Hands on XCOM: Enemy Unknown

Firaxis prova l'impossibile: uno strategico su PC e console, fedelissimo all'originale.

hands on XCOM: Enemy Unknown
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • iPhone
  • iPad
  • Pc
Andrea Porta Andrea Porta è un fanatico, divoratore (e occasionalmente critico) di videogame, serie TV, cinema, letteratura sci-fi e fantasy, progressive rock, comics, birre belga, rolling tobacco e molto altro ancora. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Nel corso degli ultimi due anni i fan del brand Xcom hanno tenuto più volte il fiato sospeso: tutto è cominciato durante l’E3 del 2010, con l’annuncio da parte di 2K Marin di uno spin-off sotto forma di sparatutto in prima persona, progetto successivamente messo in pausa a causa della risposta molto critica del pubblico. Firaxis Games ha visto in questa delicata situazione il momento giusto per fare una mossa inaspettata: annunciare, senza preavviso alcuno, un vero e proprio reboot della saga, in grado di proporre lo stesso gameplay strategico a turni con una confezione consona agli hardware attuali. Grazie alla disponibilità del publisher 2K abbiamo raggiunto i ragazzi di Firaxis a Londra per una prova diretta del gioco e una chiaccherata sulle sue caratteristiche più interessanti.

Incontri Ravvicinati

Sin dal breve tutorial, utile per familiarizzare sia con il setting sia con i controlli del gioco, è evidente come con Xcom: Enemy Unknown l’intento della software house sia portare su console HD e PC le medesime atmosfere offerte nel 1994 dal capostipite della saga, sviluppato dall’allora Microprose Software. Di certo, le sfide che Firaxis si trova ad affrontare oggi sono ben diverse da quelle dell’epoca: tralasciando l’esponenziale crescita del media del videogame e dei budget necessari allo sviluppo, dal punto di vista del semplice gameplay la strategia a turni non è di certo un genere molto adatto ai nostri tempi, in particolare alle console. Sebbene ci siano titoli pronti a dimostrare il contrario, su tutti Civilization Revolution, il genere resta perlopiù appannaggio della piattaforma PC, e negli ultimi anni ha decisamente perso mordente, laddove le software house più giovani preferiscono tentare altrove la loro fortuna.

Forse proprio per questo, i ragazzi di Firaxis sembrano aver preso la sfida molto seriamente, con particolare attenzione allo sviluppo congiunto su PC e console HD. Ben due team di sviluppatori hanno lavorato solo ed esclusivamente alla due interfacce, quella per tastiera/mouse e quella per gamepad, così da assicurare un’esperienza di gioco assolutamente fruibile per entrambe le configurazioni. Proprio per permetterci di provare con mano il lavoro fatto, le piattaforme di prova erano dei PC collegati con pad Xbox 360, ottimi per godere ad un tempo della massima risoluzione possibile e dell’innovativa interfaccia dedicata alle console. Quest’ultima abbina una telecamera dinamica, caratterizzata da un angolo verticale isometrico ma liberamente spostabile sul campo di battaglia e ruotabile sull’asse orizzontale, a comandi di movimento di tipo “punta e clicca”. Quando si ha il controllo di un personaggio, è sufficiente muovere il cursore con l’analogico sinistro, selezionare il punto d’arrivo desiderato e premere il tasto A. Semplice, immediato e qualche volta anche spettacolare: capiterà infatti che la telecamera si sganci dall’angolo isometrico e inquadri l’azione da vicino, rendendo alcuni turni molto spettacolari.

Attacco, la miglior difesa

La campagna singolo giocatore di Xcom: Enemy Unknown si snoderà attraverso una lunga serie di missioni (gli sviluppatori parlano di circa 20 ore complessive) ambientate nelle principali capitali del mondo. Solo nel nostro breve hands on (circa un’ora), siamo passati dagli Stati Uniti, alla Germania, alla Cina. Lungo il cammino faranno capolino anche alcune scelte, le quali, pur non influenzando direttamente lo svolgimento della trama, potranno avere un impatto strategico sulla guerra, dato che aiutare una nazione piuttosto che l’altra farà crescere i livelli di panico e calare la fiducia nella squadra Xcom.
Ogni missione, introdotta da un briefing video molto completo, richiederà al giocatore compiti diversi, come mettere al sicuro un determinato frammento di tecnologia aliena piuttosto che individuare e recuperare un VIP in pericolo. Ci si troverà dunque a controllare una task force, da due fino a sei membri, non solo direttamente sul campo di battaglia, ma anche gestendone la crescita e l’equipaggiamento. Questo, naturalmente, a patto

