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E3 2014

Hands on Yoshi's Woolly World

Chi aspettava l'erede legittimo del mitico Yoshi's Island può lasciarsi attraversare da un brivido e incrociare le dita.

hands on Yoshi's Woolly World
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Wii U
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Prima si chiamava Yoshi's Epic Yarn, recuperando il sottotitolo dalla batuffolosa avventura di Kirby riuscita solo a metà. Dopo essere letteralmente sparito dalle scene per qualche anno, l’episodio “in punto croce” del platform Nintendo torna oggi con un nome un po’ meno immediato, che manda però un messaggio fortissimo ai fan di vecchia data.
Perché Nintendo non usa mai la parola “world” senza cognizione di causa: lo fa, anzi, come se fosse una precisa dichiarazione d'intenti. Ecco quindi che questo Woolly World assomiglia molto di più al mitico Yoshi's Island (Super Mario World 2, appunto) di quanto non lo faccia il suo sequel diretto, arrivato qualche mese fa su Nintendo 3DS. Fra margherite da scovare, passaggi segreti e brillanti trovate di game design, il nuovo platform ha le carte in regola per far innamorare i fan storici dell'episodio a 16 Bit. Tre stage sono pochi per un giudizio circostanziato, ma allo stato attuale dei fatti, grazie ad un level design con soluzioni molto ardite, e persino ad una modalità cooperativa meno caotica e più riuscita rispetto a quella dei Super Mario bidimensionali, Yoshi's Woolly World sembra potenzialmente in grado di diventare una pietra miliare del genere.

Cucito su misura

Yoshy's Woolly World è, dal punto di vista artistico, semplicemente delizioso. Per rivitalizzare un'iconografia forse un po' fiaccata dai tanti anni che si porta sulle spalle, Nintendo ha ben pensato di ricostruire il regno dei funghi utilizzando stoffe morbidissime e gomitoli di lana, i cui fili si intrecciano come se fossero il prodotto di un finissimo lavoro a maglia. Tutti gli elementi a schermo appaiono ruvidi e soffici come se fossero appena stati “annodati” dai ferri della nonna: e in vista ci sono cuciture, ricami, grovigli. Si tratta, insomma, di una preziosissima rilettura del colpo d'occhio caratteristico dei platform della casa di Mario, che rappresenta senza ombra di dubbio una delle eccellenze della produzione.
Anche perché questa “ossessione” per lo studio dei materiali (la stessa che si trova nei livelli di plastilina del Kirby per Wii U), si “intreccia” anche con il gameplay, pronto a giocare con la tradizione di Yoshi's Island per stuzzicare i fan di lungo corso. Al posto delle uova, ad esempio, adesso possiamo lanciare dei gomitoli, i cui fili si annodano attorno al muso delle Piante Piranha o dei giganteschi boss, versioni “allargate” dei nemici classici proprio come quelle che si trovavano nel capolavoro per SNES.

Le trovate del team di sviluppo, quindi, esplodono fragorosamente praticamente in ogni stage, con elementi che si assemblano sotto i nostri occhi, fiori che sembrano centrini di pizzo e nuvole ricamate. Schizzando tra fili e merletti, si scopre un level design calcolatissimo, attento sia al recupero di soluzioni classiche che ad esibire un certo dinamismo: lo stesso che c'era poi in Kirby's Epic Yarn, quando si tiravano i fili per “scucire” alcuni elementi dello stage, oppure per rivelare passaggi segreti, qui anche nella forma di tubi che vengono tessuti sotto gli occhi sempre meravigliati del giocatore.
Insomma, la cura per il particolare ed il culto per la trovata ardita, per l'elemento insolito che basta a caratterizzare un singolo livello, imprimendolo a fuoco nella mente del giocatore, sembra davvero la stessa del primo Yoshi's Island. E, dal momento che chi vi scrive è convinto che Super Mario World 2 sia il platform più bello della storia, tutto questo è davvero commovente.
Il ritmo di gioco, in ogni caso, è meno acceso di quello degli ultimi capitoli 2D di Super Mario. Più che sulla precisione meticolosa dei salti, qui l'avanzamento si basa proprio sulle variegate abilità di Yoshi e sull'esplorazione. Svolazzando per allungare le traiettorie dei salti, tirando uova (no: gomitoli) a destra e a manca, e poi esibendosi nei sonori tonfi a terra che schiacciano nemici ed elementi dello scenario, bisogna cercare di scovare le molte alcove nascoste e le sezioni segrete dei livelli, in cui si nascondono gemme e margherite.

Fra le novità più importanti, si segnala qualche stage in cui troviamo delle buffe creature batuffolose da lanciare al posto dei gomitoli: queste lasciano lungo la loro traiettoria una scia soffice su cui possiamo poi saltare. Sembra, questa, una soluzione recuperata dal meraviglioso (e originalissimo) Yoshi Touch 'n' Go, capolavoro uscito sul primo DS che ci chiedeva di disegnare un morbido percorso di nuvolette su cui far camminare il protagonista. Collocato nel contesto di un platform più classico, il tutto funziona davvero alla grande, rapportandosi in maniera sempre brillante con il level design.
Ma l'aspetto forse più formidabile di Yoshi's Woolly World è la possibilità di giocare gli stage in due. Il sottoscritto non è mai stato un fan della modalità cooperativa nei platform “marieschi”: funziona bene nel recente 3D World, ma quando la prospettiva è bidimensionale l'attraversamento dei livelli rischia di essere un po' caotico, e lo schermo abbastanza sovraffollato.
Qui invece, proprio per via di un ritmo meno acceso della corsa e dalla progressione tutto funziona a meraviglia, con i due giocatori che possono coordinarsi, saltarsi sulla testa e darsi una mano per raggiungere le aree segrete. C'è anche la possibilità di “mangiare” il proprio compagno e poi sputarlo verso una piattaforma distante, oppure trasformarlo in un gomitolo da lanciare contro nemici e oggetti. La modalità “co-op”, se così vogliamo chiamarla, è più vicina a quella dei Donkey Kong firmati Retro Studio che a quella di un Super Mario “dueddì”, ed è uno smisurato valore aggiunto per una produzione che sembra stratosferica.

Yoshi's Woolly World Giudicare un platform dopo aver giocato un tris di livelli sarebbe poco responsabile e un po' pretestuoso. Come ben sanno gli appassionati Nintendo, la buona riuscita di un titolo del genere dipende dalla tenuta delle trovate di level design nel corso di tutta l'avventura. E -almeno nel caso di Yoshi Woolly World- anche dalla qualità dei boss fight e dalla capacità del team di garantire una buona varietà di situazioni, qui “chiave di volta” della produzione al posto del culto per il salto perfetto che invece fa parte del DNA dei capitoli 2D di Super Mario. Eppure, poggiate le mani sul pad della demo station, avremmo voluto non staccarci più, rigiocare tutti i livelli per recuperare le margherite, riprovarli in solitaria e poi con altri giocatori, e lanciarci a capofitto in questa fantasia morbidissima fatta di fili di lana, di stoffe, gomitoli di cotone e rocchetti. Yoshi Woolly World non è stata solo una delle grandi sorprese di questo E3: è anche un serio candidato al titolo di Best of The Show. Chi aspettava l'erede legittimo del mitico Yoshi's Island, insomma, può lasciarsi attraversare da un brivido e incrociare le dita. Potrebbe essere la volta buona.

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