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Hands on XCOM: Enemy Within

Un corposo DLC introduce molte nuove possibilità nel titolo Firaxis

hands on XCOM: Enemy Within
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Andrea Schwendimann Andrea Schwendimann nasce smontando un 486DX e divorando qualsiasi videogame da allora in avanti. Non ha resistito a nessuna piattaforma, appassionandosi a qualsiasi genere, pur prediligendo gli FPS, gli action-adventure, gli RPG e l'hardware da gaming in ogni declinazione. Lo trovate su Facebook, su Steam e su Google Plus.

Con l'ultimo Xcom è tornato lo strategico a turni nel panorama videoludico contemporaneo. E' una verità fattuale e comprovata dalle migliaia di copie vendute da Enemy Unknown su ogni piattaforma. Era naturale quindi aspettarsi un'espansione, in puro stile Firaxis: un grosso grasso DLC che modifica le meccaniche di gioco fin dalle sue fondamenta, arricchendone i contenuti su tutti i fronti. Xcom: Enemy Within giunge come un fulmine a ciel sereno per un inverno che si prospetta agguerritissimo per tutti gli amanti della strategia.

Ferro e DNA

L'attaccamento viscerale ai propri soldati non fa vivere sogni tranquilli. E' una lezione che si impara presto in Xcom: non mandarli avanti per primi se non hai la certezza di rivederli vivi. Il sistema di progressione di ciascun soldato fa rimanere talmente affezionati ai propri uomini che solo la modalità Ironman impedisce di ritornare al salvataggio precedente quando vengono folgorati dai blaster nemici. Il motivo è semplice: la personalizzazione ben dettagliata di ciascuno, il tempo dedicato ad ogni unità, e le missioni passate a dirigere le stesse truppe per lunghe ore di gioco legano il comandate ai sottoposti come in nessun altro titolo. Firaxis lo sa bene. E in questo Enemy Within assistiamo appunto a tre cambiamenti - o raffinamenti - chirurgici: due nuove classi e il doppiaggio in lingua per le diverse nazionalità. L'ultimo sembra una sottigliezza, ma l'immersione sarà decisamente più elevata grazie ai campionamenti delle voci dei soldati in diverse lingue, fra cui l'italiano. Chiusa questa parentesi poliglotta, veniamo al succo della polposa espansione dello strategico a turni attualmente più sdoganato: i MEC e i soldati geneticamente modificati.
Cominciando una partita, potremmo trovare sparsi per le mappe dei contenitori di MELD, la nuova risorsa introdotta dall'espansione: è una sorda di liquame genetico che potrete usare per potenziare truppe e tecnologie. Se riusciremo a mandare un soldato nei pressi di un barile entro il numero di turni segnato da un contatore posizionato sopra di esso, otterremo quindi la materia prima spendibile per la progressione delle due nuove classi. Dal momento che si tratta di una risorsa instabile, dovremo recuperarla in fretta, oppure sarà per sempre inutilizzabile.
Affrontando per la prima volta alcuni nemici più avanti nel gioco, i nostri scienziati avranno l'opportunità di studiare arti meccanici e cervelli particolarmente sviluppati da replicare in laboratorio, per poi prendere una determinata cavia - accuratamente selezionata da noi - dalle cuccette della base-formicaio e pasticciare coi suoi arti o col sistema nervoso. Ogni classe necessita ovviamente di un edificio apposito da costruire in precedenza, mentre le schermate di modifica dei soldati sono analoghe a quelle che tutti conosciamo per le tre classi di base, ma ovviamente con ben altre abilità.
I MEC potremo ottenerli una volta incontrati i nuovi alieni meccanoidi (Mechtoids): i vecchi Sectoid armati di semplice pistola che, privati del corpo, vengono impiantati in immensi robot dalla potenza di fuoco devastante. Un altro Sectoid potrà in ogni momento collegarsi col suo simile robotizzato dandogli degli upgrade temporanei, con effetti molto efficaci. Gli enormi mech già sono temibili, figuriamoci con uno scudo di energia che li avvolge: impossibili da abbattere. Per fortuna potremo ottenere un'unità simile dopo un attento studio dei corpi ottenuti e spendendo il MELD per equipaggiarla. Una volta effettuata la "conversione" non sarà più possibile tornare indietro e nel processo il poveretto meccanizzato perderà anche tutte le abilità acquisite fino ad allora.
Discorso diverso per chi decideremo di sottoporre a iniezioni e interventi chirurgici di medicina sperimentale. I soldati geneticamente modificati mantengono infatti la classe originaria, permettendogli di migliorarsi sotto altri aspetti.

Durante la missione che abbiamo giocato solo alcune abilità erano disponibili, ma ci hanno lasciato molto soddisfatti per varietà e soprattutto apertura a nuove tattiche. Per quanto riguarda i MEC, avremo colpi ad area in grado di distruggere le coperture più dure da abbattere, una modalità scudo che trasforma il mech stesso in una copertura alta per le altre unità, e un colpo corpo a corpo micidiale che sottrae ben dodici punti ferita all'alieno di turno. I soldati dal DNA anomalo invece potranno cammuffarsi completamente col terreno (finchè non compiono un'azione troppo vicini agli avversari), oppure ottenere l'immunità da qualsiasi attacco psichico e dal panico. Sul campo gli scontri sono molto più complessi e vari che in precedenza e sparare con il nuovo repertorio pensato appositamente per i Mech non ha prezzo, così come dotare uno sniper di pelle mimetica per muoversi indisturbati sull'altura più vantaggiosa. Insomma i due nuovi modi d'intendere la tattica di Enemy Within offrono uno l'opportunità di reclutare velocemente soldati ben protetti (i Mech) e l'altro di trasformare i veterani in macchine di morte ancora più raffinate e letali (i SGM). Ma intraprendendo entrambe le strade, ovvero spendendo MELD in entrambi i campi di ricerca, non andremo molto lontano: gli skill tree non permettono infatti di massimizzare entrambe le classi lungo il corso di una partita e - ci viene riferito - che ai livelli di difficoltà più elevati conviene concentrarsi solo su una delle due.
Molti altri aspetti sono stati migliorati ed espansi in Enemy Within. Nuove armi, più di quaranta nuove mappe per il single e il multiplayer (un gran bel numero!), nuove tipologie di missioni e un ribilanciamento a lungo auspicato dei livelli di panico per le difficoltà Classic e Impossible completano un'offerta imperdibile per tutti gli amanti di alieni e strategici.

XCOM: Enemy Within Finalmente ogni soldato parla la sua lingua! Ed era anche giunta l'ora di ravvivare il gioco inserendo nuove tattiche. Gli elementi inediti di Xcom: Enemy Within sembrano proprio andare a colmare alcune pecche del titolo originale sia a livello tattico che strategico, come la scarsità del numero di mappe e la necessità di ricorrere spesso alle stesse combinazioni sul campo di battaglia o di affidarsi ai soliti percorsi di ricerca nella base. Il titolo, per un motivo a noi alieno, uscirà standalone su console al prezzo di circa quaranta dollari, e solo come DLC su PC ad un prezzo ridotto. Il 12 Novembre negli Stati Uniti e il 15 da noi comuni mortali.

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