Hands on Wii Fit U

Il nuovo fitness game di Nintendo

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  • Wii U
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Il lancio di Wii Fit è stato probabilmente il culmine della strategia commerciale con cui Nintendo ha definitivamente cambiato il modo d'intendere e di utilizzare il software videoludico. Nella generazione che si avvia ormai sul viale del tramonto la casa di Kyoto ha lavorato da u na parte per saziare il pubblico dei suoi fedelissimi, e dall'altra per superare i confini in cui videogiochi e console si erano chiusi. Raggiungere nuove fasce di pubblico non era l'unico “dictat”: anzi, la volontà principale era forse quella di mutare sensibilmente le modalità d'interazione, toccando al contempo ambiti ed ambienti rimasti totalmente estranei al videogioco tradizionale. Wii Music, Art Accademy, Wii Fit, Brain Training, sono gli esempi più lampanti di come Nintendo abbia di fatto calcato nuovi sentieri, smussando la necessità di concentrarsi ad ogni costo sul Gameplay per spingere invece il software interattivo verso nuove frontiere. Strategia riuscita? Non agli occhi dei sedicenti “hardcore gamer”, che sono diventati subito irrequieti ed abbastanza intolleranti nei confronti di questi “non-giochi”. Commercialmente parlando, però, l'impatto sul mercato è stato allucinante, e lo dimostra proprio la base installata di Balance Board, che qualche anno fa rappresentava quasi una vera e propria “seconda console”. Non sono bastati questi dati a convincere le software house ad investire risorse creative per sfruttare la “bilancia ludica” di Nintendo, utilizzata marginalmente da raccolte di minigame, e poi soprattutto da emuli del primo vero e proprio Fitness Game mai esistito.
Con l'uscita di Wii U Nintendo ha intenzione di rispolverare anche la Balance Board, sfruttandola magari per spingere all'acquisto della nuova console tutti i non-giocatori rimasti folgorati da Wii Fit. La nuova versione del software per tenersi in forma si chiamerà poco sorprendentemente Wii Fit U, e sfrutterà il Tablet Controller per proporre attività inedite e rinfrescare la formula di base. In occasione dell'Open Day che Nintendo ha organizzato a Milano abbiamo potuto provare il software, grazie ad un demo contenente diverse attività, quasi tutte legare all'utilizzo combinato di Tablet e Pedana.

Minigiochi e Tablet

Wii Fit U ricalcherà la formula del suo predecessore, proponendosi come un “coach virtuale” dedicato a tutti coloro che vorranno tenersi in forma. Troveremo quindi una cospicua serie di esercizi, posizioni di Yoga per il rilassamento muscolare e attività più dinamiche per il potenziamento o la tonificazione. Nel corso della presentazione, tuttavia, questi aspetti non sono stati presi in considerazione, e la demo si è concentrata sul settore ludico, idealmente pensato per invogliare anche quegli utenti “di confine” a dare una chance al prodotto.
Tre i minigame che permettevano di utilizzate il Tablet. Il primo era una sorta di gara di salto, in cui dovevamo direzionare il volo di un atleta in modo che colpisse un bersaglio posto al centro di un trampolino. Come sempre il movimento del saltatore si orientava spostando il peso sulla pedana: la particolarità di questo minigioco era che per capire dove cadere dovevamo guardare il piccolo schermo del tablet, posizionato a terra di fronte alla Balance Board. Una soluzione comunque originale, anche se riuscita solo in parte, date le ridotte dimensioni della diagonale del touchscreen.
Il secondo minigame ci metteva invece nei panni di un cameriere, intento a servire le ordinazioni a clienti piuttosto esigenti. “Camminando” sulla pedana si muoveva il nostro avatar, ma era indispensabile anche tenere il tablet ben dritto davanti a noi, come se stessimo reggendo un vassoio. Un po' dubbia l'utilità di questo minigame in termini di benefici fisici così come di vero e proprio divertimento.
Il terzo minigioco ci permetteva di attivare con la pressione di un piede sulla pedana un getto d'acqua, da orientare grazie al tablet contro gli sporchissimi avversari, per lavare via il fango ed evitare di essere così inzaccherati. Un tipo d'interazione che in verità poteva essere pensata anche con Wiimote, e che fa scarso uso delle specificità del Tablet, oltre ad essere totalmente slegata dal concetto di fitness game.
Paradossalmente le attività che più ci hanno fatto sudare sono rimaste quelle legate all'utilizzo esclusivo della Balance Board, senza Tablet intorno. Una gara di Bob o una regata di canottaggio hanno messo a dura prova i nostri addominali: la prima ci ha fatto lavorare sul muscolo in isometria, ovvero tenendo i muscoli costantemente tesi. La seconda, mimando il gesto della pagaiata, ci ha invece costretto ad un lavoro pliometrico, allungando e tendendo le fibre degli addominali. Ed alla fine qualche goccia di sudore è scesa anche dalla nostra fronte.
Globalmente Wii Fit U utilizza solo marginalmente la potenza del nuovo hardware, affidandosi ancora una volta allo stile minimalista e chiedendo nuovamente ai vecchi Mii di fare da protagonisti.

Wii Fit U Wii Fit U ci ha convinto solo a metà. E' presto per tirare conclusioni, e la qualità del software dipenderà ovviamente dal numero di esercizi e dalla complessità dei programmi di tutoraggio atletico. Questi primi minigame sembrano però troppo difficili da inquadrare: troppo poco giochi per comporre una vera e propria “selezione ludica” all'interno del software, troppo poco concentrati sull'allenamento per compiacere il main target della produzione. Si tratta probabilmente di attività collaterali, da fare per spezzare i ritmi, rilassarsi, e magari coinvolgere altri membri della famiglia che proprio non ne vogliono sapere di allenarsi con costanza. In quest'ottica corse di bob e salti dal trampolino potrebbero avere una loro finalità. Resta comunque un grosso dubbio: se anche la struttura complessiva del software dovesse essere davvero eccellente, basterà questo per invogliare i vecchi utenti ad acquistare Wii U? Oppure Nintendo punta ad un bacino potenziale ancora più ampio di quello che gli ha garantito un enorme successo di vendite?