(Dis)Comfort Zone: Outlast 2 Oggi alle ore 21:00

Primo episodio della dis)Comfort Zone dedicata ad Outlast 2!

Hands on Wolfenstein The New Order

Nei panni del sergente B.J. Blazkowicz, ancora una volta contro la minaccia del Terzo Reich.

hands on Wolfenstein The New Order
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Alessandro Sordelli inizia la sua avventura videoludica ereditando un leggendario Commodore 64 a cassette magnetiche, computer che gli apre le porte ai giochi di ruolo e tutto ciò che è fantascienza. Pur nutrendo da sempre un particolare amore per la piattaforma PC, non disdegna il panorama console. E' in giro su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Nel recente scenario videoludico non è insolito imbattersi in vecchie glorie del passato, riproposte con una chiave di lettura moderna e forgiate su nuovi stilemi. Dopo Syndicate, Tomb Raider e Devil May Cry, prepariamoci a dare il bentornato ad una saga che ha fatto la storia del videogioco e che ha fortemente influenzato un intero segmento dell'industria dell'intrattenimento digitale. Il nuovo Wolfenstein sviluppato dai ragazzi di Machinegames vuole essere un gioco nuovo e dinamico, che ricalca i primi FPS e agli action di stampo classico, grazie a un gameplay fortemente arcade e un'impostazione che strizza l'occhio agli sparatutto che hanno fatto la storia del videogioco. In una location davvero speciale, un maniero del diciannovesimo secolo poco fuori Londra, Bethesda ha presentato alla stampa il suo prossimo shooter in prima persona, dando la possibilità ai giornalisti presenti di provare con mano una sequenza tratta dal terzo livello di Wolfenstein: the New Order. Noi naturalmente non ci siamo lasciati sfuggire l'occasione e abbiamo preso il primo volo con destinazione Inghilterra.

UN NUOVO ORDINE

Come dice il titolo stesso The New Order il nuovo episodio di Wolfenstein realizzato dallo studio svedese Machinegames mira a dare una svolta a quello che non è mai stato un vero e proprio franchise, quanto una serie di videogiochi che ha conosciuto la fama così come svariati insuccessi. È quindi da questo concetto e questa idea che nasce il first person shooter di cui scriviamo oggi; quasi un reboot della saga, pronto ad essere lanciato sul mercato per conquistare tanto il pubblico vecchio quanto quello nuovo. Prendendo ufficialmente le redini del progetto, il dev team nordeuropeo di Machinegames decide che per un nuovo inizio occorre anche una nuova ambientazione, un setting rinnovato che possa dare nuova linfa vitale progetto. È così che The New Order si ambienta nel decennio '60, i colorati anni ricordati per gli hippie, la pop art e il festival di Woodstock, qui dipinto come un periodo triste e cupo, con l'ombra dell'Impero Nazista che si staglia sull'intero territorio europeo, minacciando il resto del mondo. Nel mondo alternativo raccontato da Wolfenstein: the New Order, il Terzo Reich ha vinto la seconda guerra mondiale, portando la dittatura a nuovi livelli di follia, con spargimenti di sangue sono all'ordine del giorno. Per non urtare la sensibilità intorno allo spinoso argomento, gli sceneggiatori del team di sviluppo hanno posto dei paletti, costruendo un'immagine stilizzata del movimento nazional socialista tedesco (come fece Steven Spielberg al cinema con Indiana Jones).

"The New Order si ambienta nel decennio '60, qui dipinto come un periodo triste e cupo, con l'ombra dell'Impero Nazista che si staglia sull'intero territorio europeo."

