito il confronto parzialmente definitivo e pure un assaggio di console war...

Il controller sei (quasi) tu

Si è scritto di un totale ripensamento del franchise. Vuoi dire che Virtua Tennis lascia il mondo arcade per guardare direttamente nei bulbi oculari il rivale Top Spin, che pure ritornerà con un episodio nuovo di zecca nel corso della primavera? No questo no, anzi: Virtua Tennis 4 accoglie proprio i rudimenti arcade della serie in vista di un abbraccio caloroso alla baraonda dei motion controller, che ormai ha radici profonde su ciascuna delle tre console casalinghe.
Hai Playstation 3, Sport Championship ti ha già stancato? Ottimo, senza abbandonare le tue pantofole foderate sei in grado di gettare un guanto di sfida al temutissimo Roger Federer grazie a Playstation Move.
Oppure sei stato contagiato dal Wii, dalla moda dei fitness virtuali, trascorri le domeniche saltando dal Tennis di Wii Sports al Tennistavolo di Wii Sports Resort? Riconnetti il Wii Motion Plus alla base del Wiimote e dacci dentro di racchettate ai maestri del Grande Slam.
E se ti sei gettato a pesce su Kinect lo scorso Novembre? Credi davvero di essere tagliato fuori dal torneo tennistico? Nossignore, la periferica Microsoft è contemplata pure da Sega e volendo si può impugnare una racchetta vera per prodursi in adrenalici scambi convinti di essere lì, a Wimbledon o al Roland Garros.
Se Virtua Tennis 2009 sviluppato da Sumo Digital aveva attirato su di sé le critiche di chi mal digeriva la pochezza di novità, il quarto capitolo dimostra sin da subito, dal sistema di controllo di non voler restare indietro, di portare avanti una serie che molti avevano dichiarato defunta con la chiusura di gran parte delle sale giochi di provincia.
Una sfida quindi ad un mercato tanto vasto quanto complesso nelle pretese, non quindi una corsa ad emulare inarrivabili competitor occidentali.
Sul fronte del gameplay gran parte del lavoro è stato speso per adeguare la visuale di gioco e il sistema simulativo alle più ovvie esigenze dei motion controller. Se la visuale classica pensata per coloro che preferiscono i controller tradizionali riprende l'azione di gioco da una posizione piuttosto elevata, la camera adottata nel caso si impugni il Move si installa poco più in là del dorso del giocatore. Onde evitare arruffate combinazioni si è preferito non assegnare ai nunchuck/navigation controller le capacità deambulatorie del tennista, bensì concedere uno spostamento lungo il bordo campo o sotto rete semplicemente sbilanciandosi verso destra o verso sinistra oppure puntando la gamba in avanti. Tali piccoli movimenti sono tosto interpretati dalla PS Eye o dalla camera di Kinect come intenzione a voler raggiungere un'altra regione del campo. Le prime volte tale accorgimento infastidisce richiamando l'alterego sotto rete senza che vi sia la reale volontà di giocarsi il punto in questa maniera: si confida, però, nel fatto che con l'esperienza sarà il giocatore stesso a calibrare le sollecitazioni motorie onde scongiurare manovre non volute.
Oltre a ciò è stata inserita una nuova opzione finalizzata a rendere i match ancora più intensi. Denominata Momentum e approfonditamente spiegata dalla Kumagai, la si può intendere come il debutto dei colpi speciali all'interno di Virtua Tennis. Chi pratica (o praticava) attività sportiva a livello agonistico sa bene che in certi frangenti, quando il traguardo è così vicino, quando l'obiettivo è a portata di mano, quando la voglia di vincere è tanta, la fatica viene meno oltrepassata da una concentrazione assoluta. Ecco, il Momentum si sblocca proprio quando la fatica è opprimente, ma la volontà agonistica troneggia: il momento per un grande colpo, preciso e al tempo stesso potente, sprigiona l'intera riserva energetica. Ciascun tennista avrà a disposizione un colpo speciale personale, cucito attorno ai migliori talenti della controparte reale. Sarà interessante vedere come tali abilità si inseriranno nell'economia del set e se sarà possibile prevenire o evitare il Momentum.

C'è anche il 3d...

Oltre al supporto di Playstation Move, la versione Playstation 3 vanta in esclusiva una modalità tridimensionale. Disponibile naturalmente solo per coloro in possesso di un televisore di ultima generazione, la feature consente interessanti giochi prospettici che dilatano a dismisura le dimensioni del campo. Gli sviluppatori hanno adottato un approccio discreto alla stereoscopia, appesantendola soltanto nelle pause tra un servizio e l’altro: proprio nel bel mezzo di piccole cut scene esprimenti la gioia di un tennista o l’affaticamento dell’altro si notano racchette bucare lo schermo, polsini a pochi centimetri dal proprio naso e chi più ne ha più ne metta.

Reach the top

Le molte innovazioni al gameplay e gli sforzi profusi nell'adeguamento al motion control non devono, però, oscurare i notevoli cambiamenti all'interno delle modalità di gioco. L'online tanto per cominciare è nell'ambizione molto più intuitivo e agile: oltre a sviluppare un netcode il più possibile stabile, tra una partita e l'altra sarà possibile alleviare l'attesa sfidando l'IA o scaldando i propri tiri attraverso alcuni minigiochi. Tuttavia il vero rinnovamento coinvolge la Carriera World Tour, fiore all'occhiello della serie sin dal secondo capitolo. Se in passato il giocatore aveva a disposizione una mappa del mondo intero che si aggiornava automaticamente di settimana in settimana con nuovi eventi e nuovi tornei, permettendo l'accesso solamente a quelli di livello pari o superiore a quello del nostro alter ego, Virtua Tennis 4 corregge l'impostazione e inizialmente mette a disposizione solamente una regione del pianeta. Perfettamente realistico: il tennista professionista compete nei primi anni della carriera nel circuito nazionale, poi passa a quello continentale e solo a quel punto si pretende la scalata al ranking mondiale.
La build a noi mostrataci prendeva avvio da Tokyo e coinvolgeva perlopiù le tre isole dell'arcipelago nipponico con rari scali lungo la costa cinese. Le opzioni, tuttavia, non sono cambiate grossomodo: ai necessari tornei si affiancheranno i classici minigiochi (in numero di dieci e affrontabili anche in una modalità a sé stante con amici e parenti), gli shop ove fare incetta di t-shirt e racchette, nonché gli immancabili luoghi di ristoro. Quando le energie cominciavano a scarseggiare per le troppe partite disputate o per gli estenuanti allenamenti si poteva trascorrere una settimana di assoluto relax nella propria magione: Virtua Tennis 4 non vi fa affrontare lunghi voli intercontinentali, ma apre le porte degli alberghi a cinque stelle dovunque vi troviate. Anche se il massaggio shiatsu e il brodino di cappone hanno un certo costo...
Di nuovo sicuramente si ha la gestione della reputazione del tennista, un parametro che andrà a influenzare la popolarità del nostro sportivo: per quanto i dettagli al momento latitano, la Kumagai ha spiegato che in questa occasione sarà importante sia portare a casa coppe e trofei, ma anche stringere accordi con gli sponsor, nonchè mantenere un atteggiamento amichevole con gli appassionati del nobile sport.

Dettagli trascurati

Le specifiche tecniche di Virtua Tennis 4 non fanno certo gradire al miracolo. Se il colpo d'occhio appare gradevole e sufficientemente realistico, vantando animazioni assai valide sia del pubblico sia dei giudici a bordo campo, le cose cominciano a scricchiolare quando ci si concentra sull'azione vera e propria. In realtà, ma questo è un cruccio da sempre della serie, una volta avvicinata la camera ai tennisti, specie durante le mossette di esultanza, si nota una cura dei dettagli davvero esigua e una disarmante povertà per quanto concerne gli effetti luminosi.
La problematica di una epidermide porosa di natura si ripresenta pur in un generale abbellimento delle texture, tant'è che il sudore anziché scivolare via tende a ristagnarsi sulle guance dei tennisti.
Di fronte a difetti congeniti alla serie stessa è difficile ipotizzare che da qui all'uscita gli sviluppatori sapranno mettervi una pezza. Il monito resta comunque chiaro: dinnanzi al realismo grafico propugnato dai titoli sportivi occidentali è tempo che anche gli sviluppatori nipponici s'impegnino maggiormente nella modellazione poligonale delle proprie creature.

Virtua Tennis 4 Sega annunciò lo scorso Agosto alla Gamescom mettendo nelle mani dei visitatori un Move e chiedendo loro di inforcare un paio di occhialini 3D. Sei mesi più tardi e a poche settimane dalla release del gioco possiamo dire che buona parte delle promesse sono state mantenute: la compatibilità con i motion controller (oltre a quello Sony, anche Kinect e Wii Motion Plus) si dimostra sincera e saggia, il 3D è un orpello che riesce in ogni caso a impreziosire l'esperienza di gioco, mentre la modalità World Tour ora appare più profonda che mai. Permangono talune zone d'ombra che potranno essere illuminate solo in sede di recensione, come ad esempio il Momentum, il sistema di gestione della popolarità del nostro tennista e i traguardi tecnici.