"Gli alieni sfrutteranno le coperture tanto bene quanto noi, dunque l’unico modo per avere la meglio sarà esercitare del fuoco di soppressione con una parte della squadra (possibilmente ben coperta), destinando i restanti membri ad un attacco ai fianchi. "

di avere buona cura dei propri uomini: in caso uno muoia sul campo, non vi sarà più modo di recuperarlo, e con esso si perderà ogni traguardo raggiunto in termini di crescita.
Per quanto le prime due missioni si mantengano molto semplici e guidate per permettere al giocatore di familiarizzare con le meccaniche, una volta ottenuto il pieno controllo della squadra Xcom: Enemy Unknown si farà piuttosto ostico da giocare già a difficoltà Normale (i livelli saranno in tutto quattro).
Ogni membro della squadra avrà a disposizione due turni, anche se alcune azioni potranno richiederli entrambi (muoversi oltre un certo limite). Il tutto risulta chiarissimo grazie all’interfaccia molto pulita, che grazie al puntatore dinamico e a diverse icone in sovraimpressione permette di avere tutto costantemente sotto controllo.
Muovere i propri uomini sul campo significherà soprattutto studiare le coperture disponibili: queste potranno essere basse, e quindi riparare solo in parte, oppure complete, ossia in grado di offrire il massimo grado di sicurezza contro il fuoco nemico, come evidenziato da apposite icone in sovraimpressione. Muoversi mantenendo sempre i propri uomini in copertura sarà necessario anche nelle primissime fasi di esplorazione della mappa, dato che a causa della fog of war sarà impossibile avere informazioni preliminari sulla posizione degli alieni. Una volta preso contatto con il nemico, a diventare davvero fondamentale sarà il fiancheggiamento. Gli alieni sfrutteranno le coperture tanto bene quanto noi, dunque l’unico modo per avere la meglio sarà esercitare del fuoco di soppressione con una parte della squadra (possibilmente ben coperta), destinando i restanti membri ad un attacco ai fianchi.
Fondamentale per gestire correttamente i propri uomini sul campo sarà anche una buona conoscenza delle classi di appartenenza dei singoli membri della squadra, divisi secondo specialità tradizionali (cecchino, esperto di armi pesanti, fante e così via). Lo stesso varrà naturalmente per gli alieni, dei quali imparerete le diaboliche peculiarità direttamente sul campo di battaglia (a meno di non avere familiarità con i precedenti capitoli della saga, dato che i grandi ritorni non mancano).
L’interfaccia di combattimento si è rivelata tanto semplice e intuitiva quanto quella di movimento. Una volta individuato un nemico, basterà premere il grilletto destro per disporre delle diverse opzioni: selezionando i diversi avversari visibili tramite i dorsali sarà possibile decidere se fare semplicemente fuoco (una percentuale di successo sarà sempre visibile, tenendo in conto eventuali coperture), lanciare una granata, utilizzare un’arma speciale (come il lanciarazzi), ricaricare ove ce ne fosse bisogno oppure mettersi in stato di Overwatch (allerta). Quest’ultima condizione farà sì che il nostro uomo spari automaticamente a qualunque nemico attraversi il suo campo visivo, anche qualora non fosse il suo turno (una sorta di fuoco di risposta immediato).
Nonostante l’impostazione a turni possa suggerire un ritmo blando, l’azione a schermo scorre tutto sommato veloce: l’intelligenza artificiale nemica si è dimostrata capace di manovre di aggiramento di tutto rispetto, mettendoci velocemente in difficoltà. Soprattutto, a rendere molto tesa l’atmosfera è la consapevolezza che pochi colpi a segno sono sufficienti per perdere un commilitone, abbassando drasticamente le chance di successo per la missione in corso, ma non solo. Nel caso infatti a cadere sia uno dei nostri uomini decorati, occorrerà fare i conti con la consapevolezza che con la sua caduta saranno andate in fumo tutte le sue abilità ed armi speciali.

