Hands on War of the Vikings

Dopo l'Inghilterra del 1400, Fatshark ci porta al tempo dei vichinghi

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Una gigantesca arma sibila nell'aria e si abbatte sul nostro scudo levato. Prontamente ribattiamo con un affondo che incide la cotta di maglia dell'avversario. La battaglia è caos allo stato puro, mentre frecce vengono scoccate da ogni punto, compagni e nemici vengono abbattuti a decine attorno a noi, e l'immensa ascia dell'Huscarl contro cui stiamo combattendo cerca di staccarci, letteralmente e ripetutamente, la testa dalle spalle. L'attacco, poderoso, è il suo unico punto di forza, non essendo munito di scudo. Dobbiamo sfruttare la nostra velocità; i prossimi secondi potrebbero essere fatali.
Questo è ciò che accade nel seguito di War of the Roses, nuova serie prodotta da Paradox Interactive e sviluppata dagli svedesi Fatshark. Questo è War of the Vikings, che ci porterà nell'Inghilterra medievale controllata dai Sassoni, intenti ad affrontare l'incombente minaccia vichinga.

Senza Esclusione di Colpi

War of the Vikings è attualmente in fase Alpha, quindi ben lontano ancora dall'uscita definitiva, e quello che abbiamo avuto modo di provare è al momento solo un assaggio di ciò che il gioco sarà. Come detto il titolo è diretto successore di quel War of the Roses che portava il giocatore a combattere la Guerra delle due Rose, nella seconda metà del 1400. Questa volta si andrà invece più indietro nei secoli, giungendo alle soglie dell'anno mille. Si potranno quindi impersonare i Sassoni, che al tempo controllavano la Britannia, oppure i Vichinghi, gli invasori.
Il gioco sarà ovviamente tutto incentrato sui duelli all'arma bianca. Con una visuale in terza persona potremo controllare il nostro uomo nel bel mezzo del caos della battaglia, in combattimenti senza quartiere. In questa versione Alpha i server hanno messo a disposizione scontri con 16 giocatori al massimo, ma a lavoro compiuto i numeri saranno ben diversi: si parla di 64 giocatori che contemporaneamente si combatteranno l'un l'altro nelle varie mappe.
Le classi che abbiamo potuto provare sono tre, e tutte hanno ben illustrato le diverse varianti che gioco proporrà. In sostanza si è potuto giocare con il Thane, o guerriero semplice, l'Huscarl e lo Scout, nella fattispecie un arciere.
Il Thane è armato di un a spada affilata, di uno scudo con cui difendersi dai colpi e dalle frecce avversarie, e di due piccole asce da poter lanciare contro il nemico. Si tratta di un combattente versatile, adatto ai duri scontri corpo a corpo, ma abbastanza agile da non rimanere sopraffatto facilmente dalla forza fisica dell'Huscarl. Questa seconda classe infatti impersona la figura del guerriero pesantemente armatolentezza nei movimenti, derivanti dal grande peso dell'arma. Un paio di attacchi a vuoto potrebbero voler dire una morte prematura. Anche l'Huscarl, come il Thane, può per attaccare da lontano il suo avversario, essendo munito di due pugnali da lancio.
Infine viene lo Scout, o arciere, armato di arco e di una piccola ascia ad una mano. Inutile dire che sarà suo compito colpire da lontano, cercando di rimanere fuori dal nucleo della battaglia in quanto nel corpo a corpo, date anche le scarse difese, avrà sicuramente vita breve.

Per quanto riguarda invece le modalità di gioco, fino ad ora ne sono state presentate solamente due: quella classica del Team Deathmatch e quella più impegnativa denominata Arena.
Nel primo caso si giocherà per tutta la durata del round e l'avrà vinta la squadra che avrà realizzato più uccisioni, mentre nel secondo caso le cose si faranno più interessanti. Nell'Arena infatti non sarà presente il classico respawn ed a segnare il punto sarà la squadra che vedrà uno dei suoi uomini sopravvivere al combattimento in una sorta di Last Man Standing. Inutile dire che le battaglie svolte in questa modalità avranno il pregio di rivelarsi leggermente più ragionate e giocate con attenzione, visto che morire vorrà dire dover attendere la fine del round prima di tornare in campo, e la dipartita potrebbe mettere la propria squadra in una situazione di inferiorità numerica. Ogni colpo ed ogni passo dovranno essere ben ponderati, ed i fendenti scagliati senza margine d'errore.

