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Hands on Xenoblade Chronicles

Un Hands-On esclusivo della versione Giapponese di questo immenso RPG

hands on Xenoblade Chronicles
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Wii
  • 3DS

Il 2011 è iniziato da ormai sei mesi, e Nintendo non ha ancora presentato alcun titolo capace di attirare l'attenzione del sempre più esigente popolo ludico. Anzi, il relativo insuccesso al lancio del nuovo 3DS, incapace di mantenere alte le vendite vista la scarsità di software all'altezza, con la totale apatia nel versante Wii, stava delineando un disegno alquanto buio per i milioni di fan della casa di Mario. Fulmine a ciel sereno è stata la conferma per il mercato europeo di un titolo come Xenoblade, uscito l'anno scorso in Giappone e previsto entro l'anno nelle case di, speriamo, numerosi giocatori.
Prendiamoci un po' di tempo per esaminare, dopo averlo terminato in versione originale, una delle ultime frecce nell'arco a disposizione della piccola Wii.

Xenostory

Frutto nato dalla collaborazione tra Nintendo e Monolith Soft (il team responsabile di una serie culto come Baten Kaitos sul mai troppo lodato GameCube), Xenoblade riprende alcune tematiche dalla precedente trilogia di Xenosaga (disponibile su console Sony), come la tendenza a mischiare elementi sci-fi assieme a più comuni prospettive fantasy. Tuttavia il titolo non ha alcun legame stretto con i titoli della saga appena citata, presentandosi come un prodotto che fa dell'esplorazione e della forte componente action degli scontri il proprio cavallo di battaglia.
Il mondo di Chronicles è scisso, diviso, bipartito. Composto di fatto da due enormi guerrieri meccanici, bloccati chissà perché nell'istante fatale di una battaglia antica: Kyoshin e Kishin (probabilmente rinominati Bionis e Mechonis dalle nostre parti) rappresentano il vero e proprio campo da gioco dove si sposta il giocatore: ogni parte del loro corpo è una locazione. Si parte dalla gamba, dove si trova Colony 9, la prima cittadina del titolo, passando dal cuore per proseguire sino alla testa. Se pensate che questa originale visione della world map, costruita verticalmente, possa in qualche modo limitare le ambientazioni, sappiate da subito che la varietà è uno degli aspetti maggiormente riusciti nell'opera di Tetsuya Takahashi, director del gioco e padre di quel vecchio capolavoro di Xenogears (con all'attivo svariate perle che rispondono al nome di Final Fantasy VI, Chrono Trigger e, più recentemente, quella piccola gemma di Soma Bringer per Ds). Dunque, durante la lunga esplorazione finirete per visitare foreste, oceani, cime innevate, villaggi nascosti tra gli alberi. Insomma, l'espediente usato non limita minimamente la creatività delle locazioni.
Vestendo i panni di un ragazzo di nome Shulk, tipico protagonista da j-rpg, le prime battute di gioco ci vedono scorrazzare assieme a Fiorung e a Rein, classicissimi amici d'infanzia che faranno parte del party che ci accompagnerà (o no?) nel corso dell'avventura, introducendoci le varie meccaniche e ponendo le basi per comprendere meglio le vicissitudini che incontreremo più avanti. Dovete sapere che tra i cittadini che “abitano” i due giganti non corre buon sangue: anzi, spesso e volentieri lunghe guerre hanno attraversato il mondo di Xenoblade. Spesso è accaduto, in passato, che coloro che risiedono su Bionis, per la maggior parte esseri umanoidi, si scontrassero con gli esseri meccanizzati che vivono su Mechonis.
La notevole superiorità tecnologica dei poplani di Mechonis viene compensata dall'utilizzo della Monado da parte degli umani: una sorta di spada magica in grado di ferire mortalmente i robot, e l'arma che rappresenta il punto cardine attorno a cui ruotano gran parte degli eventi del gioco. I più attenti, del resto, ricorderanno che proprio Monado era il nome con cui Nintendo aveva presentato il titolo un paio di anni or sono: appunto a sottolineare l'importanza che ricopre l'oggetto nel corso degli eventi.
Se l'inizio dell'avventura non rappresenta nulla di particolarmente originale, con molte situazioni simili affrontate in altri rpg nipponici, già dopo un paio di ore diventiamo protagonisti di un avvenimento che rappresenta il vero incipit del gioco, che non vogliamo svelare. Sappiate solo che la trama, specialmente verso le battute finali, diventa senza dubbio di spessore, toccando tematiche molto vicine ai capolavori citati in precedenza, che faranno la gioia dei fan dei lavori di Takahashi e degli amanti della fantascienza in generale.