Quartier generale

Quando non sarete impegnati a combattere gli omini verdi sul campo di battaglia, Xcom: Enemy Unknown saprà tenervi impegnati grazie al suo lato gestionale, perfettamente incarnato dalla base militare. Grazie ad una

"L’azione a schermo scorre veloce: l’intelligenza artificiale nemica si è dimostrata capace di manovre di aggiramento di tutto rispetto, mettendoci velocemente in difficoltà."

innovativa visuale definita dagli stessi sviluppatori “ant farm” (vivaio di formiche), tenere sotto controllo i vari aspetti del conflitto sarà un’attività divertente ed immediata. Tramite la visuale “a spaccato” potrete vedere i diversi compartimenti della base brulicare di attività, ed accedere a ognuno di essi per svolgere alcuni importanti compiti.
Le Barracks vi permetteranno di promuovere i soldati più valorosi sul campo, spendendo di volta in volta un punto per migliorarne un’abilità. Queste ultime varieranno molto tra loro, presentandosi a volta come potenziamenti di statistiche, altre come accesso a nuove armi (granate speciali, lanciarazzi a colpo singolo e così via). Il laboratorio scientifico sarà invece il luogo dove far partire nuove ricerche basate su materiale alieno, le quali forniranno dopo qualche tempo interessanti upgrade per armi ed armature. Il reparto ingegneria sarà invece utile per espandere la base con nuove strutture, anche se il tempo a nostra disposizione non ci ha permesso di approfondire molto questa possibilità. A detta degli sviluppatori, tornerà utile per addestrare unità militari più avanzate, dotate di armi provenienti dalla tecnologia aliena.

Disegnando l'invasione

In linea con la sua natura di strategico a turni, Xcom: Enemy Unknown non cerca di stupire il giocatore con l’eye candy, eppure riesce a mostrarsi graficamente solido. A convincere è soprattutto il design: a cominciare dalla geniale “ant farm” di cui sopra e continuando con le bizzarre forme di vita aliene, i ragazzi di Firaxis sono riusciti a conferire alla produzione un look caratteristico, in grado di risultare ad un tempo familiare e innovativo sin dai primi minuti di gioco. Così come i combattimenti sono stati vivacizzati grazie alla telecamera dinamica, anche la fase gestionale risulta impreziosita da diversi dettagli piacevoli.

Ingegneri, strateghi e esperti scientifici vi parleranno direttamente dallo schermo, sfoggiando animazioni facciali discrete e facendovi sentire parte di una vera squadra. Di tanto in tanto un satellite rintraccerà una nave aliena in avvicinamento, dando il via ad un minigioco tramite il quale vi sarà possibile respingerla. Poco più che finezze, eppure importanti per conferire alla produzione un’identità e una verve notevoli.
Il design delle ambientazioni varia notevolmente, tra città in rovina, boschi in fiamme, alternanza tra luoghi chiusi ed aperti. Trattandosi di una build pre-alpha, per pronunciarsi sull’aspetto strettamente tecnico è ancora presto: l’impressione è che gli sviluppatori stiano puntando su un livello grafico medio, compensato dalla buona estensione delle mappe.

XCOM: Enemy Unknown La prima ora in compagnia di Xcom: Enemy Unknown ci ha permesso di scoprire un gioco già sin d’ora molto solido, capace di rievocare ed omaggiare il grande UFO e allo stesso tempo offrire una declinazione moderna, e soprattutto fruibile anche su console, dello strategico a turni. Senza rinunciare a una solida base strategica, il titolo riesce ad aggirare l’intrinseca staticità contrapponendo al giocatore avversari ostici e movimentando l’azione con notevoli rifiniture. Notizie riguardo alla possibilità di un comparto multigiocatore (sul quale scommettiamo già sin d’ora), al supporto per eventuali MOD al momento mancano, così come indicazioni più precise sulla data d’uscita, al momento ferma su un generico fine 2012.Di certo, questo Xcom secondo Firaxis è entrato di petto nel mirino dei giochi da tenere d’occhio per questa fine anno: rimanete con noi per tutte le novità al riguardo.

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