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Hands on Warface

Provato il free to play di Crytek

hands on Warface
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Pc
Alessandro Sordelli inizia la sua avventura videoludica ereditando un leggendario Commodore 64 a cassette magnetiche, computer che gli apre le porte ai giochi di ruolo e tutto ciò che è fantascienza. Pur nutrendo da sempre un particolare amore per la piattaforma PC, non disdegna il panorama console. E' in giro su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Dopo il successo di un engine dalle potenzialità eccezionali, con alle spalle quattro giochi pluripremiati e un brand forte come quello di Crysis, la software house tedesca Crytek si appresta ad entrare in un mondo un ancor più vasto, quello dei free-to-play e del social gaming. Probabilmente alcuni di voi ci chiederanno come, visto che nel nostro paese quasi non se n'è discusso, ma la risposta è molto semplice e ha il nome di Warface. Il titolo in questione è un FPS multiplayer che, insieme al social network G-Face, promette di cambiare le regole del social gaming e dell'esperienza ludica online sul versante PC. Warface vuole essere un prodotto popolare, pensato per essere giocato con ogni genere di computer. L'idea alla base è quella di creare una base ludica dove ogni giorno vengono proposte mappe e missioni differenti, per rendere i contenuti il più dinamici e variegati possibile. Abbiamo avuto occasione di giocare una partita co-op a 5 giocatori per gentile concessione di Cryetk e Trion, presso lo stand della Gamescom a Colonia.

PRONTI ALLA BATTAGLIA

Prima della sessione di gioco viene fatto un breve briefing che ci illustra i comandi e il sistema di controllo, naturalmente molto simile agli altri FPS sulla scena. Controlliamo i personaggi con il WASD, mentre il mouse è destinato all'arma con il pulsante destro per mirare e il sinistro per lo sparo. Esattamente come in Crysis, premendo il pulsante C ci viene presentata l'arma impugnata, dandoci possibilità di aggiungerci silenziatore, mirino tattico, lanciagranate e tutta una serie di gadget utili a personalizzare la propria esperienza di gioco ed aver la miglior resa una volta trincerati in battaglia. Se ci troviamo in difficoltà, colti alla sprovvista dal fuoco nemico, possiamo correre premendo shift ed F, per una rapida scivolata che ci metterà velocemente al riparo.

La missione che abbiamo provato durante la press conference ci ha gettato in una zona di guerra, una città rasa al suolo da bombardamenti e feroci sparatorie. Un elicottero da sbarco ci porta direttamente sul luogo, quando ad un tratto iniziano ad arrivare i primi proiettili che rimbalzano sonoramente sullo scafo. Le paratie laterali si aprono e iniziamo a rispondere al fuoco. Il gioco si presenta come un'esperienza molto arcade, con un gameplay giocoso e assolutamente non incentrato su un'esperienza realistica e simulativa . Scendiamo dal velivolo e ci apprestiamo a svolgere la nostra incursione. Il gruppo non è proprio organizzato a dovere nell'azione, forse a causa di qualche giocatore poco pratico con il computer. Abbiamo giocato nei panni di un medic, e avevamo quindi tutta responsabilità di aiutare e dare supporto all'intera squadra. La nostra dotazione prevedeva un fucile a pompa, una pistola, l'immancabile pugnale, una granata stordente, una a frammentazione, il medikit e il defibrillatore. Gli altri membri del team ricoprono i ruoli mancanti con il geniere, il cecchino e il soldato. Nella prima parte della missione ci siamo ritrovati a sgomberare un quartiere da un plotone nemico, avanzando a ritmo serrato fino al punto di estrazione, dove l'elicottero verrà a recuperarci esattamente come ci ha fatto sbarcare. Abbiamo incontrato diversi tipi di nemici, da quelli tradizionali armati con fucile d'assalto, a quelli con scudo molto più difficili da eliminare, fino ai mitraglieri che possono essere uccisi solo se colpiti posteriormente, dopo una complessa manovra d'aggiramento. Il gameplay è buono e ha poco da invidiare ad altre produzione dello stesso calibro, tuttavia soffre di un level design un po' confusionario e di mappe poco intriganti.

La seconda parte della missione ci vede invece nel ruolo opposto, dobbiamo quindi difendere un punto d'accesso dal nemico in arrivo. In questo caso gli avversari arrivano in vere e proprie orde inferocite, ed è necessario trovare il punto di riparo ottimale per agire rapidamente con piccole raffiche di colpi. Dopo qualche minuto di dura resistenza, l'accesso cede e ci troviamo costretti ad arretrare e procedere all'area successiva: intanto i nemici non demordono e ci stringono in aree sempre più strette e difficili da difendere. Nell'ultimo segmento, i nemici arrivano da lontano e facciamo fatica ad eliminarli con il nostro fidato fucile a pompa. Niente paura, estraiamo la pistola, premiamo il pulsante C sulla tastiera e aggiungiamo un mirino ottico sulla nostra Beretta, che ci permette di colpire facilmente i nemici anche se ci troviamo ad una discreta distanza. Graficamente non ci troviamo di fronte al prodotto di Crytek che molti di voi potranno immaginare, ma abbiamo un Cryengine 3 decisamente alleggerito e depotenziato, costruito con la chiara intenzione di rendere compatibile il software con laptop e terminali di vecchia generazione. Dati i presupposti e le intenzioni di Crytek, la mossa sembra davvero intelligente, ma siamo anche sicuri che il risultato potrà lasciare l'amaro in bocca ad hardcore gamers e amanti del genere. Tempo fa avemmo occasione di provare una versione beta del gioco, purtroppo localizzata in russo, questo perché la Russia è al momento una delle poche nazioni che ha libero accesso al nuovo titolo free-to-play di Crytek. Le impressioni sono le medesime, con un motore grafico molto performante ma un design decisamente poco ispirato, che si confonde a tratti con l'incredibile quantità di FPS online di matrice orientale.

Warface Il nuovo progetto di Crytek potrebbe funzionare, ma sembra mancare di qualcosa che possa distinguerlo da una massa di prodotti tutti uguali, che paiono usciti dalla fabbrica con lo stampino. Persistono numerosi dubbi molto tecnici, come l’interazione effettiva del gioco con questo fantomatico social network G-Face, al momento in fase di beta testing, e un livello grafico complessivo che potrebbe comunque essere migliore, o almeno migliorabile sulle macchine high-end con una semplice opzione di scalabilità. Le risposte arriveranno presto, dato che il rilascio della beta pubblica sul nostro territorio è ormai vicina.

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