L'evento londinese di Wolfenstein è stato in grado di presentarci ben quattro personaggi, che costituiranno poi quattro importanti punti focali all'interno del plot e della narrazione. Il primo è ovviamente il protagonista, William Joseph "B.J." Blazkowicz, un americano di origini polacche facente parte del corpo dei Rangers in qualità di Sergente, in seguito selezionato dall'Office of Secret Actions (OSA) per una missione speciale in territorio nemico; un arduo compito che spetterà a noi portare a termine. Blazkowicz già lo conosciamo bene, protagonista di tutte le avventure contro il Terzo Reich, questa volta disegnato per ricalcare alla perfezione le fattezze del primissimo protagonista di Wolfenstein, quello che molti ricordano come "The Guy" (o "Doom Guy" visto che il design è il medesimo dell'altro gioco made by ID Software). Siamo di fronte al tipico omaccione tutto muscoli e adrenalina, terribile e inarrestabile, in grado di sollevare un'auto con la sola forza dei bicipiti. Ad affiancare B.J c'è Anya, prorompente compagna d'avventure che resterà sempre in contatto con il Sergente, supportandolo nei momenti di maggiore difficoltà. Il ruolo di villain è preso da un insolito personaggio femminile, l'inquietante Frau Engel, generale delle SS che emana una potente aura di odio e malvagità: al suo fianco c'è Bubi, aiutante e schiavetto personale, spesso vittima della malvagità della stessa Engel. La perfida Frau Engel ha potenzialmente il carisma per diventare una vera e propria icona del male nel mondo videoludico, anche se dovremo attendere il gioco completo per averne la conferma.

DOPPIE LE ARMI, DOPPIO IL DIVERTIMENTO

La gameplay session dell'evento di presentazione di Wolfenstein ci ha permesso di giocare per circa 30 minuti in un livello ambientato in una distopica Londra degli anni '60, nella time line alternativa descritta poco sopra. Le atmosfere sono quelle che da sempre caratterizzano la serie, con cieli tersi di nubi che incupiscono un'ambientazione già di per sé molto tenebrosa. Questa volta dovremo scontrarci con un esercito nazista pronto a tutto ed equipaggiato di potenti mechwarrior. Il Terzo Reich è in possesso di tecnologie futuristiche tanto temibili quanto misteriose. Abbiamo provato il gioco di Machinegames con un pad Xbox 360 alla mano, controller che ben si sposa con l'approccio in prima persona. Una delle peculiarità del gioco di Bethesda è la possibilità di impugnare la doppia arma: tutte le bocche di fuoco possono infatti raddoppiare la propria potenza proprio grazie alla possibilità di afferrarle contemporaneamente e con entrambe le mani. Si parte dalla semplice doppia pistola, già vista in numerosi giochi della categoria, poi si passa al fucile d'assalto e si finisce con i cannoni più grossi e devastanti, che vi offriranno una potenza di fuoco davvero incredibile a scapito di buona parte della visuale. Per controllare le due armi utilizziamo i grilletti del controller, che in questo caso si prestano perfettamente per simulare il feedback e il feeling dell'arma. Naturalmente, a doppia arma, doppio il rinculo, pertanto scegliere di equipaggiare due armi invece di una sola pregiudicherà in qualche modo la nostra precisione, rendendo davvero efficace l'uso dell'arma doppia solo in caso di combattimenti ravvicinati.

"Una delle peculiarità del gioco di Bethesda è la possibilità di impugnare la doppia arma."

Ma la grande novità arriva dalla laser weapon, che ci permette di colpire i nemici con potenti colpi a base di energia pura, ma anche di tagliare il metallo come un vero e proprio laser cutter. Con questo nuovo gioiellino potremo aprirci la strada quando bloccata da una lastra metallica o da un graticcio, oppure aprire un box per recuperarne il contenuto o ancora ritagliare una piccola finestrella da un riparo per poter spiare il nemico e controllarne le mosse. Lo strumento introdotto è decisamente interessante, ma il rischio è che si trasformi in qualcosa di banale a causa dello scripting e delle limitazioni all'utilizzo, dato che non è possibile tagliare ogni elemento dello scenario. Molto interessante la distruttibilità ambientale, che sembra però arginata ad alcuni elementi e non presente in tutte le ambientazioni visitate nel corso della demo. Ottima anche la gestione dei ripari, che offrono copertura tenendo in considerazione la natura e la densità dei materiali degli stessi.
Il livello da noi provato per occasione si è dimostrato molto lineare - non che ci aspettassimo qualcosa di più complesso da un titolo del genere - sebbene i vecchi giochi dai quali trae ispirazione fossero leggermente più complessi sul piano esplorativo. Il livello di difficoltà è ben superiore rispetto alla media degli shooter ora presenti sul mercato, proponendo un grado di sfida adeguato al giocatore appassionato: naturalmente gli sviluppatori presenti all'evento ci hanno confermato che sarà possibile selezionare la difficoltà ad inizio partita, elemento che non dovrebbe scoraggiare gli utenti meno avvezzi alle sfide hardcore.

