Hands on WipEout 2048

Alla GamesWeek, si lascia provare il racing game futuristico che accompagnerà il lancio di PsVita

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  • PSVita

Tra i titoli più attesi a disposizione nel corso dell'evento Londinese dedicato a Playstation Vita, c’era anche Wipeout 2048, nuovo capitolo della serie divenuta un simbolo per il marchio Playstation.
Dopo il test di una versione preliminare avvenuto al Gamescom di Colonia durante la scorsa estate, abbiamo avuto modo di confrontarci nuovamente con il gioco, rimanendone ancora una volta soddisfatti.

Stile inimitabile

Avendo maggior tempo a disposizione abbiamo spolpato la demo disponibile da ogni punto di vista, provando svariate tipologie di sistemi di controllo e notando subito numerose differenze rispetto al passato.
Il primo stupore lo desta il menu iniziale, infarcito di piccoli dettagli che non possono che far sorridere, in quanto inutili ma speciali, con l’obiettivo di impreziosire il prodotto: tutto lo sfondo è formato da triangoli solidi che, una volta passato il dito sul touch pad posteriore, diventano in rilievo, seguendo il movimento.
Lo stile, ovviamente, ricorda quello storico dei Designers Republic, con l’aggiunta però di numerosi tocchi di classe.
Proprio il menu iniziale permette di scegliere tra quattro piste differenti che spaziano per ambientazione, struttura e tipologia, in modo da poter fornire una visione generale su quanto verrà offerto con il gioco completo.

Meno hi-tech

Come è noto l’anno in cui è ambientato il nuovo episodio è il 2048, quindi alla nascita delle corse estreme apparse per la prima volta su Playstation nel 1995.
Il salto si nota subito nelle ambientazioni delle piste, un passo indietro verso l’estremità delle architetture viste anche nell’ultimo Wipeout HD, che riprendeva e migliorava parte dei tracciati apparsi in Pure e Pulse, i due tutoli per PSP che hanno traghettato la serie dalla prima, storica, console Sony, superando l’empasse causato da Fusion per Playstation 2.
Il tracciato posto sopra alla città, in maniera simile a quanto visto in Wipeout HD, sottolinea la transizione, con palazzi riconducibili a quelli visibili in ogni capitale europea, contemporanei, di mattoni, senza il metallo e l’hi-tech proposto negli episodi successivi.
Il manto stradale trasparente, quindi, massimizza il senso di vertigine, permettendo di vedere le vie sottostanti, mentre si sfreccia a velocità incredibili sospesi ad alcune centinaia di metri dal suolo.
E’ però il tracciato successivo a stupire nuovamente, a causa di una partenza in rettilineo abbastanza classica che, però, porta il tracciato a svilupparsi verso la periferia, per poi puntare dritto in direzione di un parco.
La svolta a destra obbligata porta ad abbandonare l’asfalto per immettersi in una sezione sterrata, esattamente come succedeva in alcuni tracciati disponibili in Fusion.
In questi momenti si nota il grande lavoro operato sull’effettistica particellare, con la polvere sollevata dai mezzi che si mescola ai gas di scarico, in grado di distorcere la visuale in maniera convincente se si incrocia il flusso di aria spostata da un veicolo che ci precede.
Lo stesso dicasi per l’uso delle armi, ancora più estremizzato in termini di rappresentazione visiva, ricorrendo a colori molto saturi, ai limiti dell’acido, per sottolineare il lancio di impulsi, razzi e mine, che rendono il gameplay nuovamente sbilanciato verso il combattimento, a scapito di chi preferisce una guida pulita ed armoniosa, grazie ad un sapiente uso degli aerofreni.

Configurabilità

La demo mostrata offriva già svariate configurazioni per i controlli, in modo da potersi adattare allo stile di gioco degli utenti.
L’impostazione di base prevede un solo tasto per utilizzare gli aerofreni mentre è possibile scegliere un set più tradizionale, nel quale i pulsanti dorsali possono gestire quello sinistro e destro in modo indipendente, come da tradizione per i primi capitoli della serie.
La leva analogica sinistra, deputata alla guida, si è dimostrata adeguata, malgrado la corsa ridotta, a gestire anche minimi cambi di traiettoria, utili soprattutto a correggere eventuali errori di valutazione nel raggio delle curve più larghe, spesso dotate di una parte esterna parabolica, sulla quale sono disposte le classiche pedane che forniscono dei boost di velocità temporanei.
Meno comodi i pulsanti frontali, molto piccoli e ravvicinati, non semplicissimi da gestire soprattutto quando si vuole mantenere aperto il gas e, nel contempo, assorbire un bonus raccolto e non voluto per andare ad aumentare la propria scorta di energia.

WipEout 2048 Wipeout 2048 si riconferma come un titolo solido, non solo in grado di rappresentare uno showcase importante per le potenzialità hardware della console, per una volta non legate solo all’aspetto grafico ma anche in termini di controlli, ma anche un titolo completo, che gli appassionati della serie attendono dopo le buone prove di Pure e Pulse in campo portatile. Dalle ultime notizie la data di lancio nipponica verrà leggermente spostata in avanti, non coincidendo più con l’effettiva disponibilità sul mercato della console. In Europa, invece, dovrebbero uscire insieme, alla fine del mese di Febbraio del prossimo anno.