A scuola di combattimento

Sbrigate le formalità contenutistiche, veniamo quindi al gameplay di questo War of the Vikings, ed al feeling di gioco che esso restituisce. Va detto da subito che a tratti il titolo dei Fatshark crea una certa dipendenza. Nonostante il gioco sia ben lungi dall'essere terminato, e siano presenti solo due mappe (una per il deathmatch ed una per l'Arena), l'esperienza è bella densa e appassionante.
Non sono ancora presenti tutte le personalizzazioni promesse sia a livello estetico (ad esempio per quanto concerne i colori ed i disegni degli scudi) che a livello di gameplay (tramite un sistema di Perk che andrà approfondito in futuro), ma iniziato il combattimento ci si dimentica in fretta dei limiti di questa Alpha, per trovarsi a dare delle sane randellate sui denti agli avversari di turno. È stata un'orgia di fendenti, affondi, parate e schivate.
L'attacco base sarà modulabile nella forza, e si dovrà ben tenere a mente che caricare al massimo un colpo, nel caso questo non vada a segno, porterà il nostro combattente ad essere esposto per un tempo maggiore della risposta avversaria. E le conseguenze potrebbero essere dolorose: non sarà raro morire dopo aver ricevuto un solo colpo ben assestato.
Oltre all'arma principale, come detto in precedenza i guerrieri avranno a disposizione un'arma secondaria da utilizzare quando necessario, oltre che un colpo speciale, da effettuare con la pressione di un tasto apposito, e che se portato a termine con successo garantirà quasi certamente l'abbattimento immediato del nemico.
Il ritmo di gioco si è rivelato frenetico ma a tratti ragionato, specie quando siamo stati chiamati a scontrarci in duelli all'ultimo sangue senza possibilità d'errore. L'adrenalina è salita poi alle stelle quando ci siamo trovati circondati da tre o quattro avversari, tentando di guadagnare tempo fino all'arrivo dei nostri compagni di squadra, pronti a ribaltare la situazione creatasi.
La pesantezza e la durezza dei combattimenti è ben ricreata, non solo dall'inerzia e dal senso di peso reale delle armi utilizzate, ma anche da un sistema fisico che fa bene il suo lavoro (appoggiandosi anche al Physix di Nvidia), sebbene abbia bisogno di qualche rifinitura in alcuni casi, con collisioni che a volte non sono ben calcolate.

In tutto questo si inserisce anche la simulazione della fatica in combattimento, governata da una barra Stamina che si consumerà poco alla volta non appena si utilizzeranno i vari colpi o la corsa. Rimanere con la Stamina a zero vorrà dire essere impossibilitati ad attaccare e schivare: prede facili per qualsiasi nemico.

Armature scintillanti

Tecnicamente War of the Vikings si presenta già bene. Incominciando dalle mappe va detto che quelle rese subito disponibili non si sono distinte per originalità o grandezza, essendo di fatto delle piccole arene. Tra le due sicuramente meglio quella ambientata nel chiostro di un antico monastero affacciato sul mare, decisamente evocativa. Segno positivo per i modelli dei soldati, ben caratterizzati e ad una prima occhiata anche modellati correttamente da un punto di vista storico. Le armature sono ben definite e ricreate, non si è lesinato in poligoni e nemmeno con la qualità delle texture, sempre elevata. Qualche problema però ancora è presente.

A volte capita di vedere soldati "annegare" per qualche secondo nei muri o nel terreno, oppure si scovano delle ombre mal calcolate che vanno a creare strani effetti visivi. Nulla comunque di preoccupante o di irreparabile da qui al primo quarto del 2014, periodo indicato per l'uscita del gioco. Gradita anche la buona scalabilità del motore grafico, che gira bene e senza timore a livello medio alto a 1680*1050 su un ormai non troppo recente Q6600 con 4 Gb di RAM e Geforce Ti5500, il tutto sotto Windows Seven.

War of the Vikings War of the Vikings promette scontri adrenalici e serrati, sostenuti da un buon ritmo ma sempre ragionati. Potenzialmente è un gioco capace di dare una certa dipendenza, combattimento dopo combattimento, duello dopo duello. La fisicità delle battaglie è unica, così come l'atmosfera ricreata, quella selvaggia e misteriosa dell'Inghilterra del decimo secolo. Non resta dunque che attendere i prossimi aggiornamenti e l'introduzione di tutte le feature previste, che ne faranno -si spera- un titolo da spolpare per ore ed ore.

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