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Hands on Wolfenstein: The New Order

Provato il ritorno di Wolfenstein, firmato Bethesda e MachineGames

hands on Wolfenstein: The New Order
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Andrea Porta Andrea Porta è un fanatico, divoratore (e occasionalmente critico) di videogame, serie TV, cinema, letteratura sci-fi e fantasy, progressive rock, comics, birre belga, rolling tobacco e molto altro ancora. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

A molti il nome MachineGames potrebbe non dire assolutamente nulla, e con buone ragioni. La software house di stanza a Uppsala (Svezia) ha infatti nel suo portfolio solo i lavori in corso su Wolfenstein: The New Order, ossia il nono capitolo della storica saga cominciata con il classico del 1981 e portata avanti negli anni '90 da id Software. Tuttavia, spulciando i nomi presenti tra lo staff, si notano alcune vecchie conoscenze di Starbreeze Studios, ossia le menti dietro al primo The Darkness e The Chronicles of Riddick, entrambi titoli in grado di dire la loro relativamente all'ambito degli sparatutto in prima persona orientati al singolo giocatore. Proprio Bethesda ha recentemente organizzato a Milano un piccolo evento per permettere alla stampa di provare le prime ore di gioco di questo ennesimo sequel della saga.

Il Quarto Reich

Da Philip Dick con The man in the High Castle a Fatherland, tra scrittori e registi in molti hanno provato ad immaginare le condizioni contemporanee della società se a vincere il secondo conflitto mondiale fossero stati i nazisti. Al novero delle opere che partono da questo presupposto possiamo aggiungere Wolfenstein: The New Order che vede il buon vecchio Blazkowicz perdere la memoria in seguito ad un incidente, e risvegliarsi con il Reich saldamente al potere. Chiaramente, farà ciò che da sempre sa fare meglio: squadrerà ancor di più la mascella, imbraccerà le armi, e farà piovere tonnellate di piombo sulle svastiche. Sin dai primi istanti, The New Order si impone all'attenzione del giocatore per l'ampio respiro stilistico. La narrazione, portata avanti tramite un misto di filmati d'intermezzo e sequenze in prima persona, alterna spesso e volentieri i momenti di gioco, naturalmente declinati armi pesanti alla mano. L'orrore per quanto sta accadendo al mondo intero in seguito alla definitiva salita al potere del nuovo Reich è messo con costanza davanti agli occhi del giocatore, e, nonostante il design volutamente non realistico, a tratti quasi cartoonesco, The New Order non risparmia qualche momento emotivamente molto forte.

Quando invece si impugnano le armi, l'opera prima di Machinegames presenta un inaspettato tuffo nel passato. Dalla gestione della salute, dedicata ad una barra divisa in segmenti e solo parzialmente rigenerativa, al feeling delle armi, il gioco rappresenta un chiaro omaggio ai classici dello sparatutto, e le meccaniche ci hanno in media convinto. Soprattutto, già al livello medio si nota una difficoltà decisamente sopra la media, e la presenza di un moderno sistema di coperture, che permette di sporgersi dai ripari e fare fuoco seppur mantenendo la visuale in prima persona, non deve trarre in inganno. I reload, in The New Order, non mancheranno, e gli sviluppatori si sono assicurati di non frustrare eccessivamente il giocatore grazie al buon sistema di salvataggio basato su checkpoint.

Svastica e pallottole

Per chi se lo ricorda, una delle principali componenti dell'originale Wolfenstein datato 1981 era lo stealth, e proprio questa caratteristica torna prepotentemente in The New Order, lasciando tuttavia ampia scelta al giocatore su come procedere. Senza costrizioni di alcun tipo, alcuni livelli della campagna daranno evidentemente la possibilità di procedere senza allertare le installazioni militari che cercheremo di penetrare, ma, volendo, si potrà tranquillamente procedere ad armi spianate. Si tratta di una formula intelligente, che racchiude nello stesso gioco, e addirittura nei medesimi livelli, due anime contrapposte, eppure in grado di convivere senza problemi. Sempre a proposito del design delle ambientazioni, si nota una buona alternanza tra sezioni più lineari e guidate, dove gli sviluppatori sembrano essersi divertiti con script spettacolari, e altre invece completamente aperte e libere da predestinazioni. Proprio qui starà al giocatore studiare preventivamente il terreno di scontro e scovare la strada migliore per giungere all'obbiettivo, silenziosamente oppure ad armi spianate. L'esplorazione, in The New Order, non è quasi mai fine a se stessa. Sul tetto di un'installazione militare potrebbe nascondersi un fucile da cecchino, utile a sfoltire le fila naziste da un punto ben protetto, oppure un cavo teso e utile ad aggirare cortili ben pattugliati. Non c'è quasi mai una sola soluzione al problema, e di questo agli sviluppatori va riconosciuto il merito.
Naturalmente, questa buona varietà passa per l'encomiabile lavoro svolto sull'intelligenza artificiale nemica, che si rivela dannatamente ostica da affrontare e in grado di rispondere coerentemente agli stimoli del giocatore.

Le circa tre ore di gioco da noi affrontate hanno rivelato nel complesso una qualità di game e level design interessante, sebbene con qualche caduta di stile, come nel caso di una boss fight davvero troppo semplicistica e poco credibile, incalzante nel ritmo ma non certo elegante nell'esecuzione. Solo una prova più approfondita potrà rivelarci se simili sviste facciano capolino altre volte nell'offerta ludica. Dal punto di vista grafico, la versione Playstation 4 da noi provata si è distinta per il buon lavoro a livello di design, mentre la qualità generale del rendering ci ha piuttosto deluso. Dalla definizione delle texture alla qualità dell'effettistica, l'impressione era quella di trovarsi di fronte ad un titolo della generazione appena conclusasi, e non certo di fronte ad un prodotto pensato per la next gen. Anche in questo caso, attendiamo versioni del gioco aggiornate e corrette prima di pronunciarci definitivamente.

Wolfenstein: The New Order La nostra prova diretta di Wolfenstein: The New Order ha rivelato un seguito caratterizzato da una predominanza della componente narrativa, apparentemente interessante, e da un gameplay molto solido. Tra omaggi ai classici dello sparatutto e una propensione a lasciare ampia libertà al giocatore relativamente agli approcci, nel complesso il lavoro degli sviluppatori ci ha convinto. Peccato per la componente grafica, piuttosto arretrata, e salvata solo da un buon design. A circa due mesi dal rilascio, la curiosità per questo nuovo Wolfenstein si è rinnovata in maniera genuina. Attendiamo con interesse l'uscita del lavoro degli ex Starbreeze.

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