Un mondo enorme ci aspetta

Il primo aspetto che salta all'occhio dopo qualche ora di gioco è la vastità delle ambientazioni. Veramente enormi, capiterà di passare intere ore ad esplorarle, tanto che sembreranno più vicine a quelle di un MMoRpg che a quelle di un classico gioco di ruolo. Nelle varie locazioni, i nemici si muovono liberi per lo schermo, permettendo al giocatore di decidere se combatterci o meno. Se avete giocato a Final Fantasy XIII ricorderete senz'altro Gran Pulse, con le sue enormi distese di terra piene di creature; di Dragon Quest VIII, invece, avrete presente la vastissima world map esplorabile. Ma anche classici rpg occidentali come Oblivion tornano alla mente giocando a Chronicles, in cui non esistono barriere che delimitano i vari paesaggi. Xenoblade sembra proprio aver miscelato alcuni tra gli aspetti meglio riusciti dei suddetti titoli, per dar luogo ad un mondo esplorabile immenso, caratterizzato da alcuni tra gli scorci più evocativi visti negli ultimi tempi; ancor più impressionanti se si considera l'hardware ormai “annoso” su cui gira.
Appena ci si avvicina troppo ad un nemico, in ogni caso, inizia la sezione adibita al combattimento, in tempo reale. Le skill da selezionare nella parte inferiore dello schermo diventano, progredendo nell'avventura, sempre più numerose, e sono potenziabili spendendo 'punti' guadagnati per ogni nemico sconfitto. Il tutto avviene in maniera simile ad un altro peso massimo ancora atteso da noi, quel The Last Story analizzato su questo sito un paio di mesi fa, o ad un Final Fantasy XII, che a sua volta strizzava l'occhio a titoli occidentali ed ai tanti giochi di ruolo online sul mercato.
Sebbene al giocatore spetti l'utilizzo di un solo personaggio durante i combattimenti (si può scegliere il proprio avatar tra tutti i membri del party e lasciare gli altri all'IA ), gli scontri già nelle fasi iniziali richiedono un uso combinato delle tecniche a disposizione: combo piuttosto complesse sono indispensabili per avere la meglio su alcuni boss presenti sin dall'inizio. Da segnalare anche la presenza di alcune 'super', tecniche sbloccabili dopo il riempimento di un'apposita barra circolare. Capite insomma che Xenoblade cerca di allontanarsi dalla staticità dei vecchi j-rpg, per abbracciare soluzioni in grado di venire incontro ad un mercato che si è dimostrato particolarmente difficile per questo genere, mantenendo però intatta la natura tipicamente orientale del prodotto.

Aspetti Tecnici

Come precedentemente scritto, il valore tecnico del gioco va ricercato nelle mastodontiche ambientazioni. Il motore, durante le nostre approfondite prove, non ha mai rallentato neanche nelle fasi più ricche, risultando costante e fluido per l'intero gioco. Certamente i programmatori hanno dovuto sacrificare altri aspetti, come la modellazione dei personaggi, vicina a quella dell'era Ps2 nel numero di poligoni. Ma credeteci: la scelta è pienamente giustificata, e basta visionare il filmato ufficiale per farsi un'idea del risultato finale.
Monolith non ha voluto risparmiare nemmeno per quanto riguarda l'aspetto sonoro, chiamando a comporre quattro artisti, tra cui Yoko Shimomura (Street fighter 2, Legend of Mana, Mario e Luigi Rpg) e Yasunori Mitsuda (Xenogears, Chrono), e confezionando un lavoro di altissima qualità: probabilmente uno dei migliori accompagnamenti ludici di sempre.

Un nuovo capolavoro

Cosa si può aggiungere a questa anteprima senza trasformarla in una recensione? Xenoblade è un gioco che per qualità avrebbe meritato un lancio mondiale da parte della grande N alla pari di saghe come Mario e Zelda, tanto è elevato il valore del titolo. Un prodotto che presenta inoltre una miriade di Quest alternative, una ricchissima personalizzazione dei personaggi con decine e decine di armi, armature, oggetti, in grado di distogliere il giocatore dalla già di per se mastodontica trama principale (che a noi ha strappato oltre 80 ore di gioco). Assieme a The Last Story, che ancora pare confinato in Giappone, questo prodotto rappresenta forse l'ultima chiamata per il pubblico Hardcore di Nintendo, ormai lanciata verso la prossima generazione. Riguardando i nomi coinvolti nel progetto, ed avendo provato con mano l'effettivo valore, viene da ripensare al 1995, quando mentre il SuperNes si avviava alla pensione uscivano giochi come Chrono, Yoshi's Island, Super mario Rpg, tra i migliori titoli che la console abbia mai avuto. Chissà: magari tra 10 anni si ricorderà allo stesso modo anche l'ultimo nato in casa Monolith.

Xenoblade Chronicles Come si è potuto capire leggendo questa anteprima, Xenoblade con ogni probabilità rappresenterà uno degli ultimissimi, possiamo dirlo, capolavori in uscita per la bianca scatoletta Nintendo. Presenterà un mondo vastissimo, una trama interessante, un sistema sviluppato per andare incontro a diverse tipologie di giocatori, esperti o meno, più tutta la classe che trasuda da ogni istante passato in compagnia del titolo di Monolith Soft. Aspettiamo solo la versione localizzata per poter confermare quanto scritto e provato.

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