THE POWER OF ID TECH

Come forse già saprete, il nuovo gioco della serie Wolfenstein vanta la presenza del già noto motore grafico ID Tech 5, già ammirato in Rage e gustato a piccole dosi anche nella recente BFG Edition di Doom 3. L'engine realizzato dall'azienda di ZeniMax non vanta la popolarità di altri e prestanti development kit dell'industria videoludica, come Unreal Engine e CryEngine, tuttavia è sempre stato in grado di mostrare eccezionali potenzialità, tanto in passato quando nello showcase londinese della scorsa settimana. Il potente motore grafico di ID riesce infatti dar prova di sé grazie a tutte le feature e tecnologie che hanno attirato l'interesse del pubblico e dei media nel corso degli scorsi anni e delle precedenti manifestazioni, in particolare le MegaTexture e la gestione di luci e ombre, rese con eccezionale realismo. Abbiamo potuto testare il gioco su un PC gaming equipaggiato di tutto punto, su schermo da 24" e in risoluzione FullHD, una configurazione che ha potuto dar sfoggio di un framerate granitico sui 60 fps ideali. Sebbene per ovvi motivi non ci potesse essere una conferma ufficiale, ci è stato fatto intendere che le versioni per Playstation 4 e Xbox One dovrebbero offrire una performance molto simile alla versione da noi testata, anche se naturalmente solo il tempo potrà dirlo. La costruzione degli ambienti ci è parsa davvero ottima e sicuramente in linea con le attuali e più complesse produzioni videoludiche del genere. Grazie ai nuovi improvement del motore grafico di ID e un investimento da parte del pubblisher è stato inoltre possibile corredare i personaggi principali di animazioni facciali all'avanguardia, ottenute con l'ausilio di motion capture e implementati con del middleware dedicato. Le esplosioni e gli effetti di fumo e fuoco non sono spettacolari come li abbiamo visti in altri frangenti, ma riescono comunque a creare la giusta atmosfera durante le numerose battaglie e scene d'azione. Completano il comparto tecnico un sapiente utilizzo della telecamera e delle animazioni in battaglia che svolgono molto bene il loro compito.


Wolfenstein: The New Order Wolfenstein: the New Order ha tutte le carte in regola per poter essere uno shooter in prima persona sinceramente divertente e interessante, in particolar modo grazie ad un gameplay brillante che strizza l'occhio alle produzioni del passato, unitamente ad un motore grafico all'avanguardia che ha già saputo dare prova di sé nel recente passato: un decisivo passo avanti rispetto al precedente Wolfenstein rilasciato nel 2009 su PC e console. Al pari del recente Metro: Last Light di 4A Games, la creatura di Machinegames presenta la sola campagna per il giocatore singolo e nessuna componente per il multiplayer, con un team di sviluppo che ha potuto lavorare a pieno regime sulla storia e sulla caratterizzazione dei personaggi. Naturalmente occorre una prova più approfondita per valutare la genuinità del nuovo gioco firmato Bethesda: chissà che l'imminente manifestazione losangelina non ci permetta di mettere le mani su di un nuovo livello e su una sequenza più longeva e appagante. L'uscita del gioco è prevista per l'ultimo trimestre del 2013, su Xbox 360, Playstation 3, PC e su console next gen.

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