E3 2011

Hands on Wakfu

Combattimento, politica ed ecologia del MMo Ankama

hands on Wakfu
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Chissà se Wakfu è davvero il seguito di Dofus: il mondo dopotutto è lo stesso e il blend narrativo non dissimile.
1000 anni di pianto per l'orco Ogrest, possessore dei 6 Dofus, dopo che l'ira lo indusse all'assassinio dell'amata. 1000 anni dopo gli eventi di Dofus, il nostro nemico è Ogrest: dovremmo ucciderlo, ma il condizionale è d'obbligo, "non è necessario". C'è molto altro da fare in un mondo in rovina, ci sono i commerci da ristabilire, le armi da riforgiare, gli eserciti da ricostituire.
Spensierato e bonaccione, Wakfu è differente da tutti gli altri: più che invitare il giocatore al combattimento gli fa perdere tempo con politica ed ecologia.
Avevamo già avuto modo di testare il titolo durante la closed beta non molto tempo fa, ma all'E3, tra le salette di presentazione di Square Enix (la società che distribuisce i prodotti Ankama nel Nord America), ci sono stati introdotti nuovi elementi di cui vale assolutamente la pena parlare.

Una spada al giovanotto

Partiamo dall'abc. Cosa è Wakfu? Un MMO strategico a turni. Traduzione: un action game che ingloba elementi dei giochi di ruolo online con combattimenti a turni.
La struttura di gioco ha non poco da spartire con Dofus 2.0, ma le novità sono molte e di spessore.
Nel PvP e PvE si innesta il fattore velocità con ricompense più sostanziose per quei giocatori maggiormente reattivi; un esempio sono i punti magia in maggiore quantità oppure un'accelerazione della nostra falcata tale da permetterci di compiere più passi verso un nemico. Questo nuovo approccio ha come generale conseguenza la maggiore efficacia del close combat, elemento su cui il team di sviluppo ha insistito parecchio. Remunerare subito e lautamente il giocatore è divenuto il loro scopo.
Le nostre esplorazioni sono accompagnate da un grazioso pipistrello, il quale fornisce un flebile supporto durante i combattimenti, ma è completamente customizzabile nel vestiario e - si spera - anche nelle abilità.
Il titolo, proprio come Dofus, è sviluppato in Java con uno stile molto accattivante, che richiama alla mente i MMORPG orientali come Ragnarok. Questo design piacerà senz'altro ai più giovani, che magari si avvicineranno al MMO sulla scia della serie animata trasmessa da France 3 o dal gioco di carte collezionabili. Un modus operandi che ha fatto la fortuna della casa d'oltralpe, specie in madrepatria (vedi alla voce Ankama Convention).

Wakfu ad personam

Ma è l'aspetto politico di Wakfu che più ci ha conquistato durante la fiera losangelina. In ciascuna nazione di gioco (inizialmente saranno tre) a intervalli regolari si terranno delle vere e proprie elezioni che andranno ad eleggere un Governatore. Costui poi andrà a definire la propria squadra di governo (cabinet) scegliendo altri otto giocatori che lo coadiuveranno nelle singole materie.
A questa piccola oligarchia spetterà il compito di decidere per quella nazione in tema di alleanze, guerra, salvaguardia dei confini. Le mansioni riguarderanno anche la politica fiscale, quindi tasse e spese.
Come potete notare lo schema ricalca il presidenzialismo statunitense con elezione diretta del Presidente della Repubblica. Siamo curiosissimi di conoscere le dinamiche organizzative della campagna elettorale (programmi, comizi) e sopratutto di quali strumenti potranno disporre i cittadini qualora il governo pensasse più al proprio tornaconto che al bene della nazione: crisi e nuove elezioni oppure il lockiano "appello al cielo", vale a dire rivoluzione?
Anche la salvaguardia dell'ecosistema in cui si gioca riveste un ruolo importante nell'economia di Wakfu. Flora e fauna caratteristiche popolano ogni microarea ed è indispensabile che le specie presenti non rischino l'estinzione; questo tra l'altro vale anche per i mostri del gioco...
Un rigoroso sistema di punteggio tiene a memoria lo storico dei rapporti con l'ambiente: se il giocatore costruisce qualcosa, pianta, ripopola, costui guadagna Wakfu points, altrimenti accumula energia negativa chiamata Stasis. Interessa non è tanto il dare o il togliere in termini di punteggio, quanto la prospettiva educativa: un approccio ecologista garantirà maggiori risorse e nuovi sentieri si spalancheranno all'interno delle vaste praterie o tra le fronde degli alberi, altrimenti il mondo di gioco rimarrà chiuso e certe possibilità inattualizzabili.
A conferma di ciò, il biglietto da visita consegnatoci a fine presentazione era tutto tempestato di piccoli semi, giusto per indirizzarci sin da subito verso l'ideologia più corretta...

Wakfu Più Wakfu si apre ai nostri occhi, più ci accorgiamo di quanto sia vasto e profondo quel mondo scarabocchiato in stile anime. E di quante cose ci siano da fare, tante e più che in Dofus: combattere, commerciare, governare, curare il territorio. Da un paio di mesi chiunque può scaricare il client e prendere parte alla beta pubblica: l'ultimo traguardo prima della